MEDICINA DEL LAVORO

ESPOSIZIONE A SOSTANZE REPROTOSSICHE: LA DIRETTIVA 2004/37/CE.

da Inail.it

La direttiva europea 2004/37/CE introduce nuove misure per la protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da un’esposizione ad agenti cancerogeni, mutageni o a sostanze tossiche per la riproduzione durante il lavoro.

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In particolare, vengono innalzate le attività di prevenzione dei rischi per la salute riproduttiva dei lavoratori con importanti ripercussioni anche per le attività di ricerca in igiene industriale, medicina del lavoro ed epidemiologia occupazionale. Il volume presenta il nuovo quadro normativo e discute delle nuove sfide per la ricerca scientifica su questo tema.


Prodotto: Volume
Edizioni: Inail – 2024
Disponibilità: Consultabile solo in rete
Informazioni e richieste: dcpianificazione-comunicazione@inail.it

FARMACI PER IL DIABETE DI TIPO 2 MA CON POTENZIALI BENEFICI CARDIOVASCOLARI.

Dott. Alessandro Guerri – specialista in medicina del lavoro

Recenti studi hanno portato l’attenzione su potenziali benefici cardiovascolari offerti da farmaci antidiabetici come il semaglutide e la metformina, non solo nei pazienti diabetici, ma anche in individui non diabetici. Questi farmaci, comunemente utilizzati nel trattamento del diabete di tipo 2, stanno emergendo come promettenti nel contesto della prevenzione delle malattie cardiovascolari, il che è particolarmente significativo considerando l’ampiezza della loro potenziale influenza sulla salute metabolica.

Semaglutide e Cardiovascolopatie

Il semaglutide, un agonista del recettore del peptide simile al glucagone-1 (GLP-1), è stato oggetto di recenti studi clinici mirati a valutare non solo la sua efficacia nel controllo glicemico, ma anche il suo impatto sulla salute cardiovascolare. In particolare, il semaglutide è stato associato a una riduzione significativa del rischio di eventi cardiovascolari avversi maggiori (MACE) in pazienti ad alto rischio cardiovascolare, indipendentemente dallo stato diabetico. Questo significa che il semaglutide potrebbe avere un effetto protettivo diretto sul sistema cardiovascolare, oltre ai suoi benefici sul metabolismo del glucosio.

Un importante studio multicentrico condotto su pazienti con diabete di tipo 2 e malattia cardiovascolare (RCT PIONEER 6) ha evidenziato una significativa riduzione del rischio di MACE con l’uso di semaglutide rispetto al placebo. Ciò suggerisce che il semaglutide potrebbe essere un’opzione terapeutica efficace anche per la prevenzione primaria delle malattie cardiovascolari.

Metformina e Riduzione del Rischio Cardiovascolare

La metformina, un farmaco ampiamente utilizzato come terapia di prima linea nel diabete di tipo 2, ha dimostrato anch’essa un profilo di sicurezza cardiovascolare favorevole. Non solo la metformina migliora il controllo glicemico attraverso meccanismi multipli, ma sembra anche offrire benefici cardiovascolari indipendenti. Studi epidemiologici e osservazionali hanno suggerito che la metformina potrebbe ridurre il rischio di eventi cardiovascolari maggiori in pazienti diabetici e non diabetici.

Recenti metanalisi e revisioni sistematiche hanno riportato risultati incoraggianti riguardo alla metformina e alla riduzione del rischio di insorgenza di malattie cardiovascolari e di mortalità cardiovascolare. Queste scoperte indicano che la metformina potrebbe svolgere un ruolo significativo nella prevenzione delle complicanze cardiovascolari, al di là del suo effetto sul controllo glicemico.

Implicazioni Cliniche e Futura Ricerca

I risultati promettenti relativi al semaglutide e alla metformina offrono una nuova prospettiva nell’ambito della prevenzione cardiovascolare. Questi farmaci potrebbero essere considerati non solo nel trattamento del diabete di tipo 2, ma anche come strumenti preziosi per la gestione del rischio cardiovascolare in individui a rischio, indipendentemente dallo stato diabetico.

Tuttavia, sono necessarie ulteriori ricerche per comprendere appieno i meccanismi sottostanti a questi benefici cardiovascolari e per determinare l’efficacia a lungo termine di queste terapie preventive in popolazioni più ampie. Gli studi futuri dovrebbero concentrarsi sulla valutazione degli effetti di queste terapie nel contesto della prevenzione primaria e secondaria delle malattie cardiovascolari, includendo anche individui non diabetici ad alto rischio cardiovascolare.

Il semaglutide e la metformina rappresentano farmaci antidiabetici che potrebbero avere un ruolo significativo nella prevenzione delle malattie cardiovascolari. Questi risultati aprono nuove prospettive nel campo della medicina preventiva e sottolineano l’importanza di esaminare più approfonditamente il rapporto tra diabete, terapie

IL MELANOMA PROFESSIONALE DA ESPOSIZIONE A RADIAZIONE SOLARE.

da Inail.it

Il testo approfondisce gli aspetti di spiccato interesse medico-legale di una recente pubblicazione dell’Organizzazione mondiale della sanità sulle neoplasie melanocitarie.

L’interesse istituzionale per l’argomento è finalizzato elettivamente a migliorare i livelli di tutela e di indennizzo di questa patologia, quando di origine professionale. Allo stesso pari è volto a promuovere conoscenze che favoriscano l’emersione dei melanomi da radiazioni solari in lavoratori esposti e che assicurino più efficaci azioni di prevenzione delle esposizioni professionali. Il volume è stato revisionato da un collegio di referee composto da autorevoli esponenti delle società scientifiche delle branche di interesse.


Prodotto: Volume
Edizioni: Inail – 2024
Disponibilità: Consultabile solo in rete
Informazioni e richieste: dcpianificazione-comunicazione@inail.it

PREGI E DIFETTI DEGLI ORTOANALIZZATORI VISIVI.

dott.Alessandro Guerri specialista in Medicina del Lavoro

L ‘impiego di ortoanalizzatori in Medicina del Lavoro è ormai diffuso da molti anni. Pur con dei limiti tecnici e con inevitabili differenze dei modelli , questi strumenti ( VISIOTEST ed ERGOVISION di Essilor, TITMUS S2, V2 e V4, VISIOLITE) possono rappresentare un modo semplice e rapido per una prima valutazione della acuita visiva. Inoltre è sempre possibile integrare i test proposti con l impiego sia di app facilmente scaricabili sul tablet come ad esempio SMART OPTOMETRY.

e sia di altri tests come il cover test, il test di amsler , Lang stereo test , Hishihara test tutti di semplice esecuzione . Anche l impiego di lenti flipper e test di lettura per vicino può migliorare la qualità dei tests eseguiti.

Uso di lenti flipper

Gli ortoanalizzatori visivi sono strumenti adatti per valutare la visione binoculare e la percezione della profondità. Questi dispositivi sono ampiamente utilizzati nell’ambito medico, soprattutto in oftalmologia, per esaminare le capacità visive e diagnosticare condizioni oculari. Esaminiamo più approfonditamente i pregi e i difetti di queste tecnologie.

Pregi degli Ortoanalizzatori Visivi:

  1. Valutazione della Stereopsi e della Fusione Binoculare: Gli ortoanalizzatori visivi consentono una valutazione accurata della percezione della profondità e della capacità di fondere le immagini da entrambi gli occhi. Questa valutazione è fondamentale per identificare e trattare condizioni come lo strabismo, le alterazioni delle forze e la visione stereoscopica ridotta.
  2. Semplicità d’Uso e Interpretazione dei Risultati: Questi strumenti sono progettati per essere intuitivi e facili da utilizzare, rendendo i test accessibili anche per il personale non specializzato. I risultati sono generalmente chiari e permettono una valutazione immediata della funzione visiva del paziente.
  3. Rilevamento dei Difetti della Visione Binoculare in Età lavorativa e pediatrica: Grazie alla loro capacità di rilevare precocemente problemi di fusione binoculare e stereopsi, gli ortoanalizzatori visivi sono estremamente utili nella valutazione di deficit di acuitá nei lavoratori e nei bambini, permettendo interventi terapeutici tempestivi per migliorare il loro sviluppo visivo.
  4. Utilizzo in Ambito Clinico e Scolastico: Oltre all’ambito medico, gli ortoanalizzatori visivi trovano quindi impiego non solo sul lavoro ma anche nelle scuole e nei servizi di riabilitazione visiva per la valutazione e il monitoraggio della capacità visiva dei pazienti.

Difetti degli Ortoanalizzatori Visivi:

  1. Limitazioni nella Valutazione della Profondità e della Stereopsi Fina: Gli ortoanalizzatori visivi potrebbero non essere in grado di rilevare sottili differenze di profondità o problemi di stereopsi molto specifici. Alcuni pazienti con condizioni più complesse potrebbero richiedere test aggiuntivi o più specialistici.
  2. Necessità di Calibrazione e Manutenzione Regolare: Per mantenere l’accuratezza dei risultati nel tempo, gli ortoanalizzatori visivi devono essere regolarmente calibrati e sottoposti a manutenzione. La mancanza di calibrazione può compromettere la precisione dei test.
  3. Non Adatto per Tutte le Età e Condizioni: Alcuni pazienti, specialmente quelli con gravi disfunzioni visive o oculari, potrebbero non essere in grado di sottoporsi a test ortoanalizzatori standard. In questi casi, sono necessarie alternative di valutazione più avanzate.
  4. Costo e Spazio Richiesto: Gli ortoanalizzatori visivi possono richiedere un investimento significativo iniziale e occupano spazio nelle strutture sanitarie, specialmente se sono necessari più strumenti per gestire un alto volume di pazienti.
  5. Limiti tecnici : non è possibile eseguire il fundus nè valutare la pressione oculare.

L ‘ANDAMENTO DEI TUMORI IN ITALIA.

FONTE : EPIPREV.IT https://epiprev.it/articoli_scientifici/panoramica-sui-numeri-del-cancro-in-italia

La descrizione della distribuzione geografica e degli andamenti temporali della patologia tumorale è rilevante per gli scopi di prevenzione e di miglioramento della qualità dell’assistenza: viene realizzata soprattutto grazie alle misure di incidenza derivate dai registri tumori (RT) di popolazione. Negli ultimi anni, questo compito è stato affidato, a livello nazionale, a stime e proiezioni “in tempo reale”, basate però su dati piuttosto datati. Alla luce del rilevante incremento dell’attività di registrazione e nelle more del percorso di istituzione della rete nazionale dei registri tumori, la recente pubblicazione del 12° volume di Cancer Incidence in Five Continents (CI5) rappresenta quindi una preziosa opportunità per aggiornare le stime di incidenza dei tumori in Italia, dando anche la possibilità di fornire valori di riferimento nazionali e per macroarea.

Risultati: i tassi di incidenza mostrano un’estrema eterogeneità geografica: tra gli uomini il valore del TSD complessivo è compreso tra 584 per 100.000 nella provincia di Reggio Calabria e 809,9 per 100.000 nella provincia di Sondrio; tra le donne il TSD è massimo in Emilia-Romagna (540,5) e minimo nella provincia di Avellino (409,9). Il gradiente con tassi decrescenti da Nord a Sud appare chiaramente visibile solo per i tumori mammari femminili. Per i tumori polmonari, si osservano tassi più elevati per la città di Napoli in entrambi i generi. L’osservazione dei tassi polmonari maschili negli adulti conferma TSD massimi per le province di Caserta e Napoli con TSD troncati, pari a oltre il doppio dei TSD rilevati in Veneto. In generale, nel genere maschile si osserva un rilevante calo dei TSD di incidenza nel Nord Italia rispetto al quinquennio precedente; parte rilevante di questo andamento è dettato dalle dinamiche dei tumori polmonari: in netto calo in tutto il Centro-Nord tra gli uomini e in sostanziale incremento tra le donne.
Conclusioni: l’analisi ha mostrato la potenzialità conoscitiva associata alla disponibilità dei dati dei RT al fine di elaborare stime puntuali dei tumori in Italia e, in generale, l’importanza di poter acquisire e condividere dati e tassi di riferimento per ulteriori analisi. Dal punto di vista dell’epidemiologia dei tumori, emergono importanti indicazioni sulla distribuzione delle neoplasie che possono orientare la ricerca eziologica e la programmazione di prevenzione e assistenza: in questo senso, si segnala l’importanza di separare le province di Caserta e Napoli dall’area Sud nei modelli di stima e proiezione. Questa revisione, inoltre, ha rilevato criticità nei dati conferiti alla IARC e ha mostrato che il confronto e la verifica della qualità dei dati attraverso processi di controllo e audit deve rappresentare una prospettiva operativa concreta della rete nazionale dei registri.

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ALTRE FONTI: AIOM.IT

I NUMERI DEL CANCRO IN ITALIA

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LA VALUTAZIONE DI TUTTI I RISCHI PER LA SICUREZZA DEI LAVORATORI  ALLA LUCE DELLA NUOVA NORMATIVA. LA NUOVA SFIDA DEL MEDICO COMPETENTE .

UN CONGRESSO A SESTO S.GIOVANNI

Le recenti modifiche all’81/08 hanno una ricaduta non trascurabile sull’attività del Medico Competente, per tale ragione, è stato deciso di proporre in tempi stretti un’attività formativa, volta a analizzare e discutere insieme sui queste novità. L’idea è quella di un approccio multidisciplinare, per cui è stato convocato un Magistrato, il dott. Beniamino Deiddache ci condurrà nel merito del contesto normativo che di fatto sancisce, fra gli altri aspetti, nuovi parametri per la valutazione di tutti i rischi che a questo punto sono normati ma non elencati nel D.Lgs 81/08 e dunque della sorveglianza. Se con il contributo del Magistrato si entra nel merito, con il contributo di Specialisti in Medicina del Lavoro si vuole entrare nel metodo, ovvero proveremo ad analizzare la nuova visione che si configura rispetto ruolo del Medico Competente nella Valutazione dei rischi (anche) non normati per arrivare poi alle ricadute in termini di gestione degli stessi sulla sorveglianza sanitaria e sul protocollo. Per questo ci avvarremo di docenti di navigata esperienza e rilevanza istituzionale. Pertanto con metodo e merito, non senza coraggio, proviamo a tracciare un percorso interpretativo che a sua volta comporti anche indicazioni pratiche, con cui affrontare l’intreccio di obblighi e competenze che caratterizzano l’attività del Medico Competente. Il corso entrerà nel merito delle novità normative introdotte nell’81/08, non ultima la normativa sull’invecchiamento e il lavoro, offrendo un’analisi multidisciplinare, nelle sfumature giuridiche, cliniche, istituzionali, senza trascurare aspetti pragmatici quali, come poco sopra introdotto, lavoro e invecchiamento  e valutazione dei rischi nei lavoratori trasfertisti  internazionali. Obiettivi del corso Obiettivo di questa attività formativa è di rispondere alle esigenze dei Medici Competenti, e di interrogarsi sulle migliori modalità di applicare il nuovo approccio normativo nelle realtà che il professionista si trova ad affrontare.

SESTO SAN GIOVANNI (MI) 1 GIUGNO 2024

HOTEL BARONE DI SASSJ

PROGRAMMA

8.30- Presentazione del corso
9.00  – 9.30  Lavoro e invecchiamento: come gestire l’esposizione ai rischi nei lavoratori anziani alla luce delle nuove indicazioni normative  – Liviano Vianello
9.30 – 9.40 Domande e discussione
9.40 – 10.40 – La valutazione dei rischi nei lavoratori trasfertisti internazionali.  – Vincenzo Nicosia 
10.40 – 10.50- Domande e discussione 

10.50 – Coffee break
11.05– 12.00- La nuova sfida del Medico Competente: la valutazione di tutti i rischi alla luce delle modifiche dell’81/08 – Angelo Sacco 
12.00-13.00 – La nuova sfida del Medico Competente nella valutazione di tutti i rischi, implicazioni legali. La parola al Magistrato – Beniamino Deidda. 
13.00- 13.30  Take Home messages e chiusura lavori

INFO:

https://medlavecm.it/tutti-i-rischi-1-giogno

OFTALMOLOGIA LE ULTIME NOTIZIE DAL CONVEGNO DELLA SISO.

da ansa.it

La Medicina oculistica offre soluzioni sempre più raffinate ma deve fare i conti con un sistema sanitario che impone regole superate e con tagli alla spesa pubblica che frenano il loro utilizzo, con attese sempre più lunghe e disparità tra i pazienti nelle diverse Regioni.

Se ne è parlato in occasione del terzo congresso nazionale SISO (Società Italiana di Scienze Oftalmologiche), in corso a Roma, con oltre 2800 specialisti provenienti da tutta Italia. “Da una parte registriamo avanzamenti sul piano scientifico e clinico – spiega Teresio Avitabile, Presidente SISO e Ordinario di Oculistica all’Università di Catania – dall’altra abbiamo problemi normativi. Un esempio per tutti, è l’intervento di cataratta: oggi lo eseguiamo in 20 minuti, abbiamo protesi di cristallino avanzatissime, ne facciamo 600 mila all’anno ma normative anacronistiche ci costringono a regole ridondanti che alzano i costi e allungano conseguentemente le liste di attesa”.
    L’Italia è anche al primo posto in Europa per somministrazione di iniezioni intravitreali con cui si somministrano farmaci che, inibibendo i fattori di crescita di nuovi vasi sanguigni, frenano la degenerazione della macula, cioè la zona centrale della retina. “Ne pratichiamo circa 400 mila l’anno – dichiara Scipione Rossi, Segretario Siso e Direttore dell’UOC di Oculistica Ospedale S.Carlo di Nancy di Roma – Il problema è l’erogazione delle prestazioni: i rimborsi, cioè i Drg, per questo tipo di malattie sono in diminuzione”. Nel caso del glaucoma, è stato inoltre prodotto un cristallino artificiale speciale. 

 “In pratica, se un paziente che deve operarsi di cataratta soffre anche di un glaucoma controllato farmacologicamente – continua- si può impiantare questo tipo di cristallino che gli consentirà di fare a meno delle gocce quotidiane di collirio per un anno o due”. Ma se i trattamenti ci sono, il Ssn non consente a tutti di beneficiarne. “Stiamo assistendo a una graduale fuoriuscita dell’Oftalmologia dal Sistema Sanitario Nazionale – spiega Francesco Bandello, Direttore Unità di Oculistica dell’Ospedale S. Raffaele di Milano – I nuovi Lea infatti prevedono una riduzione sostanziale di rimborso di prestazioni importanti tra cui l’intervento di cataratta rimborsato con 800 euro, una somma insufficiente”.
Rassicurazioni arrivano dal Ministero “disponibile a rivedere il tariffario – conclude Romolo Appolloni del Consiglio Direttivo SISO, Direttore U.O.C. Oftalmologia Ospedale S. Eugenio – CTO di Roma – ovviamente nel rispetto della sostenibilità del Sistema Sanitario Nazionale”

LAVORI IN QUOTA : QUANDO IL PERICOLO È “ALTO” .

fonte: ANFOS

All’interno dell’ampio spazio dedicato ai cantieri temporanei o mobili, il Testo Unico riserva un intero Capo, il secondo, per illustrare le norme relative alla prevenzione degli infortuni sul lavoro in quota.
L’art. 107 definisce i lavori in quota come quelle attività lavorative che espongono il lavoratore al rischio di caduta da una altezza superiore a due metri rispetto ad un piano stabile, ne sono quindi compresi anche le attività di scavo che prevedono profondità superiori a quella sopra indicata.

La sezione II, articoli dal 108 al 111, illustra quindi le disposizioni di carattere generale, precisando che i cantieri in cui siano adibite attività che prevedano lavori in quota debbano essere provvisti di idonee recinzioni per impedire l’accesso ad estranei e che il transito sotto ponti sospesi, scale ed aree simili, deve essere impedito mediante barriere.
L’articolo 111 illustra quindi gli obblighi ascrivibili al Datore di Lavoro, con due precisazioni introduttive di carattere generale:

  1. deve essere data la priorità alle misure di protezione di tipo collettivo rispetto a quelle individuali;
  2. deve essere posta particolare attenzione alle dimensioni e all’ergonomia delle attrezzature di lavoro.

Sulla base di questi due principi si elencano quindi i conseguenti e relativi obblighi
Questi vanno dalle disposizioni sulle attrezzature da adottare quali funi (art. 116), scale (art. 113) e ponteggi (sezioni IV, Ve VI) alla descrizione nel dettaglio delle caratteristiche tecniche che devono possedere, le dimensioni, il posizionamento ed i requisiti di conformità minimi affinché possano essere impiegate. Particolare evidenza viene data ai dispositivi di protezione collettiva anti caduta, specificandone l’obbligo di adozione e l’impossibilità di iniziare una attività in loro assenza.
Tra gli obblighi del Datore di Lavoro, infine, rientrano anche il divieto di far assumere bevande alcoliche e superalcoliche (art. 111, c8) ed il divieto di far effettuare lavori temporanei in quota se le condizioni metereologiche non ne consentono l’esecuzione in sicurezza (art. 111, c9).

Così come già per altre tipologie di rischio, viene data particolare evidenza agli aspetti relativi alla formazione ed informazione dei preposti e dei dirigenti; formazione che assume carattere prioritario in questo ambito, per gli elementi che costituiscono il corretto impiego dei Dispositivi di Protezione Individuali, come descritti nell’art. 115 (assorbitori di energia, dispositivi di ancoraggio, cordini ed imbragature) che devono essere obbligatoriamente utilizzati qualora non sia stato possibile per motivi tecnici adottare idonee misure di protezione collettiva.

Chiudono il Titolo IV due ultime sezioni rispettivamente dedicate alle costruzioni edilizie (sez. VII) e alle demolizioni (sez. VIII), sempre in ottica di voler tutelare i lavoratori dal rischio di cadute dall’alto sono interessanti alcune misure di sicurezza relative per esempio ad alcune lavorazioni speciali (art. 148) ed al divieto di lavorare su muri in demolizione di altezza superiore ai due metri (art. 152).
In tema di edilizia, e di prevenzione sui luoghi di lavoro relativamente al settore in cui si registrano ancora oggi il maggior numero di incidenti sul lavoro, risulta chiaro l’obiettivo del legislatore di voler approfondire in modo esaustivo e dettagliato un aspetto importante come quello della protezione nei lavori in quota, definendo integralmente anche gli aspetti che potrebbero a prima vista apparire più marginali, ma la cui applicazione può invece risultare significativa in termini di riduzione degli infortuni.

fonte : Inail

IL CONTRIBUTO DI INAIL

Online sul portale dell’Istituto, il volume – realizzato dai ricercatori di Dit e Cte – raccoglie i risultati di due importanti seminari svolti al Made di Milano e al Saie di Bologna e offre una panoramica delle diverse problematiche relative alla sicurezza nelle attività di manutenzione sulle coperture degli edifici

Lavorare in quota

ROMA – Tecnici, installatori ed esperti di lavorazioni su tetti e coperture: si rivolge a loro il volume “La sicurezza nei lavori sulle coperture. Sistemi di prevenzione e protezione contro la caduta dall’alto”, realizzato dai ricercatori dell’Inail del dipartimento Innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici (Dit) e dalla Consulenza tecnica per l’Edilizia (Cte). La pubblicazione – online sul portale dell’Istituto – raccoglie gli atti di due seminari svolti nel 2013 al Made di Milano e al Saie di Bologna: ”Un cantiere sicuro per riqualificare l’esistente – lavori in copertura” e “Lavori su coperture: problematiche, approfondimenti”.

Dalla legislazione ai casi di studio. Ad aprire il manuale un breve excursus sulla legislazione vigente nei lavori in quota e sui dispositivi di protezione. In particolare, ampio spazio è dedicato ai sistemi di ancoraggio utilizzati nelle opere di costruzione, che vengono presentati e descritti attraverso schede illustrative. Oltre a promuovere la cultura della manutenzione, il testo si sofferma anche sulla fase della progettazione, durante la quale vengono spesso sottovalutate le possibili implicazioni di salute e sicurezza nelle fasi successive. Non ultimi, alcuni casi di studio realizzati su diversi edifici dell’Inail e delle tabelle comparative per la valutazione del rischio.

Cadute dall’altro: come procedere in sicurezza. Uno dei capitoli del volume affronta anche l’attuale problema delle cadute dall’alto. “Troppi vanno sui tetti non pensando a quanto possa essere pericoloso – precisa Michele Candido Meschino, ingegnere e coordinatore generale Cte – Il rischio, invece, è alto e aumenta soprattutto perché sottovalutato”. “A volte utilizzare le attrezzature di sicurezza sembra un fastidioso onere in termini di perdita di tempo e così si pensa di poterne fare a meno – aggiunge – In queste circostanze quasi sempre il nemico principale è la fretta e, dopo questa, la sopravvalutazione della propria abilità. Non va trascurato, infine, anche l’aspetto legato a una non adeguata formazione”.

Meschino: “Oltre alle norme anche manutenzioni e controlli”. Tra le finalità dello studio la necessità di fare il punto su un problema che produce numerosi incidenti e sul quale di recente ci sono stati aggiornamenti normativi importanti. “Purtroppo è frequente che ci si metta a norma sulla base di una nuova legge, ma poi non si facciano nel tempo manutenzione e controllo dell’efficienza dei dispositivi, vanificando così l’efficacia degli accorgimenti a suo tempo adottati”, conclude Meschino che sollecita a non dimenticare che “dove vengono fatti più interventi e le condizioni climatiche sono più severe il rischio aumenta notevolmente. Non a caso il 65% degli infortuni avvenuti su tetti e terrazze è concentrato al Nord Italia”.

APP FONOMETRO NIOSH

L’app NIOSH Sound Level Meter può misurare il rumore sul posto di lavoro per determinare se i lavoratori possono essere esposti a rumori pericolosi. L’app gratuita combina le migliori funzionalità dei fonometri professionali e dei dosimetri di rumore in un unico semplice strumento. L’app è stata creata per consentire alle persone di testare i livelli di rumore sul posto di lavoro, prendere decisioni informate sull’esposizione al rumore e prevenire la perdita dell’udito professionale.

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Leggi informazioni sull’app SLM sul blog scientifico NIOSH