Novità

RISCHI PSICOSOCIALI NEL LAVORO AGILE : UN SAGGIO DELL ‘ UNIVERSITÀ DI URBINO.

Il saggio si propone di descrivere il fenomeno dei rischi psicosociali correlati al lavoro agile nell’ambito delle pubbliche amministrazioni. Se, da un lato, il processo di transizione digitale tende a valorizzare il ricorso al lavoro da remoto, dall’altro, il lavoro agile comporta notevoli conseguenze sulla salute, anche mentale, dei lavoratori. Si è, perciò, dato conto di questi “nuovi” rischi e delle misure necessarie a prevenirli in un’ottica di sicurezza partia

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Autrice

Alice Biagiotti Università degli studi di Urbino

SEMINARIO CIIP SU DIISOCIANATI E POLIURETANI.

Diisocianati e Poliuretani:
un tema importante”

sala FAST – Piazza Morandi 1 – Milano
mercoledì 20 marzo 2024 – ore 13:30-18:00

Seminario in presenza e online organizzato da CIIP

Il Seminario vuole approfondire ulteriormente quanto già affermato nel documento che troverete sul sito CIIP (per aprire la pagina correlata clicca qui), soprattutto su i temi della concreta applicazione, della sorveglianza sanitaria, delle soluzioni e alternative.


PROGRAMMA

13.30 registrazione partecipanti in presenza

14.00 Introduzione Norberto Canciani, coordinatore Gruppo Formazione CIIP

14.10-14.40 “Presentazione del Documento CIIP: punti salienti e problematiche aperte” a cura di Carlo Sala, coordinatore Gruppo di Lavoro CIIP su Rischio Chimico

14.40 -15.00 “Dalla Restrizione 74 REACH agli interventi per la salute e sicurezza” Gianandrea Gino, Igienista occupazionale Sirt- Milano

15.00 -15.20 “Rischi per la salute, sorveglianza sanitaria, dati epidemiologici” Stefano Biancini, medico competente ANMA

15.20 -15.40 “Diisocianati e metaboliti cancerogeni” Lucia Miligi, Fondazione ISPRO Istituto per lo Studio, la Prevenzione e la Rete Oncologica Firenze

15.40-16.10 “Monitoraggio ambientale e biologico dell’esposizione. Stato dell’arte e prospettive future” Monica Gherardi, Responsabile Laboratorio Rischio Agenti Chimici INAIL e Giovanna Tranfo Direttore Struttura: Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale INAIL

16.10- 16.30 “Approccio REACH OSH tra Regolamento di isocianati e applicazione del DL 81/2008” a cura di Celsino Govoni. Gruppo Tecnico Interregionale per la SICUREZZA CHIMICA

16.30 16.50 “L’esperienza operativa delle imprese” a cura di Maurizio Colombo, presidente Comitato Sicurezza Prodotti di Federchimica

16.50 -17.10 “L’esposizione ad isocianati nel settore dell’automotive” Maurizio Coggiola, medico competente

17.10 -18.00 Discussione, brevi interventi, proposte, conclusioni di lavoro

scarica la locandina

Seminario GRATUITO in presenza e online previa iscrizione tramite apposito modulo scaricabile qui
Sarà rilasciato attestato di partecipazione

Per info: segreteria@ciip-consulta.it

RCA AUTO PER I CARRELLI ELEVATORI? LA NOTA DI CONFINDUSTRIA.

Da amblav.it

Confindustria ha pubblicato una nota relativa al Decreto legislativo n. 184/23 (Recepimento della direttiva (UE) 2021/2118 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 novembre 2021, recante modifica della direttiva 2009/103/CE concernente l’assicurazione della responsabilità civile risultante dalla circolazione di autoveicoli e il controllo dell’obbligo di assicurare tale responsabilità) che esclude l’obbligatorietà della sottoscrizione di RCAuto per muletti e/o carrelli elevatori.

A seguito delle modifiche normative introdotte dal D.Lgs. n. 184/23 al Codice delle Assicurazioni, diverse imprese sono state contattate da agenti assicurativi che hanno rappresentato la novità dell’obbligatorietà della copertura assicurativa RCAuto anche per muletti e carrelli elevatori e invitato quindi a sottoscrivere i relativi contratti assicurativi.
In attesa di chiarimenti ministeriali, Confindustria ha emanato una nota, che sulla base di una lettura ragionata delle nuove disposizioni, sostiene che l’obbligatorietà della sottoscrizione di RCAuto sia sancita solo per i veicoli in quanto mezzi di trasporto, con conseguente esclusione di ogni altro veicolo con funzione abituale diversa.

Nota Confindustria
Decreto legislativo 22 novembre 2023, n. 184 (Recepimento della direttiva (UE) 2021/2118 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 novembre 2021, recante modifica della direttiva 2009/103/CE concernente l’assicurazione della responsabilità civile risultante dalla circolazione di autoveicoli e il controllo dell’obbligo di assicurare tale responsabilità) – Esclusione applicazione ai cd. muletti e/o carrelli elevatori.

Partendo della premessa che il D.Lgs. n. 184 del 22/11/20231 ha recepito la Direttiva (UE) 2021/2118 del Parlamento europeo in materia di assicurazione della responsabilità civile degli autoveicoli, modificando sia il Codice delle Assicurazioni Private (CAP) che il Codice della Strada (CdS) e conseguentemente estendendo il perimetro dell’obbligo assicurativo, fatte le debite considerazioni, Confindustria conclude che l’obbligatorietà della sottoscrizione di RCAuto, ai sensi di detto Decreto Legislativo, è sancita solo per i veicoli in quanto mezzo di trasporto, con conseguente esclusione di ogni altro veicolo con funzione abituale diversa, come ad esempio nel caso dei cd. muletti e/o carrelli elevatori.

Fonte: Confindustria

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LA PROMOZIONE DELLA SALUTE NEI LUOGHI DI LAVORO : VADEMECUM REGIONE LAZIO.

La promozione della salute si attua negli ambiti regionali mediante azioni volte a impegnare istituzioni e parti sociali, attuando così quanto previsto dal Piano nazionale della prevenzione 2020-2025 e dai rispettivi Piani regionali. La Regione Lazio ha approvato il 12 gennaio scorso, mediante una propria Delibera, il vademecum “Indicazioni per la gestione della promozione della salute nei luoghi di lavoro” in attuazione del Programma Predefinito PP3 “Luoghi di lavoro che promuovono salute”.
Il vademecum nasce dall’attività svolta dal Tavolo di lavoro tecnico intersettoriale coordinato dall’Ufficio Sicurezza nei luoghi di lavoro della Regione.

PIANO NAZIONALE DELLA PREVENZIONE 2020-2025
PROGRAMMA PREDEFINITO PP3
“Luoghi di lavoro che promuovono salute”

VADEMECUM
“INDICAZIONI PER LA LA GESTIONE DELLA PROMOZIONE DELLA SALUTE NEI LUOGHI DI LAVORO”

Fonte: Repertorio Salute

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FOCUS SU MIOPIA E DISTACCO RETINICO

da insalautenews.it

Dal 2009 l’incidenza di distacco di retina, per il quale la miopia elevata è un grosso fattore di rischio, è cresciuta del 44% anziché del 3% come sarebbe stato atteso in base all’incremento della popolazione. In chi ha perso oltre 6/8 diottrie, il pericolo è 39 volte più elevato rispetto alla norma; in chi ha un grado di miopia inferiore, il rischio triplica. Neanche giovani e giovanissimi sono al sicuro: fino al 6% dei distacchi di retina riguarda la popolazione pediatrica e, sebbene nella maggior parte dei casi siano causati da traumi, nel 15% la responsabilità è di un’elevata miopia, che è un fattore di pericolo anche e soprattutto negli under 50

Roma, 1 dicembre 2023 – C’è una “relazione pericolosa” fra la miopia, un problema in aumento esponenziale soprattutto fra i giovani, e il distacco di retina, un evento grave che è una delle cause più frequenti di perdita della vista. La miopia, specialmente se elevata e quindi superiore a 6/8 diottrie, indebolisce l’occhio e fa salire il rischio di distacco retinico, che nel nostro Paese si stima riguardi 50mila casi l’anno.

L’epidemiopia, ovvero l’epidemia di miopia che sta dilagando nel mondo con 2,6 miliardi di persone colpite, più del doppio dell’obesità, rischia di portare anche a un’epidemia di distacchi di retina. Dal 2009 al 2016, stando a recenti dati raccolti in Olanda e pubblicati su Jama Ophthalmology, il numero di casi è cresciuto del 44% e ciò non si può spiegare solo con l’incremento della popolazione, pari al 3%, ma proprio con la crescita continua dei casi di miopia.

Il 30% della popolazione globale è costretto già oggi a portare gli occhiali per vedere da lontano, ma le previsioni degli OMS stimano che entro il 2050 si arriverà al 50%. Tutto questo preoccupa gli esperti che, in occasione dell’11esimo congresso internazionale Floretina ICOOR, a Roma con il patrocinio di Fondazione Policlinico universitario Agostino Gemelli IRCCS, hanno lanciato l’allarme: occorre prevenire la miopia e soprattutto far sì che le persone con questo difetto della vista si sottopongano a controlli regolari e siano informate dei sintomi del distacco di retina a cui prestare attenzione, così da rivolgersi subito allo specialista.

L’incremento dell’incidenza dei distacchi di retina del 44% osservato fra il 2009 e il 2016 dal Dutch Rhegmatogenous Retinal Detachment Study, non spiegabile attraverso l’aumento della popolazione o anche del numero di interventi chirurgici oftalmologici come la cataratta, porta a temere che l’epidemia di miopia possa provocare anche un’epidemia di distacchi di retina nel prossimo futuro – osserva Stanislao Rizzo, presidente di Floretina ICOOR, direttore del dipartimento di oculistica del Policlinico A. Gemelli IRCCS e Ordinario di oculistica presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore – Uno studio statunitense pubblicato di recente su Scientific Reports ha confermato i timori: analizzando i dati di oltre 85 milioni di persone si è verificato che in chi ha una miopia elevata il rischio di distacco retinico cresce di ben 39 volte, nei miopi più lievi è comunque triplo rispetto alla norma. L’occhio miope è infatti più fragile perché molto allungato, le trazioni interne che si creano possono contribuire ad aumentare il pericolo di distacco retinico”.

Il distacco di retina si ha quando uno strato di questo tessuto si solleva da quello sottostante, che fornisce nutrimento e ossigeno alle cellule retiniche: queste in breve tempo iniziano a morire, comportando una grave perdita di capacità visiva. La retina non ha recettori per il dolore, ma subito prima del distacco retinico si hanno sintomi evidenti fra cui, come spiega Francesco Faraldi, Direttore della Divisione di Oculistica dell’Azienda Ospedaliera Ordine Mauriziano – Umberto I di Torino , “le miodesopsie, ovvero corpi fluttuanti come macchie, punti neri, ‘mosche’ che offuscano la visione. Si possono poi avere lampi di luce improvvisi nella zona periferica del campo visivo o la visione di un’ombra scura. In questi casi è fondamentale rivolgersi prima possibile a un’oculista; è inoltre opportuno che chi è miope, per valutare lo stato di salute della propria retina, si sottoponga annualmente a una visita di controllo. Questo vale fin da giovanissimi: il distacco di retina non è appannaggio esclusivo degli adulti e fino al 6% dei casi riguarda la popolazione pediatrica con meno di 12 anni. Nella maggior parte dei casi si tratta di eventi successivi a traumi, ma nel 15% la colpa è di una miopia elevata, come indicano recenti dati dell’American Academy of Ophthalmology. Anzi, come ha dimostrato un recente studio su Clinical Ophthalmology, è proprio la presenza di una miopia elevata ad associarsi a distacchi retinici in età più giovane: la maggioranza dei casi avviene fra i 45 e i 60 anni, ma prima accade l’evento, più è probabile la concomitanza di una miopia elevata, presente nel 40% dei distacchi di retina under 50 e soltanto nel 13% degli over 50. Con l’andare degli anni, quindi, il ‘peso’ della miopia sulla fragilità della retina si riduce ed è perciò importante fare controlli regolari e prestare attenzione ai segnali d’allarme”, conclude Faraldi.

Le nuove terapie per la miopia

“La miopia è la difficoltà di vedere da lontano. I miopi hanno il bulbo oculare “a palla da rugby”, più lungo della norma: ciò fa sì che gli oggetti distanti non vengano messi a fuoco esattamente sulla retina – spiega Rizzo – L’allungamento del bulbo oculare è dovuto in parte a cause genetiche e in parte, prevalente, all’eccessiva visione da vicino, che costringe l’occhio a spostare la messa a fuoco”.

Questa condizione, spesso sottovalutata, può portare ad alterazioni gravi come il distacco di retina, ma anche all’aumento del rischio di glaucoma e maculopatie. Per 500 milioni di persone colpite da miopia elevata, questa sarà causa secondo l’Oms di cecità irreversibile. Eppure, mai come oggi, nei casi che non dipendono da ereditarietà, è possibile prevenirla o rallentarne l’evoluzione per evitare pericolose conseguenze.

In aumento esponenziale tra bambini e giovani, la miopia, a differenza che in passato, insorge ormai intorno ai 10 anni anziché a 13-15 e si stabilizza a 30 anni e non più a 18 – aggiunge Rizzo – Per prevenirla è dunque necessario ridurre l’uso eccessivo di tablet e smartphone, più dannosi della tv, e trascorrere un paio di ore al giorno all’aria aperta”.

Se in passato le uniche armi per la miopia erano le lenti correttive e l’intervento di chirurgia refrattiva di rimodellamento della cornea, adesso ci sono rimedi che permettono di rallentarne la progressione. “Tra i più efficaci, un collirio a base di atropina estremamente diluita, che agisce su alcuni recettori dei tessuti dell’occhio. Sebbene il meccanismo esatto dell’atropina nel controllo della miopia non sia noto, si ritiene che l’atropina agisca direttamente o indirettamente sulla retina o sulla parete oculare, contrastando quindi la crescita dell’occhio”.

“Da qualche anno, poi – aggiunge l’esperto – sono arrivate delle lenti a defocalizzazione periferica, cioè una messa a fuoco perfetta al centro, come le lenti tradizionali, e l’inserimento nella parte esterna di una serie di microlenti di circa 1 millimetro che hanno un fuoco spostato in avanti. In questo modo creano meno stimolo e meno allungamento del bulbo oculare, con un’efficacia del 50% nel rallentamento della velocità di progressione della miopia”, conclude Rizzo.

NAPO : ROBOT AL LAVORO!!

da amblav.it

Napo in… robot al lavoro” è il nuovo video sulle tecnologie emergenti, con il noto personaggio animato dell’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro, realizzato per informare sui pericoli che potrebbero celarsi nell’automazione dei compiti.

Un nuovo video di Napo intitolato “Napo in… robots at work” (Napo in… robot al lavoro) permette di intraprendere un viaggio nel mondo della robotica sul posto di lavoro scoprendo le tecnologie emergenti e gli eventuali pericoli che potrebbero celarsi dietro l’automazione dei compiti. Il video mostra il noto personaggio animato dell’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro alle prese con le procedure di sicurezza nelle linee di produzione, mentre lavora con robot collaborativi e quando scopre le potenzialità degli esoscheletri.
Il video fornisce un’introduzione alla sicurezza robotica e descrive alcune delle tecnologie robotiche emergenti, i tipi di incidenti associati alla robotica, i principali rischi e come possono essere controllati sul posto di lavoro.

L’automazione dei compiti fisici e cognitivi e i sistemi digitali intelligenti sono alcuni dei temi affrontati nella campagna Ambienti di lavoro sani e sicuri 2023-2025 «Lavoro sano e sicuro nell’era digitale».
I lavoratori impegnati nelle linee di produzione risultano quelli maggiormente a rischio, seguiti dagli addetti alla manutenzione. Una cattiva progettazione del posto di lavoro e l’errore umano causano la maggior parte degli infortuni.
I progressi nelle tecnologie di automazione, tra cui robot fissi, robot collaborativi e mobili ed esoscheletri, hanno il potenziale per migliorare le condizioni di lavoro ma possono talvolta introdurre nuovi rischi nei posto di lavoro e nei luoghi di produzione.

Fonte: EU-OSHA

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BANDO ISI INAIL 2024

L’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro (INAIL) ha annunciato il bando ISI INAIL per l’anno 2023, con inizio previsto per febbraio 2024. Questo programma offre alle imprese italiane l’opportunità di migliorare la sicurezza sul lavoro attraverso investimenti in tecnologie e soluzioni innovative. In particolare, il bando mira a sostituire vecchi macchinari e attrezzature, promuovendo una cultura della sicurezza sul posto di lavoro. Il bando ISI INAIL 2024 si articola in diverse fasi, con l’obiettivo di incentivare le imprese a realizzare progetti per migliorare la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro. Le imprese possono ottenere finanziamenti a fondo perduto, con contributi che variano da 5.000 a 130.000 euro. ISI INAIL è un’iniziativa volta a fornire incentivi economici alle imprese per realizzare progetti e investimenti finalizzati al miglioramento della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Il finanziamento può essere utilizzato per l’acquisto di attrezzature sicure, la formazione dei dipendenti e l’implementazione di sistemi di gestione della salute e sicurezza sul lavoro.

Come funziona il bando ISI INAIL 2024: Il bando si sviluppa attraverso cinque aree di finanziamento, ciascuna destinata a rispondere a specifiche necessità e tipologie di progetti. I finanziamenti, che ammontano complessivamente a oltre 500 milioni di euro, sono distribuiti tra le Regioni e le Province Autonome.
Finanziamenti bando Inail 2024 fino a 130.000 euro a fondo perduto Le imprese e gli Enti del Terzo Settore possono richiedere finanziamenti a fondo perduto per progetti che riguardano investimenti, modelli organizzativi, responsabilità sociale e riduzione del rischio da movimentazione manuale di carichi. La copertura finanziaria massima varia in base all’area tematica del progetto, con importi che vanno dai 5.000 ai 130.000 euro.

Progetti Ammissibili Il bando accoglie proposte progettuali in linea con cinque assi tematici, tra cui investimenti generalisti, riduzione del rischio nella movimentazione manuale di carichi e bonifica da materiali contenenti amianto. Micro e piccole imprese in settori specifici, così come quelle nel settore agricolo, possono beneficiare di finanziamenti mirati.

Beneficiari del Bando 2024 Il bando è aperto a imprese, comprese quelle individuali, situate in tutto il territorio nazionale e registrate presso la Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura. Gli Enti del Terzo Settore sono inclusi per i progetti legati alla movimentazione manuale di carichi.

Domanda per il Bando Inail 2024 Le domande devono essere presentate online attraverso il sito ufficiale dell’INAIL. Il processo di candidatura inizia a febbraio 2024, e le imprese devono rispettare criteri specifici, tra cui essere regolarmente iscritte nei registri, avere capacità di esercitare i propri diritti e non aver richiesto altri finanziamenti pubblici per il progetto presentato.

Il bando ISI INAIL 2024 rappresenta un’opportunità significativa per le imprese interessate a investire nella sicurezza e nella salute dei lavoratori. Tuttavia, è consigliato rivolgersi a consulenti specializzati per garantire una corretta compilazione delle domande di finanziamento.

LA SICUREZZA NELLE BONIFICHE DI ACQUA DI FALDA.

da Inail.it

In tal senso, la bonifica dei siti contaminati rappresenta un’importante applicazione di un modello di sviluppo basato sui principi dell’economia circolare.Il progetto Bric 2019 – ID 52 ha avuto l’obiettivo di sviluppare una metodologia di monitoraggio dell’andamento della contaminazione da solventi clorurati di un sito in due differenti scenari di bonifica, fondati, rispettivamente, sull’impiego di tecniche tradizionali di pump & treat e di biorisanamento.Tra le finalità del progetto vi è un contributo alla scelta delle tecnologie di risanamento in termini di sostenibilità anche in funzione degli aspetti di salute e sicurezza sul lavoro.

Prodotto: Volumi
Edizioni: Inail – 2024
Disponibilità: Consultabile solo in rete
Info: dcpianificazione-comunicazione@inail.it

I PFAS SUPERANO LA BARRIERA PLACENTARE. EMERGENZA ANCHE IN PIEMONTE

dal quotidiano “Avvenire”

Avvenire

Per “The Lancet Planetary Health” i composti chimici riescono a colpire i tessuti dei bimbi in gestazione. I ricercatori: «Pericolosità maggiore di quanto immaginavamo». E non è più solo Veneto.

I Pfas sono in grado di superare la barriera placentare e di arrivare al feto. Lo conferma uno studio apparso a fine gennaio sulla prestigiosa rivista scientifica The Lancet Planetary Health, frutto di una ricerca condotta da scienziati delle università di Örebro (Svezia) e di Aberdeen su 78 feti che ha dimostrato come queste sostanze siano in grado di raggiungere i tessuti del nascituro già durante il primo trimestre di gestazione. I Pfas sono stati ritrovati per la prima volta nel fegato dei feti studiati e, secondo il professor Paul Fowler dell’ateneo scozzese, «quelli esposti a libelli più elevati hanno subito alterazioni del metabolismo e di alcune funzionalità epatiche molto prima della nascita».

Il professore Carlo Foresta aveva già illustrato effetti della contaminazione su ragazzi nati da madri che vivono in territori inquinati da acidi perfluoroalchilici, con caratteristiche morfologiche chiare, per esempio nelle dimensioni ridotte dell’apparato riproduttivo nei maschi e nel numero e nella vitalità degli spermatozoi. Questo nuovo studio fornisce tuttavia la prova dell’ubiquità di queste molecole, che uno studio americano del 2008 (reperibile nel sito del National Institute of Environmental Health Sciences) ha ritrovato nel sangue del 98 per cento dei cittadini studiati tra il 2003 e il 2004. Dati scientifici che si aggiungono al pronunciamento di fine novembre dell’Agenzia internazionale per la Ricerca sul Cancro (Iarc) secondo cui i due Pfas più diffusi in assoluto sono più pericolosi di quanto si pensava in precedenze. In particolare il Pfoa è considerato ora «certamente cancerogeno» e il Pfos è «possibile cancerogeno», esiti confermati da trenta studiosi da undici Paesi nel mondo.

Inquinamento pfas in Europa

In Italia l’inquinamento da Pfas viene collegato al Veneto, dove sono almeno 400mila le persone il cui sangue è contaminato e dove le “Mamme no Pfas” dal 2015 lottano con le magliette su cui riportano la concentrazione nel siero dei loro figli proprio dei famigerati Pfoa e Pfos. E tuttavia gli ultimi dati, pubblicati la settimana scorsa dalla Ong ambientalista Greenpeace, aumentano la preoccupazione sulla situazione in particolare del Piemonte. Secondo un rapporto basato su dati ufficiali di enti pubblici, le acque potabili piemontesi non sono contaminate solo nella provincia di Alessandria, ma anche in oltre 70 Comuni della città metropolitana di Torino, capoluogo compreso, e della provincia di Novara. Sarebbero circa 125mila i piemontesi che avrebbero bevuto acqua contenente Pfoa negli ultimi anni. Lo stabilimento Solvay di Spinetta Marengo, nel Comune di Alessandria (oggi unico produttore di Pfas in Italia, era indicato già nello studio Perforce dell’Università Stoccolma 2007) era indicato come presunto responsabile dello sversamento di molecole perfluoroalchiliche nel bacino del Po, ma nel tempo il “terreno” della contaminazione si è di molto allargato. Nel 2019 Arpa Piemonte aveva pubblicato uno studio epidemiologico che dimostrava la maggiore incidenza di molte malattie su una coorte di abitanti proprio a Spineta Marengo, a seguito del quale la Regione Piemonte aveva imposto una serie di limiti allo scarico in ambiente. Misure che ora vanno verificate alla luce dei dati pubblicati da Greenpeace.

A Nord Est, nel frattempo, continua il processo a 15 manager che nel tempo si sono alternati alla guida della Miteni, l’azienda presunta responsabile dell’inquinamento. Durante l’ultima udienza, il 1° febbraio scorso, è intervenuto il geologo Andrea Sottani come teste della difesa, dal 2001 tra gli esperti di acque sotterranee nell’ambito del progetto Giada della Provincia di Vicenza per lo studio dell’idrogeologia nell’area in cui sorge lo stabilimento di Trissino. Dalla sua deposizione è emerso che nella falda sottostante la fabbrica oltre a Pfas e GenX (composti di nuova generazione) sono state rilevate anche sostanze benzotrifuoruriche (Btf) e che l’azienda chimica vicentina era a conoscenza di tutto questo fin dal 1998, quando si era rivolta a una società terza per realizzare una barriera di emungimento per filtrare le acque inquinate.

Cosa sono i Pfas e perché fanno così male

I Pfas sono una famiglia di migliaia di composti, prodotti dagli anni Cinquanta con numerose applicazioni: tessuti impermeabili, schiume ignifughe, cosmesi, packaging, dispositivi medici, pentole antiaderenti. Sono considerati “inquinanti eterni” per la stabilità del legame chimico tra fluoro e carbonio su cui si basano e sono resistenti ad altissime temperature. «Esiste una documentazione sostanziale che dimostra una chiara associazione tra esposizione a Pfas ed effetti avversi sulla salute umana nella popolazione generale, soprattutto a livelli elevati, come quelli osservati nella “zona rossa” del Veneto». Così il professor Philippe Grandjean massimo esperto sui Pfas, durante la sua deposizione al processo in corso a Vicenza. “Pfas. Gli inquinanti eterni e invisibili nell’acqua” di Giuseppe Ungherese, è l’ultimo libro uscito sul tema, che racconta come queste sostanze cancerogene hanno contaminato l’Italia e il nostro corpo.

BAROMETRO OSH SULLA SICUREZZA E LA SALUTE SUL LAVORO .

da:

Lo strumento di visualizzazione dei dati del barometro SSL è stato aggiornato con nuovi indicatori, offrendo informazioni aggiornate sulla salute e sicurezza sul lavoro (SSL) in tutta Europa. 

In particolare, la sezione previsioni più recente presenta proiezioni quantitative delle tendenze future in materia di occupazione, sulla base delle previsioni sulle competenze del Cedefop.

Inoltre, sono ora disponibili stime sull’onere delle malattie correlate al lavoro dovute a problemi psicosociali, cancro o disturbi muscolo-scheletrici, sulla base degli studi dell’ICOH.

Infine, la nuova sezione Risorse ospita sia le pubblicazioni che le relazioni per paese per un facile accesso.

Consulta tutte le funzionalità dello strumento di visualizzazione dei dati del barometro SSL