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IL 6 APRILE È LA GIORNATA DELL’ATTIVITÀ FISICA.

La giornata mondiale dell’attività fisica che si celebra il 6 aprile è l’occasione per ribadire come la promozione della salute e del benessere rivesta un ruolo fondamentale nell’ambito della programmazione delle attività del Piano Regionale della Prevenzione 2022-25, in particolare modo dopo anni in cui la pandemia Covid-19 è stata protagonista.

Lo slogan dell’edizione di quest’anno ‘Divertiti! Fai movimento!’ ci ricorda come il movimento sia anche divertimento, socializzazione, condivisione.

Il programma PP02 Comunità Attive, programma predefinito del Piano Regionale della Prevenzione 2022-25, ha proprio come obiettivo principale la promozione dell’attività fisica nella popolazione, in tutte le diverse fasce di età, nei primi anni di vita, nei bambini, negli adolescenti, negli anziani, in chi convive con una malattia cronica e degenerativa, e in coloro che vivono in condizioni di fragilità fisica, mentale e sociale.

MAKER FAIR: SIMULAZIONE MULTISENSORIALE DELLA SICUREZZA

da Inail.it

In occasione della manifestazione europea organizzata dalla Camera di Commercio di Roma al Gazometro Ostiense, saranno presentati alcuni progetti di ricerca condotti negli ambiti dell’ergonomia, della sensoristica, della robotica e della realtà aumentata, con l’obiettivo di studiare i rischi potenziali, nuovi ed emergenti per la salute dei lavoratori e sviluppare dispositivi all’avanguardia per la prevenzione di infortuni e malattie professionali

Innovazione per la sicurezza sul lavoro, dal 7 al 9 ottobre l’Inail alla X edizione di Maker Faire

ROMA – Dal 7 al 9 ottobre l’Inail tornerà al Gazometro Ostiense per la X edizione di Maker Faire Rome – The European Edition, l’evento dedicato all’innovazione promosso e organizzato dalla Camera di Commercio di Roma, che ospiterà circa 300 spazi espositivi con idee e prototipi all’avanguardia. Nello stand dell’Istituto saranno presentati alcuni progetti di ricerca condotti negli ambiti dell’ergonomia, della sensoristica, della robotica e della realtà aumentata, con l’obiettivo di studiare i rischi potenziali, nuovi ed emergenti per la salute e la sicurezza dei lavoratori e sviluppare dispositivi ad alto valore tecnologico per la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali.  

Nello stand dell’Istituto il prototipo utilizzato dagli astronauti della stazione spaziale internazionale. I visitatori potranno osservare il prototipo attualmente in uso sulla stazione spaziale internazionale (Iss) per il monitoraggio della funzionalità uditiva e, in particolare, di quella cocleare nei lavoratori esposti a rumore e/o ad altri agenti oto-neurotossici. Grazie al progetto AUDIO-Acoustic Diagnostics, finanziato dall’Agenzia spaziale italiana e supportato dalla European Space Agency e dalla Nasa, l’Istituto, in collaborazione con le Università di Roma Tor Vergata e Sapienza, il Campus Bio-Medico e Altec Spa, dal 2019 sta acquisendo dati otoacustici degli astronauti imbarcati sull’Iss, tra cui gli italiani Luca Parmitano e Samantha Cristoforetti. Anche gli astronauti, infatti, hanno bisogno della prevenzione per svolgere la loro attività al massimo livello di sicurezza possibile in un ambiente estremo come quello dell’Iss, dove microgravità e rumore potrebbero provocare danni all’udito. Di qui la necessità di utilizzare indicatori precoci di danno uditivo come le emissioni otoacustiche, che ha portato allo sviluppo di una tecnica diagnostica sensibile e facilmente utilizzabile anche nello spazio.

Una glove box per replicare la movimentazione delle nanopolveri. Uno dei laboratori esperienziali che saranno allestiti all’interno dello stand Inail è dedicato alla possibile esposizione a nanoparticolato aerodisperso, tramite la simulazione della movimentazione di nanopolveri fluorescenti inerti all’interno di una glove box. Negli ultimi anni le nanotecnologie hanno avuto un rapido sviluppo in vari settori produttivi, dalla farmaceutica alla medicina, dall’energia alle costruzioni, sfruttando le proprietà innovative dei nanomateriali, che però possono rappresentare anche un rischio per i lavoratori esposti. L’identificazione dei parametri che meglio possono rappresentare la loro tossicità, come le dimensioni, la concentrazione in numero e in massa, l’area superficiale, la composizione chimica e morfologica, è dunque essenziale per valutare correttamente l’esposizione occupazionale. A questo scopo, il Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale (Dimeila) dell’Istituto ha sviluppato una strategia di misura e caratterizzazione dell’esposizione per inalazione a nanomateriali nei luoghi di lavoro, basata sugli standard disponibili e applicabile a materiali aerodispersi di differente natura, forma e dimensione.

La realtà virtuale per provare gli effetti delle apnee notturne. Alla sindrome delle apnee notturne (Osas), e alle sue ricadute sul “rischio strada”, sarà dedicato un percorso immersivo che, attraverso l’uso della realtà virtuale, consentirà di conoscere e provare segni, sintomi e conseguenze sulla salute e sulla guida di questa patologia, che si stima aumenti da due fino a otto volte la probabilità di incidenti stradali, esponendo soprattutto i lavoratori impegnati per lungo tempo al volante di mezzi di trasporto. Nonostante i suoi elevati costi sanitari e sociali, la sindrome è sotto-diagnosticata e sotto-trattata. Per valutare i fattori di rischio delle apnee notturne, che comprendono l’obesità (il 70% dei pazienti con Osas è obeso) e la cattiva igiene del sonno, che può derivare dall’assunzione di alcolici e tranquillanti, dal fumo e da pasti abbondanti prima del riposo notturno, un gruppo di ricerca multidisciplinare coinvolto nel bando Bric 2018 dell’Inail ha sviluppato la web app interattiva SleeP@S-APP, uno strumento di autovalutazione che restituisce a chi lo compila un feedback immediato informativo e di orientamento.

Simulatori e “gemelli digitali” per la formazione e la prevenzione. Nello spazio espositivo dell’Istituto saranno messi a disposizione anche un simulatore che ricostruisce le funzionalità di una piattaforma di lavoro elevabile per il sollevamento di persone, che attraverso la riproduzione fedele di scenari operativi complessi fornisce uno strumento di training a supporto della formazione e dell’addestramento in sicurezza degli operatori, e un modello “digital twin”, gemello digitale di un trapano a colonna per prevenire, mediante il monitoraggio continuo dei parametri significativi dell’attrezzatura di lavoro, situazioni di pericolo prima che possano determinare incidenti. Lo stand Inail, inoltre, ospiterà il dimostratore tecnologico di nastro trasportatore realizzato nell’ambito del progetto SIC_O_MAN, promosso dal Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici (Dit) dell’Istituto insieme al Politecnico di Torino, all’Università di Bologna e all’Università di Cassino e del Lazio meridionale, con l’obiettivo di valutare gli effetti dei parametri di funzionamento di una macchina rispetto al possibile rilascio di energia elastica accumulata.

Nelle interviste sul main channeI gli impatti del cambiamento climatico e le nuove soluzioni per contrastare le cadute dall’alto. Anche l’edizione 2022 di Maker Faire avrà un canale main dal quale saranno raccontate tante storie d’innovazione, grazie a un vero e proprio studio televisivo allestito negli spazi del Gazometro che ospiterà i protagonisti nazionali e internazionali del mondo dell’innovazione. Negli interventi dell’Inail, in particolare, si parlerà degli impatti del cambiamento climatico sulla salute e sicurezza sul lavoro e di soluzioni innovative di contrasto alle conseguenze delle cadute dall’alto. Per il primo argomento è stato dimostrato come l’esposizione occupazionale prolungata a temperature estreme sia un potenziale fattore di rischio di infortunio occupazionale, soprattutto in settori sensibili come l’edilizia e l’agricoltura. Con il progetto di ricerca Worklimate sono stati resi disponibili strumenti operativi e informativi, come le mappe climatiche di previsione del rischio di esposizione per le aziende, i lavoratori e gli operatori della salute e sicurezza negli ambienti di lavoro. Per il secondo argomento, invece, sarà presentato un progetto per lo sviluppo di nuove soluzioni per prevenire gli infortuni dovuti a cadute dall’alto e ridurne gli effetti, migliorando la protezione dei lavoratori. Le innovazioni utilizzeranno i progressi nell’ambito delle tecnologie di wearable sensing e actuation.

I webinar sul “risk assessment” negli ambienti naturali speciali e sul rischio biomeccanico nell’industria 4.0. I due webinar organizzati dall’Istituto sulla piattaforma digitale della manifestazione saranno invece dedicati alla metodologia del “risk assessment” applicata agli ambienti naturali speciali, che è risultata estremamente efficace nell’individuazione di condizioni pericolose in relazione all’attività lavorativa o ludico-sportiva che vi si sta svolgendo, e al rischio biomeccanico nell’industria 4.0, caratterizzata da attività svolte mediante esoscheletri o robot collaborativi, che è possibile analizzare, anche in tempo reale, grazie a strumenti informatici integrabili nell’ambiente di lavoro.

Il 6 ottobre la conferenza di apertura con speaker ed esperti internazionali. Tra le novità della nuova edizione il nuovo format Commonground, dedicato ai tre giorni che precedono la manifestazione, con eventi tematici che puntano a celebrare il ruolo di Maker Faire Rome come facilitatore di innovazione che insieme a partner come l’Inail ha permesso di creare connessioni tra persone, aziende, centri di ricerca, scuole e università, consentendo a tante idee di trasformarsi in progetti concreti e imprese reali. Il valore dell’innovazione come “terreno comune” e patrimonio di tutti sarà anche al centro della conferenza in programma il 6 ottobre, che darà il via ufficiale all’edizione 2022 con speaker ed esperti internazionali di grande esperienza e visione.

SILICOSI E SABBIATURA JEANS

Da il cambiamento

La Clean Clothes Campaign (CCC) è nata nel 1989 per migliorare le condizioni delle persone impiegate nel settore tessile e dell’abbigliamento a livello globale. Il suo obiettivo è quello di far rispettare i diritti fondamentali dei lavoratori attraverso la sensibilizzazione e la mobilitazione dei consumatori, la pressione sulle imprese e i governi. Le sue campagne sono molte.

Ultima, solo in ordine di tempo, quella che chiede l’arresto della pratica della sabbiatura dei jeans, un processo abrasivo per lisciare o formare superfici (non solo tessuti, ma anche ceramica ed altri materiali) su cui la sabbia viene sparata ad alta pressione. Una tecnica che invecchia il denim (il tessuto più utilizzato per il confezionamento dei jeans) a danno della salute di chi lo deve trattare.  “La sabbiatura (sandblasting) può causare una forma acuta di silicosi, malattia polmonare mortale”. Questa tecnica per rendere scoloriti o sfumati i nostri pantaloni sta infatti mettendo in grave pericolo la vita di migliaia di lavoratori del settore tessile in molte parti del mondo. È spesso utilizzata nei laboratori dell’economia sommersa di Paesi come il Bangladesh, l’Egitto, la Cina, la Turchia, il Brasile e il Messico, nei quali vengono prodotti i jeans venduti in Europa ed in Nord America. La situazione più allarmante si è riscontrata in Turchia, dove si sono documentati 46 casi di decesso di sabbiatori a causa della silicosi. In Turchia, però, grazie alla crescita di consapevolezza e ad una campagna pubblica iniziata circa dieci anni fa, il Ministero della Salute ha vietato la sabbiatura dei jeans nel marzo 2009. Si stimano tra gli 8.000 e i 10.000 i lavoratori impiegati nei laboratori di sabbiatura negli ultimi dieci anni, la maggior parte dei quali impiegata informalmente e senza contratto. Quelli stranieri e i bambini sono generalmente impiegati illegalmente. Di questi si stima che dai 4.000 ai 5.000 siano affetti da silicosi.

La maggior parte di loro purtroppo non è consapevole dei rischi alla salute che corre lavorando in questi laboratori. Risulta però essere molto difficile raggiungere i lavoratori interessati, molti dei quali immigrati da Romania, Moldavia, Azerbaigian e Georgia. Viste le condizioni di illegalità con le quali questi lavoratori sono assunti, nel gennaio 2010 il Ministero della Sanità turco ha approvato una legge “per fornire ad ogni paziente malato di silicosi servizi sanitari a titolo gratuito, indipendentemente dal suo stato di sicurezza sociale”. Un’altra ottima scelta del governo di Ankara. Il problema è che molte altre difficoltà affliggono gli operai della sabbiatura: avendo lavorato sempre in nero, ad esempio, non sono coperti dalla previdenza sociale e non ricevono alcuna pensione. Devono invece promuovere azioni legali per chiedere pensioni di invalidità.

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TECO MILANO :

Quando si parla di sicurezza sul lavoro, ambiente, medicina del lavoro e formazione Teco Milano srl è il riferimento giusto per chi cerca un partner adatto.

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INTELLIGENZA ARTIFICIALE IN MEDICINA TRA FUTURO E REALTA’

Molte aziende hanno già compreso che Intelligenza Artificiale e medicina  saranno sempre più indissolubilmente legate e hanno messo in commercio applicazioni futuristiche e sorprendenti.

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Le aziende, dalle start up alle grandi corporazioni, hanno spesso la capacità di prevedere il futuro e, quindi, di anticiparlo. Sanno bene che l’Intelligenza Artificiale è la grande speranza del 21esimo secolo in tutti i settori, medicina compresa. L’IA di fatto ha già portato importanti trasformazioni nel sistema sanitario, e ne porterà nei prossimi: aiuterà sempre più i medici a raccogliere, analizzare e organizzare i dati clinici, fare diagnosi precoci, pianificare trattamenti e trovare le migliori soluzioni per i pazienti. Ma se robot medici e software di gestione delle cartelle cliniche sono già una realtà consolidata, recentemente sono stati lanciati progetti e messi sul mercato prodotti decisamente avvenierestici che rinsaldano il legame tra Intelligenza Artificiale e medicina.

Il futuro è ora

Diagnosi di tumori, insufficienza cardiaca, diabete, reazioni avverse ai farmaci… sono sempre di più i settori della salute su cui stanno scommettendo i big della tecnologia, grazie agli avanzamenti nell’intelligenza artificiale.

Parlando di big, Google ha lanciato il progetto DeepMind Health. DeepMind è in grado di processare milioni di informazioni mediche in pochi minuti, velocizzando di molto i processi sanitari, che siano di natura clinica, come l’archiviazione delle cartelle, o diagnostica. I ricercatori di DeepMind inoltre stanno elaborando modelli per emulare la capacità di immaginare le conseguenze di un’azione prima di intraprenderla: stanno in pratica cercando di capire che cosa siano intelligenza e immaginazione per convertirle in algoritmi. Anche Verily, il ramo di Google che si occupa di scienza della vita, sta lavorando al progetto chiamato Baseline Study per la raccolta di dati genetici. Lo scopo è quello di adottare alcuni degli algoritmi di Google per analizzare ciò che permette alle persone di essere in buona salute. Per questo progetto i ricercatori usano anche tecnologie per il monitoraggio di malattie, come ad esempio delle lenti a contatto intelligenti per misurare il livello di zucchero nel sangue.

Molto attiva nel campo medico è anche Ibm, che con la sua intelligenza artificiale Watson è entrata stabilmente nelle corsie degli ospedali. Watson sembra essere in grado di anticipare di due anni le diagnosi di insufficienza cardiaca rispetto ai metodi tradizionali. L’algoritmo si basa sui dati normalmente raccolti durante le visite: «Abbiamo scoperto – spiega Jianying Hu, uno dei ricercatori impegnati – che diagnosi di altre malattie, farmaci prescritti e cartelle cliniche di eventuali ricoveri, in quest’ordine, possono fornire dei segnali in grado di predire la malattia. A questo si aggiungono informazioni ottenute dalle cartelle compilate dai medici usando il linguaggio discorsivo».

L’ingresso di un altro big, Intel, nel settore della salute si concentrerà invece sul tumore al polmone. La compagnia ha recentemente lanciato un concorso insieme al gigante cinese AliBaba e altri partner per sviluppare un algoritmo capace di leggere le radiografie e gli altri dati medici di un paziente per anticipare la diagnosi e seguire la crescita del tumore.

L’intelligenza artificiale può essere usata anche per predire gli eventuali effetti collaterali di un farmaco. Lo ha dimostrato uno studio della Stanford University pubblicato dalla rivista ACS Central Science. L’algoritmo riesce, sulla base di poche informazioni sulla struttura chimica del farmaco potenziale, a formulare predizioni sia sulla tossicità potenziale sia sull’instabilità della molecola, accelerando notevolmente i tempi di sintetizzazione del farmaco. Sempre alla Stanford University hanno dimostrato che un algoritmo di deep learning – il settore della ricerca sull’apprendimento automatico e sull’intelligenza artificiale basato su reti neurali – è in grado di diagnosticare i diversi tipi di cancro della pelle con un’accuratezza pari a quella dei migliori dermatologi. Il tutto sulla base delle sole immagini dell’epidermide scattate da uno smartphone.

Venendo alle Start Up, abbiamo Zephyr Healthazienda che aiuta le imprese sanitarie a ottenere una migliore e più rapida visione di dati, tramite database specifici, algoritmi di apprendimento e una presentazione dei dati più usabile.

La start up Atomwise  ha invece lanciato una ricerca virtuale per trovare farmaci attualmente esistenti e sicuri che possano potenzialmente essere ridisegnati per trattare il virus dell’ebola. Sono stati così scoperti due candidati che potrebbero significativamente ridurre la sua infettività.

App di monitoriaggio e App predittive

Il mondo delle App non poteva rimanere insensibile al legame tra Intelligenza Artificiale e medicina.

Per monitorare ad esempio se i pazienti stanno seguendo le terapie prescritte c’è l’app AiCure, supportata dal National Institutes of Health che utilizza l’IA e la webcam degli smartphone per confermare in modo autonomo che il paziente è in linea con le cure indicate: molto utile per soggetti con situazioni mediche gravi, riluttanti a non seguire i consigli del loro medico.

Non sentirsi bene e non avere immediata possibilità di farsi visitare da un medico è uno scenario reale e molto comune. Molte app provano a risolvere questo problema offrendo risposte tramite IA, basandosi sulla storia clinica personale e su nozioni più generiche. L’interazione è molto semplice: gli utenti inseriscono i sintomi e il software li confronta con un database di malattie; dopo aver considerato anche la storia del paziente e le circostanze, l’app fornisce una serie di possibili diagnosi. A tal proposito, WebMD ha annunciato il lancio della propria tecnologia per tutti i dispositivi che supportano Alexa di Amazon.

Abbiamo poi Molly, la prima infermiera virtuale al mondo, sviluppata dalla start-up Sensely. Al di là del suo sorriso e l’espressione amichevole, l’obiettivo è di aiutare le persone monitorando le loro condizioni e lo stato dei trattamenti in corso. L’interfaccia utilizza metodi di machine learning per supportare i pazienti con condizioni critiche, fornendo controllo ed assistenza nelle fasi di follow-up.

Il rischio di queste app è quello di fomentare l’auto-interpretazione della diagnosi, che invece dovrebbe sempre essere appannaggio del medico.

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Robot radiologi

Un altro settore in cui Intelligenza Artificiale e medicina danno ottimi risultati è quello della radiologia. Pioniere in questo campo è la Enlitic: Il software da loro proposto non sostituirà il lavoro dei radiologi, ma li aiuterà nel renderlo più veloce e preciso. Il primo compito che avranno i robot radiologi sarà quello di accertare, ad esempio, che la radiografia che è stata etichettata dai medici come mano sinistra non è sicuramente una mano destra. Dopodiché il robot passerà all’analisi della radiografia per rilevare eventuali anomalie.

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In base a ciò che rilevano, i robot radiologi assegneranno un determinato livello di priorità alla radiografia che consegneranno al radiologo specializzato: se non trovano nessuna anomalia, allora assegneranno una priorità bassa. Il radiologo, ricevuta l’immagine, la studierà a sua volta e stilerà una relazione.

In questo modo il processo di diagnosi e di analisi di una radiografia sarà molto più veloce del solito.

Ma l’uomo è insostituibile

A riprova che l’IA è oramai una realtà commerciale in campo medico, la Food and drug administration (Fda) americana ha recentemente approvato l’immissione sul mercato del primo rimedio di deep learning applicato alla medicina, “DeepVentricle”, un algoritmo sviluppato da Arterys che in 30 secondi, in base alle risonanze magnetiche, ci dice quanti litri di sangue al minuto che il nostro cuore può pompare.

Per meglio delineare il futuro di Intelligenza Artificiale e medicina e il rapporto con l’uomo, Microsoft ha lanciato all’ultimo Health Innovation Summit di Bruxelles la AI in Health Alliance, un’alleanza con diversi partner per proporre l’adozione di queste tecnologie su larga scala e individuare standard comuni che uniscano la comunità scientifica, dalle startup alle università.

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Trarre il massimo vantaggio dall’Intelligenza Artificiale non può però farci dimenticare che queste tecnologie non possono sostituire l’uomo: sono di enorme aiuto analizzando una quantità di dati impossibile per il cervello umano, ma è sempre quest’ultimo l’elemento che dà un senso ai dati analizzati.

Sta all’uomo usare l’IA in modo virtuoso, dal punto di vista sia scientifico sia morale, senza mai dimenticare la dimensione etica del rapporto con il paziente.

tratto Da Domedica s.r.l.

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