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COME PRENOTARE IL VACCINO COVID ON LINE

Come prenotare online

Per iniziare, inserisci negli appositi campi il numero della tessera sanitaria e il tuo codice fiscale e seleziona il consenso al trattamento dei tuoi dati personali. Clicca sulla voce “Accedi” per proseguire.

Inserisci nei campi richiesti la tua Provincia, Comune e il CAP per individuare il centro vaccinale più vicino a te. Successivamente inserisci il numero di cellulare su cui vuoi ricevere la conferma con i dati della prenotazione, inserisci la tua data di nascita. Clicca ora su “Cerca” per proseguire.

Il sistema ti mostrerà data, orario e indirizzo dei centri vaccinali disponibili per effettuare la vaccinazione. Seleziona la data, l’orario e il centro vaccinale che preferisci. Prosegui selezionando “Conferma”.

Inserisci il codice che hai appena ricevuto sul numero di cellulare che hai indicato. Clicca su “Conferma” per proseguire.

Ora visualizzerai tutti i dettagli della tua prenotazione, che riceverai anche via SMS sul tuo cellulare. Clicca su “Stampa” se desideri avere la ricevuta della conferma di prenotazione e su “Chiudi” per terminare.

EFFETTI COLLATERALI E VACCINI COVID

da dottnet.it

Una persona su quattro tra quelle vaccinate con Pfizer o AstraZeneca manifesta lievi effetti collaterali, come mal di testa, debolezza e indolenzimento: solitamente i sintomi culminano nelle prime 24 ore dopo la somministrazione e spariscono nell’arco di uno o due giorni. Lo dimostra il primo studio comparativo dei due vaccini condotto nella popolazione generale su quasi 630mila cittadini britannici, dunque al di fuori delle condizioni controllate tipiche delle sperimentazioni. I risultati, migliori rispetto a quelli ottenuti durante i test clinici di fase tre, sono pubblicati sulla rivista Lancet Infectious Diseases dal King’s College di Londra.  Lo studio si basa sulle segnalazioni fatte spontaneamente dai cittadini tramite una app negli otto giorni successivi alla vaccinazione, tra dicembre 2020 e marzo 2021.

Il campione di 627mila britannici include 282mila persone che hanno ricevuto la prima dose di Pfizer e 28mila che hanno ricevuto anche la seconda, oltre a 345mila cittadini a cui è stata iniettata la prima dose di AstraZeneca. Gli effetti collaterali sistemici (come mal di testa, debolezza, brividi, nausea, diarrea, febbre, dolori articolari e muscolari) sono stati segnalati dal 13,5% dei pazienti dopo la prima dose di Pfizer, dal 22% dopo la seconda di Pfizer, e dal 33,7% delle persone che avevano fatto la prima di AstraZeneca. I soggetti più colpiti sono stati gli under-55 e le donne. Per coloro che avevano già avuto la Covid-19, la probabilità di accusare effetti collaterali sistemici è risultata tre volte maggiore dopo Pfizer e due volte maggiore dopo AstraZeneca

INAIL :TECNOPATIE IN AGRICOLTURA

La scheda approfondisce la tematica delle tecnopatie nel settore dell’agricoltura, realtà particolarmente complessa in cui operano grandi imprese agricole e piccole unità produttive, anche familiari.

Immagine Malprof, Le malattie professionali nel settore agricoltura

Il settore è caratterizzato dai lavoratori stagionali italiani e stranieri, talora irregolari e non sempre adeguatamente addestrati. I fattori di rischio presenti sono, oltre ai classici rischi da agenti chimici, fisici e da agenti climatici, anche i rischi biomeccanici, gli irritanti/allergeni e la radiazione solare. Per la prevenzione, si ritiene di dover agire su due fronti: aumentare la consapevolezza dei soggetti coinvolti nel sistema di prevenzione e sviluppare tecniche di produzione e un’organizzazione del lavoro adeguate.


Prodotto: Fact sheet
Edizioni: Inail – 2021
Disponibilità: Consultabile solo in rete
Info: dcpianificazione-comunicazione@inail.it

VACCINO JANSSEN LA CIRCOLARE

Ecco le indicazioni per l’uso del vaccino Janssen . È stata recepita l’indicazione di Aifa per un uso preferenziale sopra i 60 anni anche se il vaccino resta comunque autorizzato per tutti i soggetti dai 18 anni in su. 

Ecco la Circolare 21 aprile 2021

SCHEDA VACCINO JANNSEN:

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 .IT ENHome / Piano vaccini anti Covid-19

Piano vaccini anti Covid-19

Vaccino Janssen di Johnson&Johnson

Il vaccino Janssen di Johnson&Johnson viene somministrato, in unica dose, a partire dai 18 anni di età. Con Circolare 21 aprile 2021 il Ministero raccomanda un uso preferenziale del vaccino nelle persone di età superiore ai 60 anni.

  • Nome Janssen Covid-19 Vaccine
  • Produttore Johnson&Johnson
  • Tipo di vaccino Vaccino a vettore virale
  • Efficacia nelle forme gravi arriva fino al 77 % dopo 14 giorni dalla somministrazione e all’85% dopo 28 giorni dalla somministrazione
  • Data AIC in Europa 11 marzo 2021
  • Data AIC In Italia 12 marzo 2021
  • Modalità di somministrazione una iniezione, solitamente nel muscolo della parte superiore del braccio

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Norme e circolari

  • Circolare 21 aprile 2021 – Aggiornamento vaccini disponibili contro SARS-CoV-2/COVID-19 e aggiornamento note informative del consenso

TUTTE LE FFP2 DA EVITARE

Emergono nuovi dettagli riguardo alle mascherine difettose provenienti dalla cina. Secondo quanto riporta la Repubblica, la procura di Gorizia ha decretato che la metà dei dispositivi individuali provenienti dalla Cina non sono efficaci. Uno su due non filtra a sufficienza. La documentazione turca che ne attesta la conformità delle direttive Ue (già al centro degli scandali da alcuni mesi), sarebbe contraffatta. Dodici interi lotti di facciali modello Ffp2 e Ffp3 sono ora sotto inchiesta. Si tratta dei dpi ad alta protezione utilizzati direttamente dal personale sanitario in ospedali, ambulatori e Residenze per anziani (fonte il. Giornale).

PRECEDENTEMENTE RICORDIAMO LE MASCHERINE CON MARCATURA CE 2163 COME DI DUBBIA EFFICIENZA.

12 modelli attualmente bloccati sono: 

  • FACCIALE SCYFKZ KN95 GB2626~2006 FILTRANTE FFP2 S/VALVOLA DPI MONOUSO;
  • FACCIALE (UNECH KN95) FILTRANTE FFP2 S/VALVOLA DPI MONOUSO;
  • FACCIALE (ANHUI ZHONGNAN) FILTRANTE FFPZ GB2626-2006 EN149 S/V AL VOLA DPI MONOUSO;
  • FACCIALE (JY-JUNYUE) FILTRANTE KN95 GB/2626-2006 EN 149 FFP2 S/VALVOLA DPI MONOUSO;
  • FACCIALE (WENZHOU XILIAN) FILTRANTE FFP2 KN95 GB2626-2006 EN 149 S/VALVOLA DPI MONOUSO;
  • FACCIALE {ZHONGKANG) FILTRANTE FFP2 KN95 GB2626″2006 EN 149 S/VALVOLA DPI MONOUSO;
  • FACCIALE WENZHOU HUASAI FILTRANTE KN95 GB/2626-2006 EN 149 FFP2 S/VALVOLA DPI MONOUSO;
  • MASCHERINE FILTRANTI WENXIN FFP2 – KN 95 PRODOTTE DALLA TONGCHENG WENXIN LABOR PROTECTION PRODUCTS CO. LTD;
  • FACCIALE – MASCHERINE FILTRANTI BI WEI KANG® CE 1282-9600 TYPE FILTER RESPIRATOR PRODOTTE DALLA YIWU BIWEIKANG LABOR PROTECTION PRODUCT CO. LTD;
  • FACCIALE (SIMFO KN95 – ZHYI- SURGIKA) FILTRANTE FFP2 DPI S/VALVOLA DPI EN 149 MONOUSO PER PROTEZIONE, DISTRIBUITE DALLA SOCIETÀ SURGIKA SRL CON SEDE IN LEV ANE BUCINE (AR);
  • FACCIALE (WENZHOU LEIKANG) FILTRANTE FFP3 S/VALVOLA EN149, PRODOTTE DALLA WENZHOU LEIKANG MEDICAI. TECNOLOGY CO.LTD;
  • FACCIALE (XINNUOZI) FILTRANTE FFP3 S/VALVOLA GB2626-2006 EN149, PRODOTTE DALLA HAINING NUOZI MEDICAL EQUIPEMEN’T CO. LTD

VACCINO JOHNSON &JOHNSON ADATTO PER LA FASCIA DI ETÀ DEI LAVORATORI

Il VACCINO Johnson & Johnson finalmente arriva in Italia. L’attesa del FARMACO è finita e il vaccino monodose sarà somministrato dal 19 aprile. Il farmaco è raccomandato per gli over 60 dopo i rari casi di trombosi riscontrati in seguite alla vaccinazione.

Il vaccino della Janssen è il quarto da essere raccomandato nell’Ue per prevenire Covid-19 dopo i farmaci Pfizer, Moderna e AstraZeneca. L’efficacia del prodotto, spiega l’Ema, è stata dimostrata in uno studio clinico che ha coinvolto oltre 44mila persone dai 18 anni in sui negli Stati Uniti, in Sudafrica e nei Paesi dell’America Latina. A metà dei partecipanti è stata somministrata una singola dose di vaccino e all’altra metà un placebo. Lo studio ha rilevato una riduzione del 67% del numero di casi Covid sintomatici dopo 2 settimane nelle persone che hanno ricevuto il vaccino Janssen (116 casi su 19.630 persone), rispetto alle persone a cui è stato somministrato placebo (348 persone su 19.691). Questo significa che il vaccino ha avuto un’efficacia del 67%, spiega l’Ema.

Gli effetti collaterali nello studio, si legge su Repubblica, erano generalmente lievi o moderati e sono stati risolti entro un paio di giorni dalla vaccinazione. I più comuni: dolore al sito di iniezione, mal di testa, stanchezza, dolori muscolari e nausea, elenca l’Agenzia europea del farmaco.“La sicurezza e l’efficacia del vaccino – precisa – continueranno a essere monitorati, attraverso il sistema di farmacovigilanza dell’Ue e ulteriori studi da parte dell’azienda e delle autorità europee”. Il vaccino Janssen è costituito da un adenovirus modificato per contenere il gene per la produzione della proteina Spike di Sars-CoV-2, che stimolerà il sistema immunitario a produrre anticorpi e attivare le cellule T (globuli bianchi) per bersagliarla. L’adenovirus contenuto nel vaccino non può riprodursi e non causa malattie.Rari casi di trombosi successivi alla vaccinazione sono stati segnalati anche per il vaccino Johnson & Johnson. Il Comitato di farmacovigilanza Prac dell’Agenzia europea del farmaco Ema li sta studiando, riferisce l’ente regolatorio Ue, in una nota. Gli esperti hanno dunque avviato una revisione del segnale di sicurezza relativo al vaccino J&J. Dopo questa iniezione-scudo sono stati segnalati, secondo i dati aggiornati riportati oggi nella nota, “4 casi gravi di coaguli di sangue insoliti associati a livelli di piastrine basse”, le rare forme di trombosi che sono state osservate anche dopo la vaccinazione con AstraZeneca.

Per quanto riguarda il vaccino Janssen, “un caso si è verificato durante un trial clinico e 3 casi durante il lancio del vaccino negli Stati Uniti. Uno di questi è stato fatale”. Il vaccino J&J è attualmente utilizzato solo negli Stati Uniti, con un’autorizzazione all’uso di emergenza. Questi rapporti indicano un “segnale di sicurezza”, ma al momento “non è chiaro se esista un’associazione causale tra la vaccinazione con il vaccino Janssen e queste condizioni.“E’ importante, ricorda Johnson & Johnson, che le persone che ricevono qualsiasi vaccino contro il Covid-19 cerchino immediatamente assistenza medica se manifestano i seguenti sintomi: respiro corto, dolore al petto, gonfiore alle gambe, dolore addominale persistente, sintomi neurologici, tra cui mal di testa grave e persistente o visione offuscata, piccole macchie di sangue sotto la pelle oltre il sito di iniezione, ecchimosi facili o eccessive”.

“Il Johnson&Johnson sarà il VACCINO perfetto per le persone più giovani nella fascia tra i 30-65 anni. Sarà il vaccino per le grandissime immunità ed è un vaccino come AstraZeneca, batteriovirale. Quando è uscito il Pfizer i detrattori dicevano che avrebbero aspettato un vaccino normale come l’AstraZeneca, adesso tutti vogliono il Pfizer. Noi italiani siamo strani”. Lo ha detto il direttore di Malattie Infettive dell’Ospedale San Martino di Genova, Matteo Bassetti

L’infettivologo, come riportato anche dal quotidiano Repubblica, dopo le preoccupazioni circolate rispetto alla sicurezza di AstraZeneca ha ricordato con forza che “le trombosi segnalate nel mondo associate al vaccino di Astrazeneca sono minori rispetto a quelli segnalate nella popolazione non vaccinata”. Secondo Bassetti, dopo la pausa di sospensione l’Italia ha fatto bene a seguire quello che dice l’Ema, perchè i benefici del vaccino AstraZeneca “superano ampiamente i rischi”.E quindi, la posizione di Bassetti in merito ai vaccini è chiara: tutti i tipi autorizzati dall’autorità sanitaria prevengono le infezioni da COVID e vanno utilizzati per combattere la pandemia.

A vial of SARS-CoV2 COVID-19 vaccine in a medical research and development laboratory. Science 3D illustration.

Dobbiamo metterci in testa checome dovremmo convivere con il virus per anni, così dovremmo farlo con le tante varianti che verranno scoperte”. La variante potrebbe essere più contagiosa, ma “non abbiamo certezza che possa sfuggire ai vaccini, occorrono maggiori studi” e, secondo Bassetti“il Giappone ha gestito molto bene tutte le fasi della pandemia, ma è molto indietro con le vaccinazioni. E’ quindi probabile che essendoci da loro una quarta ondata di casi, la responsabilità sia proprio di questa variante perché il virus sta girando liberamente”.

SOSPENSIONE DELLE MANSIONE PER I MEDICI NO VAX E SCUDO PENALE

Da Dottnet.it

La sospensione “mantiene efficacia fino all’assolvimento dell’obbligo vaccinale o, in mancanza, fino al completamento del piano vaccinale nazionale e comunque non oltre il 31 dicembre 2021”. Anaao e Fnomceo: un provvedimento deludente

Vaccinazioni | Fondazione Umberto Veronesi

La bozza del nuovo dl Covid (clicca qui per scaricare il testo completo) approvata ieri prevede la sospensione dalla mansione per i sanitari che non si saranno vaccinati e anche il rischio di sospensione dello stipendio nel caso non sia possibile assegnare al lavoratore compiti alternativi. All’articolo 4 della bozza si legge infatti:

“Decorsi i termini” previsti “l’azienda sanitaria locale competente accerta l’inosservanza dell’obbligo vaccinale e ne da’ immediata comunicazione all’interessato, al datore di lavoro e all’Ordine professionale di appartenenza. L’adozione dell’atto di accertamento da parte dell’azienda sanitaria locale determina la sospensione dal diritto di svolgere prestazioni o mansioni che implicano contatti interpersonali o comportano, in qualsiasi altra forma, il rischio di diffusione del contagio da SARS-CoV-2″. L’Ordine professionale di appartenenza “comunica immediatamente la

sospensione”.

Ricevuta la comunicazione, “il datore di lavoro adibisce il lavoratore, ove possibile, a mansioni, anche inferiori, diverse” con “il trattamento corrispondente alle mansioni esercitate, e che, comunque, non implicano rischi di diffusione del contagio. Quando l’assegnazione a diverse mansioni non e’ possibile, per il periodo di sospensione”, “non e’ dovuta la retribuzione, altro compenso o emolumento, comunque denominato”. La sospensione “mantiene efficacia fino all’assolvimento dell’obbligo vaccinale o, in mancanza, fino al completamento del piano vaccinale nazionale e comunque non oltre il 31 dicembre 2021”.

UnitoNews :: L'impatto psicologico del Covid-19 e della sua gestione sui  Medici di Medicina Generale in Piemonte

Dunque, il vaccino Covid sarà obbligatorio per tutti i sanitari. Nel testo si spiega poi come, in considerazione della situazione di emergenza epidemiologica, fino al completamento del piano vaccinale nazionale e comunque non oltre il 31 dicembre 2021, al fine di tutelare la salute pubblica e mantenere adeguate condizioni di sicurezza nell’erogazione delle prestazioni di cura e assistenza per tutti gli esercenti le professioni sanitarie e gli operatori di interesse sanitario che svolgono la loro attività nelle strutture sanitarie e sociosanitarie pubbliche e private, farmacie, parafarmacie e studi professionali è obbligatoria e gratuita la vaccinazione per la prevenzione dell’infezione da Sars-CoV-2. La vaccinazione costituisce requisito essenziale per l’idoneità all’esercizio della professione e per lo svolgimento delle prestazioni lavorative. Vengono previste ipotesi di esenzione, temporanea o definitiva, dall’obbligo di vaccinazione in relazione a specifiche condizioni cliniche appositamente certificate.

Per quanto riguarda le tutele legali, via libera anche allo scudo penale per i sanitari vaccinatori. Viene esclusa la responsabilità del personale sanitario per i delitti di omicidio colposo e lesioni personali colpose, conseguenti alla somministrazione di un vaccino anti Sars-Cov-2, in caso di osservanza delle regole cautelari relative all’attività di vaccinazione. Viene stabilito in particolare che la punibilità sia esclusa quando l’uso del vaccino sia conforme alle indicazioni contenute nel provvedimento di autorizzazione all’immissione in commercio emesso dalle competenti autorità, alle circolari e alle raccomandazioni fornite al personale addetto dalle autorità sanitarie nazionali. La norma avrà efficacia retroattiva.

Risiko dei vaccini, superpotenze si contendono la mappa anti covid

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Sono gli Usa e la Gran Bretagna i Paesi che hanno per ora il primato della diffusione dei vaccini tra tutti gli Stati del mondo. A fronteggiarsi nel FarmaRisiko, dove le superpotenze stanno riscrivendo gli equilibri della geopolitica, al momento ci sono anche la Cina, la Russia e l’India. Ma attenzione, in questo gioco in cui in palio non ci sono solo le vite umane ma anche il ritmo e la consistenza della ripresa economica degli Stati, ciò che conta non è solo avere sviluppato un vaccino, ma anche aver contribuito a finanziarlo. Ed essere in grado di produrlo in massicce quantità, come fa l’India. Quella che segue è l’analisi della diffusione dei vaccini somministrati in 132 Paesi, equivalenti all’85% della popolazione mondiale.

Gli americani e i tre vaccini in campo: Pfizer, Moderna, Johnson & Johnson

Con tre vaccini in campo, gli Usa sono la vera superpotenza. Sono partiti per tempo, forti di cospicui finanziamenti pubblici e privati e dei migliori ricercatori, individuati anche fuori dai propri confini. È il caso dei coniugi tedeschi di origine turca Ugur Sahin e Özlem Türeci, fondatori di BioNTech. È l’azienda, specializzata nelle ricerche di immunoterapie contro i tumori, a cui l’americana Pfizer ha offerto un ricco accordo per lo sviluppo di un vaccino contro il Covid-19, finanziato anche dallo Stato tedesco e dalla Bei (la Banca europea degli investimenti). Il che spiega il favore riservatole dall’Ue e dalla Germania in particolare. Il vaccino Pzizer-BioNTech oggi è già somministrato in 77 Paesi, spesso in accoppiata con Moderna (presente in 32 Paesi): oltre a Usa, Canada, Australia e Nuova Zelanda, è stato scelto da tutti i Paesi europei, compresi quelli dell’Est, tranne la Moldavia e l’Ucraina che usano solo AstraZeneca, e San Marino che ha scelto il russo Sputnik. Questo vaccino è approdato anche alla Santa Sede.
È invece assente nel continente africano, tranne che in Rwanda, insieme con AstraZeneca e Moderna. Passando al Medio Oriente, Israele lo ha scelto con quello di Moderna, mentre è l’unico vaccino in Libano, Kuwait e Qatar. Così come in Giappone, Malesia e Singapore. Poco presente nel Centro-America (in Messico c’è ma con AstraZeneca e Sputnik), in Sud America non ha conquistato i Paesi più grandi, tranne la Colombia. Quanto alle isole, è la scelta esclusiva di Bermuda, Cayman e Turks e Caicos.

Il terzo vaccino Usa: Johnson & Johnson

Le recenti autorizzazioni del terzo vaccino Usa, lo Janssen di Johnson & Johnson, ne vedono l’utilizzo al momento solo negli Stati Uniti e in Sud Africa, ma molti Paesi lo hanno autorizzato, tra cui l’Italia.

Il vaccino inglese di AstraZeneca: il più utilizzato al mondo (merito del prezzo basso)

Sviluppato dallo Jenner Institute dell’Università di Oxford, prodotto e distribuito dall’azienda farmaceutica anglosvedese AstraZeneca, il vaccino inglese è al momento il più utilizzato al mondo, forte del prezzo più basso. Tra i 78 Paesi che ne stanno già facendo uso ci sono quasi tutti gli europei, anche dell’Est. A differenza degli americani, AstraZeneca è molto opzionato in Africa, dove ha conquistato sette sui 13 Paesi che hanno in corso le vaccinazioni, tra cui l’Angola, il Ghana, il Kenia, il Marocco (con il cinese SinoPharm), il Rwanda e l’Uganda.
È poco presente in Medio Oriente, tranne in Arabia Saudita con Pfizer-BioNTech, e nel Bahrain e negli Emirati (che hanno opzionato tutti i maggiori vaccini).
In Asia è stato adottato in India, Myanmar, Nepal, Bangladesh, Pakistan, Sri Lanka, Thailandia, Vietnam e Mongolia. Tra le isole, Antigua, Barbados, Maldive, Mauritius.

Il russo: il vaccino Sputnik è stato il primo registrato al mondo

È stato il primo vaccino al mondo registrato contro il Covid-19 nell’agosto scorso, grazie alla ricerca che il Centro Gamaleya aveva già fatto sull’Ebola e sulla Mers. Lo Sputnik al momento è stato autorizzato in quasi 50 Paesi ma è operativo in 18. L’Autorità europea (Ema) non gli ha dato il nullaosta: politicamente non c’è la volontà di foraggiare il regime di Vladimir Putin. Al momento viene iniettato oltre che a San Marino anche in Montenegro, in Serbia e in Ungheria, l’unico Paese al mondo in cui si utilizzano tutti i vaccini in circolazione. Sono molti i Paesi con regimi autoritari che l’hanno scelto: Algeria e Tunisia, Iran e Venezuela. È presente anche in Argentina, Bolivia e Paraguay.
L’Italia è l’unico Paese europeo che ha siglato un accordo per la produzione di dieci milioni di dosi di Sputnik. Questa rottura del fronte antirusso è stata accolta con freddezza dai maggiori Paesi Ue.
I dieci miliardi di dollari che la Russia incamererebbe dalla vendita ipotetica di un miliardo di dosi in tutto il mondo inquietano, considerando che eguagliano quasi il valore delle sue esportazioni di armi dello stesso periodo. Intanto il laboratorio siberiano Vektor ha registrato il secondo vaccino russo: l’EpiVacCorona.

I vaccini cinesi

Turchia, Egitto, Ungheria. Basterebbero questi tre Stati, che hanno accolto i vaccini cinesi SinoPharm e SinoVac, a dare la misura di come la Cina si muova offrendo alleanze a Paesi-chiave in quadranti strategici. In Sud America le esportazioni riguardano colossi come Argentina, Brasile e Perù. Nella propria area ha conquistato le Filippine, in rotta con l’alleato Usa per non avere avuto le dosi promesse di Pfizer-BioNTech, e l’Indonesia, altro partner Usa deluso, accanto a Thailandia, Laos e Cambogia. L’offensiva è tale che Stati Uniti e Giappone sono pronti a finanziare un miliardo di dosi, da produrre in India e far distribuire dall’Australia in tutto il Sud-Est asiatico.

L’india: due vaccini «nazionali» e la produzione del 60% dei vaccini mondiali

L’India ha elaborato un paio di vaccini con cui sta mettendo in sicurezza la propria popolazione (1,3 miliardi di abitanti) ma produce il 60% dei vaccini distribuiti nel mondo, in particolare AstraZeneca. Questo ne fa una potenza sullo scacchiere dei vaccini.

I vaccini e le tentazioni «autarchiche»

Una notazione a proposito dell’India, Cina e Stati Uniti: il fatto che la Cina produca la maggior parte delle molecole e dei principi attivi, che l’India produca il 60% dei vaccini mondiali e che gli Usa monopolizzino il settore dei bioreattori e dei materiali plastici necessari per i vaccini, spiega perché una loro torsione autarchica sarebbe foriera di seri problemi soprattutto per l’incauta Europa.

da il corriere.it

MEDICO COMPETENTE JOURNAL – ARCHIVIO 2020

La società Anma da molti anni promuove importanti incontri scientifici sulla medicina del lavoro e sulla professione di medico competente anche attraverso consigli operativi pratici . la rivista Medico Competente Journal è un valido strumento di aggiornamento professionale

Segnalo particolarmente nel n4/2020 la circolare del ministero della salute sulla gestione del primo soccorso in tempi di epidemia Covid

Il primo soccorso al lavoro durante la pandemia da COVID-19

La pandemia ha reso necessario di cambiare anche il modo di fare il Primo Soccorso nei luoghi di lavoro, un’attività che deve ora sempre svolgersi nel rispetto delle necessarie misure di sicurezza anticontagio.

Le società scientifiche internazionali (Ilcor, ERC, American Heart Association) hanno prodotto specifiche linee guida su come organizzare il Primo Soccorso nella pandemia, ed anche il nostro Ministero della Salute ha dato indicazioni in proposito con la Circolare n. 21859 datata 23 giugno 2020.

Noi abbiamo voluto contribuire, predisponendo questo breve materiale informativo illustrato, realizzato con la collaborazione dell’Ente Bilaterale del Turismo e dell’Ente Bilaterale del settore Terziario della Provincia di Venezia.

File Allegati:

Archivio notiziari anno 2020

zoom

N. 4 – 2020

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N. 2_3 – 2020

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N. 1 – 2020

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VACCINO PFIZER NEL FRIZER DI CASA.

Leggiamo dalle agenzie ANSA la notizia che é stato approvato il trasporto del vaccino Pfizer alle “temperature convenzionali” tipiche dei congelatori farmaceutici. Questo dovrebbe permettere nel futuro di vaccinare ancora più facilmente.

In precedenza era stata raccomandata la conservazione a temperature ultra-fredde comprese tra -80 e -60 gradi Celsius

Ecco il testo da Ansa:

La Food and Drug Administration ha approvato la conservazione e il trasporto del vaccino Pfizer contro il Covid-19 alle normali temperature del frigorifero sino a due settimane, anzichè a temperature ultra fredde. (ANSA).