L’INAIL ha rilasciato il nuovo servizio online di simulazione della regolarità contributiva fruibile dalle imprese, al fine di velocizzare la procedura di rilascio del DURC e in attuazione della legge delega n. 160/2023.
Si tratta di un servizio utilizzabile sia in presenza di DURC in corso di validità sia con DURC già scaduto.
DURC Online: simulazione online sul sito INAIL
Il servizio consente al aziende, soggetti assicuranti e intermediari delegati di effettuare una simulazione della regolarità contributiva anche quindici giorni in anticipo rispetto alla data di scadenza del DURC
Nel caso di DURC attivo e regolare, la richiesta di simulazione si effettua dal quindicesimo giorno che precede la data di scadenza del documento riportando la situazione contributiva al secondo mese antecedente alla data di scadenza.
Nel caso di DURC assente o scaduto, la verifica viene effettuata prendendo in considerazione la data della richiesta e restituendo la situazione contributiva al secondo mese antecedente a quest’ultima.
In assenza di irregolarità l’esito della simulazione è “Regolare”, mentre qualora per il codice fiscale venga rilevata la presenza di possibili irregolarità l’esito della simulazione diventa “Da verificare”
Nell’analisi condotta dalla Consulenza statistico attuariale dell’Istituto la fotografia dell’andamento infortunistico e tecnopatico in questi due importanti settori del manifatturiero italiano
ROMA – Nel 2022 gli infortuni denunciati nel settore della fabbricazione di mobili sono stati 3.450, il 2,3% in più rispetto ai 3.373 dell’anno precedente, a conferma della ripresa del fenomeno già registrata nel 2021, dopo la sensibile contrazione delle denunce rilevata nel 2020 per lo stop delle attività lavorative durante la pandemia. Con 343 casi in meno rispetto al 2018, le denunce del 2022 restano comunque al di sotto del dato registrato negli anni pre-Covid. A rilevarlo è l’analisi condotta dalla Consulenza statistico attuariale per il nuovo numero del periodico Dati Inail, che scatta la fotografia dell’andamento di infortuni e malattie professionali in questo settore, che comprende il 4,3% delle aziende assicurate dell’industria manifatturiera (circa 17mila su un totale di quasi 399mila) e con oltre 130mila addetti-anno assicurati rappresenta poco più del 3% dei lavoratori di tutto il comparto.
Gli infortuni concentrati soprattutto nel Nord e Centro Italia. L’85,6% degli infortuni denunciati nella fabbricazione di mobili nel quinquennio 2018-2022 sono avvenuti in occasione di lavoro e la quota di quelli fuori azienda – costituita dalla somma degli incidenti in itinere, occorsi cioè nel tragitto di andata e ritorno tra la casa e il luogo di lavoro, e di quelli con mezzo di trasporto in occasione di lavoro – si mantiene intorno al 15-16%. Quasi tutto il decremento del quinquennio è da attribuire agli infortuni avvenuti durante lo svolgimento dell’attività lavorativa (299 in meno rispetto al 2018), mentre l’incidenza delle denunce che riguardano il tragitto casa-lavoro-casa rimane pressoché invariata, con l’eccezione del forte calo registrato nel 2020 a causa della pandemia. Gli infortuni si concentrano nel Nord e Centro Italia, le due zone che insieme registrano più del 90% delle denunce nella media del quinquennio, e il 76,2% riguarda lavoratori italiani, mentre il residuo si distribuisce fra comunitari (circa il 20%) e non comunitari (80%). La stragrande maggioranza (90% circa) sono lavoratori di genere maschile.
Dopo la pandemia in crescita anche le malattie professionali. La frequenza infortunistica per il triennio 2019-2021 è pari a 15,71 infortuni indennizzati ogni mille addetti, superiore al 12,74 del manifatturiero ma in linea con il 15,26 dell’Industria e servizi, mentre il rapporto di gravità per lo stesso periodo di tempo indica 1,65 giornate perse per addetto, leggermente superiore sia al totale del manifatturiero sia all’Industria e servizi, che registrano rispettivamente 1,26 e 1,48. Per quanto riguarda le cause di infortunio, più dell’80% dei casi accertati in occasione di lavoro deriva dalla perdita di controllo delle macchine e anche da movimenti del corpo che portano a lesioni fisiche sia interne che esterne. Le malattie professionali denunciate nel 2022 sono state 546, 96 in più rispetto al 2018 e in crescita negli ultimi due anni del quinquennio. Il 65,8% della media di quelle definite positivamente riguarda il sistema osteomuscolare e del tessuto connettivo, secondo la classificazione internazionale Icd-10 (178 su un totale di 260 per il 2022), seguite dalle patologie del sistema nervoso (22,0%) e da quelle dell’orecchio e dell’apofisi mastoide con 21 eventi nel 2022 (9,1% in media nei cinque anni).
Nell’industria del legno livelli di rischio e gravità superiori alla media. Oltre alla fabbricazione di mobili, la Consulenza statistico attuariale si sofferma anche sull’andamento di infortuni e malattie professionali nel comparto della lavorazione del legno, che comprende sia attività che hanno ancora le caratteristiche del prodotto artigianale fatto a mano sia altre più industrializzate e automatizzate per produzioni su larga scala. Nel 2022, anno in cui risultavano assicurate all’Inail 25.298 aziende con 94.384 addetti (oltre 2.200 in più dell’anno precedente), sono stati denunciati 3.002 infortuni, un numero in crescita dopo la contrazione registrata nel 2020 ma ancora al di sotto dei livelli del 2018 e 2019. Circa un infortunio su 10 avviene nelle fasi di taglio e piallatura, il resto durante la lavorazione del legno. Nel 2022, in particolare, 1.556 casi si sono verificati durante la fabbricazione di altri prodotti di carpenteria in legno e falegnameria per l’edilizia, per lo più porte e finestre (1.051 casi). Analizzando l’indice di frequenza infortunistica emerge che l’industria del legno, con 21,81 infortuni indennizzati ogni mille addetti, presenta per il triennio 2019-2021 una rischiosità elevata, superiore al 12,74 del manifatturiero e al 15,26 dell’Industria e servizi. Stesso discorso per la gravità con 2,92 giornate perse per addetto contro, rispettivamente, 1,26 e 1,48. Per quanto riguarda le malattie professionali nel 2022 ne sono state denunciate 447, il numero più alto dal 2018. L’uso di strumentazioni spesso di tipo artigianale e manuale favorisce l’insorgenza di patologie del sistema osteomuscolare e del tessuto connettivo, che nel 2022 rappresentano il 70% del totale delle denunce.
Le novità legislative per la tutela della salute dei lavoratori. Il nuovo numero di Dati Inail approfondisce anche le novità per la tutela della salute dei lavoratori esposti alle polveri di legno, da cui possono derivare patologie tumorali e malattie di tipo irritativo-allergico della cute e delle mucose respiratorie e oculari. Il decreto interministeriale del 10 ottobre 2023, in particolare, ha modificato e integrato le tabelle delle malattie professionali nell’Industria e nell’Agricoltura, agli articoli 3 e 211 del dpr 1124/1965, ricomprendendo, per lavorazioni che espongono all’azione delle polveri di legno, l’asma bronchiale causato dall’azione delle polveri di legno allergizzanti in aggiunta alle malattie neoplastiche (carcinoma delle cavità nasali, carcinoma dei seni paranasali e carcinoma del nasofaringe). Se da un lato le principali misure di prevenzione e protezione, generali e specifiche, utili alla gestione del rischio di esposizione a polveri di legno, sono facilmente individuabili, dall’altro sono ben evidenti e comprensibili le difficoltà che le micro, piccole e medie imprese incontrano nell’attuarle alla luce dell’evoluzione legislativa e normativa, che negli ultimi anni è stata particolarmente veloce. Dal gennaio 2023, per esempio, il Valore limite di esposizione professionale (Vlep) alle polveri di legno duro è stato abbassato da 5 a 2 mg/m3.
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Maggio 2024 Argomenti Fabbricazione di mobili, il made in Italy attira sempre di più – Uno sguardo sugli infortuni e malattie professionali nel settore della fabbricazione di mobili – L’industria della lavorazione del legno tra le attività più rischiose – Polveri di legno: novità per la tutela della salute dei lavoratori (.pdf – 590 kb)
Nell’ambito delle attività di prevenzione sanitaria degli infortuni sul lavoro, è partita la campagna di sensibilizzazione e screening sulla Sindrome delle apnee ostruttive del sonno (Osa) negli ambulatori Inail di Campania, Lazio e Liguria. L’attività è frutto della collaborazione tra il Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale (Dimeila) e la Sovrintendenza sanitaria centrale (Ssc) dell’Istituto. Tra gli obiettivi dell’iniziativa, prevenire gli infortuni sul lavoro e in itinere, migliorare la percezione del rischio per la salute e la sicurezza dovuto all’eccessiva sonnolenza diurna nei lavoratori affetti da Osa, sensibilizzare all’importanza della diagnosi precoce della sindrome, per prevenire comorbidità e conseguenze, e stimare l’eventuale impatto dei determinanti legati alla persona nel determinismo dell’evento infortunistico lavorativo.
L’eccessiva sonnolenza diurna aumenta il rischio di infortuni lavorativi e incidenti stradali. L’Osa è una malattia con elevata prevalenza tra la popolazione adulta lavorativa, spesso sotto-diagnosticata e quindi sotto-trattata, che costituisce un fattore di rischio rilevante ed emergente per lo sviluppo di malattie cardiovascolari e metaboliche con conseguente riduzione dell’aspettativa di vita e significative implicazioni economiche e sociali. I principali fattori di rischio per lo sviluppo di Osa sono il genere maschile, l’obesità, l’età avanzata. La patologia rappresenta, inoltre, la prima causa medica di eccessiva sonnolenza diurna (Esd), condizione che determina conseguenze per la salute e la sicurezza anche lavorativa. L’Esd, infatti, è associata ad aumentato rischio di mortalità, ridotta qualità della vita, aumentato ricorso a farmaci e assistenza sanitaria ed alterazioni delle performance cognitive. Le persone affette da Osa hanno una ridotta qualità del sonno con conseguente eccessiva sonnolenza diurna che espone i soggetti al rischio di incidenti stradali, con una frequenza fino a cinque volte superiore, e un rischio di infortunio lavorativo doppio rispetto agli individui non affetti.
Le attività messe in campo da Ssc e Dimeila. In questa prima fase di sperimentazione e fino a fine anno, negli ambulatori Inail delle sedi territoriali gli assistiti che accedono per la trattazione di infortuni sul lavoro e malattie professionali possono sottoporsi, in maniera volontaria e anonima e con il supporto del personale sanitario, allo screening sul rischio emergente delle apnee notturne. L’attività viene effettuata attraverso l’utilizzo della web-app innovativa e interattiva SleeP@S-APP. Sviluppata dal Dimeila, in collaborazione con il Dipartimento di scienze odontostomatologiche e maxillo-facciali di Sapienza (attraverso il progetto BRIC Inail 2018 ID 04 SleeP@SA), la web-app è uno strumento per l’autovalutazione del rischio Osa, che consente all’utente la restituzione di un feedback immediato informativo e di orientamento sul livello di rischio.
SleeP@S-APP. La valutazione si compone di una sezione specifica che combina le tre scale, validate dalla comunità medico-scientifica, attualmente utilizzate a livello internazionale per una prima autovalutazione di alcuni disturbi del sonno: il questionario di Epworth, il questionario di Berlino e Stop bang. Dopo aver compilato il test, agli assistiti che lo richiedono verrà rilasciata una comunicazione indirizzata al proprio medico di base per informarlo dell’iniziativa, con il suggerimento, in caso di esito medio rischio (colore giallo) e alto rischio (colore rosso), di un approfondimento clinico-diagnostico in centri dedicati allo studio del sonno.
È possibile partecipare al protocollo di ricerca. Oltre a poter consultare il materiale informativo e approfondire segni, sintomi, conseguenze e complicanze della patologia e le azioni di prevenzione opportune, gli assistiti possono, se interessati, partecipare al protocollo di ricerca, inviando i loro recapiti a un indirizzo email, per poter effettuare le valutazioni cliniche e diagnostiche di approfondimento presso Centri dedicati alle attività diagnostiche di Osa definiti all’interno della attività del progetto BRIC Inail 2022 ID 06 OSH-RO@D.
I numeri di Osa. Si stima che in Italia la sindrome delle apnee ostruttive del sonno coinvolga circa 12 milioni di persone, anche se solo il 4% dei casi risultano diagnosticati e solo il 2% trattati. L’Osa è associata a una serie di sintomi notturni e soprattutto diurni, derivanti da alterazioni della struttura del sonno, alterazioni dello scambio dei gas (ossigeno/anidride carbonica) e alterazioni emodinamiche e cardiovascolari, come le variazioni della frequenza cardiaca, l’aumento della pressione arteriosa e le aritmie cardiache, che possono perdurare anche nelle ore di veglia. Le apnee notturne hanno un forte impatto sociale ed economico (circa 31 miliardi di euro all’anno in Italia) a causa dei costi sanitari, tra cui la diagnosi e il trattamento delle molteplici patologie associate, che pesano per circa il 55% dei costi complessivi, e i costi sociali, suddivisi tra incidenti automobilistici (24%), infortuni lavorativi (12%) e perdita di produttività (9%), che rappresentano il restante 45% dei costi.
Il fact sheet rappresenta un focus conoscitivo sui cicli produttivi connessi all’allevamento e alla trasformazione di insetti edibili e i conseguenti rischi, soprattutto di natura biologica, a cui sono esposti i lavoratori del comparto.
L’allevamento e la trasformazione di insetti edibili rappresentano un’attività in rapida espansione, finalizzata alla produzione di proteine animali alternative e sostenibili, destinate all’alimentazione umana e animale. Benché innovativo e caratterizzato da una varietà di cicli produttivi, a seconda di quali specie di insetti vengano allevate e/o trasformate, il settore è ancora poco indagato sui rischi specifici cui sono esposti i lavoratori, con particolare attenzione agli agenti di natura biologica. Tra questi rischi, come documentato dalla letteratura scientifica, va tenuto in particolare considerazione il potenziale allergenico delle proteine di insetto, che rappresentano il prodotto finale dell’attività.
I dati Malprof presentati in questa scheda mostrano che, nel commercio al dettaglio, tra le donne le patologie professionali riguardano principalmente i disturbi muscoloscheletrici degli arti superiori e le mansioni che hanno dato luogo a queste patologie sono principalmente commessa al dettaglio e cassiera.
Tra gli uomini si evidenziano principalmente patologie della colonna vertebrale (ernie, disturbi dei dischi intervertebrali) legate alla movimentazione manuale dei carichi e le mansioni che hanno dato luogo a queste patologie sono quelle di addetti allo spostamento e consegna merci. Anche i disturbi dell’adattamento emergono come patologia strettamente correlata al settore e tra le donne questo dato è più rilevante.
Questo documento è dedicato agli ambienti industriali e, in particolare, all’uso del colore nel codice visivo dei dispositivi di comando macchine.
Il d.lgs. 81/08 prescrive che le informazioni, segnalazioni di allarme e le avvertenze di attrezzature o macchine siano ben visibili e comprensibili. Il d.lgs. 17/10, decreto di recepimento della Direttiva Macchine attualmente in vigore, conferma tale principio richiedendo la comprensibilità del segnale come requisito di sicurezza da soddisfare.Questo lavoro mette a fuoco le possibili difficoltà nella decodifica del segnale derivante dalla inabilità cromatica e propone misure tecniche di miglioramento per la comprensibilità del segnale per la maggior parte lavoratori che, specie negli ambienti industriali, si interfacciano con dispositivi di comando macchine dotati di segnali visivi di emergenza e di utilizzo.
L’obiettivo del presente documento è quello di migliorare la conoscenza del fenomeno infortunistico e tecnopatico nel settore dell’industria metalmeccanica e della installazione di impianti, al fine sia di realizzare interventi di informazione di specifico interesse per le imprese metalmeccaniche, sia di individuare soluzioni pratiche di miglioramento continuo delle prestazioni.
A tal fine sono stati elaborati i dati statistici di infortunio e malattia professionale dal 2017 al 2021 per i settori metalmeccanico e di installazione e gestione di impianti, riportando i dati per settore Ateco di riferimento.
Il progetto prevede la definizione di scenari incidentali standard (allagamento, incendio, terremoto) che possano concretizzarsi in un servizio di medicina nucleare, e la stesura di una guida pratica che supporti gli esperti del settore nelle valutazioni preventive delle esposizioni potenziali relative ai lavoratori e all’individuo rappresentativo della popolazione nei possibili casi di emergenza radiologica, come richiesto dalla normativa vigente in materia.
Il lavoro è corredato da relativi casi studio, che possano essere utilizzati come riferimento nei calcoli e nelle valutazioni delle esposizioni potenziali
La direttiva europea 2004/37/CE introduce nuove misure per la protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da un’esposizione ad agenti cancerogeni, mutageni o a sostanze tossiche per la riproduzione durante il lavoro.
In particolare, vengono innalzate le attività di prevenzione dei rischi per la salute riproduttiva dei lavoratori con importanti ripercussioni anche per le attività di ricerca in igiene industriale, medicina del lavoro ed epidemiologia occupazionale. Il volume presenta il nuovo quadro normativo e discute delle nuove sfide per la ricerca scientifica su questo tema.
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