Monthly Archives: Gennaio 2022

STRESS LAVORO CORRELATO E COVID NEI SANITARI

Da Inail.it

A marzo 2020 l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha dichiarato lo stato di pandemia da Corona virus disease (Covid-19) e l’Italia, ad oggi, risulta uno dei paesi maggiormente colpiti dal virus Sars-Cov2.

Tra le categorie professionali, gli operatori sanitari, in particolare, sono identificabili come i lavoratori a maggior rischio di esposizione al virus e il loro impegno in prima linea nella gestione dell’emergenza sanitaria comporta un crescente sovraccarico operativo ed emotivo.
La situazione di emergenza espone il personale sanitario a una serie di fattori di rischio specifici e legati alla cura del paziente contagiato, ma anche a cambiamenti sostanziali nel lavoro per quanto riguarda gli aspetti organizzativi, relazionali e relativi alla sicurezza, che contribuiscono all’accrescimento di stress psico-fisico.

Il prolungarsi nel tempo dell’emergenza sanitaria può portare ad un aumento di pressione e paura e comportare una cronicizzazione dello stress legato al lavoro, che, se prolungato nel tempo e accompagnato da elevata intensità, può determinare un esaurimento delle risorse psicologiche e in alcuni casi favorire l’emergenza del burn-out.



È chiara e rilevante, pertanto, l’attualità del tema della tutela della salute degli operatori sanitari in relazione all’emergenza Covid-19, più nello specifico riguardo alla salute mentale.

Il Dipartimento di medicina epidemiologia e igiene del lavoro e ambientale (Dimeila) dell’Inail e il Consiglio nazionale dell’ordine degli psicologi (Cnop) hanno avviato una collaborazione, finalizzata a identificare gli strumenti metodologici utili a fornire supporto agli operatori sanitari nella gestione dello stress e del malessere crescente legato all’emergenza.

Oggetto dell’iniziativa congiunta è la promozione di una procedura nazionale che fornisca indicazioni utili all’attivazione, a livello locale, di task force di psicologi nelle strutture sanitarie. Lo scopo è promuovere lo sviluppo di servizi di supporto e sostegno psicologico e psicosociale da remoto in tutte le aziende sanitarie locali, fornendo indicazioni utili per lo sviluppo e strumenti operativi

Il target di riferimento dei servizi che saranno attivati sono tutti gli operatori sanitari che, a qualunque titolo, si trovano a fronteggiare l’emergenza e operano in contesti sanitari in cui può verificarsi un’esposizione al virus Sars-CoV-2.
Sono disponibili i documenti realizzati nell’ambito di tale iniziativa nazionale. Nello specifico è stato sviluppato un pieghevole dal titolo “Gestione dello stress e prevenzione del burn-out negli operatori sanitari nell’emergenza Covid-19” che illustra l’iniziativa promossa da Inail, in collaborazione con il Cnop, e riporta le indicazioni procedurali e gli strumenti utili per gli interventi sul territorio.

Tale documento è accompagnato da strumenti operativi destinati ai servizi di sostegno psicologico che saranno attivati nelle strutture sanitarie. In particolare:

The wellbeing and emotional resilience are key components of maintaining essential care services.
  1. un documento operativo che sintetizza i passaggi salienti di tale procedura;
  2. una scheda di triage psicologico, strumento utile per la conduzione dei colloqui psicologici e per il monitoraggio nel tempo;
  3. una guida di supporto alla compilazione della scheda di triage.

Per informazioni e contatti:supportopsicosociale.covid19@inail.it

PIEGHEVOLE

STRUMENTI OPERATIVI

VIDEO

CONTENUTI MULTIMEDIALI CORRELATI

FESTIVAL DELLA SICUREZZA SUL LAVORO IL 4-6 MAGGIO 2022

Con l’inizio del 2022 entra nel vivo l’iter di avvicinamento al Festival internazionale della Salute e Sicurezza sul lavoro, in programma al Palazzo Ducale di Urbino dal 4 al 6 maggio. L’evento è promosso dalla fondazione Rubes Triva, ente bilaterale paritetico per la formazione dei lavoratori, e dall’Università degli studi di Urbino Carlo Bo, tramite l’osservatorio Olympus per il monitoraggio permanente della legislazione e giurisprudenza sulla sicurezza del lavoro, e ha il patrocinio dell’Inail. Attraverso la Direzione centrale prevenzione, l’Istituto è presente nel Comitato tecnico scientifico del Festival, incluso tra gli eventi della campagna 2020-2022 dell’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (Eu-Osha), di cui l’Inail è Focal point per l’Italia.

La scadenza per l’invio dei contributi è il 20 gennaio. In questo contesto si inserisce l’avvio del progetto “Costruiamo assieme la prevenzione”, che punta al maggiore coinvolgimento, attraverso un approccio condiviso e partecipato, di lavoratori, datori di lavoro, aziende, associazioni, organizzazioni sindacali e istituzioni. Per questo motivo, come momento di introduzione al Festival, è stato organizzato per il prossimo 3 febbraio un webinar finalizzato alla raccolta di proposte, idee e riflessioni. Tutti i contributi possono essere inviati attraverso la piattaforma omonima, disponibile online sul sito del Festival, e devono pervenire entro il 20 gennaio per essere presentati e discussi nel corso del seminario.

Tutela della sicurezza, evoluzione organizzativa e formazione fra i temi del Festival. I materiali inoltrati contribuiranno al percorso progettuale dell’appuntamento urbinate di maggio, dove il tema della prevenzione partecipata sarà analizzato in tavole rotonde con rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico, delle realtà produttive e delle parti sociali. Il dibattito sarà articolato in quattro sessioni con al centro la regolarità del lavoro e la tutela della salute e sicurezza, i nuovi rischi e l’evoluzione organizzativa, la formazione per la salute e sicurezza e le riforme possibili.

OMICRON: PERICOLOSO UN ISOLAMENTO BREVE

Da dottnet.it

A cinque giorni dal primo tampone, il 50% dei positivi potrebbe essere ancora contagioso, rendendo di fatto pericoloso l’isolamento breve adottato da Paesi come gli Stati Uniti

La variante Omicron risulta più trasmissibile della Delta sebbene determini una carica virale simile e talvolta addirittura inferiore: inoltre, a 5 giorni dal primo tampone, il 50% dei positivi potrebbe essere ancora contagioso, rendendo di fatto pericoloso l’isolamento breve adottato da Paesi come gli Stati Uniti. Lo indica uno studio condotto dalla Harvard T. H. Chan School of Public Health in Boston sui tamponi molecolari eseguiti dall’Associazione nazionale di basket degli Stati Uniti, l’Nba. I risultati sono disponibili su medRxiv, una piattaforma dove vengono condivisi studi scientifici non ancora revisionati per la pubblicazione su riviste ufficiali.

I ricercatori coordinati da Yonatan Grad hanno esaminato oltre 10.000 tamponi eseguiti su giocatori e dipendenti dell’Nba tra luglio 2021 e gennaio 2022. In totale sono emersi 97 casi di infezione da variante Omicron e 107 da Delta. Il primo risultato sorprendente è che i contagiati da Delta hanno una carica virale che raggiunge vette più alte rispetto a quelle rilevate nei casi di Omicron: dunque l’elevata trasmissibilità della nuova variante non sarebbe legata a una maggiore carica virale, bensì alla capacità del virus di eludere le difese immunitarie.

Una conferma arriverebbe anche da un secondo studio, condiviso su medRxiv dal gruppo di Benjamin Meyer all’Università di Ginevra: in questo caso i ricercatori non hanno quantificato solo la presenza di Rna virale nei tamponi di quasi 150 persone, ma anche il numero di particelle virali infettive, scoprendo di fatto che non ci sono sostanziali differenze di carica virale tra i vaccinati infettati da Delta e quelli colpiti da Omicron.

risultati dei due studi potrebbero avere importanti implicazioni per le politiche di salute pubblica e in particolare per la durata dell’isolamento dei positivi. Il team di Meyer ha scoperto che la metà dei tamponi eseguiti nei vaccinati colpiti da Delta a 5 giorni dalla diagnosi conteneva ancora particelle virali infettive, mentre il gruppo di Grad ha osservato che a 5 giorni dalla diagnosi di infezione da Omicron, circa la metà delle persone mantiene una carica virale abbastanza alta da poter risultare ancora contagioso.

IL MEDICO DEL LAVORO AL FIANCO DELLE AZIENDE E DEI LAVORATORI NELLA PANDEMIA

Dal 16 dicembre – in occasione della Giornata nazionale della medicina del lavoro – come Società italiana di medicina del lavoro (Siml) abbiamo aperto un Helpdesk, un servizio dedicato a tutti i lavoratori che necessitano di maggiori e scrupolose informazioni sul corretto utilizzo del green pass. Una nuova attività che si va a sommare alle varie iniziative che svolgiamo ogni giorno a supporto della tutela della salute dei lavoratori e della sicurezza dei luoghi di lavoro. La pandemia ha determinato un impatto importante sui luoghi di lavoro. In questo contesto il nostro ruolo è stato e continua ad essere fondamentale perché impegnati nella valutazione e nella gestione del rischio da Sars-CoV-2”. Così Ivo Iavicoli, Ordinario di Medicina del lavoro presso l’Università Federico II di Napoli e presidente della sezione Campania della Siml, all’Adnkronos Salute fa il punto sugli ultimi 20 mesi durante i quali i medici del lavoro sono stati in prima linea al fianco delle varie professioni anche attraverso la sorveglianza sanitaria, la vaccinazione, le campagne di informazione e i corsi di formazione.

La Società italiana di medicina del lavoro, fondata nel 1929, conta circa 1.700 soci e 12 sezioni territoriali. “In questi oltre 90 anni abbiamo raggiunto molti traguardi – ricorda Iavicoli -. Le patologie professionali sono fortemente diminuite come anche gli infortuni ma l’obiettivo resta sempre lo stesso: azzerare le morti dovute al lavoro, una vera emergenza”.

In aumento, invece, – secondo l’esperto – le cosiddette malattie lavoro-correlate, tra le quali i disturbi dell’apparato muscolo-scheletrico, lo stress, i tumori professionali e, “come stiamo osservando in questi ultimi mesi, anche le malattie causate da agenti biologici – spiega Iavicoli – e che noi stiamo cercando di ridurre. Inoltre, l’età media dei lavoratori aumenta sempre di più e con essa anche i disturbi e le malattie croniche degenerative, quali ad esempio il diabete e le patologie cardiovascolari, dovute ad abitudini di vita e all’avanzare degli anni e che possono impattare sulla capacità lavorativa.

Al tempo stesso, assistiamo a nuove forme di lavoro quali ad esempio il lavoro agile, il telelavoro e il fenomeno dei riders ma anche all’uso di nuove tecnologie come i nanomateriali, i cui effetti sulla salute non sono del tutto noti”.

In questi ultimi mesi, con l’emergenza pandemica, “abbiamo cercato innanzitutto di seguire gli aggiornamenti scientifici sul Sars-CoV-2 – sottolinea l’esperto – ci siamo impegnati nella valutazione e nella gestione del rischio nei luoghi di lavoro, adottando tutte le strategie per contrastare la diffusione del virus mediante misure di prevenzione e protezione quali l’attività di ricerca e gestione dei contatti sul luogo di lavoro di un caso confermato Covid-19, la vaccinazione, le campagne di informazione e i corsi di formazione rivolti ai lavoratori e focalizzati sull’importanza del distanziamento, dell’uso dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie e della sanificazione”.

E – aggiunge – “ci occupiamo della identificazione e della valutazione dei soggetti vulnerabili in relazione alla possibilità di permanenza o di reintegro nei luoghi di lavoro, e a quest’ultimo proposito anche di coloro che hanno sofferto di forme severe di Covid-19. Un impegno costante che ha permesso di contenere la diffusione del virus negli ambienti di lavoro e di continuare così a svolgere le attività lavorative” conclude Lavicoli.

Da ADN Kronos

APERTE LE ISCRIZIONI AL CONGRESSO SIML 28-30 SETTEMBRE 2022

Sono aperte le iscrizioni all’84° Congresso Nazionale SIML in programma a Genova dal 28 al 30 settembre 2022 presso il Porto Antico di Genova Centro Congressi.



Nel novantunesimo anno dalla fondazione della Società Italiana di Medicina del Lavoro (SIML), condividiamo il piacere e l’orgoglio di annunciarne l’84° Congresso Nazionale, che sarà organizzato nuovamente a Genova, dal 28 al 30 settembre2022, dopo le edizioni del 1978 e del 1999 tenutesi sotto la Lanterna. L’auspicio è di tornare a una “normalità” nella realizzazione del principale evento scientifico della vita societaria, dopo il lungo e difficile periodo caratterizzato dallo stato emergenziale legato alla pandemia da SARS-CoV-2, che ha polarizzato negli ultimi due anni molte delle attività dei medici del lavoro e medici competenti.

Programma

Iscrizioni

CRISANTI: AD OTTOBRE NUOVA ONDATA

Avremo una primavera buona e probabilmente un’estate ottima ma poi il virus ritornerà a circolare perché noi il virus lo inseguiamo ma non l’anticipiamo e quindi lui torna a farsi sentire. Sono due anni che c’è questo circolo, nella speranza che non arrivino varianti più pericolose. L’immunità che ci dà il vaccino, che è un salvavita, perché fa la differenza tra la vita e la morte tra l’ospedalizzazione ed il benessere, però non protegge dalla circolazione del virus, perlomeno non protegge completamente. Dobbiamo affiancare alla vaccinazione anche altre scelte impopolari che però ci consentono di vivere tranquillamente».

Lo ha affermato Walter Ricciardi, docente di Igiene all’università Cattolica e consigliere scientifico del ministro della Salute Roberto Speranza, a 24 Mattino su Radio 24. «È la verità basata sui fatti, sono due anni che in tutto il mondo e anche in Italia siamo alle prese con questa pandemia, non sono un alfiere del terrore, sono il suggeritore di soluzioni basate sull’evidenza scientifica che non sono state seguite così siamo ancora nella pandemia. Se guardo a ritroso non mi sembra di aver fatto errori». Quanto alle previsioni di Bill Gates sulle pandemie, «Gates ci ha sempre preso – ha detto Ricciardi – è dal 2013 che avverte, l’ha fatto in uno speech Ted, la sua copertina su Time dice esattamente questo, aveva predetto una pandemia. Vuole metterci in guardia, vuole dirci, preparatevi. Tutti quelli che dicono la verità non la dicono perché sono dei menagramo ma perché vogliono cercare di evitare i problemi».

Da Sanita24.ilsole24ore.com

AGGIORNAMENTO TABELLE DI DECODIFICA INAIL PER INFORTUNI MALATTIE ETC

Aggiornamento tabelle tipologiche comunicazione di infortunio, denunce di infortunio, malattia professionale e silicosi/asbestosi, certificati medici di infortunio e patronati.

Sono aggiornate le tabelle di decodifica necessarie agli utenti dei servizi citati che utilizzano l’inoltro tramite file. Le modifiche sono riportate nel file “20220128-Variazioni Comuni e CAP.xlsx”.
E’ inoltre disponibile la nuova tabella generale “20220128-Comuni-ASL-Sedi Inail-CAP.xlsx”, con lo storico dei comuni, le associazioni ISTAT – ASL e quelle ISTAT – SEDI INAIL- CAP, che sostituisce totalmente le tabelle attualmente in uso. La documentazione, utile ai fini dell’invio degli adempimenti tramite file, è disponibile nelle relative pagine delle tabelle di decodifica.

LE ULTIME MODIFICHE DEL TU 81

Grandi novità in materia di sicurezza sul lavoro. Con la conversione in legge n. 215/2021 del D.L. del 21 ottobre 2021, n. 146, recante “Misure urgenti in materia economica e fiscale, a tutela del lavoro e per esigenze indifferibili”, sono state introdotte alcune importanti modifiche al D.lgs. n.81/2008 (“Attuazione dell’articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro”), non solo per i lavoratori, ma anche per datori di lavoro e dirigenti.

Testo Unico Sicurezza sul Lavoro: le novità

Tra le nuove disposizioni presenti in legge di conversione si segnalano:

  • Obbligo di individuazione del preposto alla sicurezza (artt. 18 e 19);
  • Individuazione del preposto in caso di appalto (art.26);
  • Formazione obbligatoria anche per il datore di lavoro e formazione biennale per il preposto (art. 37);
  • Sanzioni per il datore di lavoro e dirigente (art. 55);
  • Sistema di vigilanza (art. 13);
  • Contrasto lavoro irregolare (art.14) e nuovo allegato I, con i casi di sospensione dell’attività imprenditoriale;
  • Introduzione del Sistema Informativo Nazionale di prevenzione (art. 8)

Obbligo di nomina del preposto alla sicurezza

Con gli articoli 18 e 19, è stata introdotta la nomina obbligatoria del preposto alla sicurezza e nuovi obblighi in capo al preposto. In particolare, all’articolo 18 si segnala l’obbligo di individuare il preposto o i preposti per l’effettuazione delle attività di vigilanza di cui all’articolo 19. I contratti e gli accordi collettivi di lavoro possono stabilire l’emolumento spettante al preposto per lo svolgimento delle attività.

Come disposto dall’art. 19, nuova lettera a), oltre a sovrintendere e vigilare sull’osservanza da parte dei singoli lavoratori dei loro obblighi di legge, nonché delle disposizioni aziendali in materia di salute e sicurezza sul lavoro e di uso dei mezzi di protezione collettivi e dei DPI, i preposti dovranno intervenire per modificare il comportamento non conforme, fornendo le necessarie indicazioni di sicurezza. In caso di mancata attuazione delle disposizioni impartite o di persistenza dell’inosservanza, dovranno interrompere l’attività del lavoratore e informare i superiori diretti.

Individuazione del preposto in caso di appalto e subappalto

Sempre a proposito del preposto, all’art. 26, comma 8 bis, viene stabilito che in regime di appalto o subappalto i datori di lavoro appaltatori/subappaltatori dovranno comunicare espressamente al committente il personale che riveste il ruolo di preposto.

Formazione in ambito sicurezza sul lavoro

Con la legge n. 215/2021 viene modificato il testo dell’art. 37, precisando, al comma 2 che entro il 30 giugno 2022 la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano sarà chiamata ad adottare l’accorpamento e la rivisitazione degli accordi attuativi in materia di formazione.

Inoltre il comma 5 è stato integrato: mentre prima stabiliva solo che “L’addestramento viene effettuato da persona esperta e sul luogo di lavoro” adesso viene precisato che “L’addestramento consiste nella prova pratica, per l’uso corretto e in sicurezza di attrezzature, macchine, impianti, sostanze, dispositivi, anche di protezione individuale; l’addestramento consiste, inoltre, nell’esercitazione applicata, per le procedure di lavoro in sicurezza. Gli interventi di addestramento effettuati devono essere tracciati in apposito registro anche informatizzato”.

Formazione obbligatoria anche per il datore di lavoro

La grande novità è quella introdotta dal comma 7, che stabilisce l’obbligo di formazione anche per il datore di lavoro. Adesso infatti, al pari di dirigenti e preposti, deve ricevere un’adeguata e specifica formazione e un aggiornamento periodico in relazione ai propri compiti in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Formazione continua anche per i preposti: essa va fatta in presenza, ripetuta con cadenza almeno biennale e “comunque ogni qualvolta sia reso necessario in ragione dell’evoluzione dei rischi o all’insorgenza di nuovi rischi”.

Sanzioni per il datore di lavoro e i dirigenti

L’art. 55, recante le sanzioni per violazioni delle disposizioni, è stato modificato: esso prevede l’arresto da due a quattro mesi o un’ammenda da 1.474,21 a 6.388,23 euro anche per la violazione dell’articolo 37, comma 1, lettera7- ter, relativo al nuovo obbligo formativo a cadenza biennale del preposto.

Sistema di vigilanza e responsabilità dei dirigenti scolastici

La legge n. 215/2021 ha apportato importanti modifiche all’art. 13, inerente il Sistema di Vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

In particolare, si stabilisce che l’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) rientra fra gli enti preposti alla vigilanza in materia di salute e sicurezza; viene introdotto il coordinamento ASL-Ispettorato a livello provinciale, oltre all’obbligo annuale per l’Ispettorato di produrre una relazione analitica sull’attività svolta in materia di prevenzione e contrasto del lavoro irregolare.

Inoltre, con l’introduzione dell’art. 13-bis, viene esclusa la responsabilità civile, amministrativa e penale dei dirigenti scolastici, qualora abbiano tempestivamente richiesto gli interventi strutturali e di manutenzione necessari per assicurare la sicurezza dei locali e degli edifici assegnati.

Gold scales of justice and books on brown background

Contrasto lavoro irregolare

Una menzione particolare va al nuovo articolo 14, completamente sostituito con un esplicito riferimento alla comminazione della sospensione dell’attività imprenditoriale da parte dell’Ispettorato nel caso si rilevi l’irregolarità del 10% dei lavoratori occupati.

Per tutto il periodo di sospensione è fatto divieto all’impresa di contrattare con la pubblica amministrazione. A tal fine il provvedimento di sospensione è comunicato all’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC), al Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, per gli aspetti di rispettiva competenza al fine dell’adozione da parte del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili del provvedimento interdittivo.

Per potere ottenere la revoca della sospensione è necessario:

  • a) la regolarizzazione dei lavoratori non risultanti dalle scritture o da altra documentazione obbligatoria anche sotto il profilo degli adempimenti in materia di salute e sicurezza;
  • b) l’accertamento del ripristino delle regolari condizioni di lavoro nelle ipotesi di violazioni della disciplina in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro;
  • c) la rimozione delle conseguenze pericolose delle violazioni nelle ipotesi di cui all’Allegato I;
  • d) nelle ipotesi di lavoro irregolare, il pagamento di una somma aggiuntiva pari a 2.500 euro fino a cinque lavoratori irregolari e pari a 5.000 euro qualora siano impiegati più di cinque lavoratori irregolari;
  • e) nelle ipotesi di cui all’Allegato I, il pagamento di una somma aggiuntiva di importo pari a quanto indicato nello stesso Allegato I con riferimento a ciascuna fattispecie.

Anche il citato Allegato I è stato integralmente sostituito dal quello nuovo, recante “Fattispecie di violazione” che portano alla sospensione dell’attività imprenditoriale (ai sensi dell’art. 14 comma 1) e gli importi di sanzione aggiuntiva.

Il sistema informativo nazionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro (SINP)

L’art. 9 introduce il sistema informativo nazionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro (SINP).

Il SINP ha come finalità:

  • fornire dati utili per orientare, programmare, pianificare e valutare l’efficacia della attività di prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali, relativamente ai lavoratori iscritti e non iscritti agli enti assicurativi pubblici;
  • programmare e valutare le attività di vigilanza, attraverso l’utilizzo integrato delle informazioni disponibili nei sistemi informativi.

Gli organi di vigilanza alimentano un’apposita sezione del Sistema informativo dedicata alle sanzioni irrogate nell’ambito della vigilanza sull’applicazione della legislazione in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

Il Sistema informativo è costituito dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, dal Ministero della salute, dal Ministero dell’interno, dal Dipartimento della Presidenza del Consiglio dei ministri competente per la trasformazione digitale, dalle Regioni e dalle Province autonome di Trento e di Bolzano, dall’INAIL, dall‘INPS e dall’Ispettorato Nazionale del Lavoro, con il contributo del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (CNEL).

L’INAIL garantisce le funzioni occorrenti alla gestione tecnica ed informatica del SINP e al suo sviluppo e rende disponibili ai Dipartimenti di prevenzione delle Aziende sanitarie locali, per l’ambito territoriale di competenza, e all’Ispettorato nazionale del lavoro i dati relativi alle aziende assicurate, agli infortuni denunciati, ivi compresi quelli sotto la soglia di indennizzabilità, e alle malattie professionali denunciate.

Da lavori pubblici.it

RICHIESTE DI ESENZIONE VACCINO COVID

Lavoratori, spesso non giovanissimi, chiedono al medico di certificare che soffrono di patologie incompatibili con il vaccino o domandano batterie di test per stabilire se possano o meno vaccinarsi contro il Covid-19. Le richieste, già presenti, si sono moltiplicate con il decreto “super green pass” e nel Lazio, in particolare nel Viterbese, stanno portando a situazioni esasperanti come quelle denunciate dal segretario Fimmg Michele Fiore. Che le riassume in due tipologie: a chi esige che il curante prescriva decine di esami in base alla legge sulle vaccinazioni obbligatorie in caso di soggetti immunodepressi o che abbiano manifestato reazioni allergiche pregresse, ora si aggiunge chi chiede al medico di firmare una attestazione in grado di garantire l’assenza di conseguenze se si vaccina.

In giro per la regione si trovano poi richieste al medico di indicare il vaccino ritenuto più idoneo, anche rispetto al rischio di positivizzarsi a seguito dell’inoculo, o di prescriverlo lui direttamente con ricetta limitativa. Alcuni inviano anche comunicazioni all’Asl in cui si spiega che mancano al momento i presupposti per fruire di uno dei quattro vaccini disponibili in quanto “farmaci sperimentali”. Per la cronaca, sulle cause possibili di esenzione dal vaccino fa testo la circolare ministeriale del 4 agosto scorso che sottolinea come siano rare (e diversamente frequenti a seconda dei vaccini) le vere controindicazioni quali pregressa sindrome trombotica o perdita capillare, o reazione allergica grave dopo una dose o a componenti del vaccino (quasi sempre tale reazione si verifica entro 30′ ma non si può escludere entro le 24 ore). Giustificano poi la precauzione del medico sindromi di Guillain Barrè insorte dopo vaccino, miocardite o pericardite (ma si può chiedere riscontro a specialista). Si rinvia usualmente in caso di infezione in corso o quarantena. Tra i vademecum di categoria (Simg, Assimefac) la Simg ribadisce come il principio di precauzione sia da considerare in casi di recente infarto miocardico, evento cardiovascolare acuto, intervento chirurgico grave; fra le malattie trasmissibili, oltre ad epatite acuta e nefrite, sono pregiudizievoli gli stati settici e le gravi infezioni d’organo o tessuto. Infine, per i chemioterapici ed i farmaci che possono inibire l’azione del vaccino bene dirottare i pazienti allo specialista che si occupa della terapia. Oltre questo, il beneficio supera il rischio. Ma sul web ci si imbatte in siti dove si invita il paziente a chiedere al medico IgG per Epstein Barr, CMV, VZV, Herpesvirus 1 e 2, morbillo parotite rosolia, HBV, HCV, HIV, esami sulla predisposizione alla trombosi,

sequenziamenti del Covid nelle feci per vedere se si è cronicizzato e si afferma che “se il medico si rifiuta di prescrivere è passibile di omissione di atto d’ufficio».
Fimmg Lazio attraverso il proprio ufficio legale coordinato dall’avvocato Olindo Cazzolla del Foro di Roma ha attivato un piano di tutela e ha invitato gli iscritti a girare le comunicazioni scritte “anti-vax” via mail all’indirizzo roma@fimmg.org Giampiero Pirro responsabile comunicazione Fimmg Lazio sottolinea, codici (ed avvocato) alla mano, che «il medico è libero autonomo indipendente e responsabile nella sua attività professionale e non può prescrivere al fine di compiacere il paziente né firmare atti che sostengano la totale assenza di insorgenza di effetti collaterali dal vaccino. Quando arrivano simili mail dagli assistiti, meglio non rispondere subito, non cercare di tamponare con l’efficienza qualcosa che nel rapporto può essersi rotto per colpe non proprie. Il codice deontologico obbliga il medico a certificare solo se sussistono i presupposti obiettivabili. Obbligare a certificare il falso o l’impossibile, ad esempio che il medico, avendolo dichiarato idoneo, si prende ogni responsabilità se il paziente muore o ha una reazione avversa a seguito del vaccino, può configurare un reato del richiedente ma non del medico e ciò è facilmente dimostrabile nelle sedi giudiziarie. Non esiste alcuna legge altresì che obbliga a scrivere o assecondare i voleri bizzarri di chiunque, ove non ci sia un riscontro clinico. Stiamo raccogliendo le richieste, che stanno creando non pochi problemi di tranquillità a colleghi impegnati su più fronti durante uno stato d’emergenza, e non escludiamo passi quali l’invio delle comunicazioni alla procura per una valutazione di reato, oltre che agli Ordini. Il medico dovrebbe inoltre in questi casi valutare la ricusazione dell’assistito. Ai sensi dell’Accordo nazionale il solo atto di scrivere o far scrivere un’intimazione legale coercitiva lede il rapporto fiduciario che è alla base di una corretta assistenza e non è condizionabile da minacce di iniziative legali od intimazioni».

Mauro Miserendino da doc33.it

GLI FTALATI NEGLI AMBIENTI DI VITA E DI LAVORO

Gli ftalati rappresentano un gruppo di molecole strutturalmente simili, ampiamente utilizzate a partire dal 1930 a livello industriale come agenti plastificanti, solventi in cosmetici e numerosi manufatti di uso quotidiano.

Proprio l’utilizzo così diffuso ne ha mostrato, con maggiore chiarezza, le caratteristiche di pericolosità legate al sistema endocrino. Viene proposto un inquadramento della gestione normativa, la caratterizzazione del rischio per la salute e l’identificazione dei contesti lavorativi potenzialmente coinvolti da questa esposizione.




Prodotto: Fact sheet
Edizioni: Inail – 2021
Disponibilità: Consultabile solo in rete
Info: dcpianificazione-comunicazione@inail.it

Da Inail.it