SANIFICAZIONE

MASCHERINE NELLE STRUTTURE SANITARIE: L’ULTIMA ORDINANZA.

dal sito dell ‘ordine dei medici e chirurghi di Piacenza.

Con l’ordinanza del Ministero della Salute del 28 aprile sono state modificate le regole sull’utilizzo delle mascherine all’interno degli ospedali. L’ordinanza sarà in vigore dal 1° maggio al 31 dicembre 2023.

E’ fatto obbligo – recita l’articolo 1 – di indossare dispositivi di protezione delle vie respiratorie ai lavoratori, agli utenti e ai visitatori delle strutture sanitarie all’interno dei reparti che ospitano pazienti fragili, anziani o immunodepressi, specialmente se ad alta intensità di cura, identificati dalle Direzioni Sanitarie delle strutture sanitarie stesse. L’obbligo è esteso ai lavoratori, agli utenti e ai visitatori delle strutture socio-sanitarie e socio-assistenziali, comprese le strutture di ospitalità e lungodegenza, le residenze sanitarie assistenziali, gli hospice, le strutture riabilitative, le strutture residenziali per anziani, anche non autosufficienti.

Negli altri reparti e nelle sale di attesa, “la decisione sull’utilizzo di dispositivi di protezione delle vie respiratorie da parte di operatori sanitari e visitatori resta alla discrezione delle Direzioni Sanitarie, che possono disporne l’uso anche per tutti coloro che presentino sintomatologia respiratoria”. Non sono previste analoghe misure “per quanto riguarda i connettivi e gli spazi ospedalieri comunque siti al di fuori dei reparti di degenza”. Per quanto riguarda infine gli ambulatori medici, “la decisione sull’utilizzo di dispositivi di protezione delle vie respiratorie resta alla discrezione dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta“.

Non hanno l’obbligo di indossare il dispositivo di protezione delle vie respiratorie: i bambini di età inferiore ai sei anni; le persone con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina, nonché le persone che devono comunicare con una persona con disabilità in modo da non poter fare uso del dispositivo.

La decisione sull’esecuzione di tampone diagnostico per infezione da SARS-CoV-2 per l’accesso ai Pronto soccorso – si legge inoltre nel provvedimento – è rimessa alla discrezione delle Direzioni Sanitarie e delle Autorità Regionali.

LE INDICAZIONI DELLA REGIONE ALLE AZIENDE SANITARIE – In Emilia-Romagna – si legge in una nota diffusa dalla Regione – i dispositivi di protezione individuale rimangono obbligatori per operatori, visitatori e utenti all’interno dei reparti di degenza delle strutture sanitarie, negli ambulatori e nei centri specialistici a cui afferiscono pazienti fragili o immunodepressi, nelle sale d’attesa delle strutture sanitarie per i soggetti con sintomatologia respiratoria, nelle strutture sociosanitarie e socioassistenziali (strutture di ospitalità e lungodegenza, residenze sanitarie assistenziali, hospice, strutture riabilitative, strutture residenziali per anziani, anche non autosufficienti). La lista completa delle strutture residenziali coinvolte è quella indicata dall’articolo 44 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 12 gennaio 2017. Sono esonerati dall’obbligo i bambini di età inferiore ai sei anni, chi abbia patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina e chi non possa far uso del dispositivo perché deve comunicare con una persona disabile.

L’uso dei dispositivi è invece raccomandato all’interno delle sale d’attesa per operatori, accompagnatori e utenti delle strutture sanitarie che non abbiano sintomi respiratori. In linea con l’ordinanza ministeriale, infine, negli ambulatori dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta l’eventuale obbligo è a discrezione del medico. Infine, i tamponi per la ricerca di SARS-CoV-2 saranno obbligatori per i pazienti che accedono al Pronto Soccorso o al ricovero ospedaliero già con sintomi, o che li sviluppino durante la degenza.

PROPOSTE NUOVE RESTRIZIONI PER SIGARETTE ED E-CIG.

da doctor33.it.

Stretta su sigarette elettroniche e prodotti del tabacco riscaldato e divieto di fumo in luoghi all’aperto se ci sono nelle vicinanze minori e donne incinte. È quanto ha annunciato il ministro della Salute Orazio Schillaci in audizione in Commissione Affari sociali della Camera. L’intenzione di Schillaci è «affrontare la prevenzione e il contrasto del tabagismo, tuttora la principale causa di morbosità e mortalità prevenibile in Italia, per conseguire l’obiettivo sfidante del Piano Europeo contro il cancro 2021». Schillaci vuole «creare una ‘generazione libera dal tabacco’, nella quale meno del 5% della popolazione consumi tabacco entro il 2040». A 20 anni dalla legge Sirchia, che sancì per la prima volta in Italia il divieto di fumare nei locali chiusi aperti al pubblico, potrebbe arrivare nel nostro Paese una nuova svolta sul fumo. La norma del 2003 aveva contribuito a ridurre significativamente il numero di fumatori in Italia, m, di recente, la tendenza si è invertita. Complice anche l’avvento delle sigarette elettroniche.

Ecco perché Schillaci intende proporre: «L’aggiornamento e l’ampliamento dell’articolo 51 della legge 3/2003 per: estendere il divieto di fumo in altri luoghi all’aperto in presenza di minori e donne in gravidanza; eliminare la possibilità di attrezzare sale fumatori nei locali chiusi; estendere il divieto anche alle emissioni dei nuovi prodotti non da fumo (sigarette elettroniche e prodotti del tabacco riscaldato); estendere il divieto di pubblicità ai nuovi prodotti contenenti nicotina e ai device dei prodotti del tabacco riscaldato». Come ricorda l’Istituto superiore di sanità (Iss), infatti, «il fumo non è responsabile del solo tumore del polmone, ma è anche il principale fattore di rischio per le malattie respiratorie e cardiovascolari» tanto che, secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), entro il 2030 provocherà 8 milioni di morti l’anno nel mondo.

In quest’ottica, ha proseguito «è necessario e strategico» anche «il recepimento entro il 23 luglio 2023 della direttiva della Commissione Europea sull’eliminazione di alcune esenzioni che riguardano i prodotti del tabacco riscaldato», per «consentirne l’entrata in vigore dal 23 ottobre 2023». L’obiettivo del ministro, che è anche professore ordinario di Medicina Nucleare all’Università di Tor Vergata, è che «i molteplici interessi correlati ai prodotti del tabacco, che coinvolgono i Dicasteri economici, non prevalgano sulla tutela della salute». In 10 anni, come certificato da Istat, la legge Sirchia portò alla riduzione dei ricoveri per infarto del 5% ogni anno e alla diminuzione del 25% delle vendite dei prodotti del tabacco. La battaglia contro il tabagismo, però, era tutt’altro che conclusa. Nel 2015, veniva emanato il Decreto Legislativo che recepiva la Direttiva europea 2014/40: nel pacchetto dell’allora ministro Beatrice Lorenzin, vi erano, tra l’atro, l’obbligo di foto dei danni da fumo sui pacchetti unito al Numero Verde per aiutare a smettere (800.554.088), il divieto di additivi che rendono più attrattivo il tabacco e l’abolizione dei pacchetti da 10. Eppure, che si tratti di bionde o di tabacco sfuso, ancora nel 2022, secondo i dati dell’Iss, quasi un italiano su 4 (il 24% della popolazione) era un fumatore, e il trend è in ripresa dopo anni di calo. Mentre l’aumento è costante per le persone, in genere giovanissimi, che fumano sigarette a tabacco riscaldato: 3,3% del 2022 rispetto al 1,1% del 2019.

LA DISINFEZIONE DELLE SUPERFICI IN AMBITO SANITARIO.

da INAIL.It

Negli ultimi gli anni la disinfezione ha acquisito un’importanza fondamentale per contrastare le infezioni causate da agenti biologici sempre più aggressivi, per i quali spesso essendo resistenti anche ai farmaci più innovativi non sono disponibili efficaci terapie farmacologiche.

Nelle strutture sanitarie e assimilabili si è avuto un forte aumento negli anni delle infezioni correlate all’assistenza. Il fact sheet descrive gli aspetti correlati al rischio biologico ed all’attuazione della disinfezione ambientale e delle superfici nell’ambito delle attività assistenziali e quelle clinico-diagnostiche e/o terapeutiche. Quanto sopra in relazione alle attuali conoscenze tecnico-scientifiche, all’innovazione tecnologica ed agli adempimenti della vigente legislazione.


Prodotto: Fact sheet
Edizioni:Inail 2022
Disponibilità: Consultabile solo in rete
Info: dcpianificazione-comunicazione@inail.it

RAPPORTO ISS SULL’USO DI DETERGENTI E DISINFETTANTI.

da ISS

Rapporto Istisan – Sorveglianza delle esposizioni a detergenti. Rapporto pubblicato dall’Istituto superiore di sanità (CNSC – Centro Nazionale Sostanze Chimiche, prodotti cosmetici e protezione del consumatore), Ministero della Salute e Centri Antiveleni (CAC) Bergamo Foggia con i dati del periodo 2016-2020.

Il presente rapporto descrive le esposizioni a prodotti detergenti e affini (es. disinfettanti borderline) gestite dai Centri Antiveleni di Bergamo e Foggia nel periodo 2016-2020. L’analisi descrittiva è stata condotta tramite l’utilizzo di tabelle e grafici e le differenze tra sottogruppi di popolazione sono state analizzate tramite il test del chi-quadrato. Si è osservato un eccesso di chiamate di provenienza extra-ospedaliera (70,4%) rispetto all’atteso probabilmente influenzato dalle restrizioni imposte dal lockdown del 2020 per arginare la pandemia da COVID-19. Un focus per l’annualità 2020 ha evidenziato un eccesso di esposizioni a prodotti per la pulizia (p<0,05) e a disinfettanti borderline (p<0,001) nei mesi di lockdown. Un altro focus sulle esposizioni a detergenti per lavatrice in imballaggi solubili monouso conferma che i bambini (<6 anni) corrono un rischio maggiore di essere esposti a questi prodotti (<6 anni: 88,1%) rispetto ai restanti detergenti per bucato (<6 anni: 66,4%) (p<0,001), nonostante le misure di prevenzione previste dal Regolamento (CE) 1272/2008.

Questi i principali eventi segnalati dal Ministero:

  • 66,4% delle esposizioni derivanti da prodotti per la pulizia, la cura e la manutenzione;
  • 27,7% da detersivi bucato e stoviglie;
  • 4,8% disinfettanti bordeline;
  • 1,1% combinazione di prodotti;
  • picco di segnalazione per esposizione da disinfettati bordeline e prodotti per la pulizia nel periodo marzo-maggio 2020 lockdown, molto superiore rispetto alla media dello stesso periodo degli anni precedenti;
  • delle 294 esposizioni alle Caps, prodotti in capsula, l’88,1% ha interessato minori di 6 anni.

Allegati

full-text

OMICRON: PERICOLOSO UN ISOLAMENTO BREVE

Da dottnet.it

A cinque giorni dal primo tampone, il 50% dei positivi potrebbe essere ancora contagioso, rendendo di fatto pericoloso l’isolamento breve adottato da Paesi come gli Stati Uniti

La variante Omicron risulta più trasmissibile della Delta sebbene determini una carica virale simile e talvolta addirittura inferiore: inoltre, a 5 giorni dal primo tampone, il 50% dei positivi potrebbe essere ancora contagioso, rendendo di fatto pericoloso l’isolamento breve adottato da Paesi come gli Stati Uniti. Lo indica uno studio condotto dalla Harvard T. H. Chan School of Public Health in Boston sui tamponi molecolari eseguiti dall’Associazione nazionale di basket degli Stati Uniti, l’Nba. I risultati sono disponibili su medRxiv, una piattaforma dove vengono condivisi studi scientifici non ancora revisionati per la pubblicazione su riviste ufficiali.

I ricercatori coordinati da Yonatan Grad hanno esaminato oltre 10.000 tamponi eseguiti su giocatori e dipendenti dell’Nba tra luglio 2021 e gennaio 2022. In totale sono emersi 97 casi di infezione da variante Omicron e 107 da Delta. Il primo risultato sorprendente è che i contagiati da Delta hanno una carica virale che raggiunge vette più alte rispetto a quelle rilevate nei casi di Omicron: dunque l’elevata trasmissibilità della nuova variante non sarebbe legata a una maggiore carica virale, bensì alla capacità del virus di eludere le difese immunitarie.

Una conferma arriverebbe anche da un secondo studio, condiviso su medRxiv dal gruppo di Benjamin Meyer all’Università di Ginevra: in questo caso i ricercatori non hanno quantificato solo la presenza di Rna virale nei tamponi di quasi 150 persone, ma anche il numero di particelle virali infettive, scoprendo di fatto che non ci sono sostanziali differenze di carica virale tra i vaccinati infettati da Delta e quelli colpiti da Omicron.

risultati dei due studi potrebbero avere importanti implicazioni per le politiche di salute pubblica e in particolare per la durata dell’isolamento dei positivi. Il team di Meyer ha scoperto che la metà dei tamponi eseguiti nei vaccinati colpiti da Delta a 5 giorni dalla diagnosi conteneva ancora particelle virali infettive, mentre il gruppo di Grad ha osservato che a 5 giorni dalla diagnosi di infezione da Omicron, circa la metà delle persone mantiene una carica virale abbastanza alta da poter risultare ancora contagioso.

INDICAZIONI INAIL CONTROLLO INFEZIONE COVID IN AMBITO SCOLASTICO

Il documento “Indicazioni strategiche ad interim per la prevenzione e il controllo delle infezioni da SARS-CoV-2 in ambito scolastico (a.s. 2021-2022)” intende  presentare le possibili misure di mitigazione/controllo da adottare in relazione ai possibili scenari epidemiologici di diffusione dell’infezione da SARS-CoV-2 nelle comunità scolastiche (inclusi i percorsi di istruzione e formazione professionale – IeFP) nel 2021-2022 alla luce dell’impatto delle misure intraprese nella stagione 2020-2021, dei cambiamenti epidemiologici e dello stato di avanzamento della campagna vaccinale.


Le misure di prevenzione e contrasto alla trasmissione di SARS-CoV-2 si sono basate principalmente su interventi di prevenzione non farmacologica, di contact tracing e di testing per la didattica in presenza, tra cui, il distanziamento fisico, l’utilizzo delle mascherine, la sanificazione degli ambienti, il ricambio d’aria, l’igiene delle mani e l’etichetta respiratoria.
Il documento fa anche il punto sulle evidenze scientifiche finora prodotte in Italia dalle istituzioni sanitarie che dimostrano come la trasmissione del virus fra i giovani sia legata più alla comunità che alla frequenza e alla sede scolastica.


Prodotto: Opuscolo
Edizioni: Inail – 2021
Disponibilità: Consultabile solo in rete
Info: dcpianificazione-comunicazione@inail.it

MEDICO COMPETENTE JOURNAL 2/21

Da ANMA

Il nuovo MCJ si apre con l’articolo in primo piano in cui viene enfatizzata l’importanza della sanificazione e della disinfezione e la necessità di applicare i concetti di prevenzione universale agli ambienti indoor e alle strutture non sanitarie. L’autore analizza gli argomenti prendendo spunto dai Rapporti COVID emessi dall’Istituto Superiore di Sanità: puntuali, precisi, autorevoli, fondati su conoscenze scientifiche consolidate, si confermano essere un aiuto prezioso per i medici competenti. Segue poi un interessante contributo che illustra l’attività di sorveglianza sanitaria nelle aziende del Trentino durante l’emergenza Covid e nella rubrica Facciamo il Punto si parla di alcune forme di telemedicina applicabili alla medicina del lavoro: per il medico competente un discorso futuribile ma già attuale? La discussione è aperta.

Infine, risorse, informazione, comunicazione associativa e una riflessione sul qui e ora.

Buona lettura!

Vai all’edicola virtuale

Vai alla sezione dedicata al Journal e leggi tutti i numeri disponibili

notiziario ANMA 2/ 2021

zoom

N. 2 – 2021

Scarica la rivista

SANIFICAZIONE DEGLI AMBIENTI DA SARS-2-COV GLI ULTIMI AGGIORNAMENTI

Nuove raccomandazioni sulla sanificazione di strutture non sanitarie nell’emergenza COVID-19

Nuove raccomandazioni sulla sanificazione di strutture non sanitarie nell’emergenza COVID-1

Le nuove “Raccomandazioni ad interim sulla sanificazione di strutture non sanitarie nell’attuale emergenza COVID-19: ambienti/superfici” aggiornano le precedenti indicazioni dell’Istituto Superiore di Sanità, fornendo nuove indicazioni sulla base delle più recenti che del virus

Una nuova versione delle “Raccomandazioni ad interim sulla sanificazione di strutture non sanitarie nell’attuale emergenza COVID-19: ambienti/superfici” ha aggiornato il Rapporto ISS COVID-19 n. 25/2020 del 15 maggio 2020.

Le principali novità rispetto alla precedente versione sono le seguenti: aggiornamento sulla base delle più recenti evidenze scientifiche relative alla trasmissione del SARSCoV-2 e alla luce delle disposizioni normative vigenti; aggiornamento sulle procedure e sui sistemi di sanificazione/disinfezione generati in situ e altre tecnologie utilizzabili per la sanificazione degli ambienti di strutture non sanitarie, compreso il miglioramento dell’aria degli ambienti; per i diversi sistemi di sanificazione/disinfezione sono descritti gli aspetti tecnico-scientifici, l’ambito normativo e il pertinente uso.

da Iss

I Rapporti COVID-19 sono indirizzati al personale sanitario per affrontare i diversi aspetti della pandemia. Forniscono indicazioni essenziali e urgenti per la gestione dell’emergenza e sono soggetti ad aggiornamenti. Sono prodotti dai Gruppi di lavoro COVID ISS composti da ricercatori dell’Istituto Superiore di Sanità, che possono anche operare in collaborazione con altre istituzioni.
Rapporto ISS COVID-19 n. 12/2021 – Raccomandazioni ad interim sulla sanificazione di strutture non sanitarie nell’attuale emergenza COVID-19: ambienti/superfici. Aggiornamento del Rapporto ISS COVID-19 n. 25/2020. Versione del 20 maggio 2021

Istituto Superiore di Sanità
Raccomandazioni ad interim sulla sanificazione di strutture non sanitarie nell’attuale emergenza COVID-19: ambienti/superfici. Aggiornamento del Rapporto ISS COVID-19 n. 25/2020. Versione del 20 maggio 2021.
Rosa Draisci, Leonello Attias, Lucilla Baldassarri, Tiziana Catone, Raffaella Cresti, Rosanna Maria Fidente, Ida Marcello, Giorgio Buonanno, Luigi Bertinato
2021, v, 33 p. Rapporto ISS COVID-19 n. 12/2021

Il rapporto presenta una panoramica relativa all’ambito della sanificazione di superfici e ambienti interni non sanitari per la prevenzione della diffusione dell’infezione COVID-19. Le indicazioni si basano sulle più recenti evidenze scientifiche relative alla trasmissione del SARS-CoV-2. Presenta procedure e sistemi di sanificazione/disinfezione generati in situ e altre tecnologie utilizzabili per la sanificazione degli ambienti di strutture non sanitarie, compreso il miglioramento dell’aria degli ambienti. Per i diversi sistemi di sanificazione/disinfezione sono descritti gli aspetti tecnico-scientifici, l’ambito normativo e il pertinente uso.

Istituto Superiore di Sanità
Interim recommendations on cleaning and disinfection of non-healthcare settings during COVID-19 health emergency: indoor environments/surfaces. Updating Rapporto ISS COVID-19 n. 25/2020. Version of May 20, 2021.
Rosa Draisci, Leonello Attias, Lucilla Baldassarri, Tiziana Catone, Raffaella Cresti, Rosanna Maria Fidente, Ida Marcello, Giorgio Buonanno, Luigi Bertinato
2021, v, 33 p. Rapporto ISS COVID-19 n. 12/2021 (in Italian)

The report presents an overview concerning “sanitization” intended as cleaning and disinfection in non-healthcare settings taking into account the latest scientific evidence related to the transmission of SARS-CoV-2. The report presents sanitization/disinfection procedures and systems generated in-situ and other technologies that can be used for the sanitization of non-sanitary facilities environments, including the improvement of ambient air. For the different sanitization/disinfection systems, the technical-scientific aspects, the regulatory scope and the relevant use are described.

 Pubblicato il 31/05/2021

Allegati
   Scarica il documento

NUOVO PROTOCOLLO 6 APRILE 2021 PER IL CONTRASTO AL COVID

Il nuovo protocollo per la sicurezza e il contrasto al Covid all’interno delle aziende è stato firmato il 6 aprile. Ecco cosa prevede: Particolare attenzione per il distanziamento: all’interno degli spazi condivisi i dispositivi di protezione sono individuati in base al rischio della mansione. La mascherina chirurgica è da adottare fatto salvo la necessità di dispositivi di livello superiore. Le trasferte sono possibili dopo una valutazione con il medico delle condizioni epidemiologiche delle destinazioni. Riammessi stage e tirocini formativi, sospesi nella prima fase della pandemia. Nuovamente concesse le attività formative in presenza, ma rimane possibile anche effettuarle a distanza. Nuova centralità al medico competente: potrà suggerire alle aziende testing e screening che ritiene utili per limitare la diffusione del virus. Le imprese che lo vorranno potranno organizzare la vaccinazione per i dipendenti che lo desiderano. Rimane necessario un tampone negativo per il rientro al lavoro dopo la positività. Il test molecolare va eseguito dopo 10 giorni per gli asintomatici e dopo 3 giorni senza sintomi e almeno 10 di isolamento per i sintomatici.

URBAN SUN :UV CONTRO IL COVID

In Olanda la «sfera magica» che elimina il Covid dai luoghi pubblici

Si chiama Urban Sun ed è un’installazione che emette raggi UV da 222nm, innocui per l’uomo ma micidiali per il coronavirus. Restituendoci vie e piazze

di Enrico Marro

Illustrazione Maria  Limongelli/ Il Sole 24 Ore
Illustrazione Maria Limongelli/ Il Sole 24 Ore

Le torri che mangiano lo smog, l’aquilone che produce energia green, la pista ciclabile luminosa che si ricarica con il sole. E ancora: il ponte sulla diga che si accende con i fari delle auto, oppure il tracciamento di ottomila tonnellate di rifiuti spaziali progettato assieme all’Ente spaziale europeo e alla Nasa. Non è facile trovare una definizione per Daan Roosegaarde. Pluripremiato architetto, designer, scienziato e artista, il “Leonardo olandese” da ilsole24ore.

Si tratta di un’installazione sospesa che emana raggi ultravioletti Uvc ricalibrati secondo le linee guide della Commissione internazionale per la protezione dalle radiazioni non ionizzanti. In questo modo non causa danni a occhi e pelle, ma è in grado di debellare i virus, tra cui anche il Covid19. Si tratterebbe quindi di una rivoluzione.

Ma come dice lo stesso Daan Roosegaarde:

“L’installazione luminosa dovrebbe essere una difesa ulteriore contro la diffusione di virus durante eventi, nelle scuole, nei musei, nelle stazioni ferroviarie, in tutti gli spazi pubblici.

Non posso ancora dire se l’utilizzo di Urban Sun permetterà effettivamente alle persone di ri-abbracciarsi. Questo dipenderà dalle disposizioni dei governi. Non vuole certamente essere un’alternativa ai vaccini o alle mascherine, ma una delle misure contro il Covid-19. Sicuramente può rendere uno spazio più pulito e privo di virus. La Boeing, per esempio, utilizzerà questa tecnologia negli aeromobili”.

L’idea, come spiega il designer, è nata nel 2018, in tempi non ancora sospetti:

“Lessi sulla rivista Nature che le radiazioni ultraviolette a onda corta (Uvc) fossero un disinfettante efficace in grado di neutralizzare virus e batteri. Ma è risaputo che le lampade Uvc comunemente disponibili possono essere cancerogene e dannose per la pelle e gli occhi. Così ho creato un team insieme alla Columbia University (Radiogical research medical center) composto da designer, tecnici, scienziati ed esperti di virus per approfondire il tema e fare ricerche sull’applicazione di questa luce che già si usa da tempo nelle sale operatorie, ma, appunto, può provocare scottature ed è cancerogena.

La “ricetta” raggiante che abbiamo applicato al progetto Urban Sun è proprio l’utilizzo di “nuovi” Uvc 222 nm, ovvero che arrivano da una distanza non pericolosa, nel pieno rispetto delle linee guida dell’Icrnirp.

Gli scienziati hanno dimostrato che questi Uvc riveduti e alleggeriti con lunghezze d’onda inferiori non possono penetrare nella pelle umana o negli occhi ma possono uccidere i virus”.

Urban Sun
URBAN SUN, IL PROTOTIPO ANTI VIRUS DI DAAN ROOSEGAARDE

DAAN ROOSEGAARDE PROGETTI – GROW:

Tra gli altri progetti di Daan Roosegaarde indichiamo:  la torre che mangia lo smog, la pista ciclabile luminosa che si carica con il sole, l’aquilone che produce energia pulita e Grow. Quest’ultimo è un sistema più sostenibile di produrre cibo che migliorerà passo dopo passo.

DAAN ROOSEGAARDE IN ITALIA – LIQUID LANDSCAPE: 

E’ gia in lista la realizzazione di un progetto nel nostro paese. Si tratta di Liquid Landscape in Trentino Alto Adige e verrà realizzato nel contesto magnifico di Arte Sella, in Valsugana.

“Un percorso di scambio circolare, un processo creativo in cui l’opera di ogni artista prende forma giorno per giorno sul luogo, cogliendo dalla natura stessa materiali e ispirazioni. Nella grande maggioranza dei casi, infatti, le opere sono ottenute attraverso l’uso esclusivo di materiali naturali come foglie, rami, legno, sassi e così via. Liquid Landscape, come si intuisce dal nome, sarà composto dall’acqua e altri elementi naturali come l’erba e la terra, ma di più non posso svelare”.

CHI È DAAN ROOSEGAARDE? 

Daan ha fondato il suo studio nel 2007.  E’ un’artista, architetto, designer, inventore, ma come afferma lui stesso non ama definirsi architetto perché nonostante sia sempre proiettato verso il futuro, considera la tecnologia “solo uno strumento per fare emergere la poesia” con acqua, energia e aria puliti come valori del futuro.

Inoltre, secondo Forbes e Wired il nome Roosegaarde è tra quelli degli innovatori del nostro tempo. E’ infatti uno dei leader globali del World Economic Forum nonché membro del Nasa Innovation team.

Urban Sun
URBAN SUN IL PROTOTIPO ANTI VIRUS DI DAAN ROOSEGAARDE

Da https://www.mam-e.it/design/urban-sun-prototipo-anti-virus-roosegaarde-debellera-il-covid/