Novità

LAVORO NOTTURNO E SALUTE RIPRODUTTIVA

È documentato da anni come lavorare in periodo notturno possa essere condizione di stress per l’organismo e condurre a specifiche alterazioni dello stato di salute.

Sistema endocrino e funzione riproduttiva sono stati indagati come nuovo target di un’esposizione protratta a lavoro notturno. Diverse indagini pubblicate, sia sull’uomo che sulla donna, per comprendere in quale misura possa rilevarsi un effetto avverso in correlazione con la ridotta qualità del sonno notturno. Nel 2007 la IARC ha classificato il “lavoro notturno” come “probabilmente cancerogeno per l’uomo”. Il medico competente svolge un ruolo centrale, in quanto, dovrà valutare lo stato di salute del lavoratore accertandone l’idoneità.




Prodotto: Fact sheet
Edizioni: Inail 2023
Disponibilità: Consultabile solo in rete
Info: dcpianificazione-comunicazione@inail.it

INAIL: DOSSIER SCUOLA 2023

La pubblicazione raccoglie dettagliatamente tutte le attività portate avanti dalle strutture centrali e territoriali dell’Inail nel corso dell’anno scolastico 2022-2023 per promuovere la diffusione della cultura della salute e sicurezza tra gli studenti. Nel testo, anche un riepilogo degli investimenti per l’edilizia scolastica e un focus sull’andamento infortunistico 2020-2022 nelle scuole.

Immagine Dossier scuola 2023

Il dossier presenta una panoramica completa delle iniziative in tema di prevenzione dedicate al mondo della scuola e realizzate dall’Inail a livello locale, nazionale ed europeo, durante l’anno scolastico 2022-2023. In un contesto sociale e produttivo sempre più attento alle evoluzioni digitali e ambientali, i progetti sviluppati dall’Istituto puntano a coinvolgere gli studenti alle tematiche di salute e sicurezza sul lavoro attraverso percorsi formativi differenziati in base ai destinatari e con il supporto di strumenti didattici innovativi. 

Il volume contiene anche una sezione dedicata agli investimenti per il rinnovo del patrimonio edilizio scolastico, e un approfondimento con i dati relativi agli infortuni occorsi a studenti e docenti nel triennio 2020-2022. Chiudono il dossier una rassegna di documentari, film e serie tv sui temi della legalità e della sicurezza a scuola e una sezione dedicata alle ultime pubblicazioni Inail sul tema della prevenzione in ambito scolastico.

Prodotto: Opuscolo
Edizioni: Inail – 2023
Disponibilità: Consultabile solo in rete
Info: dcpianificazione-comunicazione@inail.it

IN CRESCITA LE PATOLOGIE OCULARI

da dottnet.it

Dalla cataratta alla maculopatia, che da sola colpisce oltre 1 milione di italiani, le malattie dell’occhio sono in “crescita vertiginosa”, direttamente legate all’invecchiamento della popolazione. Ma in aumento sono anche le patologie oculari tra i giovani, a partire dalla miopia.     Complessivamente, sono 6 milioni gli italiani affetti da problemi alla vista, con un aumento di almeno il 50% rispetto a 10 anni fa. Eppure le malattie oculari restano ancora delle ‘cenerentole’ e si pone il grande problema del costo dei farmaci, che sono quasi tutti a carico del cittadino.

A fare il punto è Stanislao Rizzo, direttore della Clinica oculistica del Policlinico universitario A. Gemelli e professore di Oculistica all’Università Cattolica: “L’oculistica – afferma – è un pò un settore ‘dimenticato’, nonostante i notevoli costi sociali diretti e indiretti che queste malattie determinano”.  Gli unici farmaci rimborsati in oculistica, cioè a carico del Servizio sanitario nazionale, spiega Rizzo all’ANSA, sono i farmaci per il glaucoma: “Tutto il resto, dai colliri antibiotici alle lacrime artificiali agli integratori per le maculopatie, sono a pagamento a carico del paziente. Se un paziente deve ad esempio ricevere un intervento di chirurgia oculistica, dalla cataratta a interventi più complessi come un trapianto di cornea, deve farsi carico dell’intera terapia, pre e post operatoria. In molti casi sono ad esempio necessari colliri disinfettanti antibiotici per preparare all’intervento, poichè una delle complicanze più gravi sono appunto le infezioni. Purtroppo hanno un costo abbastanza elevato, una boccetta di collirio può superare i 20 euro e sono terapie che devono essere fatte anche a lungo”.

Il punto, rileva, è che le malattie dell’occhio vengono in qualche modo “trascurate, nonostante siano fortemente invalidanti: non si pensa mai al costo sociale legato ai pazienti ipovedenti. Per questo, chiediamo più attenzione: andrebbero rese rimborsabili almeno le terapie chirurgiche antinfettive”. Questo, a fronte di numeri in costante crescita. In generale, sottolinea l’esperto, “sono in aumento tutte le patologie legate all’età e l’Italia è uno dei Paesi con la maggiore prevalenza di anziani. Tra queste la cataratta, la cui incidenza sta aumentando in maniera vertiginosa. Tra le cause anche la maggiore esposizione alla luce del sole ed ai raggi ultravioletti”. E la situazione, rileva, “si è aggravata a seguito della pandemia, perchè le liste di attesa si sono notevolmente allungate ed ora per avere un intervento di cataratta si deve aspettare anche oltre un anno. Per una patologia così invalidante questo è un problema.   Ma il punto resta sempre quello degli insufficienti investimenti nella sanità”. In grande aumento è anche la maculopatia senile, legata all’invecchiamento della retina. Si distinguono due forme, la prima è quella ‘umida’ accompagnata da edema e sangue ed è la forma più pericolosa.

Per questa forma, però, chiarisce Rizzo, “oggi abbiamo dei farmaci sempre più potenti ed efficaci.   Tuttavia, gli ospedali sono affogati da pazienti con maculopatia e spesso non riescono a seguire i protocolli di somministrazione che prevedono almeno 6-7 iniezioni oculari l’anno con i farmaci di nuova generazione. Tali farmaci sono rimborsati dal Ssn ma hanno un costo pari a circa 3mila euro l’anno a paziente.    Dunque, sempre per una questione di costi e considerando il gran numero di pazienti – afferma – in alcune Regioni si preferisce utilizzare farmaci di vecchia generazione meno costosi, che presuppongono però una somministrazione mensile ed hanno un’azione limitata nel tempo”. La secondo forma, pari al 90% delle maculopatie, è quella cosiddetta ‘secca’, in cui la macula si atrofizza per motivi legati all’età, per cui fino a poco tempo fa non c’era una terapia. Da qualche mese però, prosegue, “sono stati messi in commercio negli Usa 2 farmaci dopo l’approvazione della Fda: sono in grado di rallentare l’evoluzione della malattia nel 30% dei pazienti. Si attende ora il via libera dell’Ema”.  

Una patologia non legata invece all’anziano che è in enorme crescita è poi la miopia, complice l’enorme esposizione a pc e schermi. “Vediamo un aumento preoccupante proprio tra i ragazzi ma oggi ci sono finalmente delle terapie valide, come colliri a base di atropina e lenti particolari, che rallentano notevolmente la malattia. Purtroppo – evidenzia l’esperto – anche in questo caso i farmaci sono a carico del cittadino”. Su questi temi, circa 3mila esperti da tutto il mondo si confronteranno in occasione del congresso internazionale sulle patologie della retina Floretina, dal 30 novembre al 3 dicembre a Roma: “E punteremo i riflettori anche sulle nuove metodiche di insegnamento, a partire – conclude Rizzo – dalla realtà virtuale ed il metaverso, che saranno applicati alla chirurgia dell’occhio”.

REVISIONE DELLE TABELLE DELLE MALATTIE PROFESSIONALI.

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha pubblicato, nella Gazzetta Ufficiale n. 270 del 18 novembre 2023, il Decreto Interministeriale 10 ottobre 2023 finalizzato alla revisione delle tabelle malattie professionali nell’industria e nell’agricoltura, di cui agli articoli 3 e 211 del decreto del Presidente della Repubblica n. 1124 del 30 giugno 1965.Decreto Interministeriale 10 ottobre 2023

Fonte: Ministero del Lavoro

vi segnaliamo un interessante commento su punto sicuro : https://www.puntosicuro.it/sorveglianza-sanitaria-malattie-professionali-C-60/nuova-tabella-delle-malattie-professionali-le-prime-considerazioni-AR-23850/

UNO STUDIO SULLE AGGRESSIONI NEL COMPARTO SANITARIO.

da Inail.it

ROMA – È stato pubblicato di recente l’articolo scientifico dal titolo “Systematic Violence Monitoring to Reduce Underreporting and to Better Inform Workplace Violence Prevention Among Health Care Workers: Before-and-After Prospective Study” dalla rivista peer reviewed Journal of Medical Internet Research (JMIR) Public Health and Surveillance. Lo studio è stato realizzato nell’ambito del progetto “Valutazione dei determinanti principali delle violenze in due Aziende socio sanitarie territoriali lombarde, per una efficace prevenzione”, finanziato dall’Inail attraverso il bando Ricerche in collaborazione (Bric) 2019. Il destinatario istituzionale, il Dipartimento di medicina e chirurgia – Centro Epimed dell’Università degli studi dell’Insubria, ha avuto come obiettivo quello di sviluppare e implementare un sistema di monitoraggio e gestione del fenomeno della violenza e delle aggressioni agite sugli operatori sanitari, nelle Aziende sociosanitarie lombarde (Asst) di Lariana e Sette Laghi Varese, entrambe unità operative del progetto.

Lo studio prospettico ha coinvolto gli operatori sanitari delle ASST di progetto. Attraverso la collaborazione tecnico-scientifica con il laboratorio Rischi psicosociali e tutela dei lavoratori vulnerabili del Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale (Dimeila) dell’Inail, è stato implementato uno studio prospettico, della durata di 14 mesi sui lavoratori del settore sanitario delle ASST di progetto, che ha consentito l’analisi e l’approfondimento dei dati provenienti dalle segnalazioni degli eventi di violenza e aggressione occorsi, e degli impatti e dei potenziali fattori di rischio, anche tramite il coinvolgimento di esperti per l’individuazione di proposte di gestione. 

Emergenza-urgenza e salute mentale le aree sanitarie più a rischio. Dai risultati dello studio emerge che i lavoratori maggiormente coinvolti negli eventi di violenza e aggressione hanno un’età media inferiore ai 30 anni, rivestono il ruolo di infermiere e appartengono al genere maschile. Per quanto riguarda invece le aree sanitarie più a rischio ritroviamo, in linea con la letteratura scientifica di riferimento, quella di emergenza-urgenza e di salute mentale. Le aggressioni agite sul personale femminile sarebbero prevalentemente verbali e motivate da fattori socioculturali dell’aggressore. Sono state rilevate ripercussioni psicologiche maggiori nelle donne rispetto ai colleghi uomini, quest’ultimi più soggetti invece ad aggressioni fisiche. Tra i fattori facilitanti principali si riscontrano l’elevato turn-over e la riduzione di personale, oltre a fattori legati all’ambiente fisico.

Necessario un sistema di rilevazione sistematica. Lo studio ha sottolineato anche la necessità di definire e implementare un sistema di rilevazione sistematica del fenomeno della violenza e delle aggressioni nel settore sanitario. Ciò contribuirebbe a ridurre il divario esistente tra la reale entità del fenomeno e le effettive segnalazioni provenienti dai lavoratori contribuendo a far emergere il fenomeno. Ciò consentirebbe inoltre l’identificazione delle aree sanitarie a maggiore rischio, delle cause prevalenti e dei principali fattori di rischio per contribuire all’individuazione e implementazione di interventi preventivi efficaci.

SCHEDE INFOBARICHE SUL PORTALE AGENTI FISICI “PAF”

da Inail.it

L’iniziativa si rivolge agli attori del sistema della prevenzione e a quanti sono interessati al tema. Il portale è realizzato dal Laboratorio di Sanità pubblica dell’Azienda sanitaria Usl Toscana Sud Est in collaborazione con l’Inail e l’Usl di Modena

Immagini illustrative

ROMA – Nella sezione dedicata alle atmosfere iperbariche del Portale agenti fisici vengono messi in evidenza i vari aspetti legati alle diverse attività espositive, anche attraverso la diffusione della conoscenza. A tal proposito sono state pubblicate le prime due Schede Infoiperbariche, incentrate, ripettivamente, sul rischio iperbarico e sullo stress ossidativo e altre sono in corso di definizione su altri aspetti. L’iniziativa è rivolta ai vari attori del sistema della prevenzione e a coloro che a vario titolo sono coinvolti o interessati alla tematica delle atmosfere iperbariche.

Il portale in continuo aggiornamento. Il Paf è realizzato dal Laboratorio di Sanità pubblica dell’Azienda sanitaria Usl Toscana Sud Est (ex Azienda Usl 7 Siena) con la collaborazione dell’Inail e dell’Azienda Usl di Modena ed è in continuo aggiornamento grazie anche alla collaborazione tra la Regione Toscana e l’Istituto nell’ambito del Piano delle attività di ricerca istituzionale dell’Inail. Negli anni 2022 e 2023 sono state promosse e realizzate altre iniziative di trasferibilità nell’ambito delle esposizioni a rischio iperbarico.

INAIL SU WHATSAPP!!!

da inail.it

Attraverso il popolare servizio di messaggistica istantanea è possibile essere aggiornati in tempo reale sulle principali novità che riguardano la salute e la sicurezza sul lavoro. L’obiettivo è il coinvolgimento di una platea sempre più ampia di persone per promuovere la cultura della prevenzione e facilitare la diffusione delle informazioni legate ai temi di rilevanza istituzionale

L’Inail è sempre più social. Attivato il nuovo canale WhatsApp

ROMA – Dopo Facebook, X, LinkedIn, Instagram, YouTube, Spreaker e TikTok, l’Inail approda anche su WhatsApp. Confermando la propria attenzione rispetto a tutte le novità che riguardano la sfera dei social, l’Istituto infatti ha subito approfittato della nuova funzione introdotta recentemente da Meta sul popolare servizio di messaggistica istantanea, che consente di ricevere aggiornamenti in tempo reale direttamente all’interno dell’app.

Nella prima settimana più di 200 iscritti. Attraverso il canale Inail attivato lo scorso 30 ottobre, che in una settimana ha già superato quota 200 iscritti, è possibile essere sempre aggiornati sulle principali novità e sui temi più importanti che riguardano la salute e la sicurezza sul lavoro. Il costante rafforzamento della presenza Inail sui social media punta, in particolare, a raggiungere una platea sempre più ampia di persone, facilitando la diffusione delle informazioni legate alla prevenzione, alla ricerca, alle prestazioni economiche e sanitarie, alla riabilitazione degli assistiti, al reinserimento socio-lavorativo e a tutti gli altri argomenti di rilevanza istituzionale.

I messaggi sono visibili nella sezione “Aggiornamenti” dell’app. Per cominciare a ricevere i messaggi dell’Istituto via WhatsApp è sufficiente iscriversi cliccando sul link del canale. Una volta effettuata l’iscrizione, i messaggi pubblicati dall’Inail si trovano nella sezione “Aggiornamenti” dell’app, insieme agli “Stati”. I follower possono interagire con gli aggiornamenti utilizzando le emoji e inoltrarli alle chat o ai gruppi di cui fanno parte. Rispetto a chat e gruppi, i canali offrono un livello di privacy maggiore. L’identità degli iscritti, infatti, non è visibile agli altri follower e gli amministratori possono vedere solo il nome del profilo ma non il numero di telefono completo.

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Promuovere ambienti di lavoro digitali sicuri e salutari: la campagna europea 2023-2025 prende il via

La Direzione generale dell’Inail, Focal Point Italia dell’Eu-Osha, ha lanciato ufficialmente la campagna europea “Ambienti di lavoro sani e sicuri” 2023-2025, una risposta alla rapida trasformazione del mondo del lavoro causata dalla digitalizzazione. L’evento di presentazione si è tenuto ieri mattina a Roma, presso l’Auditorium della Direzione generale dell’Inail.

Il commissario straordinario dell’Inail, Fabrizio D’Ascenzo, ha aperto l’incontro sottolineando l’importanza di riflettere sul cambiamento del modo di lavorare, evidenziato soprattutto durante la pandemia da Covid-19. Ha sottolineato che l’adozione delle nuove tecnologie deve essere gestita considerando i nuovi rischi ad esse associati. La campagna Eu-Osha si presenta come un’opportunità per valutare come le tecnologie digitali possano contribuire a ridurre i rischi per i lavoratori.

Il direttore centrale Prevenzione dell’Inail, Ester Rotoli, ha enfatizzato che la transizione digitale non è solo un cambiamento tecnico ma anche culturale, coinvolgendo persone e processi. Ha citato le principali opportunità offerte dalla digitalizzazione, tra cui l’eliminazione dei compiti ripetitivi, il miglioramento delle prestazioni e l’aumento di autonomia, sottolineando la necessità di una rete sociale di lavoratori formati per utilizzare al meglio queste tecnologie.

La strategia europea ha messo al centro dell’attenzione l’eliminazione del digital gap, ma Rotoli ha evidenziato che l’Italia, pur facendo progressi nella connettività, è ancora indietro sul fronte del capitale umano e delle competenze digitali. La nuova campagna Eu-Osha mira a colmare questa lacuna, concentrandosi su cinque ambiti prioritari: il lavoro su piattaforma digitale, l’automazione delle attività, il telelavoro e il lavoro ibrido, la gestione dei lavoratori tramite intelligenza artificiale e i sistemi digitali intelligenti.

Maurizio Curtarelli, senior research project manager dell’Eu-Osha, ha presentato i risultati di indagini che indicano un crescente utilizzo delle tecnologie digitali nei luoghi di lavoro europei. Tuttavia, ha evidenziato che solo il 24% dei luoghi di lavoro discute del loro impatto sulla salute e sicurezza dei lavoratori. La campagna mira a colmare questa lacuna promuovendo la collaborazione e concentrandosi su opportunità e rischi.

Il presidente del Consiglio di indirizzo e vigilanza dell’Inail, Guglielmo Loy, ha concluso l’incontro sottolineando la necessità di analizzare l’impatto delle nuove tecnologie, informando su opportunità e rischi, promuovendo la formazione continua e coinvolgendo attivamente lavoratori e rappresentanze nella gestione della transizione digitale.

La campagna 2023-2025 prevede tappe fondamentali, tra cui un concorso sulle buone pratiche, un premio cinematografico e le Settimane europee per la sicurezza e la salute sul lavoro. L’Eu-Osha mette a disposizione risorse e informazioni, mentre a livello nazionale, l’Inail organizzerà eventi e promuoverà la condivisione di buone pratiche.

Da www.inail.it

REGIONE LOMBARDIA PER LA SETTIMANA EUROPEA PER LA SICUREZZA E LA SALUTE SUL LAVORO INSIEME PER UN LAVORO SICURO.

da amblav.it

In occasione della Settimana europea per la salute e la sicurezza sul lavoro (23/29 ottobre 2023) Regione Lombardia, in collaborazione con le ATS lombarde, ha promosso su tutto il territorio regionale una rassegna di eventi unica nel suo genere, per accendere i riflettori sull’importanza della sicurezza e della salute sui luoghi di lavoro, e per sensibilizzare i cittadini e la comunità sul valore della cultura della prevenzione. Le iniziative in programma erano rivolte agli operatori di settore, ai cittadini-lavoratori e al mondo della scuola.

IL CONVEGNO
Il Sistema delle Regioni. Il Coordinamento Interregionale della Prevenzione quale luogo di confronto, condivisione e sviluppo di indirizzi

Moderatore – Regione Toscana Giovanna Bianco – Regione Veneto Michele Mongillo
Il Coordinamento Interregionale della Prevenzione: struttura, ruolo e relazione con la Commissione Salute per la Conferenza dei Presidenti – Regione Veneto, Francesca Russo 
Il Gruppo tecnico Interregionale salute e sicurezza sul lavoro: organizzazione per il presidio dei diversi ambiti tematici – Regione Lombardia, Nicoletta Cornaggia 
Ferrovie – Regione Toscana, Stella Lanzillotta 
Porti – Regione Liguria, Massimo Lombardi
Fisici – Regione Toscana, Andrea Bogi 
Formazione – PA Trento, Donato Lombardi – Regione Emilia-Romagna, Lia Gallinari
Macchine – Regione Lombardia, Nicola Delussu
Silice – Regione Toscana, Emanuela Tomasini 
Il sistema delle Associazioni che operano per la prevenzione negli ambienti di lavoro: il loro contributo – CIIP Susanna Cantoni – Associazione Ambiente e Lavoro Norberto Canciani 

Clicca sul nome dei relatori per vedere i materiali presentati.

IL RISCHIO IDRAULICO : UN WEBINAR GRATUITO DI ANFOS.

I fatti di cronaca ci ricordano che viviamo in un Paese ad elevato rischio idraulico e che sempre più spesso gli eventi meteorici intensi investono il nostro territorio, causando ingenti danni alle abitazioni e agli edifici produttivi e coinvolgendo di conseguenza gli occupanti, lavoratori compresi. Il rischio idraulico è legato a fattori esterni alle unità produttive (carenze idrauliche del reticolo idrico e conseguenti alluvioni) e a fattori interni (carenza dei sistemi di smaltimento aziendali, errata gestione o manutenzione delle reti idrauliche).

Il webinar affronta il problema della valutazione del rischio idraulico sia da un punto di vista normativo e giuridico ma soprattutto in una prospettiva tecnica di valutazione e prevenzione.

RELATORI

Francesco MarcandelliIngegnere idraulico ambientale, CSE e formatore in materia di sicurezza sul lavoro

Lucio FattoriConsigliere Nazionale AiFOS, ingegnere civile strutturista, RSPP e formatore