MEDICINA DEL LAVORO

LAVORO IN SOLITARIO UN RISCHIO AGGIUNTIVO

Piemonte: Un manutentore  impegnato in lavori di manutenzione e riparazione ,stava sostituendo la lampadina di un lampione  quando fu punto da una vespa dietro l’orecchio.

Immagine correlata TECO MILANO VESPA

L’operaio ricordandosi di essere allergico cerca di raggiungere il furgone ma muore poco dopo per choc anafilattico . Era il giugno di 4 anni fa.

Il legale rappresentante della ditta è finito sotto processo ed è stato condannato a un anno per omicidio colposo dal giudice del tribunale di Ivrea. Il pm  aveva chiesto di considerare la morte dell’operaio come un incidente sul lavoro di cui il titolare dell’azienda doveva essere ritenuto responsabile e aveva chiesto due anni.

 

Di fronte a queste situazioni giudiziare sorgono spontanee diverse domande  :

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Il lavoro riguardava dei lampioni: era stata prevista in questo caso un’attrezzatura idonea a evitare punture di insetti come le vespe?

Il lavoratore era stato formato e addestrato ?

L’area di lavoro era stata visionata ed eventualmente bonificata?

L’attività  era necessariamente svolta in solitario o si poteva  pensare la necessità della presenza di un collega?

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VADEMECUM PER VALUTARE IL LAVORO IN SOLITARIO

Il lavoro (in) solitario si definisce come ogni lavoro che debba essere svolto da un addetto in totale autonomia, , isolato da altri lavoratori . Si può verificare sia all’esterno del sito dell’azienda  che piu’ raramente all’interno.

Il lavoro solitario ricordiamo  è però vietato dalla legge nelle situazioni nelle quali esporrebbe il lavoratore a un rischio grave  (lavoro su scale – obbligo di assistente a terra – lavoro in spazi confinati – soggetto a normativa specifica.

La solitudine è  quindi un situazione particolare, che deve essere considerata come potenziale fattore di rischio, e pertanto i rischi associati che fossero individuati devono essere valutati e gestiti alla pari di ogni altro rischio lavorativo

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 VALUTAZIONE DEL RISCHIO

 

1. La VdR “solitudine” deve essere eseguita dopo aver valutato tutti gli altri rischi lavorativi i propri della mansione (o del lavoro) in esame;

2. Valutare i rischi ambientali propri dei luoghi e del contesto nei quali il lavoratore solitario deve operare;

3. Tenere presente che lo stato di solitudine (in particolare in assenza di luce) può aggravare la percezione del rischio;

4. Verificare che le strutture e le attrezzature di detti luoghi siano a norma (eventuali manuali di uso e manutenzione devono essere disponibili in loco o fare parte del corredo del lavoratore solitario);

5. Verificare che in loco esista almeno un pacchetto di medicazione (o che faccia parte della dotazione personale del lavoratore);

6. Acquisire il parere del medico competente sull’idoneità del lavoratore al lavoro in solitudine (giudizio fondato sulla salute e sulla emotività);

7. Il lavoratore deve essere affidabile sotto il profilo della sicurezza (cioè formato e conscio sul fatto che le procedure operative debbano essere sempre rispettate, anche in assenza di un controllo diretto). In particolare che abbia ed usi i DPI necessari.

8. Fornire al lavoratore informazione e formazione specifica (documentata!).

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E’ inotre consigliabile stabilire una procedura che preveda:

• cellulare in dotazione, programmato sul numero di emergenza aziendale (per richiesta di soccorso a voce);

• GPS (per lavoratori operanti su vaste aree esterne, specialmente se poco praticabili);

• chiamata telefonica o invio di segnale convenzionale a intervalli stabiliti dal lavoratore alla sede (una telefonata dalla sede potrebbe costringere il lavoratore a rispondere mentre è in posizione critica);

• dispositivi di uomo presente o analoghi dispositivi di allarme automatico, in dotazione personale al lavoratore, qualora questi non fosse in grado di provvedere personalmente;

• richiesta di intervento del 118 competente per territorio, che probabilmente è anche in grado di raggiungere il luogo prima dell’ambulanza aziendale, supposto che questa esista;

• una formazione “personale” alla gestione di un’emergenza.

 

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Il lavoro in solitudine altre criticità:

– “in primo luogo espone alla possibilità di non essere soccorsi in caso di malore o in caso di infortunio;

– in secondo luogo mette il lavoratore in condizione di affrontare da solo situazioni che richiedono una consapevolezza della situazione e una presa di decisione, a fronte di eventi più o meno anomali legati al processo lavorativo e alla sua sicurezza;

– la terza criticità è collegata ad aspetti di natura psicologica e sociale che possono avere importanti ripercussioni sullo stato di benessere del lavoratore: ed è il tema dello stress legato alla specifica condizione del sentirsi da solo” sia per “la mancanza di contatto con i colleghi ” sia per la percezione di mancanza di aiuto in caso d’infortunio o di situazione critica:

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Requisiti relativi alle persone tenute a lavorare da sole

Non sono idonee o lo sono solo a determinate condizioni le persone che:

– “sono insicure nei lavori di gruppo;

– hanno paura in posti di lavoro in cui devono lavorare da sole;

– soffrono di disturbi psichici o malattie mentali;

– presentano disturbi della concentrazione;

– sono soggette a capogiri, svenimento, crisi epilettiche, paralisi, dispnea, asma, ecc;

– sono affette da malattie dell’apparato circolatorio o metaboliche (malattie cardiache, ipertensione, diabete);

– hanno una dipendenza patologica da alcool farmaci, droghe;

– sono sotto l’effetto di farmaci sedativi o stimolanti;

– soffrono di determinate allergie (ad es. alle punture di insetti)”.

Immagine correlata MEDICINA DEL LAVORO TECO MILANO

SEGNALIAMO QUI UNA INTERESSANTE GUIDA DELLA SUVA SUL LAVORO IN SOLITARIO

LA GUIDA SUVA ” LAVORARE DA SOLI PUO’ ESSERE PERICOLOSO “

liberamente tratto da edilone.

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TALCO, AMIANTO E TUMORE DELLE OVAIE

fonte: dottnet.it

L’asbesto (amianto) presente nel suo talco sarebbe responsabile del cancro alle ovaie

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Johnson & Johnson deve pagare circa 4,7 miliardi di dollari fra danni compensativi e punitivi alle donne che puntano il dito sull’asbesto (amianto) presente nel suo talco come responsabile del loro cancro alle ovaie. A deciderlo una giuria di St. Louis al termine di un processo durato cinque settimane durante il quale ha avuto modo di ascoltare decine di esperti. Johnson & Johnson, però, non ci sta e annuncia che farà appello. Non è il primo processo che vede imputata la multinazionale americana per questo tipo di danno.

Risultati immagini per TALCO E CANCRO OVAIE TECO MILANOLa giuria di St.Louis ha stabilito prima i danni compensativi fissandoli a 550 milioni di dollari, ovvero circa 25 milioni per ognuna delle 22 donne rappresentate nel caso. Poi, dopo essersi riunita nuovamente per un’ora, ha deliberato i danni punitivi quantificandoli in 4,14 miliardi, portando così il totale a 4,69 miliardi di dollari. Nel corso del processo, uno degli oltre 9.000 fronteggiati sinora dal colosso farmaceutico per il borotalco, il legale delle 22 donne che hanno rivelato di essere affette di cancro alle ovaie ha usato parole dure contro il gruppo: sapeva che i suoi prodotti al talco contenevano asbesto e ha nascosto l’informazione, difendendo l’immagine del borotalco per bambini come la “sua mucca sacra”, ha detto Mark Lanier. Johnson & Johnson – ha aggiunto – ha truccato i test per evitare di mostrare la presenza di asbesto, ha aggiunto.

Il verdetto, che è costato una flessione al titolo in una seduta invece positiva, “è il prodotto di un processo fondamentalmente ingiusto”, afferma Carol Goodrich, portavoce di J&J. I prodotti della società non contengono asbesto e non causano cancro alle ovaie, aggiunge Goodrich:

Risultati immagini per TALCO E CANCRO OVAIE TECO MILANO“i diversi errori presenti in questo processo sono stati peggiori di quelli nei precedenti processi che sono poi stati capovolti”.In effetti il legame fra talco, asbesto e tumore ovarico è tutt’ora oggetto di studi e riflessioni: “non c’è ad oggi una correlazione scientificamente provata tra utilizzo di talco e insorgenza di tumore all’ovaio, ma è invece scientificamente noto come l’asbesto sia un agente fortemente cancerogeno”, afferma il direttore dell’Unità di Oncologia dell’Istituto nazionale tumori Regina Elena di Roma, Francesco Cognetti.   “Esiste una correlazione scientifica accertata – spiega Cognetti – tra l’esposizione all’amianto, o asbesto, e l’insorgenza di alcuni tumori come il mesotelioma pleurico o peritoneale, ma ad oggi non ci sono prove scientifiche di una correlazione diretta causa-effetto tra esposizione ad asbesto e tumore ovarico”.

Immagine correlata TECO MILANO TALCO E OVAIE

La mancanza di una correlazione diretta tra talco e tumore ovarico è sottolineata anche dall’Associazione italiana per la ricerca sul cancro (Airc): “Chi ha fatto uso, nel passato, di talco a livello genitale – si legge sul sito dell’associazione – non ha particolari ragioni per allarmarsi. Volendo però applicare il principio di precauzione – avverte – è possibile suggerire di evitare l’uso di talco a livello perineale ed endovaginale”.

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REALTA’ AUMENTATA IN CANTIERE

La realtà aumentata  entra in cantiere con lo smart helmet.

La società  Daqri  ha prodotto Smart Helmet ovvero un elmetto 4.0 ; la realtà aumentata entra in cantiere. Non ha la comodità di alcuni futuribili “smart glass” ma ha il vantaggio di essere un prodotto in fase concreta di sviluppo e tra l’altro con una certa potenza elaborativa.Daqri augmented reality helmet teco milano cantieri

Rispetto ad altre soluzioni, lo Smart Helmet è studiato in modo specifico per applicazioni industriali, quindi il suo aspetto decisamente poco “stylish” e il costo elevato (la stima è intorno ai 15 mila dollari) hanno una importanza relativa rispetto ai vantaggi che può portare. In campo architetturale il collegamento con un sistema BIM è solo il primo passo, spiegano i suoi sviluppatori, perché le informazioni a cui può accedere sono potenzialmente di ogni tipo.Daqri augmented reality helmet teco milano cantieri

Dal punto di vista tecnico lo Smart Helmet è un vero e proprio computer da indossare. Integra un processore Intel Core m7, necessario per gestire le applicazioni di realtà aumentata dando le giuste prestazioni.

Dispone poi di tre videocamere: una con un ampio campo di inquadratura (166 gradi) per valutare l’ambiente dove si muove chi indossa il casco, una Intel RealSense per la valutazione delle distanze e una termica.Daqri augmented reality helmet teco milano realtà aumentata cantiere

Il display su cui vengono proiettate le informazioni in AR è progettato per essere particolarmente resistente, adatto alle applicazioni industriali.

L’interfaccia di controllo dello Smart Helmet è completamente a mani libere perché un controllo muovendo le mani davanti alla telecamera non è stato giudicato  nè abbastanza affidabile nè praticabile in ambienti a rischio come i cantieri.Immagine correlata teco milano realtà aumentata cantiere

A fare da “mouse” è lo sguardo  di chi indossa il casco:  Si seleziona l’oggetto  che viene “fissato”  per qualche secondo  .

Risultati immagini per smart helmet daqri construction teco milano realtà aumentata cantiere

Lo Smart Helmet è ancora in fase di sviluppo ma sono già in corso i primi test sul campo nei cantieri. Il sistema è stato integrato con Autodesk BIM 360, ma va considerato  soprattutto una piattaforma per nuove sviluppare applicazioni di qualsiasi genere.

Video:

liberamente tratto da http://www.01net.it

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LA SICUREZZA SUL LAVORO NEI “GREEN JOBS”

“Green Jobs”: Impatto sulla Salute e Sicurezza dei Lavoratori” – Le indicazioni dell’INAIL

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Segnaliamo un nuovo documento redatto dall’INAIL dal titolo di Green jobs impatto sulla salute e la sicurezza dei lavoratori . Si tratta di un opuscolo redatto dall’Inail  per approfondire  i problemi della salute e della sicurezza  sui luoghi di lavoro in ambiti produttivi ed industriali quali quelli della cosidetta GREEN ECONOMY .In particolar modo sono indicati dall’INAIL le problematiche di safety  relative alla produzione di energie rinnovabili caratterizzate da processi produttivi e prodotti più sostenibili con nuove tecnologie che tuttavia possono far emergere nuove problematiche e generare profili di rischio diversi rispetto ai tradizionali per la salute e per la sicurezza dei lavoratori coinvolti.

 

Ecco un  estratto della Tabella 1 realizzata dall’Inail.

tabella sui rischi e pericoli delle energie rinnovabili

LINK  – GREEN JOBS: IMPATTO SULLA SALUTE E SICUREZZA DEI LAVORATORI PDF

IMPLICAZIONI PER LA SALUTE E LA SICUREZZA DEI LAVORATORI

L’utilizzo delle rinnovabili e la diffusione delle tecnologie legate all’ambiente hanno sicuramente conseguenze positive per la qualità della nostra vita, ma non devono far dimenticare l’attenzione alla salute ed alla sicurezza sul lavoro.

Immagine correlata GREEN JOBS TECO MILANO

Quando pensiamo alla parola ‘verde’ di solito facciamo riferimento ai prodotti e servizi ‘verdi’ che sono più sicuri rispetto ai prodotti o servizi che vanno a sostituire, ma purtroppo ciò non è sempre vero. Infatti, oltre ai rischi comunemente conosciuti negli ambienti di lavoro (es. elettrico, chimico, biologico, ecc.), i lavoratori occupati nel settore verde possono essere esposti a nuovi rischi che potrebbero non essere stati precedentemente individuati.Risultati immagini GREEN JOBS TECO MILANO

Ciò è dovuto, ad esempio, all’introduzione di nuove tecnologie, nuove sostanze e procedimenti di lavoro, nuove forme di occupazione e di organizzazione del lavoro. In alcuni casi possiamo avere combinazioni di più rischi, come nell’installazione di pannelli solari, in cui il rischio elettrico si combina con il rischio di lavorare in altezza (Tabella 1). 

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AUMENTANO I DECESSI DA AMIANTO NEL 2017

AUMENTANO I MORTI PER LA PREGRESSA ESPOSIZIONE AD AMIANTO

DA AGENSIR.IT

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A causa di malattie causate dall’esposizione all’amianto “solo in Italia, ogni anno, perdono la vita non meno di 6.000 persone, e tale trend è destinato ad aumentare per i prossimi anni, fino a raggiungere il picco massimo tra il 2025 e il 2030, per poi iniziare una lenta decrescita”.

Le stime dell’Osservatorio nazionale sull’amianto (Ona) per il 2017, “confermano il trend in aumento, sia in ordine alle diagnosi, che, purtroppo, per i decessi”. In particolare nell’ultimo anno 1.900 nuovi casi di mesotelioma e 1.800 decessi, 3.500 decessi per tumori del polmone causati dall’amianto e 600 decessi per asbestosi.

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Sono alcuni dei dati contenuti nel “Libro bianco delle morti di amianto in Italia” presentato questa mattina a Roma per iniziativa dell’Osservatorio nazionale amianto (Ona).Risultati immagini per morti amianto teco milano

Tra i numeri contenuti nel volume, anche quelli relativi all’amianto ancora da bonificare in Italia: 32 milioni di tonnellate (di cui almeno 36,5 milioni di metri quadrati di coperture) di amianto compatto e 8 milioni di tonnellate di amianto friabile. I siti industriali contaminati “con notevole presenza di materiali di amianto” sono circa 50mila mentre gli edifici (pubblici e privati) sono 1 milione. Altri dati riguardano scuole (non meno di 2.400 quelle con presenza di amianto), biblioteche ed edifici culturali (almeno 1.000), ospedali (250, ma la mappatura è ancora in corso), rete idrica (l’Ona stima 300mila chilometri di tubature) e siti di interesse nazionali (40 di cui 10 solo con amianto come Fibronit di Broni e Bari ed Eternit di Casale Monferrato).Risultati immagini per amianto rimozione

“Le Regioni e le Asl – si legge nel volume – ne hanno invece censiti soltanto 370.000” mentre “sono stati bonificati soltanto 6.869 edifici, su un totale sottostimato di 265.213, tra edifici pubblici e privati”. Secondo Ezio Bonanni, autore del “libro bianco” e presidente di Ona, “questi ritardi determinano la perdurante esposizione ambientale e lavorativa, a polveri e fibre di amianto, ancora a 26 anni dall’entrata in vigore della legge 257/92” prolungando la “strage di lavoratori e cittadini”.

Risultati immagini morti amianto teco milano

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L ‘INQUINAMENTO INCREMENTA IL DIABETE

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Da scienze.fanpage.it

L’inquinamento atmosferico, compresi i valori dentro i limiti stabiliti dal’organizzazione mondiale della sanità (OMS), aumenta il rischio dell’insorgenza di diabete nella popolazione. Il rischio sembra particolarmente elevato nei paesi in via di sviluppo che non hanno ancora politiche precise, per intervenire contro l’aumento delle polveri nell’aria.

Immagine correlataL’inquinamento atmosferico, anche quello moderato, è collegato da una ricerca all’insorgenza del diabete e per questo, secondo i ricercatori, vanno irrigiditi i parametri di controllo sull’aria che respiriamo. I medici della Washington University School of Medicine di St. Louis e con il contributo del Veterans Affairs (VA) St. Louis Health Care System, messi sulla buona strada da alcune ricerche precedenti, hanno studiato l’influenza che ha l’inquinamento dell’aria nell’aumentare dei casi di diabete, una delle maggiori cause di mortalità e di malattia nel mondo. Si pensa che l’inquinamento riduca la produzione di insulina, impedendo al corpo di convertire il glucosio nel sangue in energia, facendo insorgere la malattia.

Immagine correlataStudio.  I  ricercatori  hanno assimilato i dati delle schede mediche di 1,7 milioni di veterani dell’esercito americano e del Global Burden of Disease, uno studio annuale sull’impatto delle malattie sulla salute mondiale. Successivamente hanno incrociato, con dei modelli statistici, questa moltitudine di informazioni con i dati presi dal controllo dell’aria dell’agenzia di monitorazione dell’ambiente E.P.A. e della N.A.S.A. con i suoi satelliti, calcolandone l’inquinamento assorbito.

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Scoperte. La popolazione dei paesi più poveri e più inquinati rischia con maggiori percentuali di ammalarsi di diabete. A causa della mancanza di risorse e di politiche per contrastare l’inquinamento atmosferico, in paesi come India, questo fattore di rischio è molto più determinante. Lo studio odimostra, che anche respirare livelli medio-bassi di inquinamento, incide sulla salute delle persone. Il 21% del campione di veterani esposti ad un livello compreso tra 5 e 10 microgrammi per metro cubo d’aria hanno contratto la malattia. Quando l’esposizione aumenta da 11,9 a 13,6 microgrammi per metro cubo di aria, il 24% del gruppo ha sviluppato il diabete. Una differenza del 3% può apparire piccolissima, ma rappresenta un aumento da 5.000 a 6.000 nuovi casi di diabete per 100.000 persone in un anno.

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Conclusioni. Si stima, che a causa dell’inquinamento, ci sono stati 3,2 milioni di nuovi casi nel mondo, circa il 14% del totale. “La nostra ricerca mostra un legame significativo tra inquinamento atmosferico e diabete a livello globale”, ha dichiarato Ziyad Al-Aly, autore senior dello studio e assistente professore di medicina presso la Washington University.

Risultati immagini per inquinamento “Abbiamo riscontrato un aumento del rischio, anche a bassi livelli di inquinamento atmosferico attualmente considerati sicuri dall’Agenzia per la protezione ambientale degli Stati Uniti (EPA) e dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS). Questo è importante, perché molti gruppi di pressione del settore sostengono che i livelli attuali sono troppo rigidi e dovrebbe essere più morbidi: le prove dimostrano che i livelli attuali non sono ancora sufficientemente sicuri e devono essere rafforzati”.

Risultati immagini per inquinamento

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PROMUOVERE LA SALUTE DEI LAVORATORI ANZIANI

L’età media della popolazione è in aumento in tutti i Paesi europei sin dagli anni sessanta.

Molti paesi hanno realizzato e mantenuto a lungo politiche per facilitare l’uscita precoce dal mercato del lavoro senza considerare questo fenomeno.

La brusca inversione di questa tendenza negli ultimi anni, per motivazione legate al bilancio pensionistico , ha determinato un improvviso aumento dell’età della forza lavoro:  Purtroppo a questa situazione  non ha corrisposto un cambiamento di modi e posti di lavoro. Molti  lavoratori anziani  sono chiamati a svolgere lavori progettati per i giovani e ciò rende la promozione della salute non più un’opzione, ma un obbligo sociale.

L’analisi delle esperienze di promozione della salute per i lavoratori anziani condotte in 10 Paesi europei tra il 2000 e il 2015, indica che tali iniziative sono distribuite in modo molto eterogeneo, non solo per il numero ma anche per la qualità dei progetti.

La maggior parte delle iniziative ha riguardato l’Europa Centrale, segue l’Europa dell’Est e infine i Paesi del Mediterraneo. L’analisi di dettaglio degli studi indica che la maggior parte degli interventi ha seguito un modello tradizionale, basato sulla ricerca di sintomi e segni di malattia piuttosto che su indicatori positivi di salute.

 
Il volume ci racconta le esperienze dei lavoratori anziani in dieci stati europei nel  periodo 2000 -2015. Il prof Magnavita offre ai lettori tutte le informaIini e i dati su cui riflettere.
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INFORTUNI NEL SETTORE MARITTIMO

LA NUOVA PUBBLICAZIONE INAIL SUGLI INFORTUNI DEL LAVORO  NEL SETTORE MARITTIMO   E’ DISPONIBILE IN RETE.

Risultati immagini per LAVORO MARITTIMO TECO MILANO

INFORTUNI SUL LAVORO NEL COMPARTO MARITTIMO

L’Inail presenta una ricerca sugli infortuni marittimi, indagando le cause di infortuni più frequenti, le protezioni possibili ed un confronto con il modello di prevenzione europeo

Risultati immagini per LAVORO MARITTIMO

Le cause degli infortuni si riferiscono  in parte alle caratteristiche strutturali del natante e, in parte, alle specifiche attività svolte a bordo: l’analisi prende considera sia le navi per il trasporto merci che quelle per  il trasporto passeggeri . in quest’ultimo caso le scale bagnate sono fra le principali cause di infortunio.
Ricordiamo che gli infortuni più frequenti riguardano infatti  scivolamenti e cadute in piano e dall’alto. Spesso da questi infortuni deriva l’inabilità permanente del lavoratore

Risultati immagini per LAVORO MARITTIMO

INAIL  ha condotto un’analisi degli infortuni nel settore marittimo-portuale, anche nel quadro di una collaborazione con gli enti competenti, allo scopo di approfondire le problematiche della sicurezza sul lavoro.

Immagine Lavoratori del Mare

INFORTUNI SUL LAVORO NEL COMPARTO MARITTIMO

L’analisi è effettuata sulla base dei dati derivanti da due fonti informative: le schede di rilevazione degli infortuni subiti dai lavoratori marittimi indirizzate alle Capitanerie e l’archivio Infor.Mo che riposta le informazioni sui fattori causali evidenziati nel corso delle inchieste infortuni condotte dalle Asl. Nel report è presente anche una sintetica descrizione del profilo di rischio nel settore marittimo-portuale.

Prodotto: Volume

Edizioni: Inail – 2018
Disponibilità: Consultabile anche in rete
Info: dcpianificazione-comunicazione@inail.it

https://www.inail.it/cs/internet/docs/alg-pubbl-infortuni-lavoratori-del-mare.pdf

fonte INAIL

 

 

HEAT -SHIELD – ALLERTA CALDO: CONVEGNO INAIL A ROMA IL 21/06/2018

Progetto HEAT-SHIELD: sistema di ALLERTA CALDO per i lavoratori
del settore agricolo e altri ambiti occupazionali

Risultati immagini per heat shield inail

HEAT -SHIELD – ALLERTA CALDO:

sede INAIL di P. le Pastore- Roma
giovedì 21 giugno 2018 ore 9.00-13.30

INAIL – UNIFI CIBIC – Ibimet – CeRIMP

PROGRAMMA

Scaletta degli interventi

9:00-10:00 Registrazione dei partecipanti e somministrazione del questionario “Percezione del rischio caldo in ambito lavorativo

10:00-10:15 Introduzione ed apertura dei lavori
S. OrlandiniUNIFI / S. IavicoliINAIL

Progetto HeatShield

10:15-10:30 Il progetto “Heat-Shield”: Effetti del caldo sulla salute e produttività dei lavoratori
N. MorrisCETRI

10:30-10:45 Piattaforma previsionale del rischio da caldo fino ad un mese dedicata al settore occupazionale
M. MorabitoIBIMET-CNR

10:45-11:00 Casi studio per la valutazione degli effetti del caldo sui lavoratori e la calibrazione del sistema previsionale
A. MesseriCIBIC-UNIFI

11:00-11:15 Pausa e ritiro del questionario “Percezione del rischio caldo in ambito lavorativo”

Stakeholders

11:15-11:30 La ricerca epidemiologica per la prevenzione dei rischi connessi al caldo in ambito lavorativo
A.Marinaccio, M BonafedeINAIL

11:30-11:45 Esperienza di valutazione dello stress termico dei lavoratori agricoli nelle serre
V. Molinaro, S. Del FerraroINAIL

11:45-12:00 Condizioni climatiche e salute nei siti industriali contaminati: prospettive di ricerca
P. CombaISS

12:00-12:30 Interventi di stakeholders del settore agricolo e delle costruzioni
CIA, LegaCoop Agroalimentare, FORMEDIL

12:30-13:00 Fase interattiva con somministrazione di un questionario di valutazione
A. Baldasseroni, M. LeviCeRIMP

13:00-13:30 Discussione e conclusione dei lavori
S. OrlandiniUNIFI / S. IavicoliINAIL

Segreteria organizzativa: Alessandro Messeri
Tel +39 055/3288257 – 055/5226041
Email: alessandro.messeri@unifi.it

scarica la locandina

Immagine correlata

HEAT -SHIELD – ALLERTA CALDO:

Il cambiamento climatico sta determinando un costante incremento della frequenza e dell’intensità delle ondate di calore che tendono anche a divenire sempre più precoci.

Il continente europeo in generale, e l’area mediterranea in particolare, appaiono maggiormente interessate.

Gli effetti dell’incremento termico si manifestano anche sulla salute della popolazione e in particolare sulle categorie più vulnerabili.

Immagine correlata

HEAT -SHIELD – ALLERTA CALDO:

I

l comparto occupazionale rientra a pieno titolo tra tali categorie, in riferimento anche all’incremento dell’età media dei lavoratori ed alla sempre maggiore presenza di lavoratori stranieri che, sia per problemi culturali, sia per problemi legati all’adattamento, risultano estremamente vulnerabili.

Inoltre, soprattutto i lavoratori del settore agricolo e delle costuzioni, si trovano spesso ad operare in condizioni climatiche potenzialmente rischiose per la salute, caratterizzate da esposizione diretta e prolungata alla radiazione solare, temperature elevate e spesso associate ad alti tassi di umidità dell’aria.

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HEAT -SHIELD – ALLERTA CALDO:

Tali condizioni, soprattutto se persistenti e associate a intense attività fisiche, spesso effettuate con indumenti poco traspiranti, possono determinare varie complicanze per la salute.

L’UE è sempre più sensibile alla tutela della salute dei lavoratori dai rischi connessi al cambiamento climatico ed il Progetto Horizon 2020 “Integrated inter-sector framework to increase the thermal resilience of European workers in the context of global warming” (HEAT-SHIELD) mira all’individuazione di soluzioni tecnologiche innovative, misure preventive e linee guida comportamentali specifiche per i lavoratori e finalizzate alla tutela della loro salute dai rischi connessi alle elevate temperature.

Al fine di raggiungere tale obiettivo, il progetto prevede la realizzazione di una piattaforma previsionale specifica per il rischio caldo per l’intera Europa, ed indirizzata a cinque settori produttivi: agricolo, costruzioni, trasporti, turismo e manifatturiero.

Il sistema previsionale fornirà all’utente una previsione personalizzata del rischio da caldo con suggerimenti dettagliati fino a 5 giorni. Questa previsione di dettaglio sarà calibrata in funzione delle caratteristiche antropometriche del soggetto, del vestiario indossato, dell’intensità dello sforzo, del livello di acclimatazione e dell’ambiente in cui viene svolto il lavoro (esposti al sole o in zone d’ombra o interne non climatizzate). Tale informazione sarà associata a linee guida comportamentali (es.: quantità di acqua da assumere e pause consigliate) ed in aggiunta verrà fornita anche una tendenza probabilistica del rischio da caldo con previsioni fino a 46 giorni, utile per una migliore pianificazione e programmazione delle attività nel lungo periodo.

Risultati immagini per caldo lavoratori sole

HEAT -SHIELD – ALLERTA CALDO:

Il workshop ha come scopo principale quello di presentare lo stato di avanzamento dei lavori, per discutere pregi e difetti dell’approccio adottato nell’ambito del Progetto e soprattutto per favorire il contatto diretto con i possibili usufruitori del servizio (lavoratori, datori di lavoro, enti pubblici, ecc.). Questo in vista della predisposizione di bozze di linee guida (LG) che dovranno essere proposte all’attenzione della Commissione dell’Unione Europea e che potranno divenire provvedimenti comunitari con l’obiettivo di fronteggiare l’impatto degli incombenti cambiamenti climatici sui lavoratori.

 

da http://www.ciip-consulta.it

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STRESS LAVORO CORRELATO E PATOLOGIE CARDIACHE

Come lo stress può influenzare il nostro cuore

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STRESS LAVORO CORRELATO E PATOLOGIE CARDIACHE

I lavori stressanti sono legati alle anomalie del ritmo cardiaco .

Aumenta del 48 %il pericolo di una fibrillazione atriale 

 

Professioni troppo stressanti con un carico psicologico elevato e dalla sensazione di avere scarso controllo sulla situazione lavorativa potrebbero aumentare il rischio di aritmie e fibrillazione atriale.

Lo rivela uno studio pubblicato sull’European Journal of Preventive Cardiology da Eleonor Fransson, dell’università di Jönköping in Svezia. La fibrillazione atriale è una patologia subdola e pericolosa, soprattutto aumenta del 30% il rischio di ictus.

I sintomi principali sono palpitazioni, vertigini, svenimento, dolore toracico, debolezza, difficoltà di respirazione, ansia.

Si stima che entro il 2030  nell’Unione Europea saranno diagnosticate ogni anno 120.000-215.000 nuove diagnosi di aritmie . 

Gli esperti hanno monitorato per oltre 5 anni la salute di 13.200 lavoratori, tutti sani all’inizio dello studio. i lavoratori sono stati suddivisi in gruppi a seconda del livello di stress percepito da ciascuno in ambito professionale.

Lo stress da lavoro è stato valutato con domande  di valutazione del carico psicologico individuale e della percezione di avere controllo sulla propria situazione lavorativa. Nel corso dello studio sono state effettuate 145 diagnosi di fibrillazione atriale.

Gli epidemiologi svedesi hanno stimato che i lavori più stressanti (alto carico emotivo/psicologico e sensazione di scarso controllo) si associano ad un aumento del rischio di fibrillazione del 48% e suggeriscono che i datori di lavoro dovrebbero prendere delle misure adeguate per arginare lo stress associato in particolare ad alcune professioni.

fonte: European Journal of Preventive Cardiology

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