Novità

Chi sono i lavoratori fragili: i chiarimenti nella circolare del ministero del lavoro e della salute

A una settimana dalla riapertura delle classi (non in tutta Italia, a dir la verità), ancora non è possibile calcolare il numero di cattedre che resteranno scoperte. Moltissimi insegnanti, infatti, non vorrebbero tornare a lavoro, appellandosi a “situazioni di particolare fragilità” del loro stato di salute. Un concetto introdotto con il Protocollo condiviso del 29 aprile scorso e che consentirebbe ai lavoratori a rischio di non tornare a lavoro.

Una definizione, quella di “situazioni di particolare fragilità“, un po’ troppo ambigua e che è stata chiarita in una circolare congiunta dal ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e della Salute. Una circolare che, ovviamente, riguarda tutte quelle categorie di lavoratori che possono essere considerate a rischio a causa del Covid-19, ma che diventa di particolare rilievo per quel che riguarda gli insegnanti. Dalla lettura e dall’interpretazione della circolare dei due dicasteri, infatti, sarà possibile capire quanti insegnanti potranno scegliere di non tornare in classe e chi, invece, dovrà tornarci.

Il punto sui lavoratori fragili | FLC CGIL NAPOLI

Lavoratori fragili: la sola età non è un dato sufficiente

 

La circolare si è resa necessaria per chiarire e “aggiornare” il concetto di “situazione di particolare fragilità” applicata al mondo lavorativo. Nel protocollo di aprile, i soggetti a rischio erano individuati in base all’età (più di 55 anni) e alla presenza di co-morbilità che, in caso di infezione da SARS-CoV-19, avrebbero potuto portare a un aggravamento dello stato di salute del lavoratore.

Nella circolare, dopo aver analizzato le ultime evidenze statistiche sui contagiati, i tecnici del ministero del Lavoro e del ministero della Salute specificano che la sola età non è un dato sufficiente a stabilire la “situazione di particolare fragilità”.

Cosa vuol dire “situazioni di particolare fragilità”: la spiegazione del ministero

Ricordiamoci di tutti: prepariamoci al rientro in azienda con un occhio di riguardo per ciascun lavoratore

“Non è rilevabile alcun automatismo – si legge nella circolare – fra le caratteristiche anagrafiche e di salute del lavoratore e la eventuale condizione di fragilità; in tale contesto, la “maggiore fragilità nelle fasce di età più elevate della popolazione va intesa congiuntamente alla presenza di comorbiltà che possono integrare una condizione di maggior rischio“.

Un lavoratore può essere considerato fragile, viene specificato nella circolare, quando “condizioni dello stato di salute rispetto alle patologie preesistenti potrebbero determinare, in caso di infezione, un esito più grave o infausto”.

da https://quifinanza.it/

QUANDO L’INFEZIONE DA COVID SI MANIFESTA DIVERSAMENTE

Da Avvenire.it

Del coronavirus, ogni giorno che passa, la scienza conosce qualcosa in più. È ben chiaro, per esempio, come il Covid – di per sé una malattia dai sintomi lievi nella stragrande maggioranza di chi ne viene contagiato – possa diventare pericoloso e addirittura letale per persone con patologie pregresse importanti, per gli immunodepressi, per i diabetici, per chi soffre di obesità, per anziani e grandi anziani: un organismo meno funzionale affronta con più difficoltà un’infezione, di qualsiasi natura essa sia.

Così come – fatta eccezione per qualche ipotesi “originale”, per esempio quella di un gruppo di studiosi francesi circa il fatto che la nicotina possa bloccare la penetrazione di Sars-Cov-2 nelle cellule dell’organismo – è ormai chiaro che anche i fumatori sono più esposti al rischio che il Covid abbia esiti più severi, e non solo perché il tabacco comporta una ridotta capacità polmonare: tra le varie motivazioni ricostruite in diverse ricerche sono emerse anche quelle igieniche, dato che l’atto del fumo implica che le dita e sigarette magari contaminate siano a contatto con le labbra, aumentando la possibilità di trasmissione del virus dalla mano direttamente in bocca.

Chi porta gli occhiali

Un filone ormai abbastanza ampio di studi, tuttavia, si sta concentrando anche sulle motivazioni per cui alcune fette di popolazione risulterebbero meno a rischio di contagio da Covid. Ricerche preliminari, in alcuni casi condotte su campioni poco rappresentativi. È il caso di quella pubblicata sulla rivista scientifica Jama in queste ore e condotta dagli esperti cinesi dell’Ospedale Suizhou Zengdu. Lo studio – che ha coinvolto 276 pazienti ricoverati nella provincia di Hubei – ha scoperto che solo il 6% dei partecipanti portava occhiali da vista per più di otto ore al giorno, tutti affetti da miopia o astigmatismo. Abbastanza pochi per convincere gli studiosi che chi indossa gli occhiali da vista potrebbe correre un rischio inferiore di contrarre il Covid-19. «Non abbiamo esaminato il motivo di questo collegamento – ha spiegato l’autore dell’articolo, Xiaolin Wang Wang – ma la nostra ipotesi è che l’uso di occhiali impedisca alle persone di toccarsi gli occhi, il che riduce le possibilità di contagio». Gli occhiali, inoltre, potrebbero anche fungere da barriera parziale o sostenere meglio i lembi della mascherina, riducendo le potenziali vie d’accesso al virus.

Gli allergici

Anche gli allergici sembrerebbero essere più protetti dalle forme più gravi di Covid-19. È quanto emerso da uno studio italiano, stavolta, coordinato da Enrico Scala dell’Istituto dermopatico dell’Immacolata (Idi) di Roma e Riccardo Asero della Clinica San Carlo di Paderno Dugnano (Milano) e condotto su un campione di più di 500 pazienti ricoverati tra marzo e aprile scorso nei principali ospedali del Nord Italia (l’articolo è stato pubblicato su Allergy, la rivista scientifica dell’Accademia europea di allergologia e immunologia). Il lavoro ha dimostrato che, tra questi pazienti, i soggetti allergici sviluppano una forma meno grave di malattia (in 7 casi su 10, per l’esattezza, contro i 3 su 10 di quelli non allergici). Le ragioni in questo caso sono un po’ più complesse: nei casi più gravi l’infezione da Sars-CoV-2 scatena quella che in termini scientifici viene definita “tempesta citochinica Th1”, cui fa seguito una auto-aggressione del sistema immunitario che porta a un distress respiratorio acuto (Ards) e a una insufficienza multiorgano, il cui risultato finale è la morte. Ebbene, i pazienti allergici sono invece geneticamente predisposti a generare una risposta immuno-mediata di tipo differente: Th2. Questa risposta non implica l’espressione delle principali citochine coinvolte nell’Ards.

Il gruppo sanguigno

Ancora: correrebbero meno rischi di contrarre il Covid anche le persone con il gruppo sanguigno 0. È quanto dimostrano i risultati preliminari di uno studio della società di test genetici 23andMe, che ha confermato quanto verificato sul campo anche da molti medici di Wuhan. Ad aprile, i ricercatori hanno iniziato a fare dei test per aiutare gli scienziati a comprendere meglio come la genetica possa influire sullo sviluppo della pandemia: i primi risultati hanno indicato che chi ha sangue di tipo 0 ha tra il 9 e il 18% in meno di probabilità di risultare positivo al Covid-19 rispetto agli altri gruppi sanguigni. Una percentuale che sale tra il 13 e il 26%nel caso dei soggetti più esposti al coronavirus, come gli operatori sanitar

PURIFICATORE D ‘ARIA INDOSSABILE LG

Da 01health

LG ha iniziato a mostrare al pubblico le novità di quest’anno del suo stand virtuale di IFA 2020, edizione dell’evento di Berlino che si tiene esclusivamente online, a partire dal nuovo PuriCare Wearable Air Purifier, prodotto che ha a che fare, come sottolinea il nome, con la purificazione dell’aria, e che presenta più di un contenuto tecnologico.

Del resto, oltre che in quelli della tecnologia e dell’elettronica di consumo, Lg è tra le aziende leader globali anche nelle soluzioni per la climatizzazione e la purificazione dell’aria. La marca sudcoreana ha potuto quindi abbinare il know-how e l’esperienza maturata in questi diversi ambiti, per lanciare il nuovo prodotto.

O meglio: al momento solo per annunciarlo, perché l’Lg PuriCare Wearable Air Purifier, ha specificato l’azienda, sarà disponibile a partire dal quarto trimestre in mercati selezionati (non è stato specificato quali).

Lg PuriCare Wearable Air Purifier

Perché Lg ha pensato di progettare un tale prodotto indossabile? È la stessa azienda a chiarirlo: con il PuriCare Wearable Air Purifier Lg intende proporre una propria soluzione al problema della scarsa qualità di alcune mascherine fai-da-te e della difficoltà di reperimento delle maschere usa e getta. La soluzione di Lg, sottolinea il produttore, impiega due filtri H13 HEPA simili a quelli utilizzati nei prodotti Lg progettati per la purificazione dell’aria domestica.

Inoltre, il purificatore d’aria indossabile di Lg dispone di un doppio ventilatore e di un sensore respiratorio brevettato che rileva il ciclo e il volume del respiro di chi lo indossa e regola di conseguenza il doppio ventilatore a tre velocità. Le ventole accelerano automaticamente per assistere l’aspirazione dell’aria e rallentano per ridurre la resistenza durante l’espirazione e rendere la respirazione più fluida.

Lg PuriCare Wearable Air Purifier

Lg PuriCare Wearable è progettato ergonomicamente per adattarsi in maniera versatile alla forma del viso e per ridurre al minimo le perdite d’aria intorno al naso e al mento: il suo design permette di essere indossato comodamente per diverse ore consecutive, assicura l’azienda produttrice. L’efficiente e leggera batteria da 820 mAh garantisce fino a otto ore di funzionamento in modalità bassa e due ore in modalità alta.

Il purificatore d’aria indossabile di Lg è anche dotato di una custodia che aiuta a mantenerne la corretta igiene tra un utilizzo e l’altro. Dotata di luci a LED UV che permettono di eliminare i germi dannosi, la custodia serve anche a caricare l’unità e inviare una notifica all’app mobile LG ThinQ, disponibile per Android e iOS, quando i filtri devono essere sostituiti per poter sempre contare sulle massime prestazioni.

SMART WATCH ECG E SATURIMETRO

Da 01health

Da quando lo smartwatch ibrido Withings ScanWatch è stato presentato, al CES 2020, molte cose sono cambiate: secondo Mathieu Letombe, CEO di Withings, le caratteristiche del dispositivo indossabile sono ora ancora più utili, alla luce dell’emergenza dovuta al Covid-19.

La pandemia Covid-19, sottolinea l’azienda francese, ha fatto sì che la comunità medica si riaggiustasse rapidamente e si focalizzasse nuovamente, offrendo opzioni di telemedicina per connettersi e monitorare i pazienti.

Oltre che per rilevare AFib e disturbi respiratori notturni, Withings mette in evidenza come lo ScanWatch possa anche essere utile per monitorare i livelli di saturazione di ossigeno nel sangue on-demand, da casa, tramite il sensore SpO2 incorporato.

Withings ScanWatch

Per assistere la comunità medica durante questo periodo, a tal proposito Withings ha anche annunciato di essere attualmente coinvolta in un’iniziativa di ricerca con il Dipartimento di Cardiologia presso l’ospedale universitario dell’Università Ludwig-Maximilians di Monaco, che sta integrando lo ScanWatch in un progetto di monitoraggio paziente Covid-19.

In un tale contesto, e per soddisfare le esigenze sia dei clienti sia dei medici, il team di Withings ha deciso di introdurre lo ScanWatch sul mercato il prima possibile, con il rilascio di settembre per l’Europa. Attualmente, ha informato Withings, ScanWatch è marcato CE per il rilevamento di AFib, sia tramite elettrocardiogramma (ECG) sia fotopletismografia (PPG), e per la misurazione di SpO2. ScanWatch attualmente può rilevare i disturbi respiratori notturni, con la piena autorizzazione CE per la funzionalità di rilevamento dell’apnea notturna prevista entro la fine dell’anno.

Withings ScanWatch

Oltre a questo, ScanWatch è un sofisticato activity tracker in grado di monitorare parametri quali passi, calorie, altitudine, percorsi di allenamento (sfruttando il GPS dello smartphone, non ne ha uno integrato); lo smartwatch può riconoscere automaticamente più di 30 attività quotidiane come camminare, correre, nuotare e andare in bicicletta. Inoltre, offre una valutazione del livello di fitness attraverso una stima basata su un indicatore denominato VO2 Max, che misura la capacità del cuore e dei muscoli di convertire l’ossigeno in energia durante l’esercizio fisico.

Lo ScanWatch di Withings è stato disegnato per adattarsi con eleganza alla vita di chiunque e presenta un design ibrido che si allontana dal look standard dei moderni smartwatch. Progettato con una cassa in acciaio inossidabile e un quadrante protetto da resistente vetro zaffiro, è dotato di un ampio display digitale e di un facile sistema di navigazione mediante una corona di nuova concezione. Inoltre, ScanWatch è water resistant fino a 5 ATM e offre una durata della batteria fino a 30 giorni.

Withings ScanWatch

ScanWatch è ora in commercio in Europa, al prezzo di 279 euro per il modello da 38 mm e 299 euro per quello da 42 mm, su withings.com, Amazon e rivenditori di elettronica di consumo selezionati; sarà disponibile negli Stati Uniti entro la fine dell’anno, dopo l’approvazione della FDA.

INAIL E MANIFESTAZIONE FIERISTICHE

Le presenti Linee di indirizzo intendono illustrare le relazioni tra i soggetti giuridici indicati nel “Decreto Palchi e fiere” e dettagliarne i relativi ruoli recependo le migliori prassi operative messe in atto nel nostro paese nelle fasi di allestimento e disallestimento di manifestazioni fieristiche allo scopo di gestire al meglio i suddetti rischi.

Immagine Manifestazioni fieristiche - Linee di indirizzo per la gestione della Salute e Sicurezza sul lavoro

Prodotto: Volume
Edizioni: Inail – 2020
Disponibilità: Consultabile solo in rete
Info: dcpianificazione-comunicazione@inail.it

AIFA : vaccinazione ai primi di ottobre

Vaccini antinfluenzali. Ecco quelli indicati per la stagione 2020-2021.

La composizione di tutti i vaccini influenzali per la stagione 2020-2021 segue le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e del Comitato per i Medicinali per Uso umano (CHMP) dell’EMA. Vista l’attuale situazione epidemiologica relativa alla circolazione di SARS-CoV-2, Aifa raccomanda di anticipare la conduzione delle campagne di vaccinazione antinfluenzale a partire dall’inizio di ottobre e offrire la vaccinazione ai soggetti eleggibili in qualsiasi momento della stagione influenzale, anche se si presentano in ritardo per la vaccinazione. LA DETERMINA AIFA

Vaccino coronavirus, chi potrà averlo in Italia e quando? - Corriere.it

04 SET – È stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la Determina dell’AIFA che autorizza l’aggiornamento, per la stagione 2020-2021, della composizione dei vaccini influenzali autorizzati secondo procedura registrativa nazionale, di mutuo riconoscimento e decentrata (Determinazione AAM/PPA N° 478/2020).

Sono inoltre autorizzati i vaccini influenzali approvati secondo la procedura registrativa centralizzata coordinata dall’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA).

La composizione di tutti i vaccini influenzali per la stagione 2020-2021 segue le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e del Comitato per i Medicinali per Uso umano (CHMP) dell’EMA.

L’AIFA, in accordo alla Circolare del Ministero della Salute del 5 giugno 2020 (“Prevenzione e controllo dell’influenza: raccomandazioni per la stagione 2020-2021”), ricorda che, per la nostra situazione climatica e per l’andamento temporale mostrato dalle epidemie influenzali in Italia, il periodo destinato alla conduzione delle campagne di vaccinazione antinfluenzale è quello autunnale, generalmente a partire dalla metà di ottobre fino a fine dicembre.
Vista l’attuale situazione epidemiologica relativa alla circolazione di SARS-CoV-2, si raccomanda di anticipare la conduzione delle campagne di vaccinazione antinfluenzale a partire dall’inizio di ottobre e offrire la vaccinazione ai soggetti eleggibili in qualsiasi momento della stagione influenzale, anche se si presentano in ritardo per la vaccinazione.

Sperimentazioni cliniche: da AIFA nuove linee di indirizzo per i consensi informati | AICE online

La protezione indotta dal vaccino comincia circa due settimane dopo la vaccinazione e perdura per un periodo di sei/otto mesi per poi decrescere. Per tale motivo, poiché i ceppi virali in circolazione possono mutare, è necessario sottoporsi a vaccinazione antinfluenzale all’inizio di ogni nuova stagione influenzale.

L’AIFA ricorda che, oltre alle misure di protezione e cura basate su vaccinazioni e all’eventuale uso di farmaci antivirali, una misura importante nel limitare la diffusione dell’influenza è rappresentata da una buona igiene delle mani e delle secrezioni respiratorie (ad esempio lavare regolarmente e frequentemente le mani con acqua e sapone; coprire la bocca e il naso con un fazzoletto quando si tossisce e starnutisce e poi gettarlo nella spazzatura; aerare regolarmente le stanze in cui si soggiorna).

L’AIFA invita a segnalare le sospette reazioni avverse che si verificassero dopo la somministrazione di un vaccino, in quanto le segnalazioni contribuiscono al monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio dei vaccini come di ogni altro medicinale.

da http://www.quotidianosanita.it/

QUARANTENA DI 7 GIORNI IN FRANCIA

Il consiglio scientifico della Francia ha dato il via libera alla riduzione da quattordici a sette giorni della durata dell’isolamento per le persone risultate positive al coronavirus: è quanto annunciato dal ministro della Salute, Olivier Véran. La decisione verrà adottata in modo formale in occasione del «consiglio Difesa di venerdì», il che «ci darà un po’ di tempo per consultare altri esperti sull’attuazione della misura», ha aggiunto il ministro su France Inter.

«Siamo più contagiosi nei primi 5 giorni dopo l’apparizione dei sintomi o che seguono la positività di un tampone. In seguito – ha spiegato Véran – la contagiosità diminuisce in modo molto netto, e dopo una settimana resta ma molto debole». L’accorciamento della quarantena favorirà «una migliore adesione» alla regola – secondo il ministro – poiché oggi «registriamo che gran parte dei francesi non rispetta la quarantena». Il Consiglio di Difesa – composto da un gruppo ristretto di ministri – viene convocato dal presidente Emmanuel Macron all’Eliseo sempre più frequentemente dall’inizio della crisi del Coronavirus.

Da il giornale di brescia

TEMPORANEO STOP AL VACCINO ASTRA ZENECA

L’azienda farmaceutica AstraZeneca, che collabora con l’Università di Oxford, sospende la sperimentazione del vaccino anti-Covid per una reazione avversa che ha sviluppato un volontario in Gran Bretagna. Lo annuncia la società, sottolineando che lo stop è “un’azione di routine che si adotta durante i test nel caso ci si trovi davanti a una reazione inspiegata”. Questo, afferma AstraZeneca, per “assicurare l’integrità del processo dei test”.

IL VACCINO RUSSO SPUTNIK FUNZIONA SECONDO LANCET

04 settembre 2020

Da rainews

Il vaccino russo Sputnik anti-Covid produce anticorpi. Lo rivela la rivista  Lancet che ha pubblicato i primi dati. Secondo quanto riportato dal gruppo di Denis Logunov, dell’Istituto nazionale di ricerca epidemiologica Gamaleya di Mosca, il vaccino avrebbe prodotto una risposta immunitaria in tutti i 76 volontari, adulti sani tra i 18 e 60 anni, coinvolti nelle fasi 1 e 2 della sperimentazione.   I risultati, riferiti a due studi condotti tra il 18 giugno e 3 agosto, mostrano che il 100% dei partecipanti ha sviluppato anticorpi contro il virus SarsCov2, senza avere gravi effetti collaterali.   A novembre parte la produzione fuori dalla Russia Il vaccino Sputnik V sarà prodotto da novembre anche fuori dai confini russi. Lo ha dichiarato il capo del Fondo russo per gli investimenti diretti (Rdif) Kirill Dmitriyev, durante un incontro con la stampa. Dichiarazione riportata da Interfax.     “Abbiamo accordi con l’India, il Brasile e molti altri Paesi, perché siamo veramente concentrati sulla possibilità di esportare questo vaccino, prodotto al di fuori della Russia, sui mercati esteri già a novembre”. Una produzione ha aggiunto Dmitriyev “grazie alla meravigliosa tecnologia sviluppata dal Gamaleya Institute”.   “Le capacità della Russia di produrre lo Sputnik V sono completamente focalizzate sul mercato russo, pertanto, l’Rdif e gli esperti russi stanno negoziando con diversi Paesi per lanciare la produzione del vaccino all’estero” ha detto Dmitriyev, secondo il quale c’è una grande domanda per il vaccino all’estero. Circa 30-40, ha detto il capo del Fondo russo per gli investimenti, i paesi che sarebbero interessati all’acquisto del vaccino. – See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Coronavirus-Lancet-il-vaccino-russo-produce-anticorpi-8f77abcb-d7c3-410c-8d7a-ba2d7e310984.html