Novità

Apple Watch per prevenire la fibrillazione atriale in Italia

Nell’ambito dell’iniziativa per la prevenzione della fibrillazione atriale denominata “Isola del Cuore”, l’Ospedale Fatebenefratelli – Isola Tiberina di Roma e la società di servizi It MMN – Magnetic Media Network hanno annunciato di aver eseguito più di 4.300 ECG in un fine settimana, con l’ausilio di smartwatch Apple Watch. L’iniziativa ha di recente ricevuto il Premio Forum PA Sanità 2019.

All’estero, soprattutto negli Stati Uniti, sono numerosi gli studi, le ricerche e i programmi incentrati sull’utilizzo dell’Apple Watch per la salute, area in cui la società di Cupertino sta impegnando molte energie e risorse. Anche in Italia non mancano le iniziative che integrano le tecnologie digitali nel settore sanitario.

Per quanto riguarda il nostro Paese, MMN – Magnetic Media Network è Apple Authorised Enterprise Reseller riconosciuto e qualificato per lo sviluppo di progetti in ambito ResearchKit e HealthKit, i framework di Apple dedicati alla ricerca e alla salute.

Apple Watch

Naturalmente, le conoscenze tecnologiche della società dell’ambito It hanno supportato l’indispensabile bagaglio di competenze dell’istituto ospedaliero romano. Questa collaborazione basata sull’utilizzo delle tecnologie wearable ha dato dunque vita a un progetto dal rilievo di livello mondiale, nell’ambito healthcare.

Grazie all’ausilio di Apple Watch e all’ambiente applicativo sviluppato ad hoc, il 12 e 13 ottobre scorsi l’iniziativa ha fatto registrare il ragguardevole risultato di oltre 4.300 ECG fatti con lo smartwatch di Cupertino, sui cittadini che hanno aderito alla campagna di prevenzione prenotando, tramite sito web o call center, il proprio screening.

Una volta arrivati alle postazioni di accoglienza, i pazienti, indirizzati da medici e volontari, hanno mostrato il QR Code identificativo generato in fase di iscrizione, indossando poi gli Apple Watch per la generazione dell’ECG.

Risultati immagini per apple watch ecg

 

Particolare attenzione, sottolineano inoltre gli organizzatori dell’iniziativa, è stata posta al trattamento dei dati personali, in accordo con le leggi attuali sulla tutela della privacy. Tramite il riconoscimento del QR Code, attraverso l’app, è stato possibile salvare i tracciati in modalità pseudo anonimizzata. Inviati successivamente su server protetti, i dati sono stati resi accessibili esclusivamente al personale medico incaricato di generare i referti, che sono stati poi resi disponibili sulla piattaforma online dell’ospedale o agli sportelli adibiti alla consegna.

In un nota Stefano Michelini, Direttore Ospedale Fatebenefratelli – Isola Tiberina di Roma, ha affermato che “La fibrillazione atriale è la forma più grave di aritmia, molto spesso asintomatica, per questo ancor più pericolosa. Colpisce 850.000 soggetti ogni anno, soprattutto donne oltre i 65 anni di etàStili di vita sempre più sedentari, fumo e alimentazione poco sana sono tra i fattori che aumentano il rischio di aritmie anche nei soggetti più giovani”.

Damiano Airoldi, Fondatore e CEO di Magnetic Media Network, ha così commentato l’iniziativa: “Il 12 e 13 ottobre è successo qualcosa di veramente unico. Siamo onorati di aver partecipato a questa iniziativa e il Premio Forum PA Sanità 2019 ottenuto a inizio novembre è la conferma del suo successo. La tecnologia sta trasformando il modo di fare prevenzione, ricerca e cura nell’Healthcare. Dispositivi e applicazioni innovative permettono agli ospedali e ai centri di ricerca di essere più efficienti. Tutti accedono a un nuovo modo di comunicare che semplifica la raccolta dei dati e agevola l’aderenza alle cure. In ospedale, come a casa, il monitoraggio continua senza interruzioni e il digitale diventa un supporto prezioso alla prevenzione. La tecnologia consente anche di fare ricerca clinica d’avanguardia e di condividere informazioni in modo più strutturato, senza dimenticare il tema della sicurezza dei dati. Così, i medici possono ottenere e analizzare informazioni preziose, come mai prima. Il nostro obiettivo è quello di far conoscere i progressi e le potenzialità di queste tecnologie a ospedali e aziende, realizzando ciò che già in altri Paesi del mondo sta rivoluzionando l’Healthcare con risultati mai visti in precedenza”.

Da https://www.01health.it/
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GUIDA OHS AL CONTROLLO DELLE DOCCE OCULARI DI EMERGENZA

Lo standard americano ANSI/ISEA Z 358.1 del 2014 indica i requisiti di posizionamento, funzionalità e manutenzione per docce di emergenza e colliri . Nella sua forma attuale, è lo strumento più chiaro e utile per proteggere i lavoratori da lesioni agli  occhi,  al viso e al corpo provocati da materiali corrosivi per fuoriuscite , schizzi etc.

La norma prevede che vengano condotti test rigorosi su base regolare per garantire  il corretto funzionamento delle apparecchiature  in caso di incidente. È però evidente che la conformità non è una condizione valida  una volta all’anno o una volta al mese in occasione dei controlli ma deve essere un requisito di tutti i giorni. Di conseguenza, lo standard ANSI / ISEA Z358.1-2014 richiede docce di emergenza e colliri  verificati  ​​settimanalmente e valutati più approfonditamente una volta all ‘anno. Questo requisito è stabilito nelle sezioni tra cui 4.6.2, 4.6.5.

Purtroppo sul campo questi dispositivi di emergenza per gli occhi sono controllati più superficialmente rispetto ad altri almeno per quel che concerne la cura della manutenzione . È ovvio che non si può accettare che vi sia una classifica nella cura dei dispositivi di sicurezza . Negli Stati Uniti gli aumenti dell’OSHA dell’80 per cento delle sanzioni per queste violazioni sul controllo dei dispositivi di lavaggio oculare e delle attrezzature per le docce di emergenza  hanno comportato sanzioni per oltre $ 100.000.

Requisiti di prestazione minimi settimanali ANSI
La norma stessa prevede tre requisiti minimi per le ispezioni settimanali:

1. L’attrezzatura di emergenza deve essere attivata settimanalmente. (È necessario attivare ogni componente dell’attrezzatura.)

2. L’attivazione deve garantire il flusso di acqua verso la (e) testa (e) del dispositivo. (Questo sarebbe sia per il colliri o il lavaggio occhi / viso, sia per il soffione.)

3. La durata dell’attivazione deve essere sufficiente a garantire che tutta l’acqua stagnante venga scaricata dall’unità stessa e da tutte le sezioni delle tubazioni che non fanno parte di un sistema di circolazione costante, noto anche come porzioni di “gamba morta”. (La durata è determinata dalla lunghezza della tubazione in cui potrebbe trovarsi acqua stagnante prima che raggiunga la testa o le teste dell’unità.)

Oltre all’elenco di controllo delle prestazioni minime settimanali sopra indicato richiesto da ANSI / ISEA, si consiglia di eseguire controlli funzionali settimanali aggiuntivi. Lo scopo di questi controlli aggiuntivi è quello di garantire che l’apparecchiatura funzioni correttamente e sia in grado di fornire un pronto soccorso adeguato in caso di emergenza.

Accesso

Il percorso  verso l’area  di sicurezza deve essere libero da ostacoli. Ciò potrebbe includere la presenza di tubi, scatole e porte. (Sezioni 4.5.2, 5.4.2, 6.4.2, 7.4.2)
Doccia

La doccia deve erogare un minimo di 75 galloni (75 galloni) al minuto. (Sez. 4.1.2, 4.1.4, 7.1)
La valvola deve passare da “off” a “on” in un secondo o meno e il fluido di lavaggio deve rimanere attivo senza l’uso delle mani dell’operatore. (Sez. 4.2, 7.1)
Lavaggio oculare / occhi / viso

Le prese devono essere protette da contaminanti presenti nell’aria. (Le coperture antipolvere devono essere in posizione.) (Sez. 5.1.3, 6.1.3, 7.1)
La valvola deve passare da “off” a “on” in un secondo o meno e il fluido di lavaggio deve rimanere attivo senza l’uso delle mani dell’operatore. (Sez. 5.2, 6.2, 7.2)
Il fluido di lavaggio di un collirio o di un lavaggio per occhi / viso deve coprire le aree tra le linee interne ed esterne di un manometro in un punto a meno di 20 cm (8 pollici) sopra l’ugello per il lavaggio degli occhi. (Sez. 5.1.8, 6.1.8, 7.1)
Deve fornire un mezzo di flusso controllato ad entrambi gli occhi contemporaneamente a una velocità abbastanza bassa da non essere dannoso. (Sez. 5.1.1, 6.1.1, 7.1)

Unità di combinazione

I componenti dell’unità devono essere in grado di funzionare contemporaneamente. (Quando viene attivato il lavaggio oculare o il lavaggio occhi / viso, quindi viene attivata la doccia.) (Sez. 7.3, 7.4.4)

Temperatura

Il liquido per la doccia oculare deve essere  tiepido. L’intervallo di temperatura richiesto è tra 16 ° C e 38 ° C (60 ° F – 100 ° F). (Sez. 4.5.6, 5.4.6, 6.4.6, 7.4.5)

Doccia idraulica e attrezzature per il lavaggio degli occhi
Come affermazione generale, tutte le apparecchiature devono essere ispezionate settimanalmente per assicurarsi che vi sia una scorta di fluido di lavaggio e che le apparecchiature siano in buono stato. Se l’apparecchiatura è di tipo idraulico, dovrebbe anche essere attivata settimanalmente per eliminare eventuali sedimenti e ridurre al minimo qualsiasi contaminazione microbica dovuta all’acqua stagnante.

Attrezzatura per lavaggio oculare e doccia autonoma
Le apparecchiature autosufficienti, spesso denominate “portatili”, vengono generalmente utilizzate in luoghi in cui non vi è alcun accesso all’acqua o in siti  in cui i pericoli sono “mobili”. Il requisito ANSI / ISEA per questo tipo di apparecchiatura deve essere ispezionato visivamente settimanalmente per determinare se il fluido di lavaggio deve essere sostituito o integrato. (Sezioni 4.6.3 e altre)

Le unità devono essere mantenute secondo le istruzioni del modello specifico del produttore. La maggior parte delle unità autonome che utilizzano acqua potabile offre la possibilità di utilizzare additivi specifici  batteriostatici sterili per impedire la proliferazione batterica nell’acqua . Per la maggior parte di questi prodotti additivi è necessario cambiare acqua e additivo ogni tre mesi, oltre a risciacquare l’unità . Se non viene utilizzato un additivo, l’acqua deve essere cambiata settimanalmente con una pulizia completa del serbatoio mensile. Su base annuale, le unità autonome devono sottoporsi al test completo proprio come fanno le unità idrauliche.

Chi dovrebbe condurre le ispezioni?

Spesso  ci si chiede se è necessario affidare tali controlli necessariamente ad una ditta esterna  . Fortunatamente, non ci sono prerequisiti o requisiti obbligatori per certificare l’avvenuto controllo Delle apparecchiature anche se il supporto delle aziende produttrici è sempre utile .  a garantire la conformità. Esistono vari strumenti di formazione anche  online per formare dei lavoratori all’uopo. Ciò consente al personale dell’azienda di acquisire maggiore  familiarità anche per poi condurre i test in modo appropriato. Molte aziende oggi scelgono di eseguire annualmente un’ispezione eseguita da enti terzi per fornire  una misura aggiuntiva di credibilità e garanzia del processo di revisione.

Le strutture che contengono centinaia di docce e lavaocchi dovrebbero cercare di creare il maggior numero possibile di esperti in materia. Una volta addestrati, i controlli settimanali possono essere completati piuttosto rapidamente. La creazione di mappe , la disponibilità di kit di test completi e la tenuta di corsi di formazione ricorrenti possono aiutare nel compito di controllo settimanale magari un po’ noioso ma cruciale.

La protezione dei lavoratori dovrebbe essere una priorità in ogni piano di sicurezza e non è sufficiente fornire semplicemente docce di emergenza e colliri. È necessario ispezionare, testare e monitorare la prontezza e le prestazioni delle apparecchiature per una risposta ottimale.

Da ohsonline.com

Articolo di Samantha Hoch

liberamente tradotto e adattato da dott Alessandro Guerri medico specialista in medicina del lavoro

 

INCONTRO PRESSO ATS DI MONZA SUL MEDICO COMPETENTE

IL RUOLO DEL MEDICO COMPETENTE NELL’AMBITO DEI PROGETTI DELLA PROMOZIONE DELLA SALUTE E NELL’AREA DELLE DIPENDENZE

                                                                                                  

 L ASST di Monza organizza un evento congressuale  sul ruolo del Medico competente per la promozione della salute e per la lotta alle tossicodipendenze. L’evento si terrà i i giorni 29 novembre 2019 e 5 dicembre 2019 dalle ore 17.30 alle 21.30 presso L aula A aula conferenze Villa Serena Via Pergolesi 33 Monza. Tale evento è accreditato con punti ECM

L’evento è stato realizzato anche grazie al contributo attento e generoso delle UOOML delle ASST di Monza/Vimercate e Lecco, nelle persone del Prof. Giovanni De Vito, Dr. Paolo Mascagni e Dr. Raffaele Latocca.

 

FACEBOOK PREVENTIVE HEALTH .. UN SOCIAL SEMPRE PIÙ PREVENTIVO

Un interessante articolo tratto integralmente da 01health.it  sull’impiego dei social nella prevenzione delle malattie

Facebook ha annunciato di essere al lavoro sullo sviluppo di prodotti e partnership che hanno lo scopo di aiutare le persone nell’ambito della salute, a partire da un nuovo strumento: Preventive Health, al momento disponibile solamente negli Stati Uniti.

Per quanto riguarda le partnership, Facebook sta collaborando con le organizzazioni sanitarie statunitensi allo scopo di offrire il tool Preventive Health, che ha la funzione di connettere le persone alle risorse sanitarie e di fornire promemoria per i checkup.

Le persone avranno la possibilità di utilizzare questo strumento per trovare luoghi accessibili per ricevere assistenza, per impostare promemoria per pianificare i test sanitari e contrassegnare le attività quando i test vengono completati, e altro ancora.

Il punto di partenza di queste attività dell’azienda, ha spiegato Freddy Abnousi, MD e Head of Healthcare Research di Facebook, sta nel fatto che molte delle principali minacce per la salute, al giorno d’oggi, non sono quelle che la scienza o la medicina possono risolvere da sole.

Abnousi fa l’esempio del problema della scarsità di sangue: ogni pochi secondi, qualcuno nel mondo ha bisogno di sangue, ma spesso le persone non sono consapevoli delle carenze e non sanno dove donare.

Per ovviare a questo problema, Facebook ha lanciato una funzionalità negli Stati Uniti, in India, Brasile, Bangladesh e Pakistan, che semplifica l’iscrizione come donatore e la ricezione di notifiche quando è richiesto sangue nelle vicinanze. Finora, ha sottolineato Abnousi, oltre 50 milioni di persone si sono registrate per donare sangue.

L’importanza della prevenzione nella salute

Un’altra area che Facebook sta esplorando è per l’appunto la prevenzione sanitaria. Decine di milioni di persone negli Stati Uniti, sottolinea ancora Freddy Abnousi, saltano le cure preventive raccomandate, secondo quanto riportano i Centers for Disease Control and Prevention.

Le misure preventive hanno il potenziale per rilevare precocemente una malattia quando è più curabile e, in alcuni casi, ne impediscono lo sviluppo. Tuttavia, fattori quali la consapevolezza, l’accesso e i costi, creano ostacoli agli esami clinici per molte persone.

Proprio per aiutare a risolvere questo problema, Facebook sta collaborando con le organizzazioni sanitarie statunitensi nell’offrire lo strumento Preventive Health. Il focus iniziale è sulle due principali cause di morte negli Stati Uniti, malattie cardiache e cancro (secondo il CDC), ma anche sull’influenza, una malattia stagionale che colpisce milioni di persone ogni anno. Le risorse disponibili nello strumento digitale sono fornite dall’American Cancer Society, dall’American College of Cardiology, dall’American Heart Association e dai Centers for Disease Control and Prevention.

Facebook Preventive Health

Preventive Health funziona in maniera semplice, ma, come dicevamo, al momento solo negli Stati Uniti. Le persone possono accedere allo strumento Preventive Health nell’app mobile di Facebook, dove trovano informazioni su quali controlli, come ad esempio i test del colesterolo o le mammografie, sono raccomandati da queste organizzazioni sanitarie in base all’età e al sesso forniti dall’utente. Anche promemoria per i vaccini antinfluenzali appariranno nello strumento, nel momento opportuno dell’anno.

Questo tool consente poi di contrassegnare quando i test sono completati, impostare promemoria per pianificare test futuri e informare i propri amici e parenti sullo strumento, per diffondere e aumentare la consapevolezza sulle cure preventive. Sono anche disponibili contenuti per saperne di più su ogni controllo e per trovare posti convenienti per ricevere servizi di assistenza sanitaria.

Freddy Abnousi, nel presentare la funzionalità di Facebook dagli obiettivi lodevoli, non si esime dall’affrontare un tema che sale inevitabilmente all’attenzione degli utenti in temi delicati come questo: la privacy. La salute, sottolinea il campo della Healthcare Research di Facebook, è un’area particolarmente personale, pertanto l’azienda ha tenuto conto della privacy e della sicurezza sin dall’inizio dello sviluppo.

Facebook Preventive Health

Ad esempio, evidenzia Abnousi, Preventive Health consente di impostare promemoria per i futuri controlli e contrassegnarli come completati, ma non fornisce a Facebook o alle organizzazioni sanitarie con cui Facebook lavora l’accesso ai risultati effettivi dei test. Le informazioni personali sulla attività dell’utente in Preventive Health non vengono condivise con terze parti, come organizzazioni sanitarie o compagnie assicurative, quindi non possono essere utilizzate per scopi quali l’idoneità all’assicurazione.

Inoltre, Facebook dichiara che non pubblicherà annunci in base alle informazioni fornite in Preventive Health, tra cui l’impostazione di un promemoria per un test, il contrassegno come completato o la ricerca di un istituto sanitario. Come sempre, altre azioni che l’utente intraprende su Facebook potrebbero essere collegati agli ad, come ad esempio un like alla pagina Facebook di un’organizzazione sanitaria o la visita a un sito web esterno linkato da Preventive Health.

Maggiori informazioni su sono disponibili sul sito di Facebook.

FOTOBIOMODULAZIONE NELLA MACULOPATIA RETINICA

La degenerazione maculare senile viene chiamata internazionalmente Age-related Macular Degeneration (AMD) ed è una patologia legata all’avanzamento dell’età che interessa uno specifico settore della retina, la macula. Quando viene accertata la presenza di una AMD, questa può essere di due tipi: secca o umida. Per la maculopatia secca e alcune patologie retiniche esiste oggi un rimedio che si basa sulla fotobiomodulazione.

Si tratta di un trattamento chiamato Low Level Light Therapy (LLLT) che consente di utilizzare i fotoni – la parte infinitesimale delle particelle luminose già impiegate nel trattamento dei difetti visivi e di alcune patologie corneali – anche per curare le affezioni della retina.

Cos’è la fotobiomodulazione

Il meccanismo di fotobiomodulazione (PBM) a livello cellulare è costituito dall’irraggiamento di una frequenza prestabilita di luce sui mitocondri, microscopici componenti delle cellule atti a produrre l’energia necessaria alle funzioni biologiche delle cellule stesse. Questo irraggiamento attiva la respirazione mitocondriale, promuovendo così la proliferazione cellulare e la citoprotezione, cioè la capacità delle cellule di difendersi.

Come agisce la fotobiomodulazione nelle cellule

La fotobiomodulazione agisce attraverso l’assorbimento dei fotoni da parte dei fotorecettori nel tessuto bersaglio. In questo modo, a livello cellulare si verificano aumenti della produzione di energia e dell’apporto di ossigeno, ossido nitrico e calcio che rallentano il processo di invecchiamento, ritardando la morte delle cellule e migliorandone la sopravvivenza.

L’utilizzo della fotobiomodulazione in medicina

La fotobiomodulazione è un processo indolore, non invasivo, che non produce calore, non danneggia il tessuto e stimola una risposta cellulare. È attualmente utilizzato in alcuni ambiti della medicina e della fisioterapia per il trattamento dell’artrite, per la riparazione delle ferite e per lenire traumi, distorsioni e danni muscolo-scheletrici e legamentosi. I suoi benefici sono inoltre sempre più riconosciuti per alcune patologie neurologiche, per eventi traumatici quali ictus o ischemia globale, per malattie degenerative quali il Morbo di Alzheimer o il Morbo di Parkinson e per disturbi psichiatrici quali depressione e ansia

Indicazioni per il trattamento Low Level Light Therapy tramite fotobiomodulazione

La Low Level Light Therapy è indicata per il trattamento di patologie e danni oculari, compresi casi d’infiammazione, edema o deposizione di drusen. Contribuisce inoltre al miglioramento della guarigione delle ferite a seguito di traumi o interventi chirurgici oculari, nonché all’aumento dell’acuità visiva e della sensibilità al contrasto in pazienti con malattie degenerative come la degenerazione maculare senile secca.

Come avviene la Low Level Light Therapy

Il trattamento eseguito allo Switzerland Eye Research Institute (SERI Lugano) impiega una luce capace di indirizzare una quantità di energia calibrata sulla retina.

L’intera procedura richiede una decina di minuti, non prevede alcun tipo di anestesia né degenza ospedaliera: la dimissione avviene immediatamente dopo il trattamento. Il paziente è seduto davanti all’apparecchio completamente vigile e non avverte alcun dolore.

Il trattamento si compone di quattro fasi: una prima e una terza fase a occhi aperti, della durata di circa 35 secondi ciascuna, con esposizione oculare alle lunghezze d’onda della luce pulsata gialla e della radiazione nel vicino infrarosso (NIR); una seconda e una quarta fase a occhi chiusi, di 90 secondi ciascuna, con esposizione alla lunghezza d’onda della luce continua rossa. Durante il trattamento e immediatamente dopo si percepiscono una sensazione di abbagliamento e una leggera sensazione di calore, che i pazienti riferiscono essere molto gradevoli.

Che cos’è la retina

La retina rappresenta lo strato più interno del bulbo oculare.
È una struttura delicata, in particolare nella parte periferica e soprattutto nei pazienti miopi, e può andare incontro a fenomeni degenerativi che provocano assottigliamenti; essi a loro volta possono essere causa del distacco della retina stessa.

In particolari condizioni può accadere che si formino dei fori o addirittura delle lacerazioni nello spessore retinico: il sintomo rivelatore di ciò è solitamente la percezione di lampi o di corpi fluttuanti (le cosiddette “mosche volanti”). A volte tuttavia le lesioni vengono trovate durante una visita oculistica anche in assenza di sintomi.

da articolo su dott.Roberto  Pinelli  istituto Seri Lugano su telecolor.net

UN MURALES MANGIA SMOG A MILANO

Da il sole24ore

Murales, realizzato con una pittura che purifica l’aria , dell’ artista Iena Cruz . in via Viotti a Lambrate (Maurizio Maule/Fotogramma, Milano – 2019-11-15)

Si chiama «Anthropoceano», il murale mangia-smog creato a Milano. L’iniziativa, promossa dalla onlus Worldrise, in collaborazione con l’artista Federico Massa Iena Cruz, è stata realizzata con Airlite, una pittura che attraverso la luce riduce dell’88% la percentuale di biossido di azoto nell’aria.

Il murale
Il murale è stato disegnato sul muro di un edificio di via Viotti, davanti alla stazione di Lambrate, a Milano. «Con questo murale – ha scritto su Facebook l’associazione che ha promosso questa iniziativa – abbiamo voluto portare il mare a Milano, per ricordare ai cittadini che anche se invisibile, esiste un legame fra noi e lui, un legame fatto di responsabilità e amore. Perchè se il cuore del mare smetterà di battere, il silenzio arriverà molto più lontano del rumore delle onde».

Bisogna dire che questa volta Roma ha battuto Milano di qualche mese . È stato infatti inaugurato proprio nella capitale nel 2018 il primo grande murales di questo tipo come nella cronaca tratta dal sito archiportale.com

07/11/2018 – È stato inaugurato il 26 ottobre 2018 a Roma il più grande murales d’Europa realizzato con pitture eco-sostenibili, al 100% naturali, che purificano l’aria. Hunting Pollution, questo il titolo che lo street artist Federico Massa, ha dato alla sua opera, sostenuta ed ideata da Yourban2030, no-profit nata con l’obiettivo di contribuire a tracciare un percorso verso lo sviluppo sostenibile utilizzando il linguaggio artistico.

 

COME IL LAVORO POTREBBE INFLUENZARE LA SALUTE DEL CUORE

Le malattie cardiovascolari ,è noto , rappresentano una delle principali patologie della popolazione in particolare in età più avanzata. Mentre è comunemente accettato che gli stili di vita possano aumentare tali patologie, meno indagato è il fatto che il tipo di lavoro potrebbe avere un ruolo determinante soprattutto nelle donne.

Dieta malsana, mancanza di attività fisica, fumo, dislipidemie ,diabete,ipertensione  e altri fattori contribuiscono ad incrementare i fattori di rischi cardiovascolari . Tuttavia, ricerche recenti suggeriscono che il lavoro di una donna potrebbe essere un fattore significativo nei suoi problemi cardiaci di suscettibilità.

Un recente studio giapponese  ,pubblicato sul Medical News Today  ha scoperto che le persone che occupano ruoli manageriali, indipendentemente dall ‘ambito industriale  o meno , sono a maggior rischio di malattie cardiache.

. I ricercatori hanno cercato possibili associazioni tra lo stato di salute del cuore e le diverse occupazioni in un campione di oltre 65.000 donne  con età media edi 63 anni e  già in menopausa. È stato possibile accedere ai dati attraverso lo studio “ la salute delle donne.

, i ricercatori hanno classificato i partecipanti allo studio  in base alla misurazione del rischio cardiovascolare dell’AHA . Tale metodo permette di misurare tutti quei fattori dello stile di vita come il fumo, il peso, l’attività fisica e l’alimentazione nonchè  il colesterolo, la pressione sanguigna e la glicemia a digiuno.

I ricercatori hanno anche  considerato 20 delle occupazioni più comuni tra i partecipanti.

I ricercatori hanno evidenziato che circa  il 13% delle femmine nella coorte di studio aveva una cattiva salute cardiovascolare ma sorprendentemente è emerso che esiste una correlazione tra lavori specifici e un aumentato rischio di problemi di salute nelle donne.

I dati hanno mostrato che gli assistenti sociali sono ad alto rischio di problemi cardiaci: le donne nel servizio sociale avevano il 36 percento in più di probabilità di avere problemi di salute del cuore rispetto a quelle di altre professioni. Anche I cassieri al dettaglio hanno mostrato un rischio maggiore del 33% di problemi cardiovascolari.

Anche le donne di altre professioni hanno mostrato maggiori rischi di problemi cardiaci. Infermieri, psichiatri e assistenti sanitari domiciliari  avevano una probabilità fino al 16 percento maggiore di sviluppare problemi cardiaci. Tra questi, gli infermieri in particolare avevano un rischio maggiore del 14% di problemi cardiovascolari.

Sono emerse naturalmente professioni femminili a minor rischio cardiovascolare

Le donne impiegate come agenti immobiliari e  le agenti di vendita avevano un rischio  del 24% inferiore rispetto a quelli di altre professioni, mentre gli assistenti amministrativi avevano un rischio dell’11% in meno di soffrire di problemi cardiovascolari .

.I ricercatori hanno  cercato di identificare e correggere lo studio prendendo in considerazione altri fattori confondenti come l’età dei partecipanti, lo stato civile, l’istruzione e la razza, ma le associazioni con le professioni sono rimaste invariate.

“Molti dei lavori ad alto rischio cardiovascolare erano di assistenza sanitaria, come infermieri e assistenti sanitari a domicilio. Ciò è esattamente il contrario di quello che ci saremmo aspettati in quanto sorprendente queste donne sono probabilmente più informate sui fattori di rischio per la salute cardiovascolare “, ha osservato Bede Nriagu, presentatrice del ricercatore presso le sessioni scientifiche dell’AHA.

Quello che ci  sorprendente, e forse un po’ ci spaventa di questo studio è  pensare che il lavoro influenzi così tanto la salute del nostro cuore. Tuttavia, lo studio è importante nel ricordarci che è importante guardare oltre i singoli fattori tradizionali per comprendere meglio l’assistenza sanitaria. Il lavoro ,si scopre,  probabilmente influenza il cuore in più di un modo..

Liberamente tradotto ed adattato da dott Alessandro Guerri medico specialista in Medicina del Lavoro

 

MICROLEARNING UN SISTEMA PIÙ EFFICACE DI FORMAZIONE

I responsabili della sicurezza possono rendere più efficace l’addestramento sulla sicurezza integrando i metodi di addestramento tradizionale  con il microlearning.

Di M.B. SutherlandNov 112019

Benché la maggior parte dei responsabili della sicurezza disponga di una biblioteca di corsi di formazione raccolta gelosamente nel corso degli anni, ci saranno sempre nuovi argomenti e regolamenti da affrontare  con i lavoratori. Il web offre moltissime opportunità di scaricare video per la formazione sulla sicurezza . Un metodo che si è rivelato molto efficace per l’apprendimento dei principi di safety  a lungo termine è il MICROLEARNING

Che cos’è Microlearning?

Il microlearning è un modo di tenere la formazione in continuo allenamento suddividendola in brevi step , di solito tra 30 secondi e 5 minuti. Insomma come guardare un video di YouTube.

“Se qualcuno vuole imparare a fare qualcosa in tempi rapidissimi,  va su YouTube e cerca il video o il tutorial più corto! “Il microlearning è simile”, ha affermato Dayna Nota, Responsabile della formazione e dello sviluppo di Magid.

Ogni responsabile della sicurezza sa che può essere difficile mantenere un alto livello di attenzione del personale impegnato nell’addestramento sulla sicurezza, anche quando parli di questioni  importanti di vita o di morte. Il microlearning lo evita essendo breve e puntuale e, se possibile, divertente.

“il microlearning dovrebbe essere centrato su un argomento che hai già imparato, ma in un formato diverso”, ha detto Nota. “Può essere difficile ricordare le cose di un corso di formazione o di una conferenza, quindi dovrebbe essere  la chiave di un buon aggiornamento. Un uso alternativo  è quello  come prework un po’ come il riscaldamento e lo stretching prima di una sessione di allenamento o anche presentandolo come un trailer prima della formazione tradizionale

Quindi, se hai svolto un addestramento tradizionale  ad esempio sulla sicurezza dell’uso di scale completo di spiegazioni, diapositive e dimostrazioni pratiche, puoi poi seguirlo una settimana dopo con un rapido video di microlearning con dei brevi promemoria sulla sicurezza della scala.

Come protegge i miei lavoratori?

Il microlearning sfrutta il concetto psicologico di The Spacing Effect. Uno studio pubblicato nella National Library of Medicine degli Stati Uniti ha scoperto che “le informazioni che vengono distanziate nel tempo sono memorizzate maggiormente  di quelle spiegate tutte nello stesso momento . In altre parole, stipare un test ti aiuta a ricordare qualcosa per un breve periodo di tempo

“La ripetitività è la chiave. Più ascolti qualcosa, più fai qualcosa, più rimarrà impresso  .

Microlearning vs. formazione tradizionale

il microlearning naturalmente non intende sostituire la formazione tradizionale. Ha lo scopo di integrare la formazione formale per rafforzare le lezioni e fungere da promemoria . Tuttavia, i segmenti di microlearning hanno l’ulteriore vantaggio di aggirare molti degli inevitabili problemi che si incontrano con la formazione tradizionale.

Opportunità di microlearning

Il breve formato dei moduli di microlearning li rende incredibilmente flessibili e utilizzabili in molti modi. È possibile utilizzarli a intervalli regolari, ad esempio durante i colloqui quotidiani o settimanali con gli strumenti o riunioni formali di sicurezza. Se vuoi continuare a battere il tamburo, puoi persino looparlo su uno schermo della sala per i break.

Dove posso trovare Microlearning?

Se non hai il tempo o le risorse per creare i tuoi moduli di microlearning )Puoi trovarli gratuitamente su Internet. OSHA offre una libreria di brevi video sul suo sito Web che puoi trovare cliccando qui sotto

https://www.osha.gov/video/

Da ohsonline.com

liberamente tradotto e adattato da dott. Alessandro Guerri medico specialista in medicina del lavoro

LESIONI POLMONARI DA SVAPO E VITAMINA E ACETATO

Da quotidianosanita.it

Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie degli Usa hanno presentato i risultati dei primi esami sui soggetti colpiti da lesioni polmonari da svapo. La vitamina E acetato viene utilizzata come additivo nella produzione di prodotti per sigarette elettroniche, o vaping, conteneti Thc, uno dei principi attivi della cannabis. Ma la vitamina E acetato potrebbe non essere l’unica responsabile delle gravi lesioni polmonari che negli Stati Uniti hanno già colpito 2.051 persone, uccidendone 39: nel mirino anche altre sostanze chimiche.

Da recenti test di laboratorio su campioni di liquido raccolto dai polmoni di 29 pazienti di 10 Stati sono stati trovate tracce di acetato di vitamina E. L’acetato di vitamina E viene utilizzato come additivo nella produzione di prodotti per sigarette elettroniche o vaping, contenenti Thc, uno dei principi attivi della cannabis”.

Lo hanno annunciato ieri i Centers for Disease Control and Prevention (CDC) degli Usa che hanno presentato i primi risultati delle ricerche in corso per accertare la causa delle lesioni polmonari legate allo svapo che negli States hanno colpito 2.051 persone, uccidendone 39.

“Questa – si legge in una nota – è la prima volta che rileviamo una sostanza chimica potenzialmente problematica nei campioni biologici di pazienti con queste lesioni polmonari”.

Non svapare è l’unico modo ad oggi per essere sicuri. Il Cdc avverte poi che “poiché il composto o l’ingrediente specifico che causa la lesione polmonare non è ancora noto, l’unico modo per garantire che non si è a rischio mentre l’indagine continua è quello di considerare di astenersi dall’uso di  tutti i prodotti  di sigaretta elettronica o da svapo”.

I CDC in ogni caso “continuano a raccomandare di non usare sigarette elettroniche, o vaping, con prodotti che contengono THC, in particolare se acquistati in canali non autorizzati

Il Centro Usa ha comunicato poi di aver testato una serie di altri prodotti chimici che potrebbero essere trovati nella sigaretta elettronica o prodotti da svapo tra cui oli vegetali, distillati di petrolio come olio minerale, olio MCT e terpeni (che sono composti trovati o aggiunti ai prodotti THC). Nessuna di queste sostanze chimiche potenzialmente pericolose è stata rilevata nei campioni di fluido testati.

“Per la prima volta, abbiamo rilevato una potenziale tossina preoccupante, la vitamina E acetato, da campioni biologici di pazienti”, con danno polmonare collegato allo svapo, ha dichiarato la dottoressa Anne Schuchat, vicedirettore dei Cdc in un briefing. L’agenzia in ogni caso non ha escluso la possibilità che anche altre sostanze chimiche o tossine possano causare i gravi disturbi respiratori.

Che cos’è l’acetato di vitamina E e perché potrebbe essere presente in questi prodotti per sigarette o vaporizzatori?
La vitamina E è una vitamina presente in molti alimenti, tra cui oli vegetali, cereali, carne, frutta e verdura. È disponibile anche come integratore alimentare e in molti prodotti cosmetici, come le creme per la pelle.
La vitamina E acetato viene utilizzata come additivo nella produzione di prodotti per sigarette elettroniche, o vaping, perché ricorda l’olio di THC, uno dei principi attivi della cannabis. La vitamina E acetato è anche usata come ingrediente addensante negli e-liquid.

Perché la vitamina E acetato potrebbe essere dannosa?
La vitamina E acetato di solito non provoca danni se ingerita come integratore vitaminico o applicata sulla pelle. Tuttavia, ricerche precedenti suggeriscono che quando la vitamina E acetato viene inalata, può interferire con il normale funzionamento polmonare.