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AIFA : vaccinazione ai primi di ottobre

Vaccini antinfluenzali. Ecco quelli indicati per la stagione 2020-2021.

La composizione di tutti i vaccini influenzali per la stagione 2020-2021 segue le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e del Comitato per i Medicinali per Uso umano (CHMP) dell’EMA. Vista l’attuale situazione epidemiologica relativa alla circolazione di SARS-CoV-2, Aifa raccomanda di anticipare la conduzione delle campagne di vaccinazione antinfluenzale a partire dall’inizio di ottobre e offrire la vaccinazione ai soggetti eleggibili in qualsiasi momento della stagione influenzale, anche se si presentano in ritardo per la vaccinazione. LA DETERMINA AIFA

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04 SET – È stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la Determina dell’AIFA che autorizza l’aggiornamento, per la stagione 2020-2021, della composizione dei vaccini influenzali autorizzati secondo procedura registrativa nazionale, di mutuo riconoscimento e decentrata (Determinazione AAM/PPA N° 478/2020).

Sono inoltre autorizzati i vaccini influenzali approvati secondo la procedura registrativa centralizzata coordinata dall’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA).

La composizione di tutti i vaccini influenzali per la stagione 2020-2021 segue le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e del Comitato per i Medicinali per Uso umano (CHMP) dell’EMA.

L’AIFA, in accordo alla Circolare del Ministero della Salute del 5 giugno 2020 (“Prevenzione e controllo dell’influenza: raccomandazioni per la stagione 2020-2021”), ricorda che, per la nostra situazione climatica e per l’andamento temporale mostrato dalle epidemie influenzali in Italia, il periodo destinato alla conduzione delle campagne di vaccinazione antinfluenzale è quello autunnale, generalmente a partire dalla metà di ottobre fino a fine dicembre.
Vista l’attuale situazione epidemiologica relativa alla circolazione di SARS-CoV-2, si raccomanda di anticipare la conduzione delle campagne di vaccinazione antinfluenzale a partire dall’inizio di ottobre e offrire la vaccinazione ai soggetti eleggibili in qualsiasi momento della stagione influenzale, anche se si presentano in ritardo per la vaccinazione.

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La protezione indotta dal vaccino comincia circa due settimane dopo la vaccinazione e perdura per un periodo di sei/otto mesi per poi decrescere. Per tale motivo, poiché i ceppi virali in circolazione possono mutare, è necessario sottoporsi a vaccinazione antinfluenzale all’inizio di ogni nuova stagione influenzale.

L’AIFA ricorda che, oltre alle misure di protezione e cura basate su vaccinazioni e all’eventuale uso di farmaci antivirali, una misura importante nel limitare la diffusione dell’influenza è rappresentata da una buona igiene delle mani e delle secrezioni respiratorie (ad esempio lavare regolarmente e frequentemente le mani con acqua e sapone; coprire la bocca e il naso con un fazzoletto quando si tossisce e starnutisce e poi gettarlo nella spazzatura; aerare regolarmente le stanze in cui si soggiorna).

L’AIFA invita a segnalare le sospette reazioni avverse che si verificassero dopo la somministrazione di un vaccino, in quanto le segnalazioni contribuiscono al monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio dei vaccini come di ogni altro medicinale.

da http://www.quotidianosanita.it/

Vaccino anti-influenzale, corsa delle Regioni ma le dosi non bastano

L’anno passato sono stati iniettati 10 milioni di dosi, quest’anno i governatori ne hanno acquistati ben 14 milioni ma non sono sufficienti. L’allarme delle farmacie: non riusciamo ad approvvigionarci, così la fascia di popolazione attiva non potrà vaccinarsi

Vaccino anti influenzale per molti ma non per tutti. Da cenerentola snobbata dal pubblico a superstar da razionare con cura. Il Covid per cui il mondo attende un vaccino sta avendo un effetto quasi paradossale in Italia: mandare a ruba le dosi di un altro vaccino – quello per l’influenza di stagione – che le Regioni hanno appena acquistato per far fronte a un più che probabile boom di richieste del pubblico.

Boom in arrivo

L’anno passato sono stati iniettati 10 milioni di dosi, quest’anno i governatori ne hanno acquistati ben 14 milioni. Finora si vaccinava un anziano su due e appena il 16,7% della popolazione generale. Quest’anno, complice il Covid, la musica cambierà. A fornire il dato è stato il presidente di Farmindustria Massimo Scaccabarozzi: le richieste delle Regioni ai produttori totalizzano +40% rispetto alla stagione 2019-2020. “A questa domanda aumentata, registrata in base alle gare fatte, le aziende hanno risposto – ha detto Scaccabarozzi – e cercheranno di fare il possibile per soddisfare tutte le richieste. Siamo di fronte a una crescita importante, che credo sia dovuta al fatto che l’epidemia di coronavirus ha messo in allerta molti”. A cominciare dal ministero della Salute: spiega la doppia utilità della profilassi anti influenza il direttore della Prevenzione Gianni Rezza: “Da un lato ci aspettiamo un minor carico di diagnosi differenziale pur se va tenuto presente che nei bambini, ad esempio, sono tanti i virus che possono dare sindromi respiratorie; dall’altro un alleggerimento per i Pronto soccorso, sempre intasati durante il picco influenzale”.

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Regioni sollecitate dal ministero della Salute a giugno

Sollecitati dalla circolare del ministero che il 5 giugno scorso ricordava l’importanza di una copertura per l’influenza stagionale sia per soggetti fragili e anziani – per cui si è anticipata l’età dell’offerta gratuita da 65 a 60 anni – sia per i bambini tra i 6 mesi e i 6 anni e in generale per l’intera popolazione, i governatori hanno bandito le gare per tempo e aspettano l’arrivo dei lotti. Il rischio carenze. Ma anche le dosi acquistate in più forse non basteranno.

Da qui la raccomandazione del Nitag (National Immunization Technical Advisory Group), il gruppo di esperti indipendenti sui vaccini, affinché ogni Regione valuti attentamente l’ampliamento dell’offerta e in ogni caso predisponga un piano delle priorità che metta al primo posto le persone più a rischio e gli operatori sanitari. “C’è un problema di organizzazione degli spazi e di personale, perché il Covid ha messo in crisi servizi già oberati – spiega il coordinatore Nitag Vittorio De Micheli – ed è probabile che la tanto auspicata partenza in anticipo delle vaccinazioni non si possa fare. In ogni caso, con l’estensione della gratuità a partire dai 60 anni, dosi per tutti non ce ne saranno”.

Ma l’esperto ha dubbi anche sull’utilità stessa di una copertura molto estesa, in funzione anti-Covid: “I virus simil influenzali sono centinaia, pensare che il vaccino, che pure va fatto alle persone fragili, aiuti la diagnosi differenziale è un’astrazione. Piuttosto, ho molta più fiducia nell’utilità degli strumenti che usiamo contro il coronavirus: lavaggio delle mani, mascherine e distanziamento”.

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Regioni alla prova

Dalla Lombardia che ha già acquistato 2,4 milioni di dosi al Lazio che quest’anno punta al raddoppio sempre con 2,4 milioni, dalla Puglia balzata da 600mila a 2 milioni di fiale fino al Piemonte che si è aggiudicato il 30% in più per un totale di 1,1 milioni di dosi acquistate con gara unica. Le Regioni hanno potenziato gli approvvigionamenti ma devono comunque fronteggiare la sfida organizzativa in un autunno che già si profila molto difficile.

La scommessa è utilizzare spazi – anche oratori o palazzetti sportivi – e canali distributivi mai battuti, e altri operatori oltre ai medici di medicina generale e agli ambulatori delle Asl.Le farmacie si candidano. In prima linea tra i candidati non solo alla distribuzione ma anche alla somministrazione ci sono le farmacie (già impiegate in Piemonte), che l’anno passato hanno dispensato circa 800mila dosi e che quest’anno stimano un incremento del 50% fino a oltre 1,2 milioni. “Farmacie e grossisti – spiega il segretario nazionale di Federfarma Roberto Tobia – non riescono ad approvvigionarsi dalle case farmaceutiche delle necessarie dosi di vaccino antinfluenzale da destinare a quella fascia attiva della popolazione che è l’asse portante dell’economia del Paese, ma che in questo momento è quella più a rischio di contagio”. E allora? Ministero, industrie, addetti ai lavori e presìdi territoriali sono in cerca di una soluzione, perché il tempo stringe.

da www.ilsole24ore.com