SICUREZZA SAFETY TU 81/08

DIECI ANNI DI TESTO UNICO 81/08

DAL SITO:WWW.LAVOROEDIRITTI.COM

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L’INL, Ispettorato Nazionale del Lavoro, ha pubblicato l’annuale aggiornamento del Testo Unico 81/2008 in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Il Testo Unico quest’anno compie 10 anni, in quanto il D.lgs. 81/08 è entrato in vigore il 9 aprile del 2008.

La nuova versione del T.U. edizione maggio 2018 in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro con tutte le disposizioni integrative e correttive è stata pubblicata come di consueto sul sito dell’Ispettorato Nazionale.

Novità versione Testo Unico 81/08 Sicurezza sul lavoro aggiornato a maggio 2018

L’Ispettorato fa una raccolta di tutte le novità su normativa e prassi in materia di salute e sicurezza sul lavoro uscite nell’ultimo anno, l’ultimo aggiornamento del Testo Unico 81/08 infatti risale a maggio 2017.

In questa versione aggiornata troviamo ad esempio le novità in materia di sanzioni per omessa sorveglianza sanitaria dei lavoratori, oppure gli ultimi interpelli in materia di salute e sicurezza sul lavoro (n. 1 e n. 2 del 13/12/2017, n. 1 del 14/02/2018 e n. 2 del 05/04/2018).

Questo l’elenco delle ultime novità in materia così come riportato nel Testo Unico 81/2008 aggiornato a maggio 2018:

  • circolare INL n. 1 dell’11/01/2018 contenente le indicazioni operative sulla corretta applicazione della disposizione di cui all’articolo 34, comma 1, del decreto legislativo n. 81/2008 relativa allo svolgimento diretto da parte del datore di lavoro dei compiti di primo soccorso prevenzione incendi e di evacuazione;
  • lettera circolare INL del 12/10/2017 prot. 3 avente ad oggetto le indicazioni operative sulle sanzioni da applicare in caso di omessa sorveglianza sanitaria dei lavoratori;
  • Decreto Direttoriale n. 2 del 16/01/2018 – Elenco dei soggetti abilitati e dei formatori per l’effettuazione dei lavori sotto tensione;
  • Sostituito il decreto dirigenziale del 9 settembre 2016 con il Decreto Direttoriale n. 12 del 14 febbraio 2018 – Diciassettesimo elenco dei soggetti abilitati per l’effettuazione delle verifiche periodiche di cui all’art. 71 comma 11;
  • interpelli n. 1 e n. 2 del 13/12/2017, n. 1 del 14/02/2018 e n. 2 del 05/04/2018;
  • Corretto all’art. 3 comma 12-bis il riferimento alla legge 16 dicembre 1991, n. 398 (associazioni sportive dilettantistiche);
  • infine inserisce il riferimento all’interpello 8/2014 del 13/03/2014 al termine dell’art. 3 comma 12-bis.

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AIFOS ; GESTIONE DELLO STRESS ELEMENTI DI PSICOSOMATICA .

SI TERRA’ A BRESCIA  IL 4 LUGLIO 2018 UN AGGIORNAMENTO SULLA GESTIONE DELLO STRESS PRESSO AIFOSImmagine correlata

In una realtà in cui aumentano le forme contrattuali flessibili, l’incertezza del futuro, l’età dei lavoratori e il carico di lavoro, è indubbio che il rischio stress lavoro correlato sia una delle maggiori sfide per la salute e per la sicurezza nei luoghi di lavoro.

Il problema è che tuttavia non sempre gli strumenti per prevenire e per gestire questa tipologia di rischio, si dimostrano efficaci. E questo accade anche perché ci sono aspetti che non vengono valorizzati e di cui non si tiene sufficientemente conto, come la stretta correlazione che esiste tra stress, malattie corporee e fattori emotivi.

Come si attiva questa correlazione? Come può lo stress favorire lo sviluppo di sintomi o patologie corporee? Che ruolo hanno l’ambiente di lavoro e le relazioni in tutto questo?

La psicosomatica e la prevenzione dei rischi
Per dare una risposta a queste domande e offrire un nuovo ed efficace strumento a chi si occupa di prevenzione e gestione dello stress nelle aziende, l’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS) ha organizzato per il 4 luglio 2018 a Brescia un corso dal titolo “Gestione dello stress. Elementi di psicosomatica nella prevenzione dei rischi”.

Infatti, da tempo la ricerca, in parallelo alla normativa in tema di sicurezza, sottolinea l’importanza di far prevenzione in azienda contemplando la relazione fra individuo e ambiente/luogo di lavoro. Partendo da questo presupposto emerge, dunque, sempre più l’esigenza di approcciarsi non solo agli aspetti tecnici ma anche a quelli psico-fisici e sociali che condizionano il benessere dell’individuo.

Il corso vuole pertanto fornire a consulenti, formatori, RSPP, un nuovo taglio nell’osservazione dei fenomeni legati allo stress, ponendo l’attenzione oltre che all’importanza delle relazioni negli ambienti di lavoro anche ai fattori di carattere psicosomatico.
E si pone i seguenti obiettivi:

  • conoscere le modalità di attivazione dello stress;
  • apprendere le strategie di coping atte a far fronte allo stress;
  • sapere alcuni elementi di base della psicosomatica;
  • approfondire la relazione fra stress e sintomo corporeo.

La diffusione dello stress lavorativo e la normativa
Sono molti i dati forniti in questi anni in Europa, anche in relazione alla campagna europea 2014/2015 “Insieme per la prevenzione e la gestione dello stress lavoro correlato”, incentrata sulla gestione dello stress e dei rischi psicosociali sul lavoro.

Lo stress negli ambienti di lavoro riguarda più di 40 milioni di persone nell’Unione Europea ed è all’origine della maggioranza di tutte le giornate lavorative perse. E se il 51% dei lavoratori ritiene che lo stress lavoro-correlato sia presente nel proprio ambiente lavorativo, almeno quattro lavoratori su dieci pensano che lo stress lavorativo non sia ancora gestito adeguatamente nella propria azienda.

Ricordiamo poi che a livello normativo il Decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 all’articolo 28 prevede espressamente la valutazione di tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, ‘ivi compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari, tra cui anche quelli collegati allo stress lavoro-correlato’. E che per la valutazione dello stress nei luoghi di lavoro, aspetto basilare per ogni politica di prevenzione e gestione del rischio, sono state fornite il 17 novembre 2010 alcune indicazioni elaborate dalla Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro.

Il programma del corso di Brescia
Il corso di 8 ore in presenza “Gestione dello stress. Elementi di psicosomatica nella prevenzione dei rischi” si terrà dunque il 4 luglio 2018 a Brescia dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 18.00 presso AiFOS Service in via Branze 45, c/o CSMT, Università degli studi di Brescia.

Gli argomenti del corso:

  • lo stress e la sua utilità;
  • lo stress disfunzionale;
  • le strategie di coping;
  • le principali patologie psicosomatiche;
  • sintomo corporeo e prevenzione del danno.

Il corso è valido come aggiornamento relativo a 6 ore per RSPP e ASPP di tutti i macrosettori ATECO e 3 ore per formatori terza area tematica.

Per avere informazioni e iscriversi al corso è possibile utilizzare questo link:
http://aifos.it/home/formazione/corsi-qualificati/comunicazione/comunicazione/gestione_dello_stress_elementi_di_psicosomatica_nella_prevenzione_dei_rischi

Segnaliamo che le spese di partecipazione a convegni, congressi e simili o a corsi di aggiornamento professionale, nonché le spese di viaggio e soggiorno, sono integralmente deducibili – entro il limite annuo di 10.000 euro – come previsto dall’articolo 9 della Legge 22 maggio 2017, n° 81 (cosiddetto “Jobs Act dei lavoratori autonomi”).

 

 

Per informazioni e iscrizioni:

Direzione Nazionale AiFOS
via Branze, 45 – 25123 Brescia
c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia
tel.030.6595031 – fax 030.6595040
www.aifos.it – formarsi@aifos.it

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ERGONOMIA E UFFICI 2018 -22 GENNAIO – 5 FEBBRAIO 2018

CORSO DI FORMAZIONE PERMANENTE

ERGONOMIA E UFFICI: PROGETTAZIONE PER LA SICUREZZA E IL BENESSERE, PER TUTTI

22 Gennaio – 5 Febbraio 2018
Politecnico di Milano
P.zza L. Da Vinci, 32

Con il patrocinio della Società Italiana di Ergonomia e Fattori Umani

 Scarica qui la locandina con il programma e la scheda d’iscrizione

PRESENTAZIONE E CONTENUTI DEL CORSO

“L’Ergonomia (o Fattori Umani) è la disciplina scientifica interessata alla comprensione dell’interazione tra gli elementi di un sistema (umani e d’altro tipo) e la funzione per cui viene progettato (nonché la teoria, i principi, i dati e i metodi che vengono applicati nella progettazione). Ciò allo scopo di ottimizzare la soddisfazione dell’utente e l’insieme delle prestazioni del sistema”, secondo la definizione approvata dall’Associazione Internazionale di Ergonomia (I.E.A., International Ergonomics Association). L’ergonomia/Human Factors è, pertanto, la scienza che ha per oggetto principale l’adattamento del lavoro all’essere umano e non, piuttosto, il contrario. L’approccio ergonomico consente di progettare ambienti/prodotti/servizi compatibili con le caratteristiche psico-fisiche degli esseri umani. Si tratta di una scienza antropocentrica e multidisciplinare che riguarda sia gli ambienti di vita sia di lavoro e permette di dare risposte anche a problemi complessi.
Il Corso si prefigge di fornire gli strumenti per individuare i criteri utili a garantire un miglior benessere lavorativo e sicurezza, con benefici importanti nel clima aziendale e, conseguentemente, per la produttività. I partecipanti acquisiranno gli elementi di conoscenza base, strumenti e metodi per progettare e realizzare ambienti di lavoro d’ufficio, conformi alla normativa tecnica di settore e compatibili con le esigenze delle persone reali, uomini e donne. Affrontare il tema delle differenze negli ambienti lavorativi diventa fondamentale per garantire una maggiore efficienza e per accrescere il grado di soddisfazione dei lavoratori. Per questo motivo, il Corso consente ai partecipanti di acquisire gli elementi di conoscenza all’approccio Design for All, una pratica progettuale che valorizza le differenze fisiche, percettive, di genere e culturali, cercando di fornire risposte compatibili in termini di autonomia, sicurezza e comfort.

A CHI È RIVOLTO

Il corso è rivolto principalmente a professionisti laureati e non (ingegneri, architetti, geometri, periti industriali) dei settori della progettazione e della sicurezza sul lavoro e ai funzionari tecnici della pubblica amministrazione.

STRUTTURA DEL CORSO E NOTE ORGANIZZATIVE

Il corso si articola in 3 giornate, per una durata complessiva di 24 ore. Ciascuna giornata avrà una durata di 8 ore (dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 18:00), come da programma illustrato di seguito.

Il corso e’ accreditato al CNI da parte dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Milano per n. 24 CFP
Il corso e’ accreditato al CNAPPC da parte dell’Ordine degli Architetti PPC della provincia di Milano per n. 20 CFP
Il corso è valido ai fini dell’aggiornamento per RSPP-ASPP


INFORMAZIONI

 Scarica qui la locandina con il programma e la scheda d’iscrizione

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TERZO SEMINARIO DI ACUSTICA IL 15 FEBBRAIO 2018

3° SEMINARIO ACUSTICA E INDUSTRIA

TECNICHE INNOVATIVE PER IL CONTROLLO DEL RUMORE E DELLE VIBRAZIONI DEI PRODOTTI INDUSTRIALI

Giovedì 15 Febbraio 2018
FERRARA | Dipartimento di Ingegneria dell’Università di Ferrara

Contenuti e obiettivi
La collaborazione tra Università e Enti di Ricerca da un lato e Imprese dall’altro costituisce le fondamenta su cui avviare processi di ottimizzazione dei prodotti industriali rendendoli sempre più competitivi sul mercato.
D’altra parte, nel contesto attuale, il trasferimento alle Imprese delle innovazioni tecnologiche e scientifiche messe a punto nei laboratori di ricerca è considerato come uno sbocco naturale e concreto, da promuovere mediante finanziamenti regionali, nazionali ed europei.
Il rumore e le vibrazioni di un prodotto industriale rappresentano sempre più i parametri su cui l’acquirente fonda le proprie scelte, per cui la riduzione delle emissioni e il miglioramento della loro qualità in termini di percezione diventano per i costruttori aspetti imprescindibili e per le Università e gli Enti di Ricerca uno stimolo continuo allo sviluppo di tecniche e materiali innovativi.

Questo terzo Seminario su Acustica e Industria, la cui prima edizione risale all’anno 2014 e la seconda al 2016, vuol costituire non solo un momento di aggiornamento tecnico-scientifico per i progettisti e i ricercatori, ma anche un fecondo spazio d’interazione tra il vasto mondo dell’acustica e quello industriale.
Il programma del Seminario prevede relazioni a invito, ma da parte dei partecipanti sarà possibile presentare poster attinenti, in generale, le emissioni sonore e vibrazionali dei prodotti industriali.

INFORMAZIONI

 Annuncio e Programma – 3° Seminario Acustica e Industria
 Iscrizioni
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LAVORO AGILE -SMART WORKING SENTENZA N 45808

COME VALUTARE IL RISCHIO NEL LAVORO AGILE  SMART WORKING

L’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro sottolinea che “lo sviluppo della tecnologia ha ampliato la possibilità di “trasferire” il lavoro al di fuori dei luoghi ad esso tradizionalmente deputati e ha favorito la nascita di forme di organizzazione del lavoro del tutto nuove”.

Lavoro agile e sicurezza sul lavoro o smart working

su questa linea si pone la Legge 22 maggio 2017 n. 81 (Jobs Act autonomi), e il titolo dedicato al lavoro agile
In base all’art. 18, comma 1, secondo periodo, legge n. 81/2017, in caso di lavoro agile, “la prestazione lavorativa viene eseguita, in parte all’interno di locali aziendali e in parte all’esterno senza una postazione fissa.
Ma il datore di lavoro è tenuto a valutare i rischi connessi all’esecuzione della prestazione all’esterno di locali aziendali?

 Ecco L’analisi “illuminante” della Corte di Cassazione

Nella sentenza n. 45808 del 5 ottobre 2017, la Cassazione Penale illumina il caso e spiega che
“i doveri di valutazione del rischio e di formazione del lavoratore gravanti sugli imputati, in quanto datori di lavoro ‘mandanti’ (secondo un lessico già in uso nel mondo della produzione e dei servizi) sorgono dal generale obbligo del datore di lavoro di valutare tutti i rischi presenti nei luoghi di lavoro nei quali sono chiamati ad operare i dipendenti, ovunque essi siano situati (art. 15 D.Lgs. n. 81/2008) e dal parimenti generale obbligo di formare i lavoratori, in particolare in ordine ai rischi connessi alle mansioni (art. 37, comma 1, lett. b) D.Lgs. n. 81/2008)”.
Spiega che “la restrittiva nozione di ‘luogo di lavoro’ rinvenibile nell’art. 62 D.Lgs. n. 81/2008 (a mente del quale si intendono per luoghi di lavoro “i luoghi destinati ad ospitare posti di lavoro, ubicati all’interno dell’azienda o dell’unità produttiva, nonché ogni altro luogo di pertinenza dell’azienda o dell’unità produttiva accessibile al lavoratore nell’ambito del proprio lavoro”), è posta unicamente in relazione alle disposizioni di cui al Titolo II del citato decreto”. E ne desume che “ogni tipologia di spazio può assumere la qualità di luogo di lavoro, a condizione che ivi sia ospitato almeno un posto di lavoro o esso sia accessibile al lavoratore nell’ambito del proprio lavoro”.
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SMART WORK LAVORO AGILE

. Osserva la Sez. IV che, “mentre le attività in esterno da eseguirsi presso un luogo non classificabile come cantiere temporaneo o mobile richiedono la preliminare valutazione dei rischi delineata dall’art. 28 del decreto, quelle da eseguirsi presso un cantiere divengono oggetto della più articolata disciplina prevista dal menzionato Titolo IV”. E con riguardo al caso di specie, precisa che il datore di lavoro della disegnatrice “avrebbe dovuto provvedere ad elaborare la preliminare valutazione dei rischi connessi all’esecuzione di attività lavorativa presso il sito costituito dall’edificio oggetto dei lavori da progettare e a formare la lavoratrice in merito agli stessi”, e che l’obbligo di formazione gravava anche sul dirigente.
 “Ove l’insorgere del rischio (tipologico) di caduta dall’alto (per l’esistenza di aperture sul vuoto) fosse avvenuto in tempi successivi ad una valutazione dei rischi comunque eseguita – ma giustificatamente manchevole della considerazione dello specifico rischio – e di esso gli imputati fossero rimasti incolpevolmente all’oscuro, non potrebbe essere loro ascritto di non aver considerato un rischio che non avevano possibilità di conoscere”.
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LA SICUREZZA SUL LAVORO : VERIFICARE LA PROFESSIONALITA’ DEI FORMATORI

DA ” IL FATTO QUOTIDIANO ” DEL 20 APRILE DEL 2017ARTICOLO DI VALERIO VALENTINIRisultati immagini per IL FATTO QUOTIDIANO LOGOLa responsabile del settore nell’Azienda sanitaria di Milano: “C’è garanzia d’impunità: la legge ci impone di controllare appena il 5% delle aziende”. Così si moltiplicano gli illeciti. I reati vanno dalla contraffazione alla truffa, fino all’associazione a delinquere. Frequente la falsificazione degli attestati di formazione. Con il risultato che, per esempio, può risultare specializzato nella rimozione dell’amianto un operaio che non ha mai superato la prova di abilitazione

C’è chi falsifica i registri e chi i registri non li redige neppure. C’è chi subappalta i corsi a enti non autorizzati e chi tiene lezioni di primo soccorso senza alcuna esperienza in campo medico. Sono solo alcuni dei casi in cui si imbattono i responsabili della Ats(la ex Asl) di Milano nei loro controlli sui corsi di formazione sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Si tratta di seminari obbligatori, rivolti ai dipendenti di aziende e imprese di ogni settore per insegnare loro le misure da adottare per prevenire rischi di infortuni e reagire a situazioni di pericolo. Uno scopo, però, largamente disatteso. Accade un po’ in tutta Italia e la Lombardia non fa eccezione. Tanto che, tra i reati ipotizzati dagli ispettori negli ultimi anni, a Milano e dintorni, c’è di tutto: dalla contraffazione alla truffa, fino all’associazione a delinquere.

La denuncia della Atp: “Controlliamo solo il 5% delle aziende. La garanzia dell’impunità è molto alta” – Susanna Cantoni, responsabile di sicurezza sul lavoro nella Asl di Milano dal 1978, lo spiega così: “La legge del 2008 è stata molto utile: ha reso obbligatoria la formazione facendo chiarezza in un settore che prima vedeva ampie zone di ambiguità. Ma al contempo ha generato un mercato che ha fatto gola a tanti. Creare enti bilaterali o società fittizie attraverso cui fornire corsi farlocchi è diventato un business allettante”. A favorire la proliferazione degli illeciti, però, “è anche e soprattutto la garanzia d’impunità. La legge c’impone di controllare appena il 5%delle aziende”. Ciò significa che delle oltre 170mila imprese presenti nei registri della Ats nelle province di Milano e Lodi, dal 2013 ad oggi sono state appena 8.500 a subire dei controlli. “Intensificare le ispezioni sarebbe impossibile, data la penuria di risorse e personale a nostra disposizione”. Alla scarsità dei controlli, poi, bisogna aggiungere le lentezze della giustizia. I datori di lavoro scoperti a promuovere corsi di aggiornamento fittizi possono adeguarsi alle direttive dell’Ats e pagare una multa moderata. Quanto alle aziende che offrono formazione illegalmente, i loro abusi sono perseguiti seguendo i binari della normale giustizia penale, con i relativi ritardi. “Spesso questi procedimenti – afferma Cantoni – vengono considerati tutto sommato di minore gravità rispetto a quelli relativi ad altri reati, e quindi messi in coda. Sarebbe utile che invece a questo tipo di illeciti si riservasse maggiore attenzione”.

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