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PROROGATE AL 31 MARZO LE DISPOSIZIONI PER I LAVORATORI FRAGILI

IL DECRETO MILLE PROROGHE entrato in vigore il 31 dicembre 2020, proroga lo stato di emergenza al 31 marzo 2021 e i termini delle disposizioni legislative specificatamente individuate nell’Allegato 1 fino alla data di cessazione dello stato di emergenza epidemiologica da Covid-19 e, comunque, non oltre il 31 marzo 2021.

Tra le misure prorogate – informa una nota Inail -, rientra l’applicazione del lavoro agile per l’emergenza nelle PA e per i datori di lavoro privati a ogni rapporto di lavoro subordinato, anche in assenza degli accordi individuali, previo rispetto degli obblighi di informativa, che possono essere assolti in via telematica ricorrendo alla documentazione resa disponibile dall’Inail.

Sono prorogate al 31 marzo 2021 anche le disposizioni sulla Sorveglianza sanitaria eccezionale per i lavoratori “fragili” maggiormente a rischio.

DISPOSIZIONI PER I LAVORATORI FRAGILI

Da Inail.it:

Fermo restando quanto previsto per lo svolgimento in sicurezza delle attività produttive e commerciali in relazione al rischio di contagio, l’art. 83 d.l. 34 del 19 maggio 2020 prevede che i datori di lavoro pubblici e privati assicurano la sorveglianza sanitaria eccezionale dei lavoratori maggiormente esposti al rischio, in ragione dell’età, della condizione da immunodepressione e di una pregressa infezione da Covid-19 ovvero da altre patologie che determinano particolari situazioni di fragilità del lavoratore.

L’attività di sorveglianza sanitaria eccezionale si sostanzia in una visita medica sui lavoratori inquadrabili come “fragili” ovvero sui lavoratori che, per condizioni derivanti da immunodeficienze da malattie croniche, da patologie oncologiche con immunodepressione anche correlata a terapie salvavita in corso o da più co-morbilità, valutate anche in relazione dell’età, ritengano di rientrare in tale condizione di fragilità.

Pertanto, il concetto di fragilità va individuato “in quelle condizioni dello stato di salute del lavoratore/lavoratrice rispetto alle patologie preesistenti che potrebbero determinare, in caso di infezione, un esito più grave o infausto e può evolversi sulla base di nuove conoscenze scientifiche sia di tipo epidemiologico che di tipo clinico”.

Per i datori di lavoro che non sono tenuti, ai sensi dell’art. 18, co. 1 lett. a), d.lgs. 81/2008, alla nomina di un medico competente, fermo restando la possibilità di nominarne uno per la durata dello stato di emergenza, la sorveglianza eccezionale può essere richiesta ai servizi territoriali dell’Inail che vi provvedono con i propri medici del lavoro.

Il datore di lavoro o un suo delegato possono inoltrare la richiesta di visita medica attraverso l’apposito servizio online “Sorveglianza sanitaria eccezionale”, reso di nuovo disponibile dal 5 novembre 2020 e accessibile dagli utenti muniti di credenziali dispositive.
Per gli utenti non registrati le credenziali possono essere acquisite tramite:

  • Spid;
  • Inps;
  • Carta nazionale dei servizi (Cns);
  • Inail, con l’invio dell’apposito modulo da inoltrare attraverso i servizi online o da consegnare presso le sedi territoriali Inail.

Nel caso di delega da parte del datore di lavoro, deve essere compilato e inoltrato l’apposito modulo “Mod. 06 SSE delega”, reperibile nella sezione dedicata del portale “Moduli e modelli”.

Una volta inoltrata la richiesta dal datore di lavoro o da un suo delegato, viene individuato il medico della sede territoriale più vicina al domicilio del lavoratore.
All’esito della valutazione della condizione di fragilità, il medico esprimerà il giudizio di idoneità fornendo, in via prioritaria, indicazioni per l’adozione di soluzioni maggiormente cautelative per la salute del lavoratore o della lavoratrice per fronteggiare il rischio da SARS-CoV-2 riservando il giudizio di non idoneità temporanea solo ai casi che non consentano soluzioni alternative.

Successivamente all’invio del giudizio di idoneità, il datore di lavoro riceve una comunicazione con l’avviso di emissione della relativa fattura in esenzione da iva per il pagamento della prestazione effettuata. Con decreto interministeriale del 23 luglio 2020 la tariffa dovuta all’Inail per singola prestazione effettuata è stata fissata in € 50,85.

LE MODALITÀ UN PO’ALCHEMICHE DI SOMMINISTRAZIONE DEL VACCINO PFIZER

Da il corriere.it

La vaccinazione anti-Covid, con il vaccino Pfizer, non è proprio una cosa facile. Dietro a quella iniezione nel braccio dei primi volontari, anche vip come il presidente eletto degli Usa Joe Biden e il virologo più noto al mondo, l’americano Anthony Fauci, le cui foto già circolano ovunque nei media, c’è un processo complicato. Intanto le fiale, che devono essere conservate a -75° C, vanno fatte scongelare lentamente: in alcuni casi ci vogliono almeno tre ore.
Dopo di che, possono essere tenute a 2-8° C, per un massimo di cinque giorni.
Ma prima della somministrazione ci sono altri passaggi. Intanto il preparato deve raggiungere la temperatura ambiente, poi occorre capovolgere lentamente le fiale 10 volte (ma non agitarle) e, infine, diluirle in una soluzione di cloruro di sodio, prima della somministrazione (perché ogni fiale è fatta di almeno 5-7 dosi per altrettante persone.

Sembrerebbe una procedura da discipline alchemiche medioevali e invece no: questi dettagli (molto riassunti) si trovano a pagina quattro di una circolare di sette, appena redatta dalla Società Italiana di Farmacia Ospedaliere (Sifo) e dalla Società Italiana farmacisti preparatori (Sifap) e basata sui dati scientifici oggi disponibili con i quali le agenzie regolatorie, che approvano farmaci e vaccini, l’Fda negli Stati Uniti, l’Ema in Europa e l’Aifa in Italia, hanno autorizzato il preparato Pfizer, il primo ad arrivare all’utilizzo pratico in Europa. Commentano Arturo Cavaliere, presidente Sifo, e Paola Minghetti, presidente Sifap: «Il nostro documento vuole essere una risposta tempestiva alla richieste sulle modalità corrette, sicure e appropriate di allestimento e somministrazione del primo vaccino contro Sars-CoV-2».

Mancano i professionisti

Bene le linee-guida, ma il problema è: ci sono professionisti formati per eseguire tutte queste procedure?
La risposta, al momento, è no. E la fanno sentire a gran voce i sindacati, in prima linea l’Anaao (l’Associazione dei medici dirigenti). E anche gli Ordini dei Medici.
Secondo l’Anaao non c’è stata sufficiente formazione e ci sono difficoltà per la partenza della vaccinazione il 27 dicembre, come ha dichiarato al quotidiano La Stampa Guido Coen, a proposito della situazione nel Lazio: «Non sappiamo nulla, né chi deve preparare le dosi, né chi deve somministrarle e la formazione è nelle informazioni che circolano nelle nostre chat»

RX COME TAC CON IL SOFTWARE PACE

Da le scienze

(a) radiografia tradizionale, (b) immagine ottenuta con la TAC e (c) immagine radiografica elaborata con PACE. Grazie ad un miglioramento dei contrasti, è possibile riconoscere come l’elaborazione con PACE metta in evidenza un numero di lesioni polmonari, indicate con la freccia nera, non presenti nella radiografia tradizionale. Gli ingrandimenti (d, e, f) rendono ancora più visibile il confronto e la potenza del metodo, confermato dalle immagini TAC.

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Lo sviluppo della ricerca e delle alte tecnologie realizzato dall’INGV trova applicazione anche in molte altre branche della ricerca scientifica. È il caso dello studio “Pipeline for Advanced Contrast Enhancement (PACE) of Chest X-ray in Evaluating COVID-19 Patients by Combining Bidimensional Empirical Mode Decomposition and Contrast Limited Adaptive Histogram Equalization (CLAHE)” recentemente pubblicato sulla rivista ‘Sustainability’ di MDPI, condotto in collaborazione con l’Università di Messina e l’Università di Catania, per lo sviluppo di un applicativo software chiamato “PACE” prodotto per offrire un importantissimo supporto ai radiologi nella diagnosi e nella cura delle patologie polmonari gravi come quelle causate dal COVID-19.
Infatti, è venuta in aiuto alla diagnostica per immagini applicata ai pazienti affetti da patologie polmonari quella normalmente utilizzata dall’INGV per caratterizzare lo “stato di salute” della crosta terrestre.

“L’analogia tra l’interno della Terra e interno dei polmoni può apparire alquanto audace”, afferma Massimo Chiappini, ricercatore dell’INGV e coautore dell’iniziativa. “Tuttavia questa ricerca nasce proprio dall’intuizione di utilizzare su immagini mediche le stesse tecniche di trattamento delle immagini che utilizziamo normalmente per la rappresentazione del sottosuolo nelle aree soggette a rischio sismico, vulcanico o ambientale”.

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È noto infatti che per i pazienti affetti da gravi patologie polmonari come, negli ultimi tempi il COVID-19, la valutazione radiologica di lesioni polmonari è indispensabile sia per il monitoraggio dell’evoluzione della malattia sia per valutare la risposta alle specifiche terapie. Tuttavia, quest’attività è resa complessa dal fatto che i pazienti, specialmente nelle fasi acute della malattia, non sono collaborativi e/o si trovano in terapia intensiva. In tali situazioni, inoltre, i radiogrammi sono effettuati spesso con strumenti radiografici portatili che, spesso, producono immagini artefatte che ne riducono la leggibilità.

Pertanto, il software PACE, sviluppato dal team multidisciplinare dei ricercatori dell’INGV, dell’Università di Messina (guidato dal prof. Giovanni Finocchio del Dipartimento di Scienze Matematiche e Informatiche, Scienze Fisiche e Scienze della Terra (MIFT) e dal prof. Giuseppe Cicero del Dipartimento di Scienze biomediche, odontoiatriche e delle immagini morfologiche e funzionali) e dell’Università di Catania (guidato dai proff.i Giulio Siracusano e Aurelio La Corte), è stato ideato per risolvere questi problemi di rappresentazione grafica ottimizzando al massimo il contrasto delle immagini radiografiche del torace.

Ad oggi, vista l’urgenza, i medici l’hanno applicato alle immagini raccolte sui pazienti COVID-19 del Policlinico Universitario “G. Martino” di Messina: con PACE è migliorata significativamente la lettura del radiogramma da parte del radiologo. L’algoritmo, infatti, combina lo stato dell’arte di applicativi numerici di elaborazione delle immagini, quali la decomposizione empirica bi-dimensionale, il filtro omomorfico e l’equalizzazione adattiva dell’istogramma in modo opportuno.
“Dal punto di vista clinico” – afferma il prof. Gaeta del Dipartimento di Scienze biomediche, odontoiatriche e delle immagini morfologiche e funzionali dell’Ateneo di Messina, “è stato fondamentale verificare che le informazioni aggiuntive prodotte da PACE fossero reali. Per far questo, sono state effettuate e confrontate congiuntamente le radiografie del torace e quelle delle TAC tradizionali: il grande successo è stato quello di verificare che le lesioni aggiuntive che il software PACE rilevava nelle semplici immagini radiografiche fossero tutte confermate dalle TAC”.

“La ricaduta del software ideato da INGV e dalle Università siciliane è rilevantissima in ambito sociale” afferma Massimo Chiappini.  “Tra i vantaggi, infatti, oltre la evidente riduzione dei costi e di tempi derivante dalla non indispensabilità dei macchinari per la TAC per avere identici risultati diagnostici utili, con l’uso di PACE è sufficiente effettuare un solo intervento sul paziente per l’esame radiografico con un minor rischio di diffusione di malattie virali anche tra gli operatori sanitari come nel caso del COVID-19. Inoltre, questa tecnologia offre la possibilità di applicarla anche in condizioni limite dove l’accesso alla diagnostica TAC non è agevole sia per l’alto numero di degenti interessati sia per i costi della macchina stessa che, nelle aree economicamente poco sviluppate, quali l’Africa ed il Sud America, rappresenta una strumentazione proibitiva”.
Dato l’alto interesse riscontrato in ambito medico, tutti i risultati della ricerca sono a stati messi a disposizione della comunità scientifica liberamente.

Linkhttps://www.mdpi.com/2071-1050/12/20/8573

INTELLIGENZA ARTIFICIALE E CONTROLLO DELLA MMC

Da oshonline.com


L ‘uso delle nuove tecnologie di intelligenza artificiale applicate allo studio della postura e della movimentazione dei carichi puó rappresenta una nuova frontiera nella prevenzione delle malattie professionali. Sul sito di oshonline viene mostrato ad esempio unpiccolo dispositivo indossabile. Tale dispositivo da 2×3 cm comunica  tra la parte superiore della schiena e la spalla ed avvisa chi lo indossa di eventuali movimenti pericolosi attraverso un biofeedback vibro-tattile e uditivo. 

Queste informazioni vengono quindi inviate tramite una APP dello smartphone personale o a un tablet sul posto di lavoro. L’utente  può lavorare scegliendo  3 diversi programmi di formazione di movimentazione manuale  che permettono un training di  10 giorni.  Si possono inoltre valutare in formato anonimo collettivo i dati aggregati.

Il dispositivo indossabile” Mmc  ” é stato sviluppato dalla società Soter per prevenire lesioni alla schiena  e si è dimostrato in grado di ridurre fino al 55% degli infortuni dovuti alla movimentazione manuale in diversi settori, tra cui magazzino, produzione, logistica, vendita al dettaglio, sanità. Insomma un primo passo verso una tecnologia sempre più sofisticata  che ora includerà anche il rischio per le spalle.

Un piccolo dispositivo, enorme prevenzione degli infortuni e riduzione dei costi

Il dispositivo previene lesioni alla spalla e alla schiena  grazie alla possibilità di

  1. Monitorare i movimenti e la postura individuali dei lavoratori e fornire un biofeedback * in tempo reale all’utente mediante dati vibro-tattili, uditivi o visivi su un’app mobile di accompagnamento
  2. Fornire 3 diversi programmi di formazione sulla manipolazione manuale di microapprendimento che possono essere completati in loco
  3. Esporre dati oggettivi su un dashboard di gestione online disponibile per responsabilizzare le organizzazioni fornendo loro informazioni preziose sui rischi di infortunio per migliorare la sicurezza dell’intera forza lavoro

La tecnologia avanzata può cogliere non solo il movimento ma anche la qualità di un movimento

Spalla
Elevazione del braccio
Spinta e trazione Sollevamento
statico del
braccio Movimenti ripetitivi del braccio
Sforzo eccessivo

difettoso Bending

Torsione della colonna vertebrale dorsale
posture statiche
ripetizione dei movimenti ad alta intensità: difettoso sollevamento / abbassamento con ulteriori rischi

La società Soter ha  operato  al massimo per ridurre al minimo gli effetti fastidiosi del dispositivo  (vestibilità, peso, dimensioni, coinvolgimento dell’app, invasività) cercando di rendere Il prodotto facile e confortevole  da usare ed indossare

il sito Web di Soter per ulteriori informazioni www.soteranalytics.com . https://soteranalytics.com/try-soter/

Info@soteranalytics.com

Liberamente tradotto ed adattato da Dott. Alessandro Guerri specialista in medicina del lavoro.

 

Ordinanza di Regione Lombardia n.573/2020

l’Ordinanza di Regione Lombardia n.573/2020, riguardante ulteriori disposizioni per l’emergenza Covid-19.

L’ordinanza è in vigore dall’1 al 14 Luglio 2020.

In particolare:

  • Permane l’obbligo di indossare le mascherine fuori dalla propria abitazione (salve le eccezioni già previste per bambini di età inferiore ai 6 anni, per persone con disabilità incompatibile e di loro relativi accompagnatori),
  • Le attività di lavoro devono essere organizzate nel rispetto dei protocolli di prevenzione di cui al punto 1.3 del provvedimento, a tutela del lavoratore e degli utenti che entri in contatto con il personale.
  • Vengono aggiornate le linee-guida regionali per la disciplina delle attività economiche di cui era già stata disposta la riapertura,
  • A decorrere dal 10 Luglio 2020 potrà essere ripresa l’attività sportiva a contatto,
  • A decorrere dal 10 Luglio 2020 potranno riaprire le discoteche e le sale da ballo.

Coronavirus, scatta l'obbligo di utilizzo delle mascherine nel ...

Nell’ordinanza vi sono delle schede con tutte le regole e norme che alcune categorie di attività devono rispettare.
Tutte le indicazioni riportate nelle singole schede tematiche devono intendersi come integrazioni alle raccomandazioni di distanziamento sociale e igienicocomportamentali finalizzate a contrastare la diffusione del virus in tutti i contesti di vita sociale. A tal proposito, relativamente all’utilizzo dei guanti monouso, considerandone il possibile uso scorretto, si ritiene di privilegiare la rigorosa e frequente igiene delle mani con acqua e sapone o soluzione idro-alcolica o altri prodotti igienizzanti, sia per clienti/visitatori/utenti, sia per i lavoratori (fatti salvi, per questi ultimi, tutti i casi di rischio specifico associato alla mansione). Per tutte le procedure di pulizia e disinfezione, di aerazione degli ambienti e di gestione dei rifiuti si rimanda alle indicazioni contenute nei seguenti rapporti (dei quali resta inteso che va considerata l’ultima versione disponibile): Rapporto ISS COVID-19 n. 19/2020 “Raccomandazioni ad interim sui disinfettanti nell’attuale emergenza COVID-19: presidi medico chirurgici e biocidi”; Rapporto ISS COVID-19 n. 5/2020 “Indicazioni ad interim per la prevenzione e gestione degli ambienti indoor in relazione alla trasmissione dell’infezione da virus SARS-CoV-2”; Rapporto ISS COVID-19 n. 3/2020 “Indicazione ad interim per la gestione dei rifiuti urbani in relazione alla trasmissione dell’infezione da virus SARS-CoV-2”; Rapporto ISS COVID-19 n. 21/2020 “Guida per la prevenzione della contaminazione da Legionella negli impianti idrici di strutture turistico-ricettive e altri edifici ad uso civile e industriale non utilizzato durante la pandemia COVID-19”.

SCHEDE TECNICHE

• Ristorazione
• Stabilimenti balneari e spiagge
• Attività ricettive e locazioni brevi
• Strutture turistico-ricettive all’aria aperta (campeggi e villaggi turistici)
• Rifugi alpinistici ed escursionistici ed ostelli per la gioventù
• Acconciatori, estetisti, tatuatori e piercers, centri massaggi e centri abbronzatura
• Commercio al dettaglio in sede fissa e agenzie di viaggi
• Commercio al dettaglio su aree pubbliche (mercati, fiere, sagre, posteggi isolati e attività in forma itinerante)
• Uffici aperti al pubblico
• Piscine
• Palestre
• Manutenzione del verde
• Musei, archivi e biblioteche e altri luoghi della cultura
• Attività fisica all’aperto
• Noleggio veicoli e altre attrezzature
• Informatori scientifici del farmaco e vendita porta a porta
• Aree giochi per bambini
• Circoli culturali e ricreativi
• Formazione professionale
• Spettacoli
• Parchi tematici, faunistici e di divertimento
• Servizi per l’infanzia e l’adolescenza
• Professioni della montagna
• Guide turistiche
• Impianti a fune e di risalita ad uso turistico, sportivo e ricreativo
• Strutture termali e centri benessere
• Sale Slot, Sale Giochi, Sale Bingo e Sale Scommesse
• Congressi e Manifestazioni Fieristiche di cui all’art. 121 L.R. 6/2010
• Discoteche e sale da ballo

clicca qui per scaricare l’ordinanza con le relative schede.

CALCOLATORE DI RISCHIO SARS2-COV

Alcuni ricercatori cinesi hanno sviluppato e convalidato un punteggio di rischio Covid-19 che può aiutare a prevedere, al momento del ricovero, le possibilità che ha un paziente di progredire verso una forma grave dell’infezione. Il punteggio è stato tradotto in un calcolatore del rischio online che è disponibile gratuitamente. (quotidiano sanità)

OCCHIO SECCO E COMPUTER :IL PARERE DELL ‘ESPERTO

Il centro Oftalmico CARONES é da molti anni sinonimo di eccellenza nel campo oculistico ed Oftalmico.

In questo WEBINAR il Dott Vigo ci spiega tutto ciò che riguarda un disturbo oculistico molto diffuso sicuramente accentuato dall ‘uso ormai sempre più necessario di videoterminalisti.

Buona visione

 

IGIENIZZAZIONE E SANIFICAZIONI: LE NUOVE REGOLE DAL 4 MAGGIO

Da ilsole24ore.it

Da lunedì a ripartire sono anche professionisti imprenditori, alle prese in questi giorni con la gestione del rischio e con i protocolli di sicurezza. In molti casi si fa affidamento sul buon senso, sulla prudenza individuale, sul giudizio di ciascuno.

Come gestire il rischio
L’ultimo Dpcm del 26 aprile scorso prevede che siano le aziende e i professionisti a gestire il rischio e ad adottare le misure di sicurezza idonee ad evitare il contagio. Per le attività produttive il richiamo è ai protocolli del 14 marzo e del 24 aprile scorso, che consentono la riapertura soltanto a condizione che vengano assicurati adeguati livelli di protezione ai lavoratori. In caso di controlli, l’azienda rischia la sospensione fino al ripristino delle condizioni di sicurezza. Se il lavoratore si ammala di Covid-19 durante l’ attività lavorativa, con prova del relativo nesso di causalità quasi diabolica, la responsabilità è del datore di lavoro.
Si tratta infatti di infortunio sul lavoro, come stabilito dall’articolo 42 comma 2 del cosiddetto decreto Cura Italia e ribadito dalla circolare n. 13 dell’Inail dello scorso 3 aprile.
Sul piano pratico, l’allegato 4 del Dpcm dello scorso 26 marzo prevede, tra le altre cose, di pulire le superfici con disinfettanti a base di cloro e alcol. Tutte indicazioni che devono valere anche per i professionisti.

Gli studi professionali
Da lunedì gli studi potranno riaprire in tutta Italia. Due Regioni, per ora Toscana Abruzzo, hanno imposto la sanificazione straordinaria dei locali e degli impianti di aria condizionata. Griglie, bocchette e filtri dell’aria devono essere sanificati da manutentori certificati che rilasceranno una dichiarazione di avvenuto intervento e delle metodologie utilizzate.

Ancora poco chiara quale sia la procedura di sanificazione specifica in grado di scongiurare il rischio di contagio da Covid-19.
In ogni caso, il ministero della Salute ha suggerito per le aziende e per gli studi la sanificazione di tutti gli ambienti.
Il decreto Cura Italia ha previsto per tutti un credito di imposta del 50% per la sanificazione degli ambienti di lavoro e l’acquisto di mascherine e protezioni per un massimo di 20mila euro.

Gli studi odontoiatrici sono ancora in attesa dei protocolli specifici approvati dal Ministero della Salute. Nel frattempo da lunedì riapriranno non solo per le urgenze, garantendo gli standard di sicurezza e protezione più elevati, dettati dagli ordini professionali. I medici odontoiatri si assumeranno in proprio le relative responsabilità professionali in caso di errori.

Gli altri professionisti
Le indicazioni minime previste dall’allegato 4 del Dpcm del 26 aprile scorso devono valere per tutti. Occorrerà quindi sanificare gli ambienti di lavoro, utilizzare la mascherina anche all’interno degli studi, soprattutto quando non si possono rispettare le distanze di sicurezza. È raccomandabile, poi, posizionare in sala d’attesa dispositivi igienizzanti ed evitare contatti fisici con i clienti, oltre a distanziare gli appuntamenti.
Auspicabile mettere a diposizione guanti e mascherine, oltre a posizionare cartelli con indicazioni sul rispetto delle distanze di sicurezza.

La sanificazione degli ambienti di lavoro
Le postazioni di lavoro, spogliatoi, mezzi aziendali, aree comuni, distributori automatici, dovranno essere igienizzati costantemente.
Ogni lavoratore dovrà provvedere alla sanificazione della propria postazione di lavoro utilizzando i prodotti forniti dall’azienda. La pulizia della postazione verrà effettuata all’inizio o alla fine dell’utilizzo della postazione, a seconda del caso. Se la postazione viene utilizzata da più operatori nell’arco della stessa giornata, ogni lavoratore la dovrà sanificare prima dell’utilizzo. Rientrano nella postazione di lavoro anche tavoli, scrivanie, tastiere, mouse, touch screen, pulsantiere, distributori automatici, attrezzature varie.

Spogliatoi, pavimenti, bagni
Dovranno essere igienizzati quotidianamente
Aree comuni e aree pasti
Dovranno essere igienizzate dopo ogni utilizzo. In ogni caso dovrà essere utilizzata dai lavoratori come fosse una postazione di lavoro
Distributori automatici
Il singolo utilizzatore dovrà provvedere a pulire, dopo l’uso, la pulsantiera e la zona di prelievo prodotto
Mezzi aziendali
Dovranno essere igienizzati dopo ogni singolo utilizzo
Gestione delle pause
Saranno differenziate, nei locali saranno presenti cartelli informativi che spiegheranno a lavoratori, soci, collaboratori come usare gli spazi, igienizzarli e lavarsi le mani

TERAPIA ANTIPERTENSIVA E COVID-19 :UN PO ‘ DI CHIAREZZA

 

Dal Cdi centro diagnostico italiano

In questo difficile momento si stanno diffondendo, prevalentemente attraverso la stampa divulgativa ed i social media, notizie allarmanti circa una possibile facilitazione dell’infezione da COVID-19 nei pazienti in trattamento con ACE-inibitori e/o con antagonisti del recettore dell’angiotensina II (cosiddetti “sartani”), farmaci diffusamente utilizzati per la terapia dell’ipertensione arteriosa.

La base di questo allarme teorico è sostanzialmente duplice: sperimentale e clinica.

  • Dal punto di vista sperimentale, osservazioni effettuate sui topi hanno dimostrato che, analogamente al coronavirus della SARS, quello di COVID -19 utilizza il legame ad un recettore di membrana, noto come ACE2, per infettare le cellule. Poiché i livelli di questo recettore sono aumentati in corso di terapia con ACE-inibitori e sartanici, è stato avanzato il dubbio puramente speculativo di un possibile potenziamento dell’azione virale da parte di questi farmaci.
  • Dal punto di vista clinico, di contro, è stato riportato dai medici cinesi nel corso delle prime settimane del focolaio epidemico di Wuhan che l’ipertensione arteriosa rappresenterebbe un fattore di rischio indipendente di aumentata mortalità nei pazienti affetti da COVID -19.

In considerazione del comprensibile allarme suscitato da queste segnalazioni, spesso amplificato da fonti autoreferenziali e non autorevoli, le principali Società scientifiche interessate, ed in particolare il Council on Hypertension della Società Europea di Cardiologia e la Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa-Lega Italiana contro l’Ipertensione Arteriosa, si sono affrettate ad emettere delle comunicazioni ufficiali atte a fare chiarezza sul problema i cui punti essenziali possono essere così riassunti:

  1. Allo stato attuale non esistono evidenze scientifiche sufficienti ad associare l’ipertensione arteriosa alla malattia COVID-19 né in senso causale né prognostico; in altre parole, ad oggi non ci sono prove che la popolazioni degli ipertesi sia sovrarappresentata tra coloro gravemente infetti da COVID-19.
  2. Non esistono evidenze cliniche nell’uomo che associno l’assunzione di ACE-Inibitori o sartani alla malattia COVID-19.
  3. Malgrado alcuni studi sperimentali abbiano addirittura suggerito un possibile effetto protettivo di ACE-Inibitori o sartani, non esistono dati clinici che possano confermare né un effetto dannoso né protettivo nel contesto della pandemia COVID-19.

Conseguentemente, vengono raccomandate le seguenti linee di comportamento:

  • In pazienti ipertesi stabili con o a rischio di infezioni COVID-19, il trattamento con ACE- Inibitori e sartani può essere intrapreso o continuato in accordo alle raccomandazioni contenute nelle linee guida della Società Europea di Cardiologia.
  • Analogamente, tutti i pazienti ipertesi attualmente in terapia con ACE-inibitori e/o sartani possono proseguire il trattamento senza necessità di modifiche.

Conclusioni del tutto analoghe vengono suggerite da uno “Special Report” sull’argomento pubblicato il 31 marzo sul New England Journal of Medicine, la rivista medica più autorevole del pianeta. Oltre che a sconsigliare eventuali modifiche di terapia in pazienti ipertesi ben compensati dall’assunzione di ACE-Inibitori o sartani, gli autori mettono in guardia dal potenziale di rischio derivante da una loro sospensione repentina in categorie di soggetti a rischio aumentato come quelli con esiti di infarto miocardico o affetti da insufficienza cardiaca.

FORSE IL FUMO AGGRAVA IL COVID-19

Da il Giornale.it

di Il fumo aggrava il Covid? Ecco lo studio sui rischi9 Aprile 2020 – 13:36

Secondo una ricerca, la molecola Ace-2 che consente “l’ingresso” del Covid nelle vie polmonari è particolarmente elevata in chi fuma e chi soffre di broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco). In questi soggetti, il virus può essere più aggressivo ma c’è una buona notizia: gli ex-fumatori presentano livelli bassi come chi non ha mai fumato

Che sia la volta buona per smettere di fumare? Se le scritte sui pacchetti di sigarette quali “Il fumo uccide” non hanno poi un così grande impatto sociale, sapere che il Coronavirus si accanisce sui fumatori più incalliti potrebbe far cambiare idea.

Ex-fumatori avvantaggiati

Uno studio condotto alla British Columbia University ed al St. Paul’s Hospital di Vancouver, in Canada, dimostra che i fumatori e coloro che soffrono di broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco) presentano livelli elevati di una molecola chiamata “enzima di conversione dell’angiotensina II” (Ace-2). Proprio l’Ace-2 è un punto d’accesso che consente al virus Sars-Cov-2 di entrare nelle cellule polmonari e causare l’infezione.

Come si legge sul Corriere, la ricerca, pubblicata sulla rivista specializzata European Respiratory Journal, concede una speranza in più a chi decide di smettere: i livelli d Ace-2 negli ex-fumatori sono notevolmente più bassi rispetto a quelli presenti in coloro che continuano a fumare.

La malattia

Ma cos’è la broncopneumopatia cronica ostruttiva? È una malattia dell’apparato respiratorio caratterizzata da un’ostruzione irreversibile delle vie aeree, di entità variabile a seconda della gravità ed è strettamente correlata al fumo di sigaretta che ne rappresenta la causa principale. Oltre all’ostruzione, si associa un’infiammazione progressiva del tessuto polmonare con conseguente difficoltà nel respirare, a livelli più o meno gravi.

I dati che osserviamo dalla Cina suggeriscono che i pazienti con Bpco hanno un rischio maggiore di esiti peggiori da Covid-19 — conferma Janice Leung, l’autrice dello studio – Abbiamo ipotizzato che ciò sia dovuto ai livelli elevati di Ace-2 nelle vie aeree, che potrebbero forse rendere più facile l’ingresso del virus e lo sviluppo dell’infezione“.

Lo studio

Il team di ricerca ha analizzato alcuni campioni prelevati dai polmoni di 21 pazienti affetti da Bpco e di 21 persone in salute, ha misurato il livello di Ace-2 e lo ha confrontato con specifiche situazioni distinguendo tra soggetto fumatore, ex fumatore o che non aveva mai acceso una sigaretta. Il risultato è stato chiaro: i livelli più elevati di Ace-2 sono stati osservati nei pazienti con Bpco, ma anche nei fumatori.

I ricercatori, hanno successivamente confrontato le loro conclusioni con due studi precedenti condotti su 249 persone (anche in questo caso suddivise tra fumatori, ex fumatori e non fumatori) avendo la conferma che i livelli della molecola Ace-2 sono particolarmente alti nei soggetti che fanno uso di tabacco ed inferiori in coloro che non hanno mai avuto il vizio o che hanno smesso.

Smettere di fumare”

«I pazienti con Bpco dovrebbero attenersi rigorosamente al distanziamento sociale e all’igiene delle mani consigliata per prevenire l’infezione — afferma Leung, che sottolinea come chi ha smesso di fumare torna quasi ai livelli di chi non ha mai acceso una sigaretta – Abbiamo però scoperto che gli ex fumatori hanno livelli di Ace-2 simili rispetto a chi non ha mai acceso una sigaretta. Questo dato suggerisce che non c’è mai stato un momento migliore per smettere di fumare, anche per proteggersi da COVID-19“.

Se da un lato gli studi mettono in guardia i fumatori, dall’altro non si è ancora trovata la possibilità di modificare questa molecola per far guarire i malati di Covid. “Lo studio fornisce alcune informazioni interessanti sul perché alcune persone potrebbero essere più a rischio di altre – afferma Tobias Welte, della European Respiratory Society – non ci dice, però, se è possibile manipolare i livelli di Ace-2 per migliorare la sopravvivenza nei pazienti con infezione da Covid-19 (con farmaci chiamati Ace-inibitori, ndr) o se questo potrebbe fare la differenza nei pazienti con Bpco“.