RUMORE E VIBRAZIONI

GIORNALE ITALIANO DI MEDICINA DEL LAVORO ED ERGONOMIA 2019 E ARCHIVI

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Giornale Italiano di Medicina del Lavoro ed Ergonomia

Volume XLI – N. 4 Ottobre-Dicembre 2019

In questo volume sono presenti 20 articoli:

1. Nuovi criteri internazionali per la valutazione del rischio vascolare e la stadiazione clinica della sindrome da vibrazioni mano-braccio (Massimo Bovenzi) SCARICA
2. La valutazione dei rischi da radiazioni ottiche: metodi, casi studio, criticità (Iole Pinto, Andrea Bogi, Francesco Picciolo, Nicola Stacchini) SCARICA
3. La valutazione del rischio da esposizione a CEM con particolare riguardo alla tutela dei soggetti sensibili (Rosaria Falsaperla, Eugenio Mattei, Federica Censi, Andrea Bogi, Iole Pinto, Giovanni Calcagnini) SCARICA
4. Metodi e strumenti sanitari per l’idoneità lavorativa dei soggetti particolarmente sensibili a CEM (Fabriziomaria Gobba) SCARICA
5. I rischi per la salute e la sicurezza nel lavoro portuale: aggiornamento della revisione narrativa della letteratura (Anna Barbieri, Laura Sabatini, Francesca Graziosi, Elena Severi, Gianpiero Mancini, Francesco Saverio Violante) SCARICA
6. L’approccio armonizzato alla salute e sicurezza nei porti italiani: l’esperienza del gruppo tecnico interregionale sui porti e le navi (Giulio Andrea Tozzi) SCARICA
7. Salute e sicurezza sul lavoro in ambito portuale e governo dei processi sociali e di sviluppo economico (Giovanni Civranÿ) SCARICA
8. L’organizzazione della prevenzione nel porto di Ravenna (Gianpiero Mancini, Giampiero Lucchi, Elio Elia, Sandra Olanda, Francesco Martinini, Mauro Rossetto, Raffaella Angelini) SCARICA
9. Lo strumento dell’AUDIT nella gestione della sicurezza sul lavoro nelle aziende che operano nell’area portuale di Trieste. Un progetto di prevenzione interistituzionale (Paolo Toffanin, Valentino Patussi, Giuseppe Camponna) SCARICA
10. Allergia a caffè verde ed esposizione a particelle ultrafini nei lavoratori del porto di Triesteonomico (Francesca Larese Filonk) SCARICA
11. Effects of transportation noise and particulate matter on the cardiovascular system: What is the new evidence? (Martin Rööslian) SCARICA
12. Limiti e potenzialità dell’analisi combinata epigenetica e trascrizionale su ampia scala per individuare obiettivi terapeutici nelle malattie cardiovascolari (Roberta Paolillo, Nicola Boccella, Stefania D’Apice, Giovanni Esposito, Cinzia Perrino) SCARICA
13. Allostatic Load as a mediator of the association between psychosocial risk factors and cardiovascular diseases. Recent evidence and indications for prevention (Giovanni Veronesi, Marco Cavicchiolo, Marco M. Ferrario) SCARICA
14. Impatto della riabilitazione cardiaca ambulatoriale per la ripresa dell’attività lavorativa del cardiopatico1? (Sara Doimo, Antonella Cherubini, Patrizia Maras, Donatella Radini, Andrea Di Lenarda, Gianfranco Sinagra?) SCARICA
15. Idoneità lavorativa nel cardiopatico: valutare i rischi fisici e psico-sociali‚ (Rossana Borchini, Marco M. Ferrario) SCARICA
16. I rischi nei laboratori di ricerca: i rischi di tipo chimico,3 (Domenico M. Cavallo, Andrea Cattaneo, Andrea Spinazzèna) SCARICA
17. Esposizione a nanoparticelle nei laboratori di ricercaa (Ivo Iavicoli, Veruscka Leso, Luca Fontana) SCARICA
18. Allergia da animali da laboratorio (Massimo Corradi, Luisella Selis, Giovanna Pela’, Paola Mozzoni, Roberta Andreoli, Matteo Goldoni) SCARICA
19. Rischio biologico nei laboratori di ricercaso1 (Stefano Porru, Marco Chiappin, Nicolò Sfrisop) SCARICA
20. In memoriam
Francesco Candura (1929-2019) ()
SCARICA

Giornale Italiano di Medicina del Lavoro ed Ergonomia

Volume XLI – N. 3 Luglio-Settembre 2019

1. La “nuova direttiva cancerogeni” dell’Unione Europea: gli impegni che ci attendono, le nuove opportunità che ci si presentano (e non dobbiamo sprecare) in Italia (Roberto Calisti) SCARICA
2. Gammopatia monoclonale di incerto significato (MGUS) e fattori occupazionali di rischio: criteri di attuazione della sorveglianza sanitaria (Giuseppe Taino, Lorenzo Bordini, Cecilia Sarto, Sara Porro, Francesco Chirico, Enrico Oddone, Marcello Imbriani) SCARICA
3. Infortuni sul lavoro nelle micro e piccole imprese nel periodo 2013-2015 in provincia di Roma (Giuseppe La Torre, Ferdinando Petronzi, Giorgio Bollini, Alice Mannocci, Sabina Sernia) SCARICA
4. Percezione dei rischi e personalità: una ricerca nel settore dei trasporti (Dario Cafagna, Massimiliano Barattucci) SCARICA
5. Proposta di un metodo per la valutazione del rischio di burnout negli insegnanti: il VA.RI.B.O (VAlutazione RIschio Burn-Out) (Francesco Chirico, Giuseppe Taino, Nicola Magnavita, Ines Giorgi, Giuseppe Ferrari, Maria Carmela Mongiovì, Marcello Imbriani) SCARICA
6. Influence of socioprofessional determinants on teachers’ mental well-being (Aouatef Mahfoudh, Ahlem Bakhrouf, Ines Rassas, Hajer Ammar, Lamia Bouzgarrou, Amira Omrane, Adnene Henchi, Mohamed Akrout, Taoufik Khalfallah) SCARICA
7. Il lavoro in un cantiere in alta quota: generalità fisiopatologiche e analisi di una casistica occupazionale (Giuseppe Taino, Guido Giardini, Alberto Delogu, Roberto Foti, Enrico Oddone, Marcello Imbriani) SCARICA
8. Congress of the United States, Ramazzini Institute and its affiliates, IARC: questions on scientific transparency (Enrico Pira, Maria Luigia De Piano, Michael Declementi, Alessandro Godono, Denis Longo) SCARICA
9. 100 Hz Localized vibration increases ipsilateral cerebellar areas activity during a motor task in healthy subjects: Three Cases Report (Roberto Casale, Cira Fundar, Zaira Symeionidou, Anna Furnari, Nicola Taiocchi, Caterina Galandra) SCARICA

Giornale Italiano di Medicina del Lavoro ed Ergonomia

Volume XLI – N. 2 Aprile-Giugno 2019

1. Il modello clinico ICD-ICF di cure ospedaliere (Egidio Traversi, Isabella Springhetti, Mario Melazzini, Gianni Giorgi) SCARICA
2. Misure di valutazione e abbinamento dei codici ICF in medicina riabilitativa: la sfida del passaggio dalla teoria alla pratica (Anna Giardini, Michele Vitacca, Roberto Pedretti, Antonio Nardone, Luca Chiovato, Antonio Spanevello, a nome del gruppo ICF Maugeri) SCARICA
3. Percorsi diagnostico terapeutici assistenziali anche riabilitativi o riabilitazione “da scarico”? (Tommaso Redaelli, Stefania Moro, Giacomo Corica, Claudio Garbelli, Egidio Traversi) SCARICA
4. Verso un’ontologia di riferimento per i sistemi informativi in medicina riabilitativa: il nomenclatore delle prestazioni riabilitative (Paolo De Nardi, Gianni Giorgi, Alessandro La Manna, Silvia Traversoni, Anna Giardini) SCARICA
5. La medicina riabilitativa e i criteri di appropriatezza: tra cronicità, multimorbilità e complessità (Domenico Scrutinio, Mauro Carone) SCARICA
6. Nuovo concetto di spazio riabilitativo nell’era della Digital Health in riabilitazione cardio-respiratoria (Antonio Mazza, Mara Paneroni, Michele Vitacca, Marco Ambrosetti) SCARICA
7. La Palestra Digitale in ambito neuromotorio (Isabella Springhetti) SCARICA
8. Il percorso ambulatoriale ICD-ICF in terapia occupazionale (Monica Panigazzi, Edda Maria Capodaglio, Elena Prestifilippo, Silvia Traversoni, Claudia Quaccini, Marcello Imbriani) SCARICA
9. Invecchiamento della popolazione attiva, modello clinico ICD-ICF e Medicina del lavoro e della Riabilitazione (Marcello Imbriani, Giuseppe Taino, Monica Panigazzi, Edda Capodaglio, Enrico Oddone, e gli altri componenti del Dipartimento di Medicina del Lavoro, Ergonomia, Tossicologia e Rischi ambientali, ICS Maugeri IRCCS) SCARICA
10. Implementazione del modello ICD-ICF in medicina riabilitativa: presentazione di un caso clinico in cardiologia riabilitativa (Sergio Masnaghetti, Federica Gramegna, Paola Mariani, Giulia Contardina Salvaneschi , Simona Sarzi Braga) SCARICA
11. Implementazione del modello ICD-ICF in medicina riabilitativa: presentazione di un caso clinico in riabilitazione respiratoria (Cinzia Lastoria, Serena Cirio, Raffaella Bido, Piero Ceriana, Michele Vitacca) SCARICA
12. Implementazione del modello ICD-ICF in medicina riabilitativa: presentazione di un caso clinico in riabilitazione neuromotoria (Gioacchino Castronovo, Angela De Palo, Domenico De Cicco) SCARICA

Giornale Italiano di Medicina del Lavoro ed Ergonomia

Volume XLI – N. 1 Gennaio-Marzo 2019

1. Le tutele del lavoratore con patologie oncologiche e il ruolo del medico competente per il suo reinserimento lavorativo (Fabrizio Caldi, Giovanni Guglielmi, Alfonso Cristaudo) SCARICA
2. Pendolarismo e lavoro: effetti sulla salute di una popolazione di lavoratori interessati dal fenomeno (Giuseppe Taino, Enrico Oddone, Gina Bianco, Giorgia Malagò, Ennio Pucci, Maria Carmela Mongiovì, Marcello Imbriani) SCARICA
3. Patologie professionali correlate ad attività di movimentazione manuale di carichi (Renato Nardella) SCARICA
4. Le scale di misura della soddisfazione lavorativa: una rassegna critica (Palmira Faraci, Paola Magnano, Giusy Danila Valenti) SCARICA
5. Valutazione del burnout nel personale dipendente del reparto di Ematologia di un Policlinico Universitario (Alice Mannocci, Cristina Sestili, Federico Carlevale, Clara Minotti, Maria De Giusti, Paolo Villari, Roberto Foà, Claudio Cartoni, Giuseppe La Torre) SCARICA
6. Assessment of functional status and rehabilitative strategies in occupational therapy: role of the Groningen Activity Restriction Questionnaire (Eliana Giambelluca, Monica Panigazzi, Abdo Saade, Marcello Imbriani) SCARICA
7. Critical Illness Polyneuropathy (CIP): a multicenter study on functional outcome (Zaira Symeonidou, Kassiani Theodoraki, Athanasios Chalkias, Erifili Argyra, Roberto Casale) SCARICA

 

ARCHIVI

Giornale Italiano di Medicina del Lavoro ed Ergonomia

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EFFETTI OTOLESIVI COMBINATI DI RUMORE E FUMO DI SIGARETTA

L’effetto combinato del fumo di sigaretta e dell’esposizione al rumore professionale sulla perdita dell’udito è stato raramente valutato tra la popolazione cinese, in particolare tra le donne. Questo studio trasversale è stato condotto su 11196 partecipanti allo studio di coorte Dongfeng-Tongji. Il consumo di sigarette  è stato valutato  attraverso la  auto-compilazione di un questionario e l’esposizione al rumore professionale è stata valutata attraverso la valutazione del livello di rumore Lep sul luogo di lavoro .

La perdita dell’udito è stata definita come una media di tono puro di 25 dB o superiore a 0,5, 1, 2 e 4 kHz in entrambe le orecchie. Rispetto ai partecipanti senza esposizione a rumore professionale, il rischio di perdita dell’udito era significativamente maggiore per la durata dell’esposizione al rumore ≥20 (OR = 1,45, IC 95% = 1,28–1,65). L’associazione era particolarmente evidente tra gli individui maschi (OR = 1,74, IC 95% = 1,45–2,08) e di età ≥ 70 (OR = 1,74, IC 95% = 1,30-2,33). Allo stesso modo, i rischi sono aumentati con l’aumentare dei pacchetti di sigarette per anni di esposizione a rumore nei maschi e in tutte le fasce d’età, ad eccezione di quelli di età <60 anni.

Per quanto riguarda l’effetto combinato, il rischio di perdita dell’udito è stato più elevato per la durata dell’esposizione al rumore ≥20 e per il numero dei pacchetti-anni ≥25 (OR = 2,41, IC 95% = 1,78–3,28), specialmente tra i maschi (OR = 2,42, IC 95% = 1,74–3,37) e quelli di età ≥70 (OR = 2,76, IC 95% = 1,36–5,60). Il fumo può essere un fattore di rischio indipendente per la perdita dell’udito. E può influenzare sinergicamente l’udito quando combinato con l’esposizione al rumore professionale, specialmente tra maschi e partecipanti più anziani.

dalla rivista nature.com

Liberamente tradotto e adattato da dott Alessandro Guerri medico specialista in medicina del lavoro

articolo completo scaricabile qui cliccando su LINK

IPOACUSIA E RISCHIO CARDIOVASCOLARE

OBIETTIVO: le relazioni tra “Il metodo  di valutazione della salute cardiovascolare, Life’s Simple 7 (LS7) e l’udito in una coorte di studio cardiovascolare afro-americana.

METODI: Utilizzando la coorte di afroamericani del Jackson Heart Study, sono state valutate le relazioni tra la metrica del punteggio LS7 e l’udito di 1314 individui. Sono stati raccolti dati audiometrici standard e la perdita dell’udito è stata definita come una media a quattro frequenze di 500, 1000, 2000 e 4000 Hz maggiore di 25 dBHL (PTA4). Sono stati anche misurati gli acufeni e  le vertigini riportate. Lo strumento di punteggio LS7,  che consiste in sette singole categorie (astinenza dal fumo, indice di massa corporea, attività fisica, dieta sana, colesterolo totale <200 mg / dL, normotensione e assenza di diabete mellito), è stato usato come misura del rischio cardiovascolare generale . Ogni categoria dell’LS7 era suddivisa in sottogruppi  per reddito poveri, intermedi e con reddito ideale, in conformità con la Task Force e il Comitato statistico dell’American Heart Association. Sono stati costruiti modelli di regressione gamma e di regressione logistica non aggiustati e adeguati per determinare le relazioni tra LS7 e perdita dell’udito.

RISULTATI: punteggi totali LS7 più elevati (per aumento di 1 unità) sono stati associati a PTA4 inferiore nelle analisi di regressione gamma (RR = 0,942, IC al 95%, 0,926-0,958, P <0,001). Ciò è risultato vero anche dopo aggiustamenti per età, sesso, istruzione e storia di esposizione al rumore. Utilizzando analisi di regressione logistica per confrontare i punteggi LS7 con la presenza di perdita dell’udito, acufene e vertigini; solo la perdita dell’udito ha mostrato una relazione staticamente significativa dopo aggiustamenti per età, sesso, istruzione e storia di esposizione al rumore.

CONCLUSIONI: Questo studio mostra un’associazione significativa e graduale tra i sette indicatori di salute cardiovascolare  e la minore incidenza di perdita dell’udito minore è il rischio cardiovascolare minore è la perdita di udito.

© 2019 The American Laryngological, Rhinological and Otological Society, Inc.

Liberamente tradotto ed adattato da dott Alessandro Guerri medico specialista in medicina del lavoro

TRE MOSSE DI ACUSTICA PER RIDURRE IL RUMORE

L’ipoacusia da rumore è una delle più note malattie professionali  . Riuscire a controllare l’esposizione dei lavoratori ed a gestire il rischio rumore rappresenta una importante sfida per i datori di lavoro

Da un punto di vista operativo tale obbiettivo  si può semplificare nelle seguenti operazioni di acustica:

1. Ridurre la quantità di rumore prodotta da un determinato processo, operazione o attività.

2. Bloccare , contenere  e dissipare il suono.

3. Ridurre il riverbero eccessivo della stanza.

Questo è tutto. Tre opzioni semplici e chiare.

Alcune basi importanti dell’acustica

Il motivo per cui tutte le misure di controllo del rumore interno rientrano in queste  tre grandi categorie deriva dal fatto fondamentale dell’acustica che ci sono fondamentalmente solo quattro fattori che determinano il livello sonoro in una determinata posizione all’interno:

i livelli di emissione sonora delle sorgenti sonore nella stanza ;

qualsiasi misura fisica che possa impedire o dissipare il suono mentre si propaga dalle fonti alle posizioni di interesse;

le distanze dalle fonti ai luoghi di interesse e la quantità di riverbero. (Il riverbero è la tendenza del suono a persistere e si verifica a seguito del suono che rimbalza all’interno di uno spazio chiuso, riflettendo e ri-riflettendo su molte superfici della stanza. L’eccessivo riverbero in una stanza aumenta la quantità di rumore consentendo il suono da costruire in modo cumulativo.)

Supponendo che le distanze generalmente non possano essere modificate tra le fonti sonore e le posizioni dei lavoratori, gli altri tre fattori corrispondono alle tre categorie di misure di controllo del rumore.

Per motivi che tratteremo nelle sezioni seguenti, ridurre la quantità di suono prodotta da un determinato processo o operazione è il metodo di controllo del rumore più efficace, ma spesso è anche il più difficile da implementare. Il blocco o il contenimento e la dissipazione del suono è il successivo metodo di controllo del rumore più efficace e copre tutti i metodi più comunemente utilizzati. La riduzione del riverbero della stanza è efficace solo in un numero molto limitato di casi.

Riduzione della quantità di suono prodotta

Quando è possibile trovare un modo per ridurre o eliminare il suono generato da un particolare processo di produzione, farlo è in genere la soluzione più efficace.

Alcuni metodi di produzione sono intrinsecamente rumorosi quando, in effetti, potrebbe esserci un metodo più silenzioso per raggiungere lo stesso compito di produzione. Ad esempio, è comune utilizzare aria compressa Nelle operazioni industriali . È inoltre comune utilizzare tramogge rotanti / vibranti per orientare le parti leggere prima che vengano alimentate in un’unità di elaborazione. L’intenso “sibilo” dell’aria compressa e il rotolamento delle parti in una tramoggia possono creare livelli che superano notevolmente i limiti di esposizione al rumore sul luogo di lavoro.

Mentre questo rumore può essere difficile da ridurre, ci possono essere soluzioni semplici trovando metodi di trasporto o di smistamento alternativi. Allo stesso modo, alcune superfici della macchina come le protezioni di sicurezza in lamiera leggera possono agire come un altoparlante e trasformare efficacemente le vibrazioni silenziose di una macchina in un suono di alto livello, per la vibrazione del pannello. Se questi pannelli solidi leggeri possono essere sostituiti con pannelli perforati, diventano inefficienti nel movimento dell’aria e quindi non convertono l’energia vibratoria in energia acustica.

Spesso non sono disponibili metodi alternativi più silenziosi per svolgere il compito di produzione, in particolare nei casi di metodi di lavorazione o nelle complesse fasi di lavorazione nella produzione di prodotti farmaceutici, petrolchimici, microcomponenti, ecc.

Nei pochi casi in cui è possibile ridurre la generazione di rumore alla fonte, la soluzione deve essere il prodotto di uno sforzo congiunto in un team di ingegneria di processo e il consulente del rumore. E, in molti casi, non è possibile ridurre il rumore generato alla fonte.

Controllo del riverbero con assorbimento acustico

Ridurre il riverbero è un altro metodo che, sfortunatamente, è efficace solo in un numero relativamente piccolo di casi. Tuttavia, è importante comprendere i vantaggi e i limiti dell’utilizzo di materiali acusticamente assorbenti per ridurre il riverbero.

Quando il suono viene rilasciato in qualsiasi spazio chiuso, come una stanza o l’interno di un involucro di una macchina, quelle onde sonore continueranno a viaggiare all’interno dello spazio fino a quando non vengono assorbite attraverso riflessi successivi dalle superfici interne. Se le superfici interne sono principalmente riflettenti, l’energia acustica si accumula e i livelli sonori risultanti saranno maggiori – a volte molto più grandi – che se la stessa quantità di suono fosse rilasciata in uno spazio non chiuso o in uno con un adeguato assorbimento acustico.

Quando questo accumulo di suono si verifica in una stanza, viene chiamato “riverbero”. Se la superficie finisce in una stanza non fornisce un adeguato assorbimento acustico, il riverbero può essere eccessivo, il che può elevare negativamente i livelli sonori all’interno. Allo stesso modo, se c’è un assorbimento acustico piccolo o assente all’interno di un involucro della macchina, i livelli sonori interni aumenteranno fino a quando la quantità di suono trasmessa attraverso le pareti dell’involucro si avvicina alla quantità di suono emesso dalle sorgenti all’interno, in modo tale che l’involucro fornirà un contenimento minimo del suono.

Pertanto, l’assorbimento acustico è un elemento importante nel controllo del rumore. Se un involucro attorno a una macchina deve fungere da involucro acustico, deve includere un certo assorbimento acustico interno per dissipare il suono contenuto; altrimenti, sarà inefficace.

Mentre l’assorbimento acustico è importante nel controllo del riverbero, spesso esiste già un adeguato grado di assorbimento acustico naturale in molte stanze come gli arredi delle stanze, i pannelli del soffitto e gli stessi occupanti, che possono già permettersi un assorbimento apprezzabile. In questi casi, l’aggiunta di assorbimento aggiuntivo comporta un vantaggio incrementale minimo, come deflettori acustici sospesi, pannelli di parete in vetroresina o schiuma o isolanti del soffitto in fibra

Inoltre, è importante capire che il livello sonoro totale che colpisce l’orecchio di un lavoratore è composto da due parti: il suono diretto e il suono riverberante. La parte diretta del suono è influenzata solo dal volume della (e) sorgente (i), dalla distanza tra la sorgente e il lavoratore e da qualsiasi cosa che ostacoli il viaggio del suono dalla sorgente al lavoratore. Il suono riverberante è influenzato dalla geometria della stanza e dalla quantità di assorbimento acustico.

Nelle stazioni di lavoro vicine a una sorgente sonora, la componente diretta del suono è in genere molto maggiore della componente riverberante, in modo tale che una riduzione del suono riverberante avrà un effetto minimo o nullo sul livello sonoro totale. Pertanto, nella maggior parte dei casi, il controllo del riverbero ridurrà solo i livelli sonori nelle aree lontane dalle apparecchiature di produzione, in genere luoghi in cui i lavoratori sono raramente presenti. L’esperienza dimostra che l’uso di trattamenti assorbenti per ridurre il riverbero della stanza è raramente una soluzione acusticamente efficace o economica sul posto di lavoro.

Bloccare o contenere e dissipare il suono

Un altro sistema di controllo è legato ovviamente alle misure di progettazione Con un considerevole margine, le misure di controllo del rumore con la più ampia applicabilità nell’ambiente di lavoro industriale sono l’hardware di controllo del rumore progettato. Esistono molti tipi, ma in sostanza sono tutti esempi di blocco del suono o di contenimento e assorbimento. Le seguenti sezioni descrivono i metodi di controllo del rumore più comuni e collaudati.

Barriere antirumore e recinzioni acustiche. Le barriere antirumore, di solito sotto forma di un muro di rumore o di altri ostacoli, bloccano il suono, creando un ‘”ombra acustica” per un’area protetta. Contrariamente a un involucro acustico completo, una barriera antirumore è in genere aperta sulla parte superiore o su uno o più lati. Sebbene le barriere antirumore siano efficaci all’esterno, di solito hanno un beneficio minimo all’interno a causa del riverbero o di discreti riflessi acustici (ad esempio, dal soffitto).

Una certa quantità di suono si diffonde sempre sopra o intorno ai lati aperti della barriera. Pertanto, gli involucri acustici completi sono generalmente la misura di controllo del rumore più comune ed efficace nell’ambiente di produzione.

Un contenitore acustico funziona contenendo efficacemente il suono e quindi dissipandolo per assorbimento. Per contenere il suono, le pareti dell’involucro devono essere impermeabili all’aria e avere una massa sufficiente (a seconda della grandezza e della frequenza del suono contenuto).

Eventuali aperture nella custodia, ad es. Per consentire l’ingresso e l’uscita del prodotto o l’aria di ventilazione / raffreddamento, devono essere dotate di silenziatori o passaggi acusticamente allineati. In caso contrario, eventuali giunti, spazi vuoti o crepe devono essere sigillati ermeticamente. Anche una piccola lacuna o apertura non silenziata può degradare drasticamente il contenimento del suono.

In alcuni casi, le apparecchiature destinate al controllo del rumore dispongono già di custodie integrate per motivi di sicurezza o di qualità del prodotto. Tuttavia, a causa di aperture o lacune e dell’assenza di assorbimento acustico interno, non offrono naturalmente un beneficio acustico apprezzabile. A volte questi involucri possono essere aggiornati per funzionare come efficaci misure di controllo del rumore sigillando gli spazi vuoti, fornendo assorbimento interno e progettando aperture silenziate per l’ingresso / l’uscita dei materiali del prodotto e l’aria di raffreddamento.

Ritardo acustico. Per tubi e recipienti, il “rallentamento” acustico (avvolgimento) è un metodo di controllo del rumore comune, in quanto può essere meno ingombrante di un involucro acustico completo. In sostanza, il ritardo acustico è semplicemente un involucro acustico supportato sulla superficie della fonte di rumore stessa. È costituito da uno o più strati di materiale fibroso o poroso, potenzialmente uno o più zoccoli intermedi, strati di barriera impermeabili all’aria e una camicia esterna impermeabile all’aria pesante.

Il materiale di rivestimento più comune è costituito da un rivestimento protettivo in alluminio o acciaio inossidabile, con vinile caricato in massa inerte laminato sul lato posteriore, rivolto verso l’isolamento ed è disponibile presso i fornitori di sistemi di controllo del rumore. Per attrezzature di forma complessa, sono disponibili prodotti in mastice per la copertura esterna, che possono essere applicati a spatola sopra lo strato isolante e che quindi polimerizzano in tale posizione. Gli strati fibrosi o porosi forniscono assorbimento acustico, ma fungono anche da supporto resiliente per il rivestimento esterno contenente suono al fine di disaccoppiarlo parzialmente dalla superficie vibrante del tubo o del vaso.

È importante notare che la massima riduzione del rumore possibile dal ritardo nell’acustica è inferiore a quella di un involucro acustico completamente disaccoppiato a causa del contatto tra la superficie della sorgente di rumore e la camicia esterna. Inoltre, mentre il ritardo acustico è efficace per il rumore ad alta frequenza, nell’intervallo da 500 a 5000 Hz, tende ad amplificare il suono alle basse frequenze ed è quindi inadatto per le fonti che producono un rumore a bassa frequenza apprezzabile.

Silenziatori e Louvres Acustici. Un silenziatore è una misura di controllo del rumore comune ed efficace che consente il flusso di aria o altri gas ma che rimuove una parte dell’energia acustica dal flusso di gas che lo attraversa. I silenziatori possono essere montati sull’aspirazione o sull’uscita di un ventilatore o in un’apertura di ventilazione in un armadio.

Tutti i silenziatori restringono il flusso d’aria in una certa misura, con conseguente contropressione aggiuntiva al percorso del flusso. In genere, la contropressione aggiuntiva aumenta con l’aumentare dell’attenuazione acustica, quindi le prestazioni acustiche devono essere bilanciate rispetto alla contropressione incrementale consentita che il sistema può accogliere. La contropressione aggiuntiva può generalmente essere ridotta al minimo utilizzando silenziatori con dimensioni e / o lunghezza della sezione trasversale maggiori, se lo spazio disponibile lo consente.

Riepilogo conclusivo

La migliore soluzione di controllo del rumore dipende sempre dalle specifiche delle apparecchiature rumorose, dall’impostazione in cui si trova e dal modo in cui i lavoratori devono interagire con i processi di produzione. Nella maggior parte dei casi, è necessaria una combinazione dei metodi discussi sopra. La chiave per risolvere un problema di rumore esistente – o prevenirne uno in fase di progettazione – è identificare le fonti di rumore e i percorsi di trasmissione dominanti, classificarli e selezionare il migliore combinazione di soluzioni ingegnerizzate di controllo del rumore basate sulla comprensione dei fondamenti dell’acustica di cui sopra.

Articolo originale
Rob Stevens, MASc, PEng, è un ingegnere acustico della HGC Engineering, una delle più grandi società di consulenza ingegneristica del Nord America specializzata esclusivamente in rumore, vibrazioni e acustica.

  • Liberamente tradotto e adattato  da dott Alessandro Guerri medico specialista in medicina del lavoro

DEFICIT VESTIBOLARI CON RUMORE E VIBRAZIONI


L’esposizione cronica alle vibrazioni su tutto il corpo può influenzare il sistema gastrointestinale, la colonna lombare, il sistema vascolare periferico e il sistema vestibolo-cocleare.

OBIETTIVI : Lo scopo di questo studio era di valutare gli effetti delle vibrazioni sul sistema vestibolare in ambienti rumorosi e privi di rumore utilizzando il test dell’impulso della testa video (vHIT).

MATERIALE E METODI: Sono stati arruolati 138 dipendenti  per questo studio. Il gruppo 1 è stato esposto a vibrazioni e rumore. Gruppo 2 è stato esposto solo a vibrazioni, senza esposizione a rumore. Il gruppo 3 non è stato esposto a rumore o vibrazioni.

RISULTATI:

41 deficit dei canali semicircolari  sono stati osservati in 41 degli 84 partecipanti nel Gruppo 1

7 su 24 partecipanti nel Gruppo 2

1 su 30 partecipanti nel Gruppo 3.

Vi erano più deficit di canale nel Gruppo 1 e nel Gruppo 2, rispetto al Gruppo 3 (p <.05). Non c’era alcuna differenza significativa tra il Gruppo 1 e il Gruppo 2 in termini di deficit del canale (p> 0,05).

CONCLUSIONI E SIGNIFICATO: il deficit del canale semicircolare può essere visto come l’effetto sinergico di rumore e vibrazioni.

Tradotto liberamente da

dott. Alessandro Guerri medico specialista in medicina del lavoro


Testo completo sul sito del giornale

Acta Otolaryngol. 2019 Nov;139(11):1014-1018. doi: 10.1080/00016489.2019.1666213. Epub 2019 Sep 19.

 

STUDIO CRITICO DELLE INFORMAZIONI ON LINE SUGLI ACUFENI

Si usa il termine acufene (o tinnito) per indicare la condizione in cui viene percepito un rumore in una o in entrambe le orecchie, oppure nella testa, anche se dall’esterno non proviene alcun suono.

Circa 2.5-5 milioni di italiani convivono con l’acufene, ma il disturbo ha caratteristiche diverse a seconda del paziente: sia come intensità sia come frequenza.

Tra le cause occupazionali il Tinnitus si associa all ‘ipoacusia da rumore

LO STUDIO SU NOISE AND HEALTH

Materiali e metodi:

I 100 video di acufene più visti sono stati codificati manualmente.

Per prima cosa sono stati identificati le fonti del caricamento ovvero chi aveva eseguito l‘upload : paziente , professionista sanitario, clip televisivo e clip basato su Internet.

In secondo luogo, i video sono stati analizzati per accertare quali informazioni pertinenti contenevano in un foglio informativo dell’attuale Istituto nazionale sulla sordità e altri disturbi della comunicazione.

risultati:

Dei video, 42 erano generati dai pazienti , 33 dai media e 25 dai professionisti. Collettivamente, i 100 video sono stati visualizzati quasi 9 milioni di volte. Le probabilità di menzionare “acufene oggettivo” nei video dei  professionisti erano 9,58 volte quelle di fonti multimediali [odds ratio (OR) = 9,58; Intervallo di confidenza al 95% (CI): 1,94, 47,42; P = 0,01], mentre queste probabilità nei video dei pazienti erano il 51% dei video generati dai media (OR = 0,51; IC 95%: 0,20, 1,29; P = 0,16). Le probabilità che lo scopo di un video fosse vendere un prodotto o un servizio erano quasi le stesse sia per i video dei pazienti  che per quelli dei sanitari.

È stato riscontrato che i video dei pazienti hanno una probabilità 4,33 volte maggiore di presentare un tema sulla propria esperienza di acufene (OR = 4,33; IC al 95%: 1,62, 11,63; P = 0,004) rispetto ai video multimediali.

conclusioni:

Dei primi 100 video visualizzati sull’acufene, la maggior parte sono stati caricati dai pazienti, condividendo le esperienze personali. Sono necessarie azioni per rendere le informazioni scientifiche da fonte medica maggiormente disponibili e accessibili su YouTube e altri social media rispetto a quelle prodotte da altre fonti.

PROPOSTA DI ALGORITMO PER LA VALUTAZIONE DEGLI ESPOSTI A RUMORE

OBIETTIVI: L’esposizione al rumore sul lavoro è una delle principali cause di perdita dell’udito in tutto il mondo. Al fine di rendere più semplici  le strategie preventive, è importante identificare rapidamente quali lavoratori sono maggiormente a rischio

METODI: abbiamo sviluppato un nuovo algoritmo basato su questionario che valuta l’esposizione al rumore di un singolo lavoratore. Il questionario e gli algoritmi di supporto sono integrati nella piattaforma software esistente, OccIDEAS. Sulla base delle attività svolte da un lavoratore durante il suo turno di lavoro più recente e utilizzando una data base con i livelli di esposizione al rumore basata su attività, OccIDEAS stima se un lavoratore ha superato il limite di esposizione al rumore sul posto di lavoro a pieno turno (LAeq, 8h≥85 dBA). Abbiamo valutato la validità del sistema su un campione di 100 operai edili. Ogni lavoratore indossava un dosimetro per un intero turno di lavoro e veniva quindi intervistato utilizzando il software OccIDEAS.

RISULTATI: L’area sotto la curva caratteristica operativa del ricevitore era 0,81 (IC 95% da 0,72 a 0,90) indicando che la capacità di OccIDEAS di identificare i lavoratori edili con un LAeq, 8h≥85 dBA era eccellente.

CONCLUSIONE: Il questionario proposto sul rumore validato può essere utile negli studi epidemiologici e per le applicazioni di salute e sicurezza sul lavoro.

liberamente tradotto da Dott Alessandro Guerri  medico del lavoro

NUOVO MANUALE INAIL SULLE VIBRAZIONI

È stata pubblicata sul sito dell’INAIL una nuova pubblicazione gratuita Inail, del Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale su “La valutazione del rischio vibrazioni”.
Il volume si propone come riferimento operativo per la misura, la valutazione e il controllo del rischio derivante dall’esposizione alle vibrazioni meccaniche nei luoghi di lavoro, sulla base dello stato dell’arte delle conoscenze tecniche e scientifiche in materia.


Viene proposto un metodo per la corretta classificazione dei lavoratori in fasce di rischio, e un nuovo metodo standardizzato per il calcolo dell’incertezza sui descrittori del rischio. Nelle Appendici sono presentati diversi esempi pratici.
Di seguito affrontiamo l’articolazione del volume, i suoi obiettivi e riportiamo un estratto sui percorsi di valutazione previsti dall’art. 202 del d.lgs. 81/2008.

 

Articolazione del Volume

La Pubblicazione comincia con la Determinazione dell’esposizione al rischio vibrazioni ed identifica le diverse tipologie, le diverse misure di esposizione. Si concentra quindi sul documento di valutazione dei rischi, affrontando le diverse fasi di questa valutazione, la giustificazione del rischio, la quantificazione, i possibili DPI antivibrazione, informazione, formazione e sorveglianza sanitaria.
Inoltre, un capitolo specifico riguarda il controllo delle vibrazioni meccaniche delle macchine e le indicazioni sulla Corretta manutenzione. Nelle appendici aspetti più tecnici relativi a metodi e calcoli di esposizione (e non solo).

Obiettivo del Volume

Il Dipartimento INAIL ha inteso fornire a tutti gli operatori della sicurezza un documento operativo di sintesi sulle attuali conoscenze nazionali e internazionali per consentire loro di valutare nel migliore dei modi i rischi legati all’esposizione alle vibrazioni meccaniche, sia quelle trasmesse al sistema mano-braccio che quelle trasmesse al corpo intero. In particolare, vengono date indicazioni operative dettagliate sulla corretta metodologia di valutazione del rischio vibrazioni per ciascuno dei tre ‘percorsi’ previsti dall’art. 202 del d.lgs. 81/2008 che utilizzano, alternativamente, i dati di certificazione dei costruttori, le banche dati o le misurazioni. Per ognuno di questi percorsi è inoltre definito un metodo per il calcolo dell’incertezza associata alla stima dei descrittori di rischio. Indicazioni tecniche per la riduzione del rischio e un’ampia casistica di esempi completano il documento.

I percorsi di valutazione del rischio ai sensi d ell”art. 202 del Testo Unico di Sicurezza

Il d.lgs. 81/2008 prevede, all’art. 202 comma 2, la possibilità che l’accelerazione prodotta da un utensile/veicolo venga stimata per tre diverse vie:
a) Misure. L’esecuzione di misure di accelerazione, ed il successivo calcolo del descrittore di esposizione A(8), verrà discussa nella sezione 2.5 per le HAV e nella sezione 2.6 per le WBV. Nella stessa sezione 2.6 verranno anche brevemente presentati metodi integrativi per la quantificazione di vibrazioni con forte contenuto impulsivo. Infine, nell’Appendice G verranno illustrate le caratteristiche richieste alla strumentazione di misura.
b) Informazioni fornite dal costruttore delle attrezzature. L’utilizzo dei dati forniti dal fabbricante verrà discusso nella sezione 2.7.
c) Informazioni reperite in banche dati. L’utilizzo delle banche dati verrà discusso nella sezione 2.8 del Volume.

Procedura da seguire secondo il Coordinamento tecnico delle Regioni e delle Province autonome

Sulla base dell’interpretazione resa dal Coordinamento tecnico delle Regioni e delle Province autonome, si può stabilire che la procedura da seguire su questo tema sia la seguente:
a) si ricercano, all’interno di una banca dati, le informazioni relative alle accelerazioni dei diversi utensili/veicoli. I dati possono essere utilizzati a patto che essi descrivano le reali condizioni di rischio relativamente a:
– modello e utilizzo dell’attrezzatura;
– manutenzione dell’attrezzatura;
– disponibilità di tutti gli elementi utili per una eventuale bonifica del rischio.
b) Qualora l’opzione a) non sia percorribile, si utilizzano le informazioni relative alle accelerazioni dei diversi utensili/veicoli fornite dal costruttore. I dati possono essere utilizzati a patto che:
– siano disponibili fattori correttivi (se richiesti);
– l’attrezzatura sia in buone condizioni di manutenzione; – essi contengano gli elementi utili per una eventuale bonifica del rischio.


c) Qualora né l’opzione a) né l’opzione b) risultino percorribili, vanno eseguite misure. In quanto ‘metodo di riferimento, va fatto ricorso a misure in tutti i casi dubbi o controversi o che abbisognano di particolare precisione nel calcolo dell’esposizione, ed in generale nei casi elencati nel documentodel Coordinamento tecnico delle Regioni e Province autonome e di seguito riportati:
– situazioni espositive nelle quali, non potendo giustificare, non sono disponibili né dati pertinenti in BDV né valori forniti dal fabbricante;
– attrezzature di lavoro per le quali i dati del fabbricante siano in palese disaccordo (ed in particolare sottostimano) con i dati misurati riportati in BDV;
– attrezzature di lavoro i cui libretti di istruzione riportino valori di accelerazione senza riferirsi ad alcuna normativa CEN o ISO non pertinente al macchinario stesso;
– contenziosi sull’attendibilità dei livelli di esposizione;
– valutazione dei livelli di esposizione per indagini su presunte malattie professionali.

Il Volume INAIL afferma anche che la misurazione delle vibrazioni serve anche per verificare se il programma di manutenzione del parco macchine (es.: sedili, ammortizzatori, attrezzi di lavoro collegati) è efficace e nel caso ridefinirne programmazione e specificità.

da Insic

Prodotto: Volume
Edizioni: Inail – 2019
Disponibilità: Si –  Consultabile anche in rete
Info: dcpianificazione-comunicazione@inail.it

CELEBRATA IL 3 MARZO LA GIORNATA MONDIALE DELL’UDITO

In Italia circa 3,1 milioni di persone convivono con invalidanti problemi di udito senza alcun trattamento. Più che mai importante è dunque l’appuntamento di domenica 3 marzo, Giornata Mondiale dell’Udito: l’evento promosso ogni anno dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per sensibilizzare l’opinione pubblica su come prevenire la sordità e la perdita dell’udito e promuovere le cure in tutto il mondo. Il tema della Giornata Mondiale dell’Udito 2019 (World Hearing Day), la quarta dalla sua istituzione, è “Check Your Hearing”, cioè “controlla il tuo udito”.

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Giornata Mondiale dell’Udito, “in Italia 4,8 milioni di persone con ipoacusia invalidante”

La perdita di udito non trattata e invalidante in Italia comporta ogni anno costi pari a 24 miliardi di euro, che salgono a 185 miliardi se si considera tutta l’Europa. Si spendono, da noi, 7.700 euro all’anno per ogni persona affetta da tali disturbi. I costi sono legati al peggioramento della qualità di vita dei pazienti e all’aumento della percentuale di disoccupazione tra le persone che soffrono di ipoacusia.

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L’ipoacusia invalidante (cioè la perdita dell’udito superiore a 35 dB, secondo il Global Burden of Disease research group) da noi riguarda 4,8 milioni di persone, di cui 3,1 milioni restano senza alcun trattamento. E in Europa, solo una persona su tre utilizza apparecchi acustici o altre soluzioni per l’udito. Con una popolazione in costante invecchiamento, che vive sempre più a lungo e con una precoce perdita dell’udito dovuta a una maggiore esposizione al rumore, questa tendenza è destinata ad aumentare ulteriormente negli anni a venire. I dati arrivano da un nuovo ed esauriente rapporto scientifico, “Hearing Loss – Numbers and Costs” (Ipoacusia – Numeri e costi), i cui risultati saranno presentati il prossimo 6 marzo, proprio in occasione della Giornata Mondiale dell’Udito, in un dibattito al Parlamento europeo a Bruxelles, in Belgio.

Il segretario generale Kim Ruberg, dell’organizzazione non profit hear-it Aisbl, che ha pubblicato il rapporto, sottolinea che

“la perdita dell’udito non curata è un problema serio con un enorme impatto economico e sociale e che il controllo dell’udito e il trattamento per la perdita dell’udito sono vantaggiosi sia per l’individuo che per la società”.

E suggerisce:

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“Se pensate di avere una perdita dell’udito, vi consiglio di farlo controllare. È possibile avviare il controllo dell’udito utilizzando l’app ‘Controlla il tuo udito’ dell’Oms, oppure fare un test online. Se sospettate di avere problemi di udito, il consiglio migliore è di sottoporvi a un vero e proprio test dell’udito eseguito da un audioprotesista”.

Giornata Mondiale dell’Udito: due giornata di dibattiti a Roma

In occasione del World Hearing Day 2019, l’associazione Nonno Ascoltami – Udito Italia Onlus, con il sostegno del ministero della Salute promuove  due iniziative a Roma, in programma per il 28 febbraio e il 1 marzo. Giovedì 28, dalle 15 alle 18, ci sarà “Check your hearing – tavoli di lavoro”, al Ministero della Salute, in via Ribotta. Durante il convegno verrà letto il messaggio dell’Oms per la Giornata Mondiale dell’Udito di quest’anno e si parlerà dell’importanza della diagnosi precoce nella lotta ai disturbi uditivi come impegno dei Governi mondiali e il ruolo dell’Italia.

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Al centro anche il World Hearing Forum e la partecipazione dell’Italia alla rete globale per la promozione della salute dell’udito, oltre all’attuazione della Risoluzione WHA70.13 adottata dall’Assemblea Mondiale della Sanità sulla prevenzione della sordità. Sotto la lente anche il ruolo delle associazioni nella difesa dei diritti dei deboli di uditoi problemi di equilibrio nell’anziano, e l’esperienza di “Nonno Ascoltami onlus”. Interverranno ai tavoli le istituzioni e gli esperti.

Venerdì 1 marzo, invece, è previsto, nella Sala Auditorium, il consueto Meeting degli Esperti, moderati dal giornalista Luciano Onder. Parteciperanno, fra gli altri, i vertici dell’associazione, il ministro della Salute, Giulia Grillo, il direttore del dipartimento Prevenzione dell’Oms, Shelly Chada.

Nel corso della giornata sarà presentato il “Manifesto della prevenzione” promosso dall’Oms. Il documento verrà sottoscritto da tutti i referenti scientifici e i rappresentanti istituzionali e sarà consegnato nella sede di Ginevra.

 

Per approfondire guarda anche: “L’audiometria infantile: diagnosi di ipoacusia nel bambino”

DA un articolo di Mara Pitari su  PAGINEMEDICHE.IT

DIECI CONSIGLI PER SALVARE IL TUO UDITO:

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Fate attenzione al rumore. Se dovete urlare per farvi sentire da qualcuno che si trova a pochi passi da voi, significa che vi trovate in un luogo troppo rumoroso.

Indossate tappi per le orecchie ai concerti o in altre situazioni rumorose. Non preoccupatevi, riuscirete comunque ad ascoltare la musica, anzi con i tappi giusti anche meglio.

Usate cuffie piuttosto che auricolari interni

Le cuffie isolano meglio dal rumore esterno e consentono di ascoltare con un volume più basso del dispositivo. Inoltre, usando le cuffie, c’è più distanza tra la fonte sonora e l’orecchio interno.

Se il vostro dispositivo è dotato di un sistema di notifica che vi avvisa se il volume è troppo alto, attivatelo e fatene buon uso.

Regolate il volume del vostro dispositivo quando vi trovate in un ambiente silenzioso. Se dovete abbassare il volume per poter ascoltare e parlare con un’altra persona, significa che era già troppo alto! Nel mondo, oltre 12 bambini su 100, tra i 6 e i 19 anni, soffrono di perdita dell’udito causata dall’utilizzo di auricolari ad un volume troppo alto.

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Mai addormentarsi mentre si sta ascoltando la musica. Un’esposizione prolungata aumenta il rischio di danni all’udito.

Fate riposare le orecchie. Se avete trascorso la serata in discoteca, la mattina dopo evitate di ascoltare musica ad alto volume.

Non sottovalutate i fischi alle orecchie. Può essere un segnale che il vostro udito è stato messo a dura prova. Se vi capita spesso state rischiando un danno permanente!

Se lavorate in un ambiente rumoroso, dotatevi delle giuste protezioni. Per legge, se il rumore a cui si è esposti quotidianamente supera gli 80 dB, il vostro datore di lavoro è obbligato a prendere provvedimenti.

Eseguite il test dell’udito. Per il test dell’udito gratuito clicca qui

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TERZO SEMINARIO DI ACUSTICA IL 15 FEBBRAIO 2018

3° SEMINARIO ACUSTICA E INDUSTRIA

TECNICHE INNOVATIVE PER IL CONTROLLO DEL RUMORE E DELLE VIBRAZIONI DEI PRODOTTI INDUSTRIALI

Giovedì 15 Febbraio 2018
FERRARA | Dipartimento di Ingegneria dell’Università di Ferrara

Contenuti e obiettivi
La collaborazione tra Università e Enti di Ricerca da un lato e Imprese dall’altro costituisce le fondamenta su cui avviare processi di ottimizzazione dei prodotti industriali rendendoli sempre più competitivi sul mercato.
D’altra parte, nel contesto attuale, il trasferimento alle Imprese delle innovazioni tecnologiche e scientifiche messe a punto nei laboratori di ricerca è considerato come uno sbocco naturale e concreto, da promuovere mediante finanziamenti regionali, nazionali ed europei.
Il rumore e le vibrazioni di un prodotto industriale rappresentano sempre più i parametri su cui l’acquirente fonda le proprie scelte, per cui la riduzione delle emissioni e il miglioramento della loro qualità in termini di percezione diventano per i costruttori aspetti imprescindibili e per le Università e gli Enti di Ricerca uno stimolo continuo allo sviluppo di tecniche e materiali innovativi.

Questo terzo Seminario su Acustica e Industria, la cui prima edizione risale all’anno 2014 e la seconda al 2016, vuol costituire non solo un momento di aggiornamento tecnico-scientifico per i progettisti e i ricercatori, ma anche un fecondo spazio d’interazione tra il vasto mondo dell’acustica e quello industriale.
Il programma del Seminario prevede relazioni a invito, ma da parte dei partecipanti sarà possibile presentare poster attinenti, in generale, le emissioni sonore e vibrazionali dei prodotti industriali.

INFORMAZIONI

 Annuncio e Programma – 3° Seminario Acustica e Industria
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