LEGISLAZIONE SICUREZZA

SMART WORKING E FIGLI LE NUOVE REGOLE.

Da  ilsole24ore

Con la conclusione dello stato di emergenza da Covid-19, anche i periodi di smart working riconosciuti ai dipendenti con figli under 14 in quarantena andranno gestiti secondo le regole ordinarie. Questa è l’indicazione fornita dal ministero del Lavoro tramite una Faq pubblicata sul suo sito internet.

Le due opzioni

L’articolo 5 del decreto legge 111/2020, relativo alla ripresa dell’attività scolastica, ha previsto che un lavoratore dipendente (settore pubblico o privato) possa ricorrere allo smart working nel periodo in cui il figlio under 14 convivente viene messo in quarantena a seguito di contatto (non è necessaria la positività del ragazzo) verificatosi a scuola. Qualora l’attività lavorativa non possa essere svolta in modalità agile, il genitore può fruire di un congedo indennizzato al 50% della retribuzione, a carico dello Stato (mancano le istruzioni operative Inps). Queste due opzioni, disponibili da metà settembre fino ad almeno il prossimo 31 dicembre, possono essere esercitate da uno solo dei due genitori se entrambi lavorano e non sono fruibili se almeno uno già è in smart working o non lavora.

L’accordo

La Faq precisa che fino al 15 ottobre l’eventuale ricorso al lavoro agile in questo contesto può essere comunicato al ministero stesso utilizzando la procedura semplificata operativa nel periodo emergenziale. Dal 16 ottobre, data prevista di cessazione dello stato di emergenza, si dovrà ritornare alla procedura e alle regole ordinarie.

Di conseguenza, in primo luogo, sarà necessario sottoscrivere un accordo individuale con il dipendente che regoli lo smart working. E questo adempimento potrebbe riguardare anche pochi giorni (perché in alcuni casi l’isolamento fiduciario può durare meno di due settimane, dipende dopo quanti giorni si prende atto che c’è stato un contatto con un compagno di scuola o un docente positivo) e potrebbe essere ripetuto nel tempo (le cronache di questi giorni testimoniano che la quarantena di intere classi è tutt’altro che un’ipotesi remota).

La comunicazione

Poi l’accordo dovrebbe essere notificato e inviato al ministero del Lavoro tramite la procedura informatica standard che al momento prevede ancora il caricamento del singolo file in formato pdf.

Il ministero precisa inoltre che il rispetto delle regole ordinarie riguarda, dopo il 15 ottobre, non solo le nuove attivazioni di smart working, ma anche la prosecuzione dell’attività in modalità agile.

Conseguenze ed esclusioni

Tenuto conto l’elevato numero di situazioni che potrebbero verificarsi, relative anche ad aziende che ordinariamente non fanno ricorso allo smart working, sarebbe utile prevedere una modalità semplificata di gestione almeno di questa ipotesi di lavoro agile.

Peraltro la norma lascia un dubbio sul campo di applicazione della stessa, in quanto fa riferimento al contatto verificatosi «all’interno del plesso scolastico». Ma cosa accade se il figlio under 14 viene a contatto con un positivo durante un’attività extrascolastica, ad esempio praticando attività sportiva in una squadra o frequentando amici? Dovrebbe essere messo in quarantena insieme agli altri compagni di squadra, non potrà andare a scuola, ma il genitore, in questo caso, sembrerebbe non poter accedere allo smart working o al congedo.

VIAGGI ESTERI:LE REGOLE DEL MINISTERO DELLA SALUTE

Le regole per i viaggi sono diverse a seconda dello Stato di provenienza o destinazione e delle motivazioni degli spostamenti.

Le misure per contrastare e contenere il diffondersi del virus Covid-19, contenute nel DPCM 7 agosto 2020, sono state prorogate fino al 7 ottobre dal DPCM 7 settembre 2020. I precedenti elenchi contenuti nell’allegato 20 del DPCM 7 agosto sono stati recepiti e precisati nell’Allegato C che individua sei gruppi di Paesi, per i quali sono previste differenti limitazioni.

Per le limitazioni paese per paese ecco le indicazioni aggiornate del ministero della Salute:

http://www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/dettaglioContenutiNuovoCoronavirus.jsp?lingua=italiano&id=5411&area=nuovoCoronavirus&menu=vuoto

INAIL E VERIFICA FORNI INDUSTRIA CHIMICA

Il documento descrive le fasi di cui si compone l’attività di prima verifica periodica dei forni per le industrie chimiche e affini a carica liquida.

  • Immagine Forni per le industrie chimiche e affini

Il lavoro fornisce le indicazioni per la gestione tecnico-amministrativa della verifica, comprensiva delle istruzioni, la compilazione della scheda tecnica e del verbale di prima verifica periodica.

Prodotto: Volume
Edizioni: Inail – 2020
Disponibilità: Si – Consultabile anche in rete
Info: dcpianificazione-comunicazione@inail.it

INAIL E VERIFICHE DELLE MACCHINE DI SOLLEVAMENTO

Il documento fornisce indicazioni per la gestione tecnico-amministrativa della prima verifica periodica.

Nello specifico il lavoro tratta gli apparecchi di sollevamento di tipo mobile, descrivendone le caratteristiche costruttive precipue, l’evoluzione dello stato dell’arte e soprattutto fornendo indicazioni dettagliate per la compilazione della scheda tecnica e la redazione del verbale di verifica periodica.

Immagine Apparecchi di sollevamento materiali di tipo mobile

Prodotto: Volume
Edizioni: Inail – 2020
Disponibilità: Si – Consultabile anche in rete
Info: dcpianificazione-comunicazione@inail.it

MEDICO COMPETENTE E CLASSI RIDOTTE:LE REGOLE PER TORNARE A SCUOLA

Da il sole 24ore

Un numero verde attivo dal 24 agosto. Tavoli nazionali e territoriali per monitorare la situazione scuola per scuola. Un medico competente per ogni istituto e accordi con gli psicologi per il sostegno a docenti e studenti. Sono alcuni delle soluzioni messe nero su bianco dalla ministra Lucia Azzolina per consentire il rientro in classe a settembre di oltre 8 milioni di alunni. Tra le novità delle ultime ore l’impegno di ridurre le classi pollaio e ad assicurare la continuità didattica sui posti di sostegno. In calce al testo anche la firma dei sindacati che hanno apprezzato gli ultimi impegni della titolare dell’Istruzione su risorse e personale.

Il documento di 12 pagine sottoscritto dalla ministra e dai sindacati indica le principali regole da seguire per la riapertura. Tra le novità dell’ultim’ora spiccano due promesse aggiunte nella parte finale dell’intesa, quella più politica: l’impegno a lavorare per reperire ulteriori risorse con «investimenti che consentano di intervenire sul fenomeno del
sovraffollamento delle classi e a una revisione ragionata dei parametri del Dpr 81/2009», la volontà di «garantire anche in sede di reclutamento, la necessaria continuità didattica, con particolare attenzione all’insegnamento di sostegno».

Per il resto il documento ricalca le anticipazioni dei giorni scorsi. A cominciare dalla presenza, a partire dal 24 agosto, di un help desk per le scuole (al numero verde 800903080) attivo dal lunedì al sabato, dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 18:00. Confermati poi il tavolo nazionale di monitoraggio tra ministero e sindacati e quelli attivati presso ogni Ufficio scolastico territoriale.

Decisiva per evitare l’esplosione di tanti piccoli cluster sarà, a livello centrale, la collaborazione con il ministero della Salute e, in ambito periferico, tra le scuole e i dipartimenti di prevenzione delle Asl. Prima dell’inizio dell’anno scolastico quando bisognerà organizzare i test sierologici su 2 milioni di prof e personale scolastico (da svolgersi su base volontaria, a titolo gratuito e presso strutture mediche di base) e soprattutto dopo quando bisognerà individuare eventuali casi di positività al Covid-19 e tracciare tutti i contatti. Ma su questo si aspetta un’ordinanza ad hoc del ministro della Salute, Roberto Speranza.

Sempre nell’ottica di prevenire eventuali focolai il documento pone l’accento sulla centralità del medico competente. Ce ne potrà essere uno in ogni scuola o in una rete di scuole. Per dare supporto psicologico a docenti e studenti in arrivo c’è poi un accordo tra il ministero dell’Istruzione e il Consiglio nazionale dell’ordine degli psicologi per rafforzare gli sportelli di ascolto negli istituti oppure attivare forme di aiuto in presenza o a distanza.

Ricalcando quanto già previsto dalle linee guida emanate il mese scorso il protocollo si sofferma sulla riorganizzazione degli spazi interni alle scuole. Con ingressi e uscite differenziate (e se possibili scaglionate), obbligo di rispettare il distanziamento di un metro sia nelle classi che nei corridoi, nelle mense e nelle sale professori e pulizia accurata delle classi e dei bagni (dove le finestre andranno mantenute aperte il più possibile per assicurare la ventilazione).

Nessuna novità per ora sul fronte mascherine. Il testo ribadisce l’obbligatorietà per il personale scolastico e per gli accompagnatori degli alunni (massimo uno per volta). Per gli studenti dai 6 anni in su (al di sotto non va portata) l’ultima parola spetta al Comitato tecnico-scientifico (Cts) del ministero della Salute che è chiamato a pronunciarsi nell’ultima settimana di agosto. Alla vigilia della riapertura.

In un posto sul suo profilo Facebook la ministra Azzolina giudica l’intesa «un accordo importante che contiene le misure da adottare per garantire la tutela della salute di studentesse, studenti e personale, ma anche impegni che guardano al futuro e al miglioramento della scuola come il contrasto delle classi cosiddette “pollaio”, una battaglia che porto avanti da tempo e che rappresenta per me una priorità». Definendo «particolarmente importante» l’help desk per le scuole: «È la dimostrazione – dice – che non vogliamo lasciarle sole. Che saremo al loro fianco in ogni momento supportandole in caso di difficoltà, così come abbiamo già fatto durante gli esami di Stato».

.”

PROTOCOLLO DI SICUREZZA (clicca qui)

INFORTUNIO O MALATTIA COVID 19 : INAIL E ASSICURAZIONI DUE MONDI DIVERSI

Da ilsole24ore

Alcune categorie di operatori sanitari – i medici di medicina generale e i farmacisti su tutti – contestano il fatto di non godere di adeguate tutele risarcitorie nel caso abbiano contratto il Covid-19 in occasione della loro attività professionale. Lamentano, in particolare, di esser discriminati rispetto ad altri professionisti della sanità che, esposti a un rischio di contagio sostanzialmente analogo, operano con regolare contratto all’interno di una struttura sanitaria pubblica o privata e beneficiano, proprio per questo, degli indennizzi previsti dall’Inail in caso di morte o di invalidità permanente.

Cosa prevedono le polizze sanitarie

Il reclamo sembra poi estendersi fino a riguardare l’operatività delle polizze private infortuni che ciascun professionista ha personalmente stipulato: polizze che, in linea di principio, non coprono – almeno secondo gli assicuratori – il rischio Covid. Il problema nasce dal fatto che durante l’emergenza il legislatore è intervenuto ponendo espressamente a carico dell’Inail la tutela dei lavoratori colpiti dall’infezione da coronavirus in occasione di lavoro. La norma in questione è l’articolo 42 del decreto 18/2020 (convertito nella legge 27/2020) che tratta il coronavirus come un vero e proprio infortunio e non invece come malattia. In seguito a tale disposizione, si è posto l’interrogativo su se l’equiparazione normativa del Covid-19 a un infortunio costituisca una regola generale – applicabile anche al campo delle polizze private – oppure esprima un principio speciale, proprio della normativa emergenziale e valido soltanto in ambito Inail. Il dubbio, che ha ricadute operative molto rilevanti, ha alimentato un acceso dibattito. Alcuni punti fermi meritano di essere ricordate:

Cinque cose da sapere su infortuni e malattie

1. in campo assicurativo si definiscono infortuni gli «eventi dovuti a causa fortuita, violenta ed esterna che provocano lesioni corporali oggettivamente constatabili». Il che evoca, intuitivamente, l’idea di danni alla salute di carattere traumatico, a seguito di episodi violenti, provocati da forze esterne e ad immediata o rapida consumazione temporale;

2. diversa è invece la definizione di malattia, che si caratterizza per esser conseguenza di determinate cause patogene interne, ad azione spesso lenta e comunque progressiva;

3. l’idea di equiparare un’infezione come il Covid-19 all’infortunio non costituisce una novità in ambito Inail. Come indicato dallo stesso istituto in alcune sue circolari, la scelta di «stressare» il concetto di infortunio sino a estenderlo a fenomeni di contagio da virus, risponde a scelte di sostegno sociale e ad esigenze di maggior protezione del lavoratore, specie al cospetto di taluni vuoti di tutela di cui anche la Consulta, già negli anni Ottanta, si era occupata. Ed è in quest’ottica che il coronavirus è stato fatto rientrare apertamente tra gli infortuni indennizzabili dall’Inail.

4. non altrettanto può dirsi per le polizze private infortuni. Al contrario, il perimetro di copertura di quelle polizze – rimesso alla libera determinazione di ciascun assicuratore, in assenza di obblighi di legge – è da sempre stato circoscritto a ciò che nel linguaggio comune si intende per infortunio, inteso come evento traumatico e non certo come malattia infettiva. Se si considera che anche l’influenza o il morbillo sono un’infezione, non vi è dubbio che le assicurazioni private le abbiano trattate come malattie (infettive) e non certo come infortuni. Sembrano qui mancare, peraltro, quei requisiti di «violenza» ed esternalità, trattandosi di fenomeni la cui propagazione sintomatica dipende anche dalla reazione immunitaria individuale;

5. la copertura delle malattie infettive è del resto propria delle polizze malattia, mentre nelle polizze infortuni le infezioni sono talvolta oggetto di garanzia solo in ipotesi particolari, di solito quando si tratta di infezioni contratte a seguito di veri e propri infortuni. Il Covid-19 non sembra, dunque, tipicamente riconducibile entro il normale ambito di copertura dell’assicurazione infortuni.

Questo il quadro della situazione e queste le ragioni per cui i lavoratori colpiti dal Covid-19 possono essere indennizzati dall’Inail a titolo di infortunio, mentre i medici di medicina generale e gli altri operatori della sanità non coperti dall’Inail che abbiano stipulato polizze private infortuni si sentono oggi normalmente rifiutare le loro richieste di risarcimento per il medesimo titolo. Non è del resto semplice ipotizzare che una polizza privata, stipulata e quotata per un rischio diverso dalle malattie infettive, possa oggi esser forzata per ricomprendere il Covid.

Le regole da applicare

Il ruolo di sostegno socio economico riconosciuto al comparto assicurativo privato sarà certamente enfatizzato nei prossimi mesi, durante i quali potrà esser presa in considerazione l’idea di ampliare l’ambito di protezione delle polizze della salute in caso di Covid. Ma ciò non potrebbe che valere per il futuro, dal momento che per tutti i contratti privati già in essere dovranno essere applicate le regole di copertura stabilite al momento della stipula, indipendentemente da quanto il legislatore possa aver stabilito per il ben diverso contesto Inail.

PROGETTO HEAT SHIELD CALDO E MASCHERINE

Da Insalute.it

Come integrare l’uso di dispositivi di protezione individuale e la gestione degli effetti negativi del caldo sull’uomo, questo il tema dello studio coordinato dall’Istituto per la bioeconomia del Cnr di Firenze e pubblicato su “Science of the Total Environment”. Una efficace misura di contenimento dello stress da caldo è un sistema di allerta personalizzato integrato con consigli comportamentali,basato su caratteristiche ambientali, fisiche, attività svolta, vestiario e dispositivi di protezione indossati. Alla realizzazione di un primo strumento ha partecipato anche il Cnr-Ibe nell’ambito del progetto Heat-Shield e ulteriori implementazioni sono previste nel progetto nazionale Worklimate

 

Roma, 9 luglio 2020 – Uno studio, coordinato dall’Istituto per la bioeconomia del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ibe) e pubblicato recentemente come “Discussion” sulla rivista Science of the Total Environment, ha analizzato l’interazione tra alcune misure per contrastare la diffusione del Covid-19 e la gestione dello stress da caldo.

“La popolazione per contrastare la diffusione del virus deve usare mascherine e guanti in plastica o lattice, soprattutto se impegnata in particolari attività lavorative dove non è possibile garantire il distanziamento sociale – dichiara Marco Morabito del Cnr-Ibe – Questi dispositivi non sono nati per un utilizzo massivo e prolungato all’aperto in particolare all’esposizione dei raggi solari e non sono testati dal punto di vista microclimatico e del potenziale impatto sulla percezione del disagio termico”.

In questo lavoro sono discusse le varie complicanze dal punto di vista microclimatico legate all’uso di questi dispositivi in condizioni di caldo. Per contrastare la diffusione del Covid-19, l’Organizzazione Mondiale della Sanità nelle ultime linee guida raccomanda l’uso delle mascherine tra la popolazione e recenti ricerche scientifiche dimostrano che il loro utilizzo in pubblico rappresenta la misura più efficace per contrastare la trasmissione del virus Sars-Cov-2, è necessario quindi individuare misure e strumenti per riuscire a convivere con tali dispositivi dovendo contemporaneamente gestire l’emergenza caldo.

Il sistema di allerta da caldo personalizzato per i lavoratori, è uno strumento già disponibile online sulla piattaforma del progetto Heat-Shield, che permette,sulla base delle caratteristiche fisiche, del tipo di attività, del vestiario indossato e dell’ambiente di esposizione, di prevedere un rischio da caldo ‘individuale’, integrato con suggerimenti per contrastare la situazione, come idratazione e pause di lavoro. Si tratta di informazioni utili per salvaguardare la salute dei lavoratori e assicurare la produttività di diverse aree professionali”, spiega Morabito.

Una versione più avanzata del dispositivo sarà realizzata nell’ambito di Worklimate, un progetto italiano iniziato il 15 giugno, coordinato dal Cnr e finanziato da Inail, in cui, attraverso l’analisi di casi studio in vari ambiti occupazionali, di questionari somministrati a lavoratori e attività epidemiologiche, sarà migliorato il sistema di allerta da caldo personalizzato, sia con una migliore risoluzione spaziale e temporale sia tenendo in considerazione l’utilizzo di dispositivi di protezione individuale e di misure igieniche come le cosiddette “mascherine di comunità”, ovvero quelle monouso o lavabili, realizzate con materiali idonei a fornire un’adeguata barriera per naso e bocca.

MICOTOSSINE IN AMBITO AGRO-ZOOTECNICO

Da Inail.it

Contaminazione da micotossine in ambito agro-zootecnico

L’opuscolo è il prodotto finale di una manifestazione d’interesse voluta da Inail, Direzione regionale Campania, e il Dipartimento di medicina veterinaria e produzioni animali dell’Università di Napoli, Federico II.

Immagine Contaminazione da micotossine in ambito agro-zootecnico

I micromiceti e le micotossine (metaboliti fungini tossici), sono contaminanti naturali rinvenibili frequentemente nei prodotti dell’agricoltura. Essi possono costituire un’importante causa o concausa determinante l’insorgenza o la progressione di patologie respiratorie (sindrome da polveri organiche tossiche, effetti irritativi, tosse, asma, bronchiti croniche, neoplasie). I soggetti maggiormente esposti sono tutti i lavoratori che a vario titolo maneggiano i prodotti di origine agricola anche provenienti, attraverso mezzi di trasporto, da vari paesi del mondo.

Prodotto: Volume
Edizioni: Inail – 2020
Disponibilità: Consultabile solo in rete
Info: dcpianificazione-comunicazione@inail.it

SICUREZZA CON L ‘USO DI STAMPANTI 3D

Da Inail.it

Le tecnologie additive (cosiddette stampanti 3D) si stanno sempre più diffondendo anche nel settore manifatturiero.

Immagine La sicurezza nelle tecnologie additive per metalli

Il lavoro pubblicato ha l’obiettivo di fornire un riferimento per l’individuazione e la caratterizzazione dei pericoli specifici presenti nelle attrezzature che adottano la tecnologia Powder Bed Fusion/sintering laser o a fascio di elettroni. Le stampanti 3D inserite in luoghi di lavoro rientrano infatti nel campo di applicazione del d.lgs. 81/08 e s.m.i. che individua, in merito all’uso di attrezzature di lavoro e alla sicurezza dei luoghi di lavoro, specifiche figure e ruoli per l’espletamento di attività volte ad assicurare e mantenere un adeguato livello di sicurezza.

Prodotto: Volume
Edizioni: Inail – 2020
Disponibilità: Si – Consultabile anche in rete
Info: dcpianificazione-comunicazione@inail.it

TECO PROSEGUE LA FORMAZIONE ON LINE

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Di seguito vi segnaliamo le date più prossime dei corsi interaziendali programmati ON LINE:

CORSO PREPOSTI (8 ORE): 31 MARZO

CORSO AGGIORNAMENTO RLS (4-8 ORE): 7 APRILE

CORSO ANTINCENDIO BASSO RISCHIO: 10 APRILE

CORSO AGGIORNAMENTO LAVORATORI (6 ore): 14 APRILE

CORSO LAVORATORI GENERALE E SPECIFICO (8 ORE): 22 APRILE

Potete confermare la vostra iscrizione via mail, oppure contattandoci ai numeri in calce.

Vi ricordiamo la possibilità di organizzare corsi ad hoc, progettati per la vostra Azienda solo con i vostri lavoratori, sempre in modalità ON LINE.