INFORTUNI

RISCHI NELLA INDUSTRIA ESTRATTIVA E PETROLIFERA

Da oshonline.com

Il settore estrattivo del petrolio e del gas è sempre stato un settore ad alto rischio . Anche se grazie alla tecnologia tale rischio sia stato ridotto é difficile  ipotizzare  una riduzione assoluta dei pericoli. Qualsiasi attività che utilizzi macchinari pesanti come avrà  comunque sempre un rischio elevato.

Fortunatamente negli ultimi anni il settore ha compiuto enormi passi avanti per proteggere meglio i lavoratori di questo comparto, cosa che si riflette molto nel numero decrescente di decessi nel settore, anno dopo anno. Secondo il rapporto annuale 2019 di UK Oil & Gas, tra il 1996 e il 2007, ci sono stati 21 morti nel settore petrolifero britannico. Tra il 2007 e il 2018 sono stati solo cinque.

Le principali società  del settore sono costantemente alla ricerca di nuovi modi di incrementare gli standard di sicurezza..

. Un minor numero di incidenti si traduce invariabilmente anche in un minor numero di incidenti ambientali. L’industria petrolifera, tradizionalmente percepita dai massmedia  come uno dei settori che impattano maggiormente sull’inquinamento ambientale, sta cercando disperatamente di diventare più sostenibile dal punto di vista ambientale , e una riduzione degli incidenti certamente aiuta in tal senso.

Quali sono esattamente i rischi all’interno del settore?

Innanzitutto vale la pena esaminare più in dettaglio alcuni dei pericoli e dei rischi più comuni associati al settore.  La maggior parte delle persone penserà che la trivellazione petrolifera è l ‘attività piú pericolosa. Tuttavia, a un’analisi più approfondita, emergono rischi differenti:

La forma più comune di incidenti che si verificano in loco (sia a terra che in mare aperto) é costituita da:

Incidenti da segregazione. . Si verificano quando qualcuno rimane intrappolato o bloccato da parti in movimento dalle quali non possono districarsi facilmente. Uno degli esempi più comuni di pericoli coinvolti è l’abbigliamento di un perforatore che rimane intrappolato in parti rotanti / rotanti come l’albero motore di un rig.

Incidenti e collisioni  di veicoli. Le collisioni tra veicoli rappresentano il pericolo con maggiore frequenza statistica di  casi mortali del settore. Tuttavia questo rischio é sottostimato è nonpercepito nella sua gravità. . La fatica e la scarsa pianificazione preliminare sono tra le principali cause di questi incidenti stradali.

Esplosioni / incendi. Gas e sostanze chimiche infiammabili vengono manipolati e trattati ogni giorno in un sito petrolifero. Questi composti volatili presentano un enorme rischio di incendio. Anche la minima perdita, ad esempio, ha conseguenze potenzialmente catastrofiche.

Fortunatamente, almeno nel Regno Unito, dal disastro del Piper Alpha nel 1988 in cui sono morti tragicamente 167 uomini, una legislazione più proattiva ha fatto sì che gli incidenti con incendi ed esplosioni siano effettivamente diminuiti.

Cadute . L’industria della perforazione spesso richiede che i lavoratori accedano a macchinari e piattaforme  elevate da terra, esponendoli a un maggiore rischio di caduta.

Rischi indiretti (problemi di salute legati al lavoro, sia fisici che mentali). . Altrettanto pericoloso per i lavoratori dell’industria è il rischio di sviluppare problemi di salute fisica e mentale a causa dell ‘intenso sforzo psicofisico sul posto di lavoro. Le condizioni cardiache e gli alti tassi di suicidio sono emblematici del settore.

Come preservare la sicurezza e la salute dei lavoratori 

Riduzione degli incidenti e collisioni tra veicoli. Il più delle volte, gli incidenti di veicoli in collisione derivano dalla stanchezza del conducente. L’industria petrolifera necessita un numero enorme di componenti e di materiali di logistica diversi, di cui il trasporto a lunga distanza è uno dei principali. La posizione remota di molti siti di perforazione significa che guidare per lunghe distanze è semplicemente parte integrante del lavoro.

Per quanto semplice possa sembrare, uno dei modi migliori  di ridurre il rischio è attraverso una migliore istruzione e pianificazione del viaggio. Rendere il tuo personale consapevole dei vantaggi di un sonno adeguato  (e, al contrario, dei pericoli che derivano da una sua mancanza) e pianificare i viaggi che tengono conto delle potenziali soste di riposo sono fondamentali per ridurre il numero di incidenti sulla strada.

Tecnologie GPS. Recentemente, sono stati notevolmente aumentati gli sforzi per migliorare la comunicazione in loco. Molte aziende stanno fornendo ai propri lavoratori la tecnologia GPS , in modo da rendere più tempestivo il soccorso.

Tecnologia dei droni. Prevenire è meglio che curare, come dice un vecchio proverbio. La soluzione ideale per ogni compagnia petrolifera è prevenire in primo luogo gli incidenti. I droni aiutano a offrire una visione completa a volo d’uccello di un sito, identificando potenziali pericoli in tempo reale. Ad esempio, i droni vengono ora utilizzati nell’ispezione degli oleodotti, individuando le perdite e offrendo alle compagnie petrolifere una visione più precisa ed evitando di dover inviare dipendenti per ispezionare una situazione potenzialmente rischiosa.

Stress e rischi associati. I disturbi cardiaci sono frequenti nei lavoratori del settore  dell’industria petrolifera e del gas. Tra le cause principali di tali  problemi cardiaci  sicuramente gioca un ruolo importante lo stress psicofisico Molte compagnie petrolifere hanno adottato per questo motivo  defibrillatori  per le emergenze cardiache a tutti i livelli produttivi.

Salute mentale. Tradizionalmente la salute viene intesa più sul piano fisico che mentale. , i disturbi psichiatrici sono però attualmente sempre più attentamente presi in considerazione.

Lunghi periodi lontano da casa, sentimenti di isolamento e un lavoro molto stressante possono portare a una seri problemi psicologici per i lavoratori dell’industria petrolifera. È imperativo che le compagnie petrolifere  implementino il supporto e le procedure  per la salute mentale esattamente nello stesso modo in cui lo fanno fisico. È anche importante che le aziende siano proactive nel ricercare i segnali di disagio  sapendo che i lavoratori potrebbero essere meno inclini a farlo di propria volontà.

Intelligenza artificiale robotica. Una delle aree industriali più avanzate tecnologicamente  è il campo della robotica e le  sue potenziali applicazioni. Sono già in fase di sviluppo (e in uso, ma solo su piccola scala) robot in grado di svolgere lavori di manutenzione potenzialmente pericolosi, come il monitoraggio dei gas nocivi. Il deep learning e i sistemi di intelligenza artificiale incorporati dalle grandi compagnie petrolifere forniranno anche un quadro più completo e olistico dei dati che vengono forniti. Queste tecnologie potrebbero fare emergere  precocemente i rischi potenziali.

Conclusione

Le prospettive generali di safety del settore  sono positive . Secondo il rapporto sulla sicurezza 2019 dell’International Association of Oil & Gas Producers, i decessi nel settore in tutto il mondo sono diminuiti da 30 nel 2017 a 27 nel 2018. Ció a monte di un aumento del numero medio di ore lavorate oltre . Finché gli organi di governo del settore continueranno a spingere  per standard sempre più elevati, non c’è motivo per cui questa cifra non debba continuare a diminuire con il passare degli anni. L’obiettivo é naturalmente una diminuzione generale degli infortuni e delle malattie ogni anno.

la chiave per migliorare gli standard di sicurezza del settore è  comunque essere proattivi, anziché reattivi. Una migliore ispezione delle attrezzature, pianificazione del viaggio, comunicazione e istruzione sono tutti modi in cui è possibile identificare i potenziali pericoli prima che si trasformino in minacce tangibili per la sicurezza personale.

Circa l’autore

Henry Berry è un direttore di Tristone Holdings, esperto di safety  nell’industria petrolifera .

Liberamente tradotto ed adattato da Dott. Alessandro Guerri specialista in medicina del lavoro

INFORTUNIO O MALATTIA COVID 19 : INAIL E ASSICURAZIONI DUE MONDI DIVERSI

Da ilsole24ore

Alcune categorie di operatori sanitari – i medici di medicina generale e i farmacisti su tutti – contestano il fatto di non godere di adeguate tutele risarcitorie nel caso abbiano contratto il Covid-19 in occasione della loro attività professionale. Lamentano, in particolare, di esser discriminati rispetto ad altri professionisti della sanità che, esposti a un rischio di contagio sostanzialmente analogo, operano con regolare contratto all’interno di una struttura sanitaria pubblica o privata e beneficiano, proprio per questo, degli indennizzi previsti dall’Inail in caso di morte o di invalidità permanente.

Cosa prevedono le polizze sanitarie

Il reclamo sembra poi estendersi fino a riguardare l’operatività delle polizze private infortuni che ciascun professionista ha personalmente stipulato: polizze che, in linea di principio, non coprono – almeno secondo gli assicuratori – il rischio Covid. Il problema nasce dal fatto che durante l’emergenza il legislatore è intervenuto ponendo espressamente a carico dell’Inail la tutela dei lavoratori colpiti dall’infezione da coronavirus in occasione di lavoro. La norma in questione è l’articolo 42 del decreto 18/2020 (convertito nella legge 27/2020) che tratta il coronavirus come un vero e proprio infortunio e non invece come malattia. In seguito a tale disposizione, si è posto l’interrogativo su se l’equiparazione normativa del Covid-19 a un infortunio costituisca una regola generale – applicabile anche al campo delle polizze private – oppure esprima un principio speciale, proprio della normativa emergenziale e valido soltanto in ambito Inail. Il dubbio, che ha ricadute operative molto rilevanti, ha alimentato un acceso dibattito. Alcuni punti fermi meritano di essere ricordate:

Cinque cose da sapere su infortuni e malattie

1. in campo assicurativo si definiscono infortuni gli «eventi dovuti a causa fortuita, violenta ed esterna che provocano lesioni corporali oggettivamente constatabili». Il che evoca, intuitivamente, l’idea di danni alla salute di carattere traumatico, a seguito di episodi violenti, provocati da forze esterne e ad immediata o rapida consumazione temporale;

2. diversa è invece la definizione di malattia, che si caratterizza per esser conseguenza di determinate cause patogene interne, ad azione spesso lenta e comunque progressiva;

3. l’idea di equiparare un’infezione come il Covid-19 all’infortunio non costituisce una novità in ambito Inail. Come indicato dallo stesso istituto in alcune sue circolari, la scelta di «stressare» il concetto di infortunio sino a estenderlo a fenomeni di contagio da virus, risponde a scelte di sostegno sociale e ad esigenze di maggior protezione del lavoratore, specie al cospetto di taluni vuoti di tutela di cui anche la Consulta, già negli anni Ottanta, si era occupata. Ed è in quest’ottica che il coronavirus è stato fatto rientrare apertamente tra gli infortuni indennizzabili dall’Inail.

4. non altrettanto può dirsi per le polizze private infortuni. Al contrario, il perimetro di copertura di quelle polizze – rimesso alla libera determinazione di ciascun assicuratore, in assenza di obblighi di legge – è da sempre stato circoscritto a ciò che nel linguaggio comune si intende per infortunio, inteso come evento traumatico e non certo come malattia infettiva. Se si considera che anche l’influenza o il morbillo sono un’infezione, non vi è dubbio che le assicurazioni private le abbiano trattate come malattie (infettive) e non certo come infortuni. Sembrano qui mancare, peraltro, quei requisiti di «violenza» ed esternalità, trattandosi di fenomeni la cui propagazione sintomatica dipende anche dalla reazione immunitaria individuale;

5. la copertura delle malattie infettive è del resto propria delle polizze malattia, mentre nelle polizze infortuni le infezioni sono talvolta oggetto di garanzia solo in ipotesi particolari, di solito quando si tratta di infezioni contratte a seguito di veri e propri infortuni. Il Covid-19 non sembra, dunque, tipicamente riconducibile entro il normale ambito di copertura dell’assicurazione infortuni.

Questo il quadro della situazione e queste le ragioni per cui i lavoratori colpiti dal Covid-19 possono essere indennizzati dall’Inail a titolo di infortunio, mentre i medici di medicina generale e gli altri operatori della sanità non coperti dall’Inail che abbiano stipulato polizze private infortuni si sentono oggi normalmente rifiutare le loro richieste di risarcimento per il medesimo titolo. Non è del resto semplice ipotizzare che una polizza privata, stipulata e quotata per un rischio diverso dalle malattie infettive, possa oggi esser forzata per ricomprendere il Covid.

Le regole da applicare

Il ruolo di sostegno socio economico riconosciuto al comparto assicurativo privato sarà certamente enfatizzato nei prossimi mesi, durante i quali potrà esser presa in considerazione l’idea di ampliare l’ambito di protezione delle polizze della salute in caso di Covid. Ma ciò non potrebbe che valere per il futuro, dal momento che per tutti i contratti privati già in essere dovranno essere applicate le regole di copertura stabilite al momento della stipula, indipendentemente da quanto il legislatore possa aver stabilito per il ben diverso contesto Inail.

ESERCIZI PER LA RIABILITAZIONE OSTEOARTICOLARE INAIL

Questo interessante volume raccoglie in una veste agile con grafica tradizionale, i principali esercizi riabilitatori osteoarticolari divisi per distretti. Le  patologie ortopediche sono le più ubiquitariamente diffuse in ambito lavorativo e pertanto questa pubblicazione può rapprentare un valido supporto informativo per tutti i sanitari e gli specialisti della prevenzione e della riabilitazione

Esercizi per la riabilitazione post-traumatica e ortopedica

Principali esercizi fisici per i vari distretti articolari del corpo da effettuare a seguito di evento post-traumatico e ortopedico.

Immagine Esercizi per la riabilitazione post-traumatica e ortopedica

Prodotto: Volume
Edizioni: Inail – 2020
Disponibilità: Consultabile solo in rete
Info: dcpianificazione-comunicazione@inail.it

ESERCIZI PER LA SPALLA DOLOROSA

I disturbi osteoarticolari sono una delle principali tecnopatie correlate con l’attività lavorativa. La spalla é uno dei distretti maggiormente interessati e causa di disabilità e dolore. Vi proponiamo la visione di questo video come utile guida ai principali esercizi “riabilitatori” della spalla. 

INFEZIONE DA COVID COME INFORTUNIO SUL LAVORO

Inail con nota del 17 marzo 2020, prot. n. 3675 chiarisce che i contagi da Covid-19 di medici di strutture sanitarie in genere, dipendenti del Servizio sanitario nazionale e, in generale, di qualsiasi altra Struttura sanitaria pubblica o privata assicurata con l’Istituto, avvenuti nell’ambiente di lavoro oppure per causa determinata dallo svolgimento dell’attività lavorativa, sono inquadrati nella categoria degli infortuni sul lavoro.
L’Azienda sanitaria locale o la struttura ospedaliera/struttura sanitaria privata di appartenenza del personale infortunato, in qualità di datori di lavoro pubblico o privato, devono assolvere all’obbligo di effettuare, come per gli altri casi di infortunio, la denuncia/comunicazione d’infortunio.
Ai fini del computo della decorrenza della tutela Inail, il termine iniziale è quello della data di attestazione positiva dell’avvenuto contagio tramite il test specifico di conferma. Sono esclusi i dipendenti sanitari posti in quarantena per motivi di sanità pubblica, salvo che risultino positivi al test di conferma e, in questo caso, sono tutelati per l’intero periodo di quarantena e quello eventualmente successivo dovuto a prolungamento di malattia che determini una inabilità temporanea assoluta al lavoro. Nel caso in cui, infine, gli eventi infettanti siano intervenuti durante il percorso casa-lavoro, si configura l’ipotesi di infortunio in itinere.

LAVORO IN SOLITARIO LA GUIDA DELLA SUVA


Questo opuscolo spiega a quali condizio
ni una persona impiegata nel settore dell’artigianato o dell’industria è autorizzata a lavorare da sola. Contiene informazioni sui requisiti che devono soddisfare le persone tenute a lavorare da sole, i posti di lavoro occupati da una persona sola e il piano di emergenza in base alle disposizioni di legge e all’esperienza.

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GUIDA 1

 

GUIDA 2

COMPARTO LEGNO: I DATI INAIL SUGLI INFORTUNI NEGLI ULTIMI CINQUE ANNI

Il periodico curato dalla Consulenza statistico attuariale dell’Istituto dedica un articolato approfondimento a uno dei principali settori di attività del sistema manifatturiero italiano, con il 14,5% delle imprese, l’8,6% degli addetti e il 4,7% del fatturato

Legno e arredo, nel nuovo numero di Dati Inail l’identikit di una filiera ad alto rischio

ROMA – Frese, seghe elettriche, troncatrici, presse, piallatrici… È sufficiente fare l’elenco dei macchinari che un operatore del settore del legno utilizza quotidianamente per comprendere come in questo tipo di attività il rischio di subire un infortunio sul lavoro sia sempre in agguato. A scriverlo è l’ultimo numero del mensile Dati Inail, curato dalla Consulenza statistico attuariale dell’Istituto e dedicato alla filiera del legno-arredo, che in Italia rappresenta uno degli ambiti produttivi di maggiore consistenza del sistema manifatturiero, con il 14,5% del totale delle imprese, l’8,6% degli addetti e il 4,7% del fatturato, secondo per rischio di infortunio solo a quello della metallurgia.

Trenta casi mortali nel quinquennio 2014-2018. Gli infortuni sul lavoro denunciati nel solo settore del legno (taglio e fabbricazione di prodotti) nel 2018 hanno fatto segnare un lieve aumento (+0,7%) rispetto all’anno precedente, ma sono comunque in calo dell’8,7% rispetto alle denunce presentate nel 2014. Concentrando l’analisi sui casi riconosciuti dall’Inail, il decremento è ancora più rilevante. I 2.927 infortuni accertati nel 2018, infatti, sono in diminuzione del 4,3% rispetto ai 3.060 del 2017 e del 16,2% rispetto ai 3.493 del 2014. Nel quinquennio 2014-2018 i casi mortali riconosciuti sono stati 30.

Più infortuni nelle regioni settentrionali. Il 93,7% degli infortuni accertati si è verificato in occasione di lavoro e solo il restante 6,3% in itinere, nel tragitto di andata e ritorno tra la casa e il luogo di lavoro. A livello territoriale, i casi di infortunio si concentrano soprattutto al Nord e, in particolare, nel Nord-Est, con il 42,5% degli infortuni totali. Più di otto infortunati su 10 sono di nazionalità italiana, seguiti dai lavoratori provenienti da Marocco (2,7%), Romania e Albania (2,6% per entrambe).

In quasi un incidente su due sono le mani a subire lesioni. Le parti del corpo che subiscono principalmente le lesioni provocate dagli infortuni sono le mani (quasi il 47% dei casi totali), mentre la tipologia delle lesioni comprende ferite (38,9% dei casi), contusioni (20,3%) e lussazioni (15,9%). In più della metà dei casi l’infortunio è stato causato da un movimento scoordinato o dalla perdita di controllo di un utensile, mentre gli incidenti causati dal contatto con un agente materiale tagliente sono pari al 21,7%.

Il picco avviene nella seconda ora del turno di lavoro. Tra i giorni lavorativi, l’inizio della settimana risulta essere più a rischio. Tra il lunedì e il mercoledì, infatti, si è registrata una percentuale costante di infortuni del 20%, che scende al 18% il giovedì e il venerdì, con un residuo 4% il sabato. Gli infortuni si sono verificati in prevalenza all’inizio del turno lavorativo, con il picco nella seconda ora di lavoro (14,6%).

Ogni anno accertate 170 malattie professionali. Dall’analisi dei dati relativi alle malattie professionali nell’industria del legno – che comprende attività che vanno dal taglio e piallatura alla fabbricazione di porte, finestre, imballaggi e pavimentazione in parquet – emerge che le patologie di origine lavorativa riconosciute ogni anno dall’Inail sono circa 170. In sei casi su 10 si tratta di tratta di malattie osteomuscolari e del tessuto connettivo, in particolare i disturbi dei tessuti molli, favorite dall’utilizzo di strumentazioni spesso di tipo artigianale e manuale. Seguono con il 20% dei casi le patologie dell’orecchio, per il rumore prodotto dalle macchine, e quelle del sistema nervoso (14%). I tumori, pari al 3%, sono quasi esclusivamente quelli maligni dell’apparato respiratorio, causati dalle polveri inalate durante le operazioni di taglio del legname.

  • Dicembre 2019Argomenti
    La filiera legno-arredo – Bando isi 2019: un nuovo asse per il legno – Legno, un’attività ad alto rischio – Le malattie professionali nell’industria del legno – L’industria del legno nelle nuove tariffe dei premi
    (.pdf – 826 kb)

INFORTUNI SUL LAVORO E MEDICO COMPETENTE

 

MONTEGROTTO TERME

7-8 FEBBRAIO 2020

Il D.Lgs. 81/2008 prevede due particolari momenti in cui i componenti del sistema prevenzionistico aziendale si confrontano, collaborando ciascuno con le proprie competenze e professionalità alla valutazione dei rischi: il sopralluogo del medico competente (articolo 25, D.Lgs. 81/2008: obblighi del medico competente) e la riunione periodica (Articolo 35, D.Lgs. 81/2008: riunione periodica). Il sopralluogo è l’attività specifica che permette al medico competente di contribuire alla redazione e/o all’aggiornamento del Documento di Valutazione dei Rischi e alla promozione di iniziative di miglioramento in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro.

Questi sono anche i due momenti in cui, a livello preventivo, prima (sopralluogo), e su un piano eventualmente critico/analitico poi (Relazione Periodica) il Medico Competente si confronta con il tema infortunistico. Nella Riunione Periodica, il legislatore stesso prevede che “nelle aziende, (…), il datore di lavoro, direttamente o tramite il servizio di prevenzione e protezione dai rischi, indice almeno una volta all’anno una riunione cui partecipano il datore di lavoro o un suo rappresentante, il responsabile del servizio di prevenzione e protezione dai rischi, il medico competente, ove nominato e il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza”. In tale riunione uno dei punti da discutere, che riguarda appieno l’attività del Medico Competente è “l’andamento degli infortuni e delle malattie professionali e della sorveglianza sanitaria;” In tal senso nel testo si consiglia di approfondire, infatti si cita “possono essere individuati: codici di comportamento e buone prassi per prevenire i rischi di infortuni e di malattie professionali. l consumo di alcol e droga sta diventando un fenomeno sempre più diffuso in tutte le fasce di età e in ogni ambiente di vita.

La problematica è di particolare complessità e va dunque affrontata con determinazione. I rischi per la salute legati all’abuso di sostanze psicotrope sono numerosi, tanto più se si considerano luoghi di aggregazione, in cui il pericolo si estende a molte persone.
Negli ambienti di lavoro, dove le condizioni psico-fisiche del lavoratore sono un presupposto fondamentale per garantire la propria sicurezza e quella degli altri, sia l’assunzione di bevande alcoliche che il consumo di sostanze stupefacenti sono tra i fattori che influenzano negativamente il comportamento dei lavoratori, creando situazioni di forte rischio e condizionando il benessere durante le ore lavoro. Nella seconda sessione parleremo proprio di questi aspetti, attraverso il contributo dello specialista Psichiatra, dell’ Asl, del Medico Competente, Sert e della Commissione Patenti. Il corso è improntato su una didattica fortemente interattiva, con esercitazioni pratiche e largo spazio alla discussione moderata dagli esperti.

 

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GUIDA OHS AL CONTROLLO DELLE DOCCE OCULARI DI EMERGENZA

Lo standard americano ANSI/ISEA Z 358.1 del 2014 indica i requisiti di posizionamento, funzionalità e manutenzione per docce di emergenza e colliri . Nella sua forma attuale, è lo strumento più chiaro e utile per proteggere i lavoratori da lesioni agli  occhi,  al viso e al corpo provocati da materiali corrosivi per fuoriuscite , schizzi etc.

La norma prevede che vengano condotti test rigorosi su base regolare per garantire  il corretto funzionamento delle apparecchiature  in caso di incidente. È però evidente che la conformità non è una condizione valida  una volta all’anno o una volta al mese in occasione dei controlli ma deve essere un requisito di tutti i giorni. Di conseguenza, lo standard ANSI / ISEA Z358.1-2014 richiede docce di emergenza e colliri  verificati  ​​settimanalmente e valutati più approfonditamente una volta all ‘anno. Questo requisito è stabilito nelle sezioni tra cui 4.6.2, 4.6.5.

Purtroppo sul campo questi dispositivi di emergenza per gli occhi sono controllati più superficialmente rispetto ad altri almeno per quel che concerne la cura della manutenzione . È ovvio che non si può accettare che vi sia una classifica nella cura dei dispositivi di sicurezza . Negli Stati Uniti gli aumenti dell’OSHA dell’80 per cento delle sanzioni per queste violazioni sul controllo dei dispositivi di lavaggio oculare e delle attrezzature per le docce di emergenza  hanno comportato sanzioni per oltre $ 100.000.

Requisiti di prestazione minimi settimanali ANSI
La norma stessa prevede tre requisiti minimi per le ispezioni settimanali:

1. L’attrezzatura di emergenza deve essere attivata settimanalmente. (È necessario attivare ogni componente dell’attrezzatura.)

2. L’attivazione deve garantire il flusso di acqua verso la (e) testa (e) del dispositivo. (Questo sarebbe sia per il colliri o il lavaggio occhi / viso, sia per il soffione.)

3. La durata dell’attivazione deve essere sufficiente a garantire che tutta l’acqua stagnante venga scaricata dall’unità stessa e da tutte le sezioni delle tubazioni che non fanno parte di un sistema di circolazione costante, noto anche come porzioni di “gamba morta”. (La durata è determinata dalla lunghezza della tubazione in cui potrebbe trovarsi acqua stagnante prima che raggiunga la testa o le teste dell’unità.)

Oltre all’elenco di controllo delle prestazioni minime settimanali sopra indicato richiesto da ANSI / ISEA, si consiglia di eseguire controlli funzionali settimanali aggiuntivi. Lo scopo di questi controlli aggiuntivi è quello di garantire che l’apparecchiatura funzioni correttamente e sia in grado di fornire un pronto soccorso adeguato in caso di emergenza.

Accesso

Il percorso  verso l’area  di sicurezza deve essere libero da ostacoli. Ciò potrebbe includere la presenza di tubi, scatole e porte. (Sezioni 4.5.2, 5.4.2, 6.4.2, 7.4.2)
Doccia

La doccia deve erogare un minimo di 75 galloni (75 galloni) al minuto. (Sez. 4.1.2, 4.1.4, 7.1)
La valvola deve passare da “off” a “on” in un secondo o meno e il fluido di lavaggio deve rimanere attivo senza l’uso delle mani dell’operatore. (Sez. 4.2, 7.1)
Lavaggio oculare / occhi / viso

Le prese devono essere protette da contaminanti presenti nell’aria. (Le coperture antipolvere devono essere in posizione.) (Sez. 5.1.3, 6.1.3, 7.1)
La valvola deve passare da “off” a “on” in un secondo o meno e il fluido di lavaggio deve rimanere attivo senza l’uso delle mani dell’operatore. (Sez. 5.2, 6.2, 7.2)
Il fluido di lavaggio di un collirio o di un lavaggio per occhi / viso deve coprire le aree tra le linee interne ed esterne di un manometro in un punto a meno di 20 cm (8 pollici) sopra l’ugello per il lavaggio degli occhi. (Sez. 5.1.8, 6.1.8, 7.1)
Deve fornire un mezzo di flusso controllato ad entrambi gli occhi contemporaneamente a una velocità abbastanza bassa da non essere dannoso. (Sez. 5.1.1, 6.1.1, 7.1)

Unità di combinazione

I componenti dell’unità devono essere in grado di funzionare contemporaneamente. (Quando viene attivato il lavaggio oculare o il lavaggio occhi / viso, quindi viene attivata la doccia.) (Sez. 7.3, 7.4.4)

Temperatura

Il liquido per la doccia oculare deve essere  tiepido. L’intervallo di temperatura richiesto è tra 16 ° C e 38 ° C (60 ° F – 100 ° F). (Sez. 4.5.6, 5.4.6, 6.4.6, 7.4.5)

Doccia idraulica e attrezzature per il lavaggio degli occhi
Come affermazione generale, tutte le apparecchiature devono essere ispezionate settimanalmente per assicurarsi che vi sia una scorta di fluido di lavaggio e che le apparecchiature siano in buono stato. Se l’apparecchiatura è di tipo idraulico, dovrebbe anche essere attivata settimanalmente per eliminare eventuali sedimenti e ridurre al minimo qualsiasi contaminazione microbica dovuta all’acqua stagnante.

Attrezzatura per lavaggio oculare e doccia autonoma
Le apparecchiature autosufficienti, spesso denominate “portatili”, vengono generalmente utilizzate in luoghi in cui non vi è alcun accesso all’acqua o in siti  in cui i pericoli sono “mobili”. Il requisito ANSI / ISEA per questo tipo di apparecchiatura deve essere ispezionato visivamente settimanalmente per determinare se il fluido di lavaggio deve essere sostituito o integrato. (Sezioni 4.6.3 e altre)

Le unità devono essere mantenute secondo le istruzioni del modello specifico del produttore. La maggior parte delle unità autonome che utilizzano acqua potabile offre la possibilità di utilizzare additivi specifici  batteriostatici sterili per impedire la proliferazione batterica nell’acqua . Per la maggior parte di questi prodotti additivi è necessario cambiare acqua e additivo ogni tre mesi, oltre a risciacquare l’unità . Se non viene utilizzato un additivo, l’acqua deve essere cambiata settimanalmente con una pulizia completa del serbatoio mensile. Su base annuale, le unità autonome devono sottoporsi al test completo proprio come fanno le unità idrauliche.

Chi dovrebbe condurre le ispezioni?

Spesso  ci si chiede se è necessario affidare tali controlli necessariamente ad una ditta esterna  . Fortunatamente, non ci sono prerequisiti o requisiti obbligatori per certificare l’avvenuto controllo Delle apparecchiature anche se il supporto delle aziende produttrici è sempre utile .  a garantire la conformità. Esistono vari strumenti di formazione anche  online per formare dei lavoratori all’uopo. Ciò consente al personale dell’azienda di acquisire maggiore  familiarità anche per poi condurre i test in modo appropriato. Molte aziende oggi scelgono di eseguire annualmente un’ispezione eseguita da enti terzi per fornire  una misura aggiuntiva di credibilità e garanzia del processo di revisione.

Le strutture che contengono centinaia di docce e lavaocchi dovrebbero cercare di creare il maggior numero possibile di esperti in materia. Una volta addestrati, i controlli settimanali possono essere completati piuttosto rapidamente. La creazione di mappe , la disponibilità di kit di test completi e la tenuta di corsi di formazione ricorrenti possono aiutare nel compito di controllo settimanale magari un po’ noioso ma cruciale.

La protezione dei lavoratori dovrebbe essere una priorità in ogni piano di sicurezza e non è sufficiente fornire semplicemente docce di emergenza e colliri. È necessario ispezionare, testare e monitorare la prontezza e le prestazioni delle apparecchiature per una risposta ottimale.

Da ohsonline.com

Articolo di Samantha Hoch

liberamente tradotto e adattato da dott Alessandro Guerri medico specialista in medicina del lavoro

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TECO MILANO :

Quando si parla di sicurezza sul lavoro, ambiente, medicina del lavoro e formazione Teco Milano srl è il riferimento giusto per chi cerca un partner adatto.

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