LE MODALITÀ UN PO’ALCHEMICHE DI SOMMINISTRAZIONE DEL VACCINO PFIZER

24 dicembre 2020

Da il corriere.it

La vaccinazione anti-Covid, con il vaccino Pfizer, non è proprio una cosa facile. Dietro a quella iniezione nel braccio dei primi volontari, anche vip come il presidente eletto degli Usa Joe Biden e il virologo più noto al mondo, l’americano Anthony Fauci, le cui foto già circolano ovunque nei media, c’è un processo complicato. Intanto le fiale, che devono essere conservate a -75° C, vanno fatte scongelare lentamente: in alcuni casi ci vogliono almeno tre ore.
Dopo di che, possono essere tenute a 2-8° C, per un massimo di cinque giorni.
Ma prima della somministrazione ci sono altri passaggi. Intanto il preparato deve raggiungere la temperatura ambiente, poi occorre capovolgere lentamente le fiale 10 volte (ma non agitarle) e, infine, diluirle in una soluzione di cloruro di sodio, prima della somministrazione (perché ogni fiale è fatta di almeno 5-7 dosi per altrettante persone.

Sembrerebbe una procedura da discipline alchemiche medioevali e invece no: questi dettagli (molto riassunti) si trovano a pagina quattro di una circolare di sette, appena redatta dalla Società Italiana di Farmacia Ospedaliere (Sifo) e dalla Società Italiana farmacisti preparatori (Sifap) e basata sui dati scientifici oggi disponibili con i quali le agenzie regolatorie, che approvano farmaci e vaccini, l’Fda negli Stati Uniti, l’Ema in Europa e l’Aifa in Italia, hanno autorizzato il preparato Pfizer, il primo ad arrivare all’utilizzo pratico in Europa. Commentano Arturo Cavaliere, presidente Sifo, e Paola Minghetti, presidente Sifap: «Il nostro documento vuole essere una risposta tempestiva alla richieste sulle modalità corrette, sicure e appropriate di allestimento e somministrazione del primo vaccino contro Sars-CoV-2».

Mancano i professionisti

Bene le linee-guida, ma il problema è: ci sono professionisti formati per eseguire tutte queste procedure?
La risposta, al momento, è no. E la fanno sentire a gran voce i sindacati, in prima linea l’Anaao (l’Associazione dei medici dirigenti). E anche gli Ordini dei Medici.
Secondo l’Anaao non c’è stata sufficiente formazione e ci sono difficoltà per la partenza della vaccinazione il 27 dicembre, come ha dichiarato al quotidiano La Stampa Guido Coen, a proposito della situazione nel Lazio: «Non sappiamo nulla, né chi deve preparare le dosi, né chi deve somministrarle e la formazione è nelle informazioni che circolano nelle nostre chat»

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