Monthly Archives: novembre 2019

LESIONI POLMONARI DA SVAPO E VITAMINA E ACETATO

Da quotidianosanita.it

Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie degli Usa hanno presentato i risultati dei primi esami sui soggetti colpiti da lesioni polmonari da svapo. La vitamina E acetato viene utilizzata come additivo nella produzione di prodotti per sigarette elettroniche, o vaping, conteneti Thc, uno dei principi attivi della cannabis. Ma la vitamina E acetato potrebbe non essere l’unica responsabile delle gravi lesioni polmonari che negli Stati Uniti hanno già colpito 2.051 persone, uccidendone 39: nel mirino anche altre sostanze chimiche.

Da recenti test di laboratorio su campioni di liquido raccolto dai polmoni di 29 pazienti di 10 Stati sono stati trovate tracce di acetato di vitamina E. L’acetato di vitamina E viene utilizzato come additivo nella produzione di prodotti per sigarette elettroniche o vaping, contenenti Thc, uno dei principi attivi della cannabis”.

Lo hanno annunciato ieri i Centers for Disease Control and Prevention (CDC) degli Usa che hanno presentato i primi risultati delle ricerche in corso per accertare la causa delle lesioni polmonari legate allo svapo che negli States hanno colpito 2.051 persone, uccidendone 39.

“Questa – si legge in una nota – è la prima volta che rileviamo una sostanza chimica potenzialmente problematica nei campioni biologici di pazienti con queste lesioni polmonari”.

Non svapare è l’unico modo ad oggi per essere sicuri. Il Cdc avverte poi che “poiché il composto o l’ingrediente specifico che causa la lesione polmonare non è ancora noto, l’unico modo per garantire che non si è a rischio mentre l’indagine continua è quello di considerare di astenersi dall’uso di  tutti i prodotti  di sigaretta elettronica o da svapo”.

I CDC in ogni caso “continuano a raccomandare di non usare sigarette elettroniche, o vaping, con prodotti che contengono THC, in particolare se acquistati in canali non autorizzati

Il Centro Usa ha comunicato poi di aver testato una serie di altri prodotti chimici che potrebbero essere trovati nella sigaretta elettronica o prodotti da svapo tra cui oli vegetali, distillati di petrolio come olio minerale, olio MCT e terpeni (che sono composti trovati o aggiunti ai prodotti THC). Nessuna di queste sostanze chimiche potenzialmente pericolose è stata rilevata nei campioni di fluido testati.

“Per la prima volta, abbiamo rilevato una potenziale tossina preoccupante, la vitamina E acetato, da campioni biologici di pazienti”, con danno polmonare collegato allo svapo, ha dichiarato la dottoressa Anne Schuchat, vicedirettore dei Cdc in un briefing. L’agenzia in ogni caso non ha escluso la possibilità che anche altre sostanze chimiche o tossine possano causare i gravi disturbi respiratori.

Che cos’è l’acetato di vitamina E e perché potrebbe essere presente in questi prodotti per sigarette o vaporizzatori?
La vitamina E è una vitamina presente in molti alimenti, tra cui oli vegetali, cereali, carne, frutta e verdura. È disponibile anche come integratore alimentare e in molti prodotti cosmetici, come le creme per la pelle.
La vitamina E acetato viene utilizzata come additivo nella produzione di prodotti per sigarette elettroniche, o vaping, perché ricorda l’olio di THC, uno dei principi attivi della cannabis. La vitamina E acetato è anche usata come ingrediente addensante negli e-liquid.

Perché la vitamina E acetato potrebbe essere dannosa?
La vitamina E acetato di solito non provoca danni se ingerita come integratore vitaminico o applicata sulla pelle. Tuttavia, ricerche precedenti suggeriscono che quando la vitamina E acetato viene inalata, può interferire con il normale funzionamento polmonare.

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BRACCIALETTI SAFETY I NUOVI DEVICE DELLA SICUREZZA

Un  nuovo “ device “, un dispositivo di monitoraggio  creato dalla startup StrongArm Technologies Inc. è in grado di monitorare i movimenti dei dipendenti e li avvisa quando la loro attività è potenzialmente pericolosa, e sta già contribuendo a ridurre gli infortuni sul lavoro.

12 nov 2019
Jack Westley è uno dei tanti lavoratori che indossano il dispositivo tracker StrongArm per assicurarsi che svolga il proprio lavoro nel modo più sicuro possibile. Come tutti i suoi colleghi sa che lavoratore in un magazzino di congelatori è un lavoro infido. ‌

Lavorare in magazzino è pericoloso. Westley trasporta costantemente scatole, sposta attrezzature e si piega a basse temperature mentre il ghiaccio si forma sulla barba. Come noto il rischio di lesioni aumenta quando il corpo è freddo.

Il dispositivo è programmato per ronzare quando chi lo indossa fa movimenti pericolosi. Per Westley, questo significa chinarsi troppo in profondità per raccogliere una scatola o torcere il tronco troppo lontano per posarne un’altra. Il dispositivo sul suo petto vibra come un avvertimento che la sua possibilità di farsi male è elevata.

Gli avvertimenti del device si sono dimostrati efficaci . Wesley si è accorto di aver preso l’abitudine di piegarsi in maniera scorretta mentre allungava le mani verso i pallet per estrarre le scatole.

 

Il dispositivo è realizzato principalmente per mantenere i lavoratori al sicuro sul posto di lavoro. Tuttavia, invia le informazioni raccolte su Westley al suo datore di lavoro, Geodis. Il magazzino in cui lavora, a Breinigsville, in Pennsylvania, è una delle poche località in cui Geodis sta testando i dispositivi StrongArm. Sono inoltre in uso presso le strutture gestite da Walmart Inc. e altre società.

Vi è tuttavia una altra faccia della medaglia sulla raccolta di informazioni per i datori di lavoro. I sindacati e gli studiosi pensano che i datori di lavoro possano utilizzare queste informazioni con fini di controllo. La produttività e il monitoraggio potrebbero essere utilizzati contro i lavoratori per licenziarli o punirli se le loro prestazioni diminuiscono . Inoltre la impenetrabilità  degli strumenti di analisi dei dati può rendere difficile per i dipendenti comprendere come questi dati vengono utilizzati.

Tuttavia, l’altro lato della medaglia suggerisce che dispositivi come questi con la raccolta di informazioni possono effettivamente aiutare e incoraggiare i lavoratori a essere più sicuri sul posto di lavoro. Goedis afferma che i device potrebbero integrare i programmi di sicurezza esistenti rilevando i dipendenti che necessitano di ulteriore formazione, aiutando anche a individuare singole posizioni nel lavoro da riorganizzare per ridurre il rischio di lesioni.

La società StrongArms che produce i device è ben consapevole dei potenziali rischi negativi di un dispositivo di tracciamento delle informazioni come questo, ma sottolinea che la sua missione principale  è quella di proteggere innanzitutto i lavoratori. Un recente studio ha evidenziato una riduzione dal 20 al 50 percento in chi fa uso del device . StrongArm rileva inoltre che non sta monitorando la produttività individuale e che i suoi prodotti non vengono utilizzati per punire i singoli lavoratori o contestare le richieste di risarcimento dei lavoratori. ‎

A ulteriore difesa del sistema bisogna sapere che il fondatore di Strong Arm, Sean Petterson si è sempre dedicato alla sicurezza  del lavoro  e ha sempre cercato  di inventare tecnologie per aiutare gli addetti alla sicurezza a svolgere il proprio lavoro in modo più sicuro.

Il monitoraggio ergonomico, è un campo di innovazione in crescita. I ricercatori sperano di continuare a svilupparlo al meglio  per coniugare l’efficienza con la sicurezza utilizzando più dati e tecnologia. Al momento esistono ancora forti resistenze emotive sull’impiego di questi mezzi tuttavia la speranza è quella di oltrepassarli una volta testata l‘efficienza

Liberamente tradotto da dott.Alessandro Guerri medico specialista in medicina del lavoro.

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PROBIOTICI NEL CONTROLLO DELL’INQUINAMENTO INDOR

Le caratteristiche degli ambienti  INDOR hanno un impatto significativo sulla salute umana e sulla produttività. Se da un lato i datori di lavoro si sforzano di creare ambienti più salutari per i propri lavoratori, dall’altro emerge la domanda di servizi di pulizia “ecologica “ a bassa tossicità .

Cresce infatti nei lavoratori  la consapevolezza di un potenziale impatto sulla salute e sull’ambiente dei prodotti per la pulizia utilizzati nelle aree di lavoro. È quindi fondamentale che i gestori ripensino le modalità dei metodi di pulizia . Secondo la US Environmental Protection Agency, la disinfezione da agenti infettivi è uno dei passaggi cruciali per mantenere un ambiente interno sano. Una nuova frontiera è rappresentata da detergenti “ verdi” che contengono probiotici in grado di rimuovere gli agenti infettivi e che riducono notevolmente il rischio tossicologico dei tradizionali detergenti

Numerose indagini hanno indagato il problema dei microrganismi dannosi nelle aree di lavoro. Un report della CBS News si concentrava su aree critiche dal punto di vista infettivo  come le  maniglie delle porte, lavelli da cucina e pulsanti dell’ascensore che sono i più comuni habitat batterici. Vi sono ovviamente altri habitat  critici che vanno dai sanitari alle tastiere dei computer. Uno studio  condotto da ricercatori dell’Università dell’Arizona ha dimostrato che la tipica scrivania da lavoro ospita centinaia di batteri in più per pollice quadrato rispetto a un sedile del water dell’ufficio. Di conseguenza, è ragionevole che le imprese e le istituzioni debbano investire in programmi per ridurre la presenza di microrganismi dannosi.

Tuttavia, i tradizionali pilastri della pulizia che utilizzano antibatterici o altre sostanze per l’eliminazione  dei microrganismi dannosi corrono però il rischio di selezionare  la crescita di ceppi di batteri più forti, come i tanto noti “superbatteri” che mostrano resistenza agli antibiotici. Secondo i Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC), le infezioni innescate da organismi resistenti agli antibiotici sono difficili da trattare, comportando l’uso di farmaci di seconda o terza scelta per trattamenti che  meno efficaci, più tossici e più costoso.

I probiotici ambientali creano un sistema di purificazione rivoluzionario per i luoghi di lavoro

In alternativa all’approccio tradizionale  nella lotta contro i microrganismi tossici nei luoghi di lavoro, negli ultimi anni è emersa una tendenza verso l’implementazione dei probiotici come strumenti di pulizia. Come notato dal National Institutes of Health (NIH), i probiotici sono microrganismi vivi, incorporati a lungo in alcuni alimenti e integratori alimentari, che hanno effetti benefici sulla salute. Sebbene i batteri e altri microrganismi siano spesso considerati germi nocivi, molti microrganismi possono aiutare il corpo a funzionare correttamente. Ad esempio, i batteri normalmente presenti nell’intestino possono aiutare a digerire il cibo, distruggere i microrganismi patogeni e produrre vitamine.

Alla luce di ciò che è noto per quanto riguarda l’attività dei probiotici e la presenza di microrganismi nei luoghi di lavoro, sono stati condotti studi che dimostrano con successo il potenziale dei probiotici, come purificatori di aria e di superficie, per controllare la crescita di microrganismi cattivi mantenendo le varietà benefiche.

La logica alla base dell’uso dei probiotici è semplice. Gli spray e i dispositivi di depurazione tradizionali uccidono indiscriminatamente tutti i batteri, sia dannosi che benefici, provocando un ambiente sterile e squilibrato che potrebbe aumentare il rischio di evoluzione della resistenza dei patogeni. Al contrario, i probiotici offrono una soluzione naturale, priva di sostanze chimiche e rispettosa dell’ambiente per combattere la sindrome degli edifici malati: i probiotici consumano rifiuti contaminanti come acari della polvere materia fecale, polline, cellule morte della pelle e peli di animali domestici, mantenendo l’equilibrio dei batteri essenziali in gli ambienti in cui le persone lavorano, riducendo ulteriormente i cattivi odori causati da batteri e muffe.

Un esempio di “disinfezione verde”a base  di probiotici è commercializzata, n come Enviro-Biotics (abbreviazione di “Probiotici ambientali”) e  comprende acqua e Bacillus Subtilis. Questa tecnologia funziona a livello microscopico e rilascia ripetutamente miliardi di particelle probiotiche di dimensioni di micron in grado di purificare l’aria e pulire la superficie e gli oggetti.

I dispositivi offrono una soluzione automatica per ogni spazio: alcuni sistemi attingono ai condotti dell’aria esistenti; altri sono plug-and-play e sono progettati per rilasciare probiotici direttamente nell’aria. Questi sono trasportati dal flusso d’aria attraverso lo spazio interno, successivamente disperdendosi  su ogni superficie interna. Sono state sviluppate linee di prodotti che trattano spazi di varie dimensioni, da 800 piedi quadrati a 45.000 piedi quadrati. I sistemi sono progettati per il bilanciamento ecologico e sono completamente programmabili e personalizzabili. Non è richiesta alcuna infrastruttura speciale.

Oltre a fornire un microambiente più confortevole  e salutare per gli impiegati, il sistema fornisce una pulizia automatica e continua all’interno dei condotti dell’aria, migliorando così la qualità dell’aria che li attraversa.

Il potere dei probiotici, sostenuto dalla ricerca

Diversi studi hanno confermato la base scientifica per un uso  dei probiotici per migliorare l’ambiente nelle aree di lavoro. Ad esempio, come riportato nel Journal of Microbiology & Experimentation, uno studio di ricerca ha valutato l’efficacia dei prodotti per la pulizia contenenti forme di spore di Bacillus spp rispetto a un trattamento tradizionale a base di cloro. In un ospedale, il conteggio microbico totale, nonché Staphylococcus aureus, Coliforms, Pseudomonas spp e Candida spp sono stati monitorati per quattro mesi su diverse superfici. Sono stati raccolti 11.223 campioni microbiologici, sia sette che 24 ore dopo le procedure di pulizia programmate. I dati hanno mostrato che, diversamente dai tradizionali disinfettanti a base chimica, l’effetto del prodotto a base di probiotici ha portato a una riduzione di oltre l’80% del carico microbico di Staphylococcus aureus, Coliforms, Pseudomonas spp e Candida spp. I ricercatori hanno concluso che la strategia proposta di utilizzare detergenti a base di probiotici è un’alternativa affidabile alla tradizionale disinfezione chimica delle superfici.

In uno studio separato, un sistema di probiotici è stato installato in otto zone strategiche (tra cui un salotto, una sala di risveglio e una sala d’attesa) all’interno di un centro medico in Israele. L’aria e le superfici sono state campionate prima dell’installazione e dopo un periodo di trattamento di circa tre settimane. Inizialmente, tra le specie problematiche aggiuntive, sono stati rilevati conteggi significativi di agenti patogeni, tra cui Staphylococcus e Pseudomonas, su varie superfici e nell’aria. Al termine del periodo di prova, non sono stati rilevati funghi o batteri sulle superfici e sono stati rilevati nell’aria solo i probiotici Bacillus rilasciati dal sistema.

Date le prove presentate da questi e altri studi sul campo, sembra che vi sia un ampio potenziale per i probiotici da utilizzare come una classe efficace di strumenti di pulizia e rifornimento negli spazi di lavoro commerciali. Il risultato finale del loro utilizzo potrebbe includere non solo aree di lavoro più pulite, ma anche dipendenti più sani e produttivi.

Da ohsonline.com

liberamente tradotto da dott. Alessandro Guerri medico specialista in medicina del lavoro

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NUOVA TERAPIA CONTRO IL MESOTELIOMA

Nasce per dare una speranza a chi è affetto da mesotelioma, un tumore che non ha ancora un’efficace risposta terapeutica: è il Mesovax, nome nato dall’unione dei termini ‘mesotelioma’ e ‘vaccinazione’, un importante studio clinico di fase 1 avviato presso l’Istituto Tumori della Romagna (Irst) di Meldola.

Indirizzato a pazienti con mesotelioma refrattario a una precedente terapia, precisa una nota dell’istituto, il Mesovax prevede l’uso combinato di un vaccino personalizzato con cellule ottenute dal paziente stesso e di un anticorpo la cui azione di inibizione ‘rinvigorisce’ le cellule immunitarie rese meno attive dal tumore.  Il mesotelioma è una patologia che può manifestarsi anche a distanza di decenni, 30-40 anni, dall’esposizione all’amianto.  Nonostante l’amianto sia al bando dal 1992, l’incidenza di questa patologia crescerà fino al 2020 (in Italia si contano circa 2.000 nuovi casi annui) coinvolgendo chi, per ragioni soprattutto lavorative in quanto l’amianto è stato ampiamente utilizzato in edilizia e nel settore dei trasporti, ne abbia inalato le fibre.

da dottnet.it

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LA RADIOPROTEZIONE DELLA NUOVA DIRETTIVA EURATOM

La Commissione europea, con Parere motivato, ha invitato l’Italia a recepire la normativa dell’UE in materia di radioprotezione contenuta nella Direttiva 2013/59/EURATOM, il cui termine per l’adeguamento è scaduto il 6 febbraio 2018. Tale normativa una volta recepita sarà l’occasione per ridisegnare con maggiore attenzione la radioprotezione in Italia non solo del personale che utilizza le radiazioni come strumento di lavoro ma anche per pazienti e cittadini.

Infatti per quanto attiene alla protezione dei lavoratori dalle radiazioni ionizzanti il Testo Unico rimanda al decreto legislativo 230 del 1995 (e sue successive modifiche). Il recepimento della Direttiva 2013/59/EURATOM andrà a modificare questo decreto, soprattutto per quanto riguarda la protezione del lavoratori e della popolazione dall’esposizione al gas Radon, in quanto molti studi epidemiologici in zone residenziali hanno evidenziato un aumento statisticamente significativo del rischio di carcinoma polmonare legato a questo agente di rischio.
Importanti novità riguarderanno inoltre il limite di legge per l’esposizione del cristallino e la protezione dei lavoratori che impiegano materiali contenenti radionuclidi presenti in natura (i cosiddetti NORM).
Infine la Direttiva richiede agli Stati Membri di identificare quali pratiche che comportano esposizioni con metodiche per immagini a scopo non medico vogliano giustificare, imponendo diversi vincoli, ma di fatto lasciando la libertà di autorizzare pratiche quali l’impiego di radiazioni ionizzanti ai fini dell’individuazione di oggetti nascosti nel corpo umano.

Riguardo all ‘argomento vi segnaliamo questo articolo comparso sulla rivista SIMG

Potete leggere questo contributo al seguente link

https://www.progettoasco.it/Riviste/rivista_simg/2019/04_2019/4.pdf

LA COMPLESSITÀ DELLA SFIDA ANTINFLUENZALE

Riproponiamo la lettura di un interessante contributo scientifico alla comprensione della complessità e dell’importanza della vaccinazione antinfluenzale non solo attraverso la rete del Medici di medicina generale sulle popolazioni a rischio ma anche attraverso le campagne svolte in azienda con il patrocinio del medico specialista in medicina del lavoro.

L’articolo è apparso sulla rivista SIMG dei medici di MG ed è qui disponibile al link sottostante:

https://www.progettoasco.it/Riviste/rivista_simg/2018/06_2018/8.pdf

FOCUS SULLA SAD DISTURBO AFFETTIVO STAGIONALE

Nei cambi di stagione tra l’autunno e inverno , la popolazione, specie nei paesi del nord , è a rischio del cosiddetto “disturbo affettivo stagionale” o SAD . Ecco una piccola guida sul disturbo e sulle strategie per ridurre i sintomi subdepressivi

È parafisiologico soffrire di  una lieve subdeflessione dell ‘umore in inverno . Tuttavia, per molte persone, questo può essere una vera  sfida  per la salute mentale. Il disturbo affettivo stagionale (DAU) è un disturbo insidioso ma per fortuna ci sono alcune strategie  per gestirlo.

Nei mesi autunnali e invernali i giorni sono  più corti,  vi è meno luce solare e le temperature sono più fredde. Per molti, questo significa anche svegliarsi al buio, passare meno tempo all ‘aperto e sperimentare sbalzi d’umore e tendenze subdepressive.

La Clinica Mayo definisce SAD come un “tipo di depressione correlato ai cambiamenti delle stagioni”. La maggior parte delle persone lo sperimenta nei mesi autunnali e invernali, benchè la depressione stagionale possa manifestarsi anche in primavera e in estate.

“Quando si passa dall’ora legale a quella solare ed in poche settimane  le giornate si accorciano , spesso si manifestano disturbi del sonno e i segni di un disadattamento ai cambiamenti climatici

“Alcune persone hanno difficoltà ad adattarsi al cambiamento. Questo perché il sistema circadiano del corpo – che aiuta a modulare il ciclo del sonno di una persona con segnali dall’ambiente, inclusi luce solare e oscurità – viene interrotto. Molte volte, un sonno inadeguato e interrotto può portare a una minore produttività durante il giorno e persino influenzare le persone in modi non prevedibili, dalla privazione del sonno al disturbo affettivo stagionale. ”

Sintomi stagionali.

Bisogna quindi  prestare  molta attenzione quando si verificano dei sintomi tipici della SAD che rientrano nello spettro depressivo quali :

sentirsi depresso quasi tutto il giorno,
perdere interesse per le attività  abitualmente preferite
avere poca energia
Insonnia
Manifestare  cambiamenti nell’appetito o  ponderali con una tendenza assumere e a preferire cibi ricchi di carboidrati,
sentirsi pigri o agitati ;avere difficoltà a concentrarsi ;sentirsi senza speranza, senza valore o in colpa ,avere pensieri frequenti di morte o suicidio. dormire troppo
stanchezza o bassa energia

Qual è le causa della  SAD? La risposta, in realtà, è in gran parte sconosciuta. Tuttavia, si ipotizza che una diminuzione della luce  possa portare ad una diminuzione della serotonina ed a contemporanee modifiche della produzione di melatonina

Differenze di genere

La ricerca mostra che SAD è più comune nelle donne rispetto agli uomini e nei giovani rispetto agli anziani. Naturalmente, come in  qualsiasi forma di depressione, ci sono una concomitanza di altri fattori che possono incrementare il rischio . Tra i più noti vi sono :

familiarità per sindrome depressiva

Vivere lontano dall’equatore con livelli più bassi di luce solare e giornate invernali più lunghe.

Soluzioni

Oltre ad un ovvio supporto medico e psicologico con eventuali terapie di supporto vi sono dei provvedimenti legati alla luce artificiale

Alzarsi con una forte luce tende a favorire l‘umore perché imita la condizioni ideali . Sono proprio per questo motivo commercializzate  delle “ luci di sveglia”

Google Home o Alexa potrebbero tornare utili. Molte persone usano questi dispositivi e le loro delicate funzioni di sonno e veglia per regolare le luci quando vanno a letto o si svegliano. Chi ha un sonno leggero, puó  impostare le luci su un colore bianco caldo e farle abbassare lentamente per favorire l’addormentamento  . È possibile utilizzare la funzione sveglia per determinare una  forte illuminazione  di 30 minuti.

Dispositivi regolatori della luce sono dunque  uno dei prodotti più comunemente usati per contrastare la SAD, secondo l’American Psychological Association (APA). Grazie alla emissione di luci intense per simulare la luce naturale esterna . Anche  solo 30 minuti di questa terapia potrebbero essere utile per pazienti affetti da SAD.


“Il trattamento più ampiamente utilizzato e ampiamente studiato per la SAD è la terapia della luce (cioè l’esposizione giornaliera alla luce artificiale intensa durante i mesi sintomatici)”, ha affermato la dott.ssa Kelly Rohan in uno studio per l’APA. “I dispositivi di terapia della luce rigorosamente testati negli studi clinici per SAD emettono una quantità controllata di luce fredda, bianca fluorescente o a spettro completo con uno schermo incorporato per filtrare i dannosi raggi ultravioletti.”

Coperte ponderate nella SAD

Le coperte ponderate sono esattamente come sembrano  ovvero delle coperte pesanti e sono presumibilmente efficaci. Le coperte ponderate mostrano un crescente gradimento  in popolarità per le persone con insonnia e ansia perché forniscono  un senso di sicurezza… un po’ come la coperta di Linus .

Non si tratta di  valutazioni soggettive  ma di efficacia dimostrata da diversi  studi . Le coperte ponderali , possono  ridurre i livelli di cortisolo di una persona , aiutando a calmare con effetti benefici  sul sistema nervoso ed essere quindi un ulteriore supporto nella cura della SAD

Da ohsonline.com

Liberamente tradotto da dott Alessandro Guerri medico specialista in medicina del lavoro

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da la stampa:

TROVATA LA CAUSA DELLA SAD DISTURBO AFFETTIVO STAGIONALE

Per mezzo di una scansione cerebrale, gli scienziati ritengono di aver individuato la ragione di fondo per cui alcune persone sono inclini alla depressione invernale, o disturbo affettivo stagionale (SAD)

La SAD, o disturbo affettivo stagionale, si caratterizza per affliggere le persone in particolari periodi dell’anno – come per esempio l’arrivo dell’autunno o l’inverno. In molti hanno imputato questo insorgere di sentimenti negativi o depressivi al grigiore che accompagna le giornate, alla minore esposizione alla luce diurna.

Ma cos’è che davvero può essere causa di malumore, tristezza, melanconia o depressione in alcune persone, proprio durante questi periodi dell’anno? Forse alla domanda sono riusciti a rispondere i ricercatori dell’Università di Copenhagen, con uno studio i cui risultati sono stati predentati alla XII International Conference on Neuropsychopharmacology di Londra.

Il problema, secondo quanto trovato dalla dott.ssa Brenda Mc Mahon e colleghi, starebbe nella produzione di serotonina, che cambierebbe a seconda delle stagioni e della quantità di luce presente. Le persone che sviluppano il SAD avrebbero dunque un problema con la serotonina e i livelli di SERT, il trasportatore di questo neurotrasmettitore – chiamato anche ormone del buonumore.
Per osservare cosa accade nei cervelli delle persone, i ricercatori hanno reclutato 11 persone con SAD e 23 volontari sani per il confronto. Utilizzando una tomografia a emissione di positroni (PET) hanno eseguito delle scansioni del cervello. A seguito di ciò, sono stati in grado di osservare differenze significative dall’estate all’inverno nei livelli del SERT nei pazienti con SAD.
In particolare, i volontari con SAD avevano livelli più elevati di SERT nei mesi invernali, che corrispondono a una maggiore rimozione di serotonina in inverno, mentre questo non accadeva con i volontari sani. Secondo i ricercatori questi risultati confermano ciò che altri hanno in precedenza sospettato.

«Crediamo di aver trovato il modo in cui il cervello si trasforma quando deve regolare la serotonina al mutare delle stagioni – ha spiegato la dott.ssa Mc Mahon – Il trasportatore della serotonina (SERT) conduce indietro la serotonina nelle cellule nervose in cui non è attiva, in modo che più alta è l’attività SERT, minore è l’attività della serotonina».
«La luce del sole mantiene questa impostazione naturalmente bassa – aggiunge la ricercatrice – ma quando le notti si allungano durante l’autunno, aumentano i livelli di SERT, con conseguente diminuzione dei livelli di serotonina attivi. Molte persone non sono realmente interessate dal SAD, e abbiamo scoperto che queste persone non hanno questo aumento di attività del SERT, così i loro livelli di serotonina attivi rimangono elevati per tutto l’inverno».

Il disturbo affettivo stagionale è comunque piuttosto diffuso, con circa 12 milioni di persone che ne soffrono nella sola Europa settentrionale.
«Sappiamo che una dieta equilibrata, il ridurre l’assunzione di caffeina e fare un po’ di esercizio possono aiutare, come anche il trascorrere quanto più tempo possibile all’aria aperta, perché anche quando è nuvoloso la luce è sempre superiore che al chiuso», conclude la dott.ssa Mc Mahon.

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BENEFICI DELLA LUCE AL LED SENZA SFARFALLIO

Di John Davenport

Tratto da Ohsonline.com

La tipologia della illuminazione dei luoghi di lavoro ha un ruolo centrale per garantire un ambiente di lavoro più sano, sicuro e produttivo. L’avvento dell’illuminazione a LED senza sfarfallio offre un’alternativa promettente all’illuminazione a LED fluorescente, a incandescenza e di prima generazione, ed inoltre riduce significativamente i costi di manutenzione.

Lo sfarfallio è  una instabilità della  luce. Gli esseri umani sono  in grado di percepire le instabilità nella luce o sfarfallii fino a circa 80 volte al secondo. Se una sorgente luminosa ha uno sfarfallio più rapido di 80 volte al secondo, ad esempio 120 volte al secondo, il nostro corpo continuano a reagire alle fluttuazioni della luce anche se non possiamo “vederle”. Come le forme più visibili di sfarfallio, questo sfarfallio “invisibile” può avere un impatto negativo su salute, benessere e produttività.

La causa più comune di sfarfallio in una luce è il risultato della linea di alimentazione CA che modula l’alimentazione della sorgente luminosa. Quando la fonte di alimentazione cambia, la potenza della luce cambia, a meno che il circuito intermedio non lo impedisca. Mentre i fluorescenti elettronici alimentati da reattori hanno ridotto notevolmente questa fluttuazione della luce rispetto ai loro predecessori azionati da reattori magnetici, la maggior parte dei prodotti LED di prima generazione ha reintrodotto alta frequenza di sfarfallio negli ambienti interni.

Tutte le persone  sono sensibili allo sfarfallio in una certa misura e questo può  contribuire  all’insorgenza di mal di testa, astenopia  e affaticamento; la ricerca suggerisce anche che può aumentare la frequenza delle emicranie. Alcuni persone con specifici deficit, come ad esempio quelli dello spettro autistico, sperimentanouna ipersensibilità visiva, in cui i trigger di illuminazione possono provocare sintomi accentuati. Lo sfarfallio può anche indurre convulsioni nelle persone con epilessia fotosensibile. Sebbene non vi siano standard che impongano ai produttori di illuminazione di rimuovere lo sfarfallio, l’Institute of Electrical and Electronics Engineers (IEEE 1789) indica che avere uno sfarfallio inferiore al 5% (alla frequenza della linea di alimentazione) presenta un basso rischio per queste persone.

L’illuminazione a LED senza sfarfallio è stata sviluppata per evitare questi inconvenienti, consentendoci di godere di  molti altri vantaggi dell’illuminazione a LED. Lo spettro della lampada a LED, che può essere continuo piuttosto che appuntito come lo spettro fluorescente, fornisce una corrispondenza più stretta con quella della luce solare naturale, che si traduce in una migliore differenziazione del colore, percezione del bianco più luminoso, una migliore saturazione del colore e una visione dei colori complessivamente migliore. Di conseguenza, l’illuminazione a LED può potenzialmente aumentare anche i livelli di umore e concentrazione.

Proprio per tutte queste ragioni i luoghi di lavoro scolastici educativi, sanitari, militari e commerciali possono trarne vantaggio

La prova di questi benefici deriva da studi sull’impatto dell’illuminazione a LED senza sfarfallio nei settori educativo, sanitario, militare e commerciale / industriale. Ad esempio, in classe, le qualità superiori dell’illuminazione a LED migliorano la visibilità, il che a sua volta può portare a un ambiente di apprendimento migliore . Diversi studi  suggeriscono che gli studenti possono concentrarsi maggiormente sul loro lavoro in classe con un’illuminazione a LED priva di sfarfalli . Inoltre ulteriori ricerche hanno evidenziato  un miglioramento nel comportamento degli studenti con bisogni speciali.

Nelle strutture sanitarie, non solo la luce a LED priva di sfarfallio può tradursi in un ridotto rischio di errore tra medici e infermieri durante le procedure mediche, ma la possibilità di modulare  il tipo di  illuminazione come negli ultimi LED più moderni consente anche impercettibili cambiamenti di colore che possono facilitare il benessere del paziente.

Nel frattempo, la Marina degli Stati Uniti sta raccogliendo i benefici del retrofit dell’illuminazione della sua navi di superficie con luci a LED senza sfarfallio; negli ultimi anni sono state installate centinaia di migliaia di luci a LED. Oltre a significativi risparmi sui costi di manutenzione, la migliore qualità della luce migliora l’attenzione, la produttività e la vigilanza tra i membri dell’equipaggio.

Infine, l’uso commerciale dell’illuminazione a LED priva di sfarfallio ha dimostrato di migliorare l’aspetto della merce esposta negli showroom e in altri grandi spazi pubblici e di fornire un ambiente più luminoso per gli acquirenti, garantendo allo stesso tempo che il personale di vendita che lavora su turni prolungati goda della stessa salute e dei benefici  descritti in precedenza.

I’ illuminazione a LED senza sfarfallio ha generato risultati positivi

Numerosi  studio attestano questi benefici in contesti del mondo reale. Ad esempio, la Rushwood Elementary School, situata fuori Cleveland, nell’Ohio, ha adattato l’illuminazione a LED senza sfarfallio già da diversi anni fa. Professori  e studenti hanno subito notato delle differenze: hanno descritto la qualità della luce più nitida, più chiara e più luminosa, con maggiore facilità di lettura. Sono stati riportati meno casi cefalea e un’insegnante di sostegno  ha riportato la percezione di un clima più “pacato” nella sua classe.

liberamente tradotto da

dott Alessandro Guerri medico specialista in medicina del lavoro

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