Monthly Archives: novembre 2019

RIDERS SOTTO CONTROLLO A MILANO

Da “ la repubblica”

Controlli a tappeto sui rider in città, a Milano. Sono cominciati mercoledì sera gli approfondimenti dei vigili nell’ambito dell’inchiesta sulle condizioni di lavoro dei rider cittadini che fanno consegne a domicilio in bicicletta utilizzando servizi app come Deliveroo, Glovo e Just Eat. Una serie di controlli che andranno avanti anche per tutta la prossima settimana per capire se ci siano situazioni di caporalato e di sfruttamento del lavoro. Il lavoro, coordinato dalla pm Maura Ripamonti titolare di un fascicolo aperto a modello 45 cioè senza indagati né ipotesi di reato, vede anche il coinvolgimento dell’Inps che aveva già avviato una sua indagine: una serie di controlli che prevedono una serie di questionari per approfondire le modalità in cui i rider sono costretti a lavorare.

Le verifiche sono state avviate anche per capire se vengono rispettate le norme che riguardano la sicurezza sul lavoro, in questo caso l’uso di caschetti e di calzature adatte. C’è poi il capitolo della sicurezza stradale, ovvero quanto le modalità di lavoro che vengono imposte ai rider possano rappresentare un rischio per l’incolumità di chi lavora (ma non solo) nel momento in cui l’algoritmo impone puntualità e punisce chi non consegna entro una fascia oraria prevista. Infine c’è l’aspetto legato alle norme igieniche: i grandi zaini termici dentro cui vengono messi indistintamente sushi a bassa temperatura e zuppe calde, sono adatti al trasporto dei cibi?

LUCE NATURALE :SALUTE E PRODUTTIVITÀ IN UFFICIO


Luce naturale e vista sugli esterni  sono le qualità più ricercate tra i posti di lavoro , secondo uno studio condotto dalla società di consulenza sulle risorse umane, Future Workplace. Questo stesso studio ha anche rivelato che i dipendenti seduti vicino alle finestre hanno minor assenteismo  e hanno una maggiore produttività rispetto a quelli che lavorano alla luce artificiale.

Scopri come la luce naturale migliora la produttività sul posto di lavoro.

Miglioramento dell’umore

La luce naturale migliora il tuo umore. Coloro che sono colpiti dal Disturbo Affettivo Stagionale (SAD) avranno familiarità con il cambiamento del loro stato d’animo quando iniziano i giorni più corti e le notti  più lunghe . La ragione di ciò è probabilmente correlata all’effetto che la luce ha sull’ipotalamo nel cervello, che influenza l’orologio interno del corpo e la produzione di melatonina e serotonina.

Coloro che non sono esposti a una buona quantità di luce naturale hanno maggiori probabilità di vedere un calo del loro umore e di conseguenza la loro produttività. Lo stesso studio sul benessere sul posto di lavoro di Future Workplace ha anche scoperto che il 38 percento dei dipendenti riduce la produttività  di circa  1 ora quando soffre di disturbi emotivi .

creatività

La maggior parte degli artisti   – sia che si tratti di scrivere, dipingere, cantare o altro – concordano che la luce naturale è indispensabile per stimolare la creatività. In effetti, l’autore americano George Bernard Shaw era noto per aver commissionato la costruzione di una “capanna dello scrittore” ben illuminata, che vantava una tavola girevole meccanica all’interno. Lo scopo del tavolo era di spostarlo in base a dove si muoveva la luce, in modo che fosse sempre esposto alla luce naturale mentre scriveva.

Se prendiamo alla lettera il libro  di Shaw, si potrebbe ipotizzare che la creatività e la produttività della forza lavoro potrebbero essere notevolmente migliorate con l’installazione di grandi finestre che espongono i dipendenti a quanta più luce naturale possibile.

Dormire meglio

Un altro vantaggio di molta luce naturale è l’impatto che questo ha sul sonno di una persona. Un gruppo di ricerca della Northwestern University di Chicago ha concluso che gli impiegati che trascorrevano il loro tempo al di sotto della luce artificiale, senza esposizione alla luce naturale, dormivano 46 minuti in meno rispetto a quelli che lavoravano in un ufficio con finestre.

È anche noto che più sonno equivale a una maggiore produttività, perché il sonno è molto importante nel ripristinare le energie del corpo e della mente. Coloro che soffrono di insonnia spesso hanno difficoltà a concentrarsi e quindi non possono essere produttivi come una persona ben riposata.

Vitamina D

La vitamina D è essenziale per una buona salute nell’uomo. La luce naturale è il principale fornitore di vitamina D e coloro che non hanno abbastanza luce solare naturale possono spesso riscontrare una carenza. Una carenza di vitamina D può causare problemi alle ossa, ai denti e ai muscoli, che possono continuare a influenzare altre aree della salute.

Sul posto di lavoro, i dipendenti che soffrono di carenza di vitamina D possono andare incontro a problemi di salute, che possono quindi influire sulla loro produttività. È necessaria una buona salute e una buona nutrizione per aumentare la capacità di una persona di concentrarsi e lavorare bene

Salute degli occhi

Le ricerche condotte dal professor Alan Hedge alla Cornell University nel 2017 hanno rivelato che gli impiegati hanno riportato un calo del 51% nell’affaticamento degli occhi e un calo del 63% della cefalea, a seguito di una maggiore esposizione alla luce naturale. Affaticamento degli occhi e mal di testa possono essere attribuiti a una condizione nota come Sindrome da visione artificiale (CVS), che si dice abbia effetto su 70 milioni di dipendenti in tutto il mondo. Il CVS potrebbe potenzialmente essere notevolmente ridotto con l’introduzione di maggiore luce naturale sul posto di lavoro.

Per quanto riguarda la produttività dei dipendenti, è evidente che una minor incidenza di affaticamento degli occhi , astenopia e cefalea  correlati alla visione riduca  il numero di pause. Inoltre, una migliore salute degli occhi significa maggiore concentrazione e produttività  sul lavoro

Considerando gli impatti significativi che una cosa apparentemente semplice come la luce naturale può avere sulla forza lavoro, è chiaro che i datori di lavoro dovrebbero cercare di perseguire questo obiettivo . Oltre ai vantaggi in termini di produttività e salute, ricordiamo che una luce naturale è di gran lunga l’opzione più economica per illuminare il tuo ufficio rispetto alla luce artificiale.

Da ohsonline.com

Liberamente tradotto e adattato  da dott Alessandro Guerri medico specialista in medicina del lavoro

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IL LAVORO NOTTURNO AUMENTA IL RISCHIO CANCRO

Il cancro al polmone è la principale causa di decessi per cancro in tutto il mondo, per questo studi inerenti alla prevenzione oncologica sono particolarmente attivi in questo settore. Il campo della prevenzione oncologica è governato da numerosissimi fattori legati ad abitudini e stile di vita, che risultano difficili da analizzare.

Una recente indagine pubblicata su Cell Metabolism il 28 Luglio 2016, realizzata dai biologi del Massachusetts Institute of Technology (MIT) ha messo in luce la correlazione tra un lavoro che prevede turni notturni ed il rischio di carcinogenesi; il rischio di sviluppare certe malattie in seguito a turni notturni è un sorvegliato speciale da tempo, tanto che già nel 2010 il rischio di tumore correlato a ciò appariva nella sezione ‘possibile-2A’ (probabile cancerogeno per l’uomo) nella lista IARC (International Agency for Research on Cancer).

Ma perchè un infermiere o un operaio che svolgono turni notturni sono più soggetti al cancro?

Chiaramente avrete già sentito parlare di ritmo circadiano, una sorta di orologio intrinseco al nostro organismo che comporta oscillazioni bio-umorali, regolato dalla luce. Questo particolare orologio ha funzioni molto importanti tra cui la regolazione del sonno-veglia, la secrezione ormonale, le variazioni di temperatura corporea e la regolazione del metabolismo cellulare, che comprende la divisione e di conseguenza anche la proliferazione delle neoformazioni.

L’orologio circadiano negli esseri umani si trova nel nucleo soprachiasmatico del cervello (Sistema Nervoso Centrale) e dalla retina riceve informazioni riguardanti i livelli di luce; il SNC elabora queste informazioni e le trasmette alle cellule del corpo tramite ormoni e altre molecole. Un lavoro che comporta turni notturni altera il ritmo circadiano e un’alterazione di questo fa sì che i tumori diventino più aggressivi e crescano più rapidamente.

I ricercatori del MIT hanno condotto il loro esperimento sul modello animale murino (topi) ed hanno osservato l’importanza di due geni, presenti anche nell’uomo, che fungono da soppressori tumorali. Se l’orologio che detta il ritmo circadiano non funziona correttamente (in presenza di troppa o in assenza di luce) questi due geni risultano alterati e non possono svolgere il loro ruolo contro i tumori.

Questi due geni sono Bmal1 e Per2, codificano per proteine il cui livello oscilla durante il corso della giornata in correlazione al ritmo circadiano; quando il normale ciclo buio/luce viene interrotto le oscillazioni proteiche spariscono.

Lo scopo dell’esperimento è stato quello di correlare l’alterazione di questi geni e il cancro in topi programmati per sviluppare il cancro al polmone. Nella prima serie di esperimenti un gruppo di topi è stato esposto ad un ciclo buio/luce regolare di 12h/12h, mentre il secondo gruppo è stato esposto ogni 2 giorni ad un ulteriore periodo di luce di 8 h; questa situazione era volta ad emulare i turni notturni a cui si sottopongono gli esseri umani. Nella seconda serie di esperimenti i topi sono stati sottoposti ad un normale ciclo buio/luce ma sono stati ‘spenti’ i geni Bmal1 e Per2, regolatori del ritmo circadiano. Sia nei topi sottoposti a cicli buio/luce anormali, sia nei topi con i geni silenziati si è ottenuta una più rapida crescita dei tumori. E’ stato in questo modo dimostrato che sia un’alterazione fisiologica (ore buio/luce sfasate), sia una mutazione nei geni chiave che controllano l’orologio circadiano diminuiscono la sopravvivenza, portando ad una maggiore crescita e progressione del tumore al polmone. Un’ulteriore prova dell’importanza di questi geni e del ritmo circadiano proviene dall’analisi di campioni di tumore del polmone umano, nei quali si riscontrano dei bassi livelli dei due geni sopracitati e di altri geni importanti nella regolazione dell’orologio circadiano.

Articolo tratto da”il Dolomiti “di  Giorgia Tosoni

Fonti:

http://www.cell.com/cell-metabolism/fulltext/S1550-4131(16)30312-6

http://www.infermieristicamente.it/articolo/6781/nuovo-studio-rivela-le-cause-dell-incremento-di-cancro-nei-lavoratori-a-turni/

OFFICINA INAIL VIRTUALE 3D

Presentata in anteprima a Milano all’ultima edizione di Eicma, il salone del motociclo, l’applicazione può essere di aiuto per titolari e lavoratori di officine meccaniche a riprodurre situazioni potenzialmente pericolose con l’indicazione dei comportamenti corretti per evitare incidenti

Una “officina virtuale” per ridurre gli infortuni nella riparazione dei mezzi a motore

MILANO – La sicurezza sul lavoro 4.0 viaggia oggi anche sui nuovi vettori della realtà virtuale, utilizzando la tecnologia per veicolare in maniera facile la conoscenza delle corrette pratiche di prevenzione degli infortuni. È il caso di “Officina virtuale”, illustrata in anteprima a Milano nell’ambito della partecipazione dell’Inail alla recente edizione di Eicma, il salone internazionale del ciclo e del motociclo.

Che cos’è e a chi si rivolge. Si tratta di un applicativo progettato dalla Consulenza per l’innovazione tecnologica e dalla Direzione per l’organizzazione digitale Inail che ricrea una vera e propria officina meccanica per motoveicoli attraverso simulazioni, strutture e modelli 3D molto analitici. Indirizzato specificamente a titolari d’impresa e ai loro addetti, ma anche a formatori per la prevenzione e addestratori meccanici, questa soluzione consente di visualizzare in un ambiente virtuale situazioni potenziali fonti di rischio e di simulare i comportamenti sicuri da tenere, contribuendo a superare errori di intervento e di conseguenza ad abbassare il tasso di incidenti sul lavoro. Nel 2018 Inail ha accertato oltre 4.500 infortuni verificatisi durante la manutenzione e riparazione di autoveicoli e motocicli, cinque dei quali mortali

Come funziona. Attraverso un paio di “occhiali intelligenti”, l’addetto può calarsi in modo completo in una situazione frequente in una giornata lavorativa in officina, come ad esempio il cambio dell’olio. Tramite un’interfaccia molto intuitiva e di facile utilizzo, l’operatore viene accompagnato a compiere i gesti da compiere sequenzialmente, che nell’esempio possono essere: indossare i guanti di lavoro, fissare il motociclo alla pedana, collocare in modo corretto la vaschetta per il cambio dell’olio esausto.

Informazione e formazione sulla normativa antinfortunistica.Durante le diverse fasi dell’operazione in realtà virtuale vengono spiegate anche le modalità corrette di svolgimento dell’intervento unite all’illustrazione delle norme sulla sicurezza dei lavoratori negli ambienti in cui operano. L’approccio formativo di “Officina virtuale” è garantito da una stretta connessione a modalità reali di lavoro che l’addetto mette in pratica ogni giorno. Con l’uso di schede tecniche, strumenti in 3D, lavagne e altri contenuti multimediali, il lavoratore può incrementare il suo addestramento e apprendere in modo più rapido e veloce. Attraverso la descrizione virtuale di ogni singolo passaggio, inoltre, l’utente viene anche sensibilizzato all’uso corretto dei dispositivi di protezione individuale, quali ad esempio guanti isolanti o calzature antiscivolo.

da Inail.it

STRESS E ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO

Lo stress lavoro correlato  colpisce l’83 percento dei dipendenti, ma molte aziende non lo considerano un problema di salute. Considerando l’importanza degli effetti fisici e mentali, ben documentati in letteratura , è necessario fare di più  e più presto per affrontare il problema dello stress. Innanzitutto, è importante comprenderne le cause e gli effetti sui lavoratori, successivamente le aziende possono iniziare a trovare e implementare soluzioni migliori. Questa è una crisi sanitaria nazionale che deve essere affrontata per il benessere dei dipendenti, ma è anche un modo per aumentare la produttività e i margini di profitto, quindi affrontare lo stress è una vittoria per tutti. Nonostante ciò, solo il cinque percento delle imprese sta facendo qualsiasi cosa per combattere lo stress dei dipendenti.

Le maggiori cause di stress
Il 74% dei lavoratori è stressato dalla propria situazione finanziaria, il che significa che dovrebbe essere una priorità per i datori di lavoro. I fattori di stress finanziari possono essere facilmente corretti offrendo un aumento di stipendio, bonus extra, incentivi o un aumento delle ferie retribuite. Tuttavia, i lavoratori dovrebbero anche essere istruiti su prestiti finanziari, ad esempio dove trovare crediti personali in sofferenza e come pagare i debiti insoluti.

Le persone sperimentano anche affaticamento e mal di testa quando sono oberati di lavoro.  Ma lo stress fa calare il rendimento e quindi il lavoratore deve lavorare di più per ottenere lo stesso risultato il che provoca ancora più stress. La razionalizzazione e l’outsourcing delle operazioni quotidiane possono facilitare questo carico di lavoro. Oltre a ciò, lo stress è principalmente causato da relazioni personali e genitori. I datori di lavoro non dovrebbero avere paura di offrire supporto anche in queste aree. Porre semplicemente le domande giuste e consentire al personale di parlare dei propri problemi personali in un ambiente confortevole può fare la differenza nel mondo, in termini di come essi vedono il loro posto di lavoro e si sentono supportati.

Effetti fisici dello stress
Troppo stress può essere profondamente dannoso per la salute di una persona. I livelli di energia diminuiranno, il sonno diventa più difficile, le abitudini alimentari peggiorano, il cuore batte più rapidamente e la malattia diventa più frequente. Dal punto di vista sia dell’impiegato che del loro capo, nessuno di questi sintomi è una buona notizia. Come risultato di questi sintomi fisici, è probabile che un individuo altamente stressato si agiti più facilmente, abbia un desiderio sessuale ridotto, eviti gli altri e sperimenti un declino dell’autostima percepita. Tutto ciò avrà un impatto sulle relazioni di quella persona. Mantenere connessioni felici con altri esseri umani è così essenziale per il benessere e lo stress, pertanto, deve essere affrontato.

Rimedi efficaci
Affrontare lo stress dovrebbe far parte della routine quotidiana di ogni persona. Una delle cure più efficaci è l’esercizio, che rilascia endorfine e riduce la tensione nei muscoli. Per molti, mezz’ora al giorno è sufficiente per far fronte a un sovraccarico di stress. Le pause regolari possono anche aiutare alcuni lavoratori  a gestire il lavoro quando è pesante. Queste pause dovrebbero essere dedicate esclusivamente al relax per staccare temporaneamente la mente dai problemi di lavoro. Che si tratti di meditare, giocare ai videogiochi o trascorrere del tempo con la famiglia, offrire ai dipendenti  queste pause  per perseguire le proprie passioni è  ad esempio un buon rimedio per ridurre il livello di stress.

Ci sono molti problemi di salute che possono verificarsi sul posto di lavoro, ma lo stress è forse il più diffuso. Nonostante ciò, pochissime aziende si stanno impegnando per combattere questa epidemia. Dati gli effetti molto reali e dannosi che lo stress può avere sulla salute fisica e sul benessere mentale, imparare ad affrontarlo è importante per la felicità. Creando lavoratori felici in grado di gestire in modo più efficace carichi di lavoro pesanti è anche un modo garantito per aumentare la produttività.

Da ohsonline.com

Liberamente tradotto e adattato  da dott Alessandro Guerri medico specialista in medicina del lavoro

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DOSSIER SCUOLA 2019 INAIL

Anche quest’anno l’Inail testimonia il proprio impegno per la promozione e diffusione della cultura della salute e sicurezza in ambito scolastico con la pubblicazione della nuova edizione del Dossier Scuola, presentato in occasione della “Giornata Nazionale per la sicurezza nelle scuole”.

Immagine Dossier scuola Inail 2019

Il volume presenta una selezione dei migliori progetti formativi realizzati dall’Inail, a livello locale, nazionale ed europeo, attraverso l’impiego di metodologie didattiche innovative e l’uso di strumenti multimediali interattivi volti a favorire il coinvolgimento e la sensibilizzazione di studenti e insegnanti ai valori della salute e della sicurezza nei luoghi di studio, di lavoro e di vita quotidiana. Tra le iniziative citate “Napo”, il divertente personaggio nato dalla collaborazione di numerose realtà europee per stimolare riflessioni sulla sicurezza sul lavoro.

La pubblicazione include anche una sezione dedicata alle risorse stanziate per l’edilizia scolastica e un focus sui dati relativi agli infortuni occorsi a personale scolastico, studenti e docenti, nel triennio 2016-2018.

A chiusura del dossier una piccola rassegna di film e serie tv che affrontano i temi della legalità e della sicurezza e una sezione dedicata alle pubblicazioni Inail sul tema della prevenzione in ambito scolastico.

Prodotto: Opuscolo
Edizioni: Inail – 2019
Disponibilità: Consultabile solo in rete
Info: dcpianificazione-comunicazione@inail.it

STRESS E INSONNIA NEMICI DEL CUORE

Il troppo stress, abbinato a poche ore di sonno e all’ipertensione, aumenta il rischio di morte per cause cardiovascolari. I consigli per recuperare uno stile di vita salutare

Poco sonno e troppo lavoro mettono a rischio il cuore

Tanto stress in ufficio, poco sonnoa casa e un’ipertensione già presente. Il mix, una volta servito, pone a rischio la nostra salute, in particolare quella cardiovascolare (i decessi per questa ragione sono la prima causa di morte nel mondo occidentale). Chi si porta dietro tutti e tre quelli che, anche singolarmente, possono essere considerati dei fattori di rischio, convive infatti con una probabilità quasi tre volte più alta di morire per cause imputabili alle precarie condizioni del cuore e delle arterie. A preoccupare non deve essere una giornata particolarmente stressante, al termine della quale può essere difficile assopirsi. Ma il persistere nel tempo di condizioni lavorative insoddisfacenti e stressanti, a maggiore ragione se vissute da una persona già alle prese con valori di pressione sanguigna troppo elevati.

IPERTENSIONE, STRESS E POCO RIPOSO

La sintesi di alcune evidenze già note è racchiusa in uno studio pubblicato sulle colonne dell’European Journal of Preventive Cardiology: il primo a combinare gli effetti di un elevato stress correlato al lavoro, i tassi di insonnia e la mortalità per cause cardiovascolari. Punto di partenza comune ai 1.959 lavoratori coinvolti, di età compresa tra 25 e 65 anni, era l’ipertensione: fattore di rischio con cui convive un terzo dei lavoratori, che può (peraltro) ingenerarsi o essere accentuato da una condizione lavorativa non ottimale. L’aumento della pressione sanguigna può accrescere le probabilità di essere colpiti da un evento cardio o cerebrovascolare: con infarti e ictus riconosciuti come i più spesso fatali. Ma a fare la differenza, più dell’ipertensione, è la somma tra condizioni lavorative molto stressanti e riduzione del tempo e della qualità del riposo. La combinazione s’è rivelata in grado di aumentare di oltre due volte il rischio di morire per un evento cardiovascolare nell’anno e mezzo di osservazione portata avanti dagli autori della ricerca.

LO STRESS FA DANNI SE DURA TROPPO

Le due componenti, già note come fattore di rischio cardiovascolare, rischiano dunque di fare la differenza se messe assieme, in persone già alle prese con l’ipertensione. A pagare il prezzo più alto, come precisato da Karl-Heinz Ladwig, responsabile del centro di ricerca per la salute ambientale dell’Università di Monaco di Baviera, «sono soprattutto i dipendenti di grado inferiore, gravati da importanti carichi di lavoro imposti da un responsabile che concede loro poca autonomia». Vivere una simile situazione equivale a essere in trappola. «Perché, seppure si conoscano i rischi per la salute, non si hanno strumenti per venirne fuori». Meno che uno: la scelta di un nuovo posto di lavoro, non sempre possibile però. Nel mentre, allora, converrebbe ricordarsi che «il sonno è un momento di ricreazione e un potente strumento per recuperare le energie». Il messaggio è rivolto «a chi vive una simile situazione per diversi anni, con una progressiva perdita di energia e di ristoro».

COME RECUPERARE IL SONNO?

Lo scarso riposo, secondo gli esperti, è quello caratterizzato dalla difficoltà nell’addormentarsie dai frequenti risvegli«Questo è uno dei problemi che si registrano con maggiore frequenza nelle persone stressate – prosegue l’esperto – C’è chi si sveglia durante la notte e poi fatica a riprendere sonno, sopraffatto dai pensieri per gli impegni del giorno dopo». Come fare allora a riposare di più? Suddividendo innanzittutto le ore della giornata, per alternare le ore di sonno a quelle di veglia. Importante è anche rilassarsi – a livello fisico e mentale – in avvicinamento alle ore di riposo. Nei casi più difficili può essere utile anche ridurre le ore di sonno per qualche giorno, in modo da poter avvertire la stanchezza e poter poi allungare i periodi di riposo. Oppure forzarsi per rimanere svegli in modo passivo: evitando cioè di portare la mente sulle questioni che provocano ansia.

IMPARARE A RILASSARSI

Fin qui una terapia «sintomatica», considerando che per risolvere il problema alla radice occorrerebbe azzerare (o quanto meno ridurre) lo stress. Se cambiare lavoro non è possibile, qualche stratagemma è comunque attuabile: iniziando la giornata con un’attività rilassantedella durata di cinque o dieci minuti, incrementando le relazioni sociali e prestando maggiore attenzione agli stili di vita (dieta, attività fisica, no ai consumi di alcol e sigarette) e anche ai più piccoli campanelli d’allarme. Il nostro cuore (e non solo) ci ringrazierà.

Articolo tratto da fondazioneveronesi.it

MIOPIA PER CARENZA DI VITAMINA D?

da doctoreye.it

Tra i difetti refrattivi oculari la miopia è senza dubbio uno dei più diffusi e colpisce tra la popolazione a seconda della fascia d’età, dell’etnia e della regione di provenienza.
Una condizione di miopia lieve è correggibile indossando lenti a contatto specifiche oppure con semplice intervento chirurgico laser, mentre la forma più grave comporta un incremento di rischio per il sopraggiungere di particolari condizioni di danneggiamento oculare quale il distacco della retina.
Nel tempo sono stati ipotizzati diversi meccanismi che possono indurre l’occhio a sviluppare tale errore refrattivo, ed in particolare tale studio si è occupato di verificare una possibile correlazione sussistente tra i livelli di vitamina D e l’insorgenza della miopia nei giovani adulti.
Un fattore che risulta essere non trascurabile nella trattazione del problema riguarda specificamente lo stile di vita della persona: vi sono numerose indagini cliniche che confermano l’importanza assunta dalla quantità di tempo dedicato alle attività svolte all’aperto. La spiegazione è piuttosto semplice: l’esposizione regolare ai raggi solari permette al nostro corpo di attivare la produzione endogena di vitamina D, sopperendo al fabbisogno richiesto dal nostro organismo per un corretto funzionamento, e quindi aiuta a sviluppare una sorta di protezione verso l’insorgenza della miopia. Proprio per questa ragione di fondo nella seguente ricerca si deve tener conto di tale importante fattore nelle misurazioni della concentrazione di vitamina D nei soggetti coinvolti.
Lo studio è stato condotto su un gruppo eterogeneo di 946 partecipanti controllati con cadenze periodiche per misurare proprio la concentrazione sierica di 25-idrossi vitamina D attraverso tecniche di spettrometria di massa, tenendo però in considerazione l’esposizione ai raggi UV misurata con tecniche di autofluorescenza.
Nella trattazione si è definita sufficiente una concentrazione sierica di vitamina D maggiore o uguale a 75 nmol/l e si è proceduto ad effettuare il fitting dei dati attraverso modelli di regressione lineare per correlare i livelli di vitamina D sia con l’esposizione solare oculare che con la miopia.
Uno dei risultati più evidenti della ricerca è senza dubbio il fatto che nel confronto tra miopi e non miopi, i livelli di vitamina D risultano in misura sostanziale inferiori nei soggetti affetti dal difetto refrattivo rispetto a coloro i quali non manifestano il disturbo.
Dagli studi effettuati nel corso degli anni, inoltre, è emerso chiaramente che la concentrazione di vitamina D è più bassa nei maschi rispetto alle femmine, e si sono registrati valori inferiori anche negli individui provenienti dall’est asiatico rispetto a quelli di pari età appartenenti al ceppo europeo.
Questo studio ha confermato, dunque, la stretta dipendenza che intercorre tra concentrazione sierica di 25-idrossi vitamina D e il difetto oculare refrattivo della miopia, in maniera particolare negli adolescenti e nei giovani adulti, ribadendo altresì l’evidenza che al crescere del tempo trascorso all’esposizione solare vi sia una diminuzione concreta del rischio di sviluppare la patologia.
Va sottolineato, come accennato poc’anzi, che l’insorgenza della miopia registra dati differenti anche a seconda dell’etnia di appartenenza del soggetto, con gli asiatici che presentano percentuali d’incidenza più alte nel confronto con il resto della popolazione mondiale (in alcune aree specifiche del sud est asiatico, si arriva all’80% dei soggetti in età pediatrica colpiti dalla miopia): questa differenza di rischio è addebitabile sia allo stile di vita di queste popolazioni che alla diversa efficienza di produzione di vitamina D da parte del loro tessuto epidermico.
Si è evidenziata ancora una volta l’associazione biologica tra la carenza di vitamina D e l’insorgenza della miopia, e proprio su queste basi in futuro si dovranno concentrare indagine cliniche approfondite per verificare eventuali correlazioni anche con altre disfunzioni refrattive.

Fonte
Investigative Ophthalmology & Visual Science
Retinal Blood Flow and Vascular Reactivity in Chronic Smokers
Kalpana Rose, John G. Flanagan, Sunni R. Patel, Richard Cheng, Christopher Hudson

Vincenzo Marra

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RISCHIO CHIMICO , MEDICO COMPETENTE , UNIVERSITÀ,UOOML E ATS

Segnaliamo il congresso SIML Venerdì 29 novembre 2019 ,organizzato presso la Clinica del lavoro di Milano sul rischio chimico valutato attraverso le diverse esperienze del MC , della ATS, UOOML  e Università. Insomma un approccio multilaterale e multidisciplinare.

Qui il programma:

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PRIMO RAPPORTO CIIP SULLE MALATTIE PROFESSIONALI E GLI INFORTUNI

Segnaliamo il convegno CIIP organizzato in Clinica del lavoro il giorno 27 novembre 2019 . Verrà presentato il primo rapporto CIIP sugli infortuni e sulle malattie professionali 2010-2018

Ecco il programma:

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La Clinica del lavoro Luigi Devoto è considerata la struttura sanitaria più antica al mondo dedicata alla prevenzione, diagnosi e cura delle malattie professionali.

Oggi Dipartimento di Medicina del lavoro dell’Università degli Studi di Milano, fu inaugurata il 20 marzo 1910, dopo che il comune di Milano ne aveva approvato l’istituzione nel 1902 con il contributo di Luigi Mangiagalli, fondatore e primo rettore dell’Università degli Studi di Milano.

L’idea di una struttura dedicata alle malattie lavorative fu sviluppata dal patologo Luigi Devoto che per primo intuì la necessità di strutturare scientificamente e socialmente lo studio delle malattie prodotte negli ambienti di lavoro e la necessità della prevenzione.

Per Devoto non si dovevano curare i lavoratori, ma il lavoro stesso, «…perché il malato è il lavoro ed è questo che deve essere curato affinché siano prevenute le malattie dei lavoratori».

Devoto fu il direttore della clinica fino al 1935. Grazie al suo contributo iniziò anche l’opera di sensibilizzazione e di informazione verso i lavoratori circa i rischi riguardanti le attività lavorative.

Nel 1935 fu sostituito da Luigi Preti sotto la cui guida si sviluppo lo studio delle malattie polmonari (asbestosi in primo luogo), del saturnismo, delle intossicazioni da benzolo e da solfocarbonismo.

Dal 1942 al 1977 la direzione fu di Enrico Carlo Vigliani. In questo lungo periodo la clinica divenne uno dei punti di riferimento internazionali per la ricerca scientifica nell’ambito della medicina del lavoro. Dal 1978 si sono succeduti alla guida del la struttura Gerolamo Chiappino (dal 1980 al 1985), Antonio Grieco (dal 1978 al 1980 e dal 1985 al 2001), Antonio Colombi (dal 2007 al 2010), Pier Alberto Bertazzi (dal 2001 al 2007 e dal 2010 ad oggi). Nel tempo sono state attivate nuove aree di ricerca e cura: medicina preventiva, igiene, epidemiologia ambientale e occupazionale, tossicologia industriale, neuropsicologia professionale, ecc.

In anni più recenti la Clinica si è rivolta allo studio delle patologie emergenti in ambito lavorativo con ambiti di ricerca relativi a ergoftalmologia, audiologia, patologia degenerativa, stress da lavoro, cardiologia del lavoro, tossicogenomica, ecc.

La Clinica del lavoro di Milano ospita una tra le più prestigiose biblioteche scientifiche italiane sull’argomento e pubblica La Medicina del lavoro, la più antica rivista al mondo (fondata nel 1901) nel settore.

FONTE wikipedia.org

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