Monthly Archives: aprile 2019

OBESITA’, FARE IL PENDOLARE IN MACCHINA RIDUCE LA VITA

Studio, aumenta del 32% la mortalità prematura

Chi soffre di obesità e fa il pendolare in auto ha un rischio di morte maggiore del 32% rispetto a chi, con peso normale, fa il pendolare in bicicletta e a piedi. E’ quanto emerge da uno studio dell’Università di Glasgow presentato al Congresso europeo sull’obesità che si è svolto nella città scozzese.
Già una precedente ricerca sul pendolarismo attivo (principalmente in bicicletta), aveva associato ad un rischio di morte ridotto della metà per rispetto al pendolarismo in auto.
Questa analisi ha incluso 163.149 partecipanti (tra 37 e 73 anni), che sono stati seguiti per una media di 5 anni.

Al termine del quinquennio è emerso che un totale di 2.425 partecipanti erano morti e 7.973 avevano sviluppato malattie cardiache.
Rispetto a quelli che avevano segnalato un peso corporeo sano e un pendolarismo attivo misto (a piedi e in bicicletta da e verso il lavoro), essere obesi in combinazione con il pendolarismo era associato ad un rischio maggiore del 32% per morte prematura, un raddoppiamento della mortalità per malattie cardiache e un aumento del 59% delle malattie cardiache non mortali.
Al contrario, le persone con obesità che hanno segnalato di essere pendolari attivi avevano un rischio di morte per qualsiasi causa simile ai pendolari attivi con peso normale, suggerendo che il ciclismo o la camminata da e verso il lavoro potevano ridurre l’effetto dannoso dell’obesità.(ANSA).

da ansa.it

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TROPPO STRESS SUL LAVORO FA INGRASSARE LE DONNE

Quando c’è troppa pressione sul posto di lavoro le donne ingrassano. A dimostrarlo sono stati i ricercatori delle Università di Goteborg e di Umeå in un articolo pubblicato sull’International Archives of Occupational and Environmental Health. La ricerca ha coinvolto 3.872 persone (uomini e donne), esaminate in un periodo di 20 anni. Sono state osservate diverse variabili come i ritmi professionali, lo stress derivato e il peso corporeo. Dallo studio è emerso come l’esposizione sul lungo periodo a molte richieste sul posto di lavoro ha avuto effetti di aumento di peso, ma solo per le donne.

In poco più della metà di coloro che erano state sottoposte a questo stress negli ultimi 20 anni si è infatti verificato un notevole aumento (circa il 20% più alto rispetto alle donne che avevano avuto basse richieste). I ricercatori ritengono che l’identificazione di persone che sono suscettibili allo stress e un’azione per ridurre lo stress correlato al lavoro potrebbero probabilmente portare a una diminuzione non solo del peso ma anche dell’incidenza di malattie, comprese quelle cardiovascolari e il diabete.

da ansa.it

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100 ANNI DI SFIDE E UNO SGUARDO AL FUTURO PER IL CENTENARIO DI ILO INTERNATIONAL LABOUR ORGANIZATION

Una nuovo interessante report  su “Occupational Safety and Health (OSH), pubblicata in vista della Giornata mondiale per la sicurezza e la salute sul lavoro” dell 28 aprile, esamina i 100 anni di successi dell’ILO e rivela alcune delle sfide e opportunità emergenti nella creazione di ambienti di lavoro migliori .

clicca qui sotto per il volume in pdf

https://www.ilo.org/wcmsp5/groups/public/—dgreports/—dcomm/documents/publication/wcms_686645.pdf

Risultati immagini per SAFETY AND HEALTH AT THE HEART OF THE FUTURE OF WORK

qui sotto anche il video:

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IL FUTURO DEL LAVORO E 100 ANNI DI ILO

L’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL) celebra il suo 100° anniversario nel 2019.

Il mondo del lavoro è sottoposto ad un processo di grandi cambiamenti che avvengono ad una velocità tale da trasformare il lavoro come mai prima d’ora. I fattori che intervengono ad influenzare queste trasformazioni sono molti: la globalizzazione e l’internazionalizzazione dei mercati, le tendenze demografiche, le innovazioni tecnologiche e i cambiamenti climatici sono solo alcuni dei fattori chiave del cambiamento.

L’ILO, al fine di comprendere e rispondere efficacemente a questi cambiamenti e far avanzare l’obiettivo della giustizia sociale, ha dato impulso ad un’iniziativa dedicata al “futuro del lavoro”, come una delle sette iniziative per il suo centenario. L’iniziativa si rivolge universalmente a tutti i costituenti tripartiti dell’ILO ma anche al mondo accademico e agli altri attori coinvolti nei processi di grandi cambiamenti.

Da ILO.org

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TECO MILANO FESTEGGIA IL 22 APRILE LA GIORNATA DELLA TERRA

Il 22 aprile, è ancora Earth Day e si festeggia il nostro pianeta con una giornata ricca di eventi e iniziative. In tutto il mondo sono tante le iniziative in programma.

La prima Giornata della Terra ebbe luogo il 22 aprile 1970 per ribadire la necessità di necessità di tutelare le risorse naturali. Di anno in anno le iniziative si sono moltiplicate coinvolgendo un numero sempre maggiore di persone e di Paesi.( da Green me)

Risultati immagini per earth day teco milano giornata della terra

 

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L’inquinamento ambientale responsabile malattie autoimmuni del fegato

Emerge da uno studio condotto nell’ Inghilterra del Nord e presentato all’ International Liver Congress 2019, in corso a Vienna

L’ esposizione a un persistente, anche se ridotto, fattore inquinante ambientale sembra giocare un ruolo chiave nello sviluppo di alcune malattie autoimmuni del fegato. E’ quanto emerge da un vasto studio condotto nell’ Inghilterra del Nord e presentato all’ International Liver Congress 2019, in corso a Vienna (Austria). Lo studio ha rilevato un cluster significativo di casi di colangite biliare primaria, epatite autoimmune e colangite sclerotizzante primaria in alcune ben definite regione dell’ Inghilterra nord-orientale e della North Cumbria.

Questo, secondo i ricercatori, suggerisce il coinvolgimento di uno o più agenti ambientali. Le patologie autoimmuni del fegato sono relativamente rare, colpiscono persone di tutte le età e durano tutta la vita. Le cause non sono ancora ben chiare, anche se si sospetta un’ interazione tra una predisposizione genetica all’ autoimmunità e fattori ambientali. Lo studio è stato condotto da ricercatori di Newcastle, che hanno evidenziato i cluster di queste patologie, indagando anche sull’ indirizzo dei pazienti individuati. In questo modo hanno visto un eccesso di pazienti rispetto alle attese in alcune aree particolari, molto ben delimitate.

“Lo studio suggerisce che l’ esposizione a un agente ambientale persistente e a basse concentrazioni può aver giocato un ruolo nella patogenesi di tutte e tre le malattie autoimmuni del fegato studiate”, conclude Jessica Dyson, della Newcastle University. Dal momento che i cluster delle tre patologie non coincidono, la studiosa ipotizza che potrebbero essere in gioco fattori diversi, che potrebbero anche essere collegati, ad esempio, a riserve idriche, o impianti industriali, o ancora a miniere e stoccaggio dei rifiuti. Occorre indagare ancora, per far luce sull’ origine del fenomeno, conclude il team.

Questo studio è molto importante, dal momento che le malattie autoimmuni del fegato, che pure non sono frequenti, hanno un’ incidenza in aumento a livello generale”, commenta Marco Marzioni dell’ Università Politecnica delle Marche di Ancona, e membro del Board Easl (European Association for the Study of the Liver). “I fattori che le scatenano sono tuttora ignoti – aggiunge il medico – Se in precedenza sono stati considerati elementi ambientali, mancano però ancora dati solidi a supporto di questa tesi. Questo studio rinforza l’ idea che un’ esposizione ambientale possa giocare un ruolo importante nello scatenare le malattie autoimmuni del fegato”.

da dottnet.it

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Come mai la cattedrale di Notre Dame è stata devastata dalle fiamme?

Uno fra i titoli più a effetto è stato quello del quotidiano francese Liberation: Notre drame, il nostro dramma, un gioco di parole fra il nome della cattedrale divorata dalle fiamme e l’impatto emotivo su Parigi e il resto del mondo. Fra i non addetti ai lavori, però, c’è una domanda che ricorre. Come è stato possibile? Come ha fatto un incendio simile a divampare in un un monumento globale senza essere prevenuto o, almeno, contenuto in origine? Roberto Felicetti, professore al Politecnico di Milano in tecnica delle costruzioni, spiega che esistono alcune soluzioni tecnologiche per ridurre i rischi. A patto che si consideri una premessa: la strategia più adatta dovrebbe essere sempre la prevenzione, intesa come la riduzione al minimo dei rischi. Anche se il pericolo,per sua natura, non può essere soppresso del tutto.

GUARDA IL VIDEO. Il grande incendio di Notre-Dame

Perché i pericoli aumentano in fase di lavori
«Per causare un incendio serve un innesco, quindi se c’è un qualsiasi impianto deve essere dotato di sistema di sicurezza – spiega – Questo per evitare che una utenza difettosa inneschi la prima scintilla». Non a caso, i rischi tendono a moltiplicarsi in contesti come quello di un restauro, per via dell’improvviso aumento di strumenti di lavoro e della minore attenzione riservata ad alcune prassi di sicurezza. Le insidie sono ovunque: fiamme libere sprigionate da lavori di saldature, scintille che “sfuggono” a un cavo elettrico, innalzamento eccessivo della temperatura. Ad esempio, prosegue Felicetti, «potrebbe essere rimasto acceso uno strumento più a lungo del dovuto, anche solo una utenza elettrica». Quanto agli allarmi, è evidente che un sistema di rilevazione efficace permette di intervenire più in fretta. In questo caso, però, ha giocato a sfavore la struttura: «La cattedrale ha un tetto in legno, materiale altamente infiammabile, e per giunta spiovente – dice – È inevitabile che le fiamme si propaghino più in fretta».

Le tecnologie per sedare le fiamme(e i loro limiti)
Poi ci sono le soluzioni tecniche a tutti gli effetti, sia in forma passiva che attiva. Nella prima categoria rientrano, ad esempio, lastre protettive o vernici da applicare ai materiali. «Entrambe, però, creano degli ovvi problemi dal punto di vista estetico perché “rovinano” il monumento – spiega Felicetti -Alcune vernici, meno impattanti per l’estetica del legno, tendono a garantire solo qualche minuto di vantaggio rispetto alla propagazione delle fiamme.». Un altro sistema è quello di installare delle bombole cariche di azoto o altri gas, come l’argon, che «inertizzino» l’incendio sul nascere:  il gas viene rilasciato, togliendo l’ossigeno e soffocando così la combustione, per sua natura vincolata alla presenza di aria. «Questo sistema è però ragionevole solo per ambienti di dimensioni limitate e contenenti opere insostituibili, quali archivi, pinacoteche, e via dicendo – sottolinea Felicetti – Per un ambiente come il sottotetto della cattedrale di Notre Dame sarebbe servito un numero impressionante di bombole, rendendo la soluzione impraticabile».

Esistono poi strumenti più familiari, come i classici estintori, o le varie tecnologie anti-incendio basate sull’utilizzo dell’acqua.I primi possono soffocare il fuoco, con un getto di anidride carbonica o ricoprendo l’oggetto incendiato con una coltre di polvere. Il loro limite è che possono coprire solo una superfice ridotta e facilmente accessibile: «Intervenire su una superficie complessa come quella delle strutture lignee della cattedrale di Notre-Dame – spiega Felicetti – Sarebbe stato troppo complesso, soprattutto con un sistema automatico. Inoltre, nel caso dell’incendio di elementi in legno è importante anche raffreddare il materiale incendiato, in modo da arrestare la decomposizione del legno (pirolisi) che è alla base della combustione. Questo principio è alla base dei sistemi di estinzione basati sull’acqua». Si va dai cosiddetti sprinkler (sistemi di estinzione a pioggia) a sistemi più sofisticati, come il Water mist: impianti che erogano acqua finemente nebulizzata, cioè ridotta in tante microgocce che accelerano il processo di raffreddamento delle elementi incendiati e soffocano le fiamme con una nuvola di acqua e vapore. «Solo che, anche qui, diventerebbe complicato inserire un tubo con i nebulizzatori per ogni capriata (un elemento architettonico, ndr) – dice – Semmai, si potrebbe ragionare nell’ottica di creare delle barriere che permettano di frenare l’avanzata di un eventuale incendio, circoscrivendone il perimetro. Quello che colpisce di quanto accaduto nella cattedrale di Notre Dame è che un incendio inizialmente localizzato, data la difficoltà di accesso per i Vigili del Fuoco, abbia in poco tempo divorato l’intera copertura dell’edificio».

da il Sole 24 ore

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Incentivi imprese: bando ISI INAIL

Pubblicato il Bando Isi INAIL 2018, l’Avviso pubblico che si pone l’obiettivo di incentivare le imprese a realizzare progetti per il miglioramento documentato delle condizioni di salute e di sicurezza dei lavoratori; le microimprese e le piccole imprese operanti nel settore della produzione agricola primaria dei prodotti agricoli per l’acquisto di nuovi macchinari ed attrezzature di lavoro caratterizzati da soluzioni innovative per abbattere in misura significativa le emissioni inquinanti, ridurre il livello di rumorosità o del rischio infortunistico o di quello derivante dallo svolgimento di operazioni manuali.

=> Sicurezza Lavoro: nuove regole e sanzioni sui DPI

Assi di finanziamento

Risultati immagini per finanziamenti

Il plafond dell’iniziativa è pari a 369.726.206 euro suddivisi in 5 Assi di finanziamento, differenziati in base ai destinatari:

  • Asse 1 (Isi Generalista) euro 182.308.344 euro ripartiti in: Asse.1.1 euro 180.308.344 euro per i progetti di investimento; Asse 1.2 euro 2.000.000 euro per i progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale. A questo Asse accedono le imprese, anche individuali, ubicate su tutto il territorio nazionale iscritte al registro delle imprese o all’albo delle imprese artigiane;
  • Asse 2 (Isi Tematica) euro 45.000.000 euro per i progetti per la riduzione del rischio da movimentazione manuale di carichi (MMC). Accedono a questo Asse le imprese, anche individuali, ubicate su tutto il territorio nazionale iscritte al Registro delle Imprese o all’albo delle imprese artigiane e gli Enti del terzo settore in possesso dei requisiti di cui all’Avviso pubblico ISI 2018;
  • Asse 3 (Isi Amianto) euro 97.417.862 euro per i progetti di bonifica da materiali contenenti amianto. Beneficiarie dell’Asse sono le imprese, anche individuali, ubicate su tutto il territorio nazionale iscritte al registro delle imprese o all’albo delle imprese artigiane;
  • Asse 4 (Isi Micro e Piccole Imprese) euro 10.000.000 euro. Vi accedono micro e piccole imprese, anche individuali, ubicate su tutto il territorio nazionale iscritte alla Camera di commercio industria, artigianato e agricoltura, in possesso dei requisiti di cui all’Avviso pubblico ISI 2018 operanti nei settori Pesca (codice Ateco 2007 A03.1) e Tessile-Confezione-Articoli in pelle e calzature (codici Ateco 2007 C13, C14 e C15);
  • Asse 5 (Isi Agricoltura) euro 35.000.000 euro per i progetti per le micro e piccole imprese operanti nel settore della produzione agricola primaria dei prodotti agricoli, così suddivisi: Asse 5.1 euro 30.000.000 euro per la generalità delle imprese agricole; Asse 5.2 euro 5.000.000 euro riservato ai giovani agricoltori, organizzati anche in forma societaria.

=> Taglio tariffe INAIL per le imprese

Il finanziamento

Risultati immagini per finanziamenti

Gli incentivi vengono concessi sotto forma di finanziamento a fondo perduto, secondo l’ordine cronologico di ricezione delle domande, fino a esaurimento delle risorse finanziarie:

  • per gli Assi 1 (sub Assi 1.1. e 1.2), 2, 3 il finanziamento è concesso in conto capitale nella misura del 65% calcolato sull’importo delle spese ritenute ammissibili. Il finanziamento massimo erogabile è pari a 130.000 euro e il finanziamento minimo ammissibile è pari a 5.000 euro.
  • per il sub Asse 1.2 non è fissato il limite minimo di finanziamento;
  • per l’Asse 4 il finanziamento in conto capitale spetta nella misura del 65% calcolato sull’importo delle spese ritenute ammissibili. Il finanziamento massimo erogabile è pari a 50.000 euro ed il finanziamento minimo ammissibile è pari a 2.000 euro;
  • per l’Asse 5 (Asse 5.1 ed Asse 5.2) è concesso un finanziamento in conto capitale calcolato sull’importo delle spese ritenute ammissibili, comunque non superiore a 60.000 euro e non inferiore a 1.000 euro, nella misura del 40% per i soggetti destinatari dell’Asse 5.1 (generalità delle imprese agricole) 50% per i soggetti destinatari dell’Asse 5.2 (giovani agricoltori).

Modalità di domanda

Le domande devono essere presentate in modalità telematica, a partire dall’11 aprile 2019 al 30 maggio 2019, secondo le seguenti 3 fasi successive:

Risultati immagini per domanda

  • accesso alla procedura online e compilazione della domanda sul sito INAIL da effettuarsi con i tempi e le modalità indicati dall’Avviso pubblico ISI 2018;
  • invio della domanda online da effettuarsi con i tempi e le modalità indicati dall’Avviso pubblico ISI 2018;
  • conferma della domanda online tramite l’invio della documentazione a completamento da effettuarsi nei tempi e con le modalità indicati dall’Avviso pubblico ISI 2018.

 

Da Redazione PMI.it

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SCONTO FISCALE MA ANCHE TAGLIO DEI FONDI PER INFORTUNI E SICUREZZA

Per fare uno sconto fiscale agli imprenditori sono stati ridotti gli incentivi a migliorare la sicurezza sul lavoro, mentre rischiano di essere tagliati i rimborsi in caso di infortunio

Risultati immagini per TAGLIO EURO

Questa settimana il vicepresidente del Consiglio e ministro del Lavoro Luigi Di Maio ha annunciato su Twitter un taglio delle imposte sul lavoro pagate dagli imprenditori che in alcuni casi arriverà fino al 30 per cento. Quello che non ha spiegato è che il taglio sarà finanziato da un taglio di circa mezzo miliardo in tre anni ai fondi che servono a incentivare gli imprenditori a migliorare la sicurezza sul posto di lavoro. Inoltre, secondo una recente sentenza della Cassazione, la nuova legge ridurrà le possibilità per i lavoratori di ottenere rimborsi in caso di infortunio.

Buongiorno a tutti, ma soprattutto alle aziende e agli imprenditori italiani. Da oggi entrano in vigore le nuove tariffe INAIL, più basse del 30%. Per la prima volta dare lavoro in Italia costerà meno! Meno grida, più azioni concrete!

— Luigi Di Maio (@luigidimaio) April 2, 2019

La misura annunciata da Di Maio era già presente nella legge di bilancio approvata a dicembre, ma è entrata in vigore soltanto questa settimana. Il taglio di cui parla il leader del Movimento 5 Stelle riguarda i premi INAIL, un’imposta pagata in parte dal datore di lavoro e in parte dal lavoratore che serve a finanziare l’assicurazione per malattia professionale dei lavoratori e i rimborsi in caso di infortunio (è un sistema che funziona, in sostanza, come quello di una normale assicurazione). Il sistema delle tabelle dei premi INAIL è particolarmente complicato e ogni categoria professionale ha la sua variante: più un lavoro è rischioso, più i premi INAIL sono alti.

Risultati immagini per TAGLIO EURO

La revisione dei vecchi premi era attesa da molto tempo, sia dai sindacati che dalle imprese. La legge ha operato una revisione delle attività lavorative a cui si applicano i premi INAIL, eliminando quelle obsolete e aggiornandosi ai nuovi impieghi (introducendo per esempio la figura dei “rider” che si occupano di consegne a domicilio).
La nuova legge prevede anche un aumento di cento milioni di euro delle tabelle compensative per i danni biologici subiti dai lavoratori.

La novità principale della revisione però è il taglio dell’importo che dovrà essere pagato dagli imprenditori. Il tasso medio del premio è passato infatti dal 26 per mille al 17 per mille, una riduzione di circa il 30 per cento. L’entità del taglio, ha spiegato l’INAIL, è stata fatta tenendo presenti «i dati relativi all’andamento infortunistico e tecnopatico nel triennio 2013-2015 e le retribuzioni soggette a contribuzione di competenza nello stesso periodo». Questo taglio resterà in vigore per tre anni; nel 2021 si procederà a un nuovo esame della situazione ed eventualmente a una nuova revisione. Il taglio costerà alle casse dell’INAIL circa 1,7 miliardi di euro nei suoi primi tre anni di applicazione.

Risultati immagini per Inail

Per ripianare questo buco nel bilancio dell’INAIL generato dal taglio delle tasse agli imprenditori, la legge di stabilità approvata lo scorso dicembre stabilisce esplicitamente, al comma 1.122, una serie di tagli ai fondi destinati a incentivare la prevenzione degli infortuni e agli sconti per chi migliorava la sicurezza nella propria azienda (che erano stati aumentati proprio nel 2018). Questi tagli ammontano a poco meno di 500 milioni di euro in tre anni.

Commentando la decisione del governo, Giovanni Luciano, presidente del Consiglio di indirizzo e vigilanza dell’INAIL, ha ricordato che l’INAIL è attualmente in attivo di 1,7 miliardi di euro e che quindi «le risorse si possono trovare altrove nel bilancio. Invece, adesso, abbiamo il taglio degli incentivi e delle premialità per la prevenzione, e l’aumento risibile e parziale delle prestazioni a favore dei lavoratori». A proposito dell’aumento delle tabelle per i compensi per danni biologici, Luciano afferma: «Aumentare di 100 milioni di euro l’anno le tabelle del solo danno biologico in capitale a fronte di 1,5 miliardi in tre anni di taglio delle tariffe è un’operazione iniqua, soprattutto se, ripeto, questo taglio è addirittura compensato parzialmente dai fondi a favore della prevenzione».

La revisione è invece apprezzata dalle associazioni degli imprenditori e dalla Lega. Il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon è stato uno dei principali autori e sostenitori della revisione e il primo a descriverne il funzionamento alla stampa.

La decisione di ridurre i fondi per la prevenzione degli infortuni arriva mentre gli ultimi dati relativi al 2017 e al 2018 mostrano per la prima volta in più di un decennio che la diminuzione delle morti e degli incidenti sul lavoro si è fermata. Secondo gli ultimi dati INAIL, pubblicati proprio questa settimana, nel primo bimestre del 2019 il totale degli infortuni è in leggero aumento (complessivamente per quanto riguarda il numero di infortuni sul lavoro, l’Italia fa meglio di Germania, Francia e Spagna, ma peggio di circa metà degli altri paesi europei).

Immagine correlata

La revisione del sistema sembra inoltre introdurre anche un altro effetto negativo per i lavoratori. Marco Ruffolo ha raccontato su Repubblica che in base all’interpretazione data ad un passaggio particolarmente complicato delle norme contenute nella legge di bilancio in una recente sentenza della Corte di Cassazione, i lavoratori non potranno più richiedere ai propri datori di lavoro tutti gli indennizzi non coperti dell’assicurazione INAIL (che rimborsa i danni biologici permanenti e quelli patrimoniali). Se in passato quindi il lavoratore infortunato, o i suoi parenti in caso di decesso, potevano chiedere al datore di lavoro i danni morali e quelli biologici temporanei, ora questa possibilità rischia di scomparire. Secondo i calcoli riportati nell’articolo, in alcuni casi questa interpretazione potrebbe portare a rimborsi quasi dimezzati per i lavoratori.

L’INAIL respinge questa interpretazione restrittiva della legge, ma ha affermato in un comunicato che se questa interpretazione dovesse affermarsi chiederà una revisione della legge in modo da tornare a una situazione vantaggiosa per il lavoratore.

Da: www.ilpost.it

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LIMITE MASSIMO DI PARTECIPANTI AGLI EVENTI FORMATIVI

Sicurezza sul lavoro: i corsi di aggiornamento possono ospitare massimo 35 partecipanti, per convegni e seminari non ci sono vincoli. Lo stabilisce la risposta all’interpello numero 3 del 2019 del Ministero del Lavoro.

 

 Sicurezza sul lavoro: il limite massimo di partecipanti per gli eventi formativi

Sicurezza sul lavoro: i corsi di aggiornamento possono ospitare un numero massimo di 35 partecipanti, mentre per convegni e seminari non ci sono vincoli, a patto che sia previsto un registro delle presenze. Lo stabilisce la risposta all’interpello numero 3 del 20 marzo 2019 della Commissione in materia di salute e sicurezza sul lavoro del Ministero del Lavoro.

Immagine correlata

Su aggiornamento e regole da rispettare per gli eventi formativi in materia di sicurezza sul lavoro si concentrano spesso una serie di dubbi. Già in passato, infatti, il Ministero ha chiarito gli standard a cui bisogna attenersi perché un evento formativo possa essere considerato valido per l’aggiornamento del Responsabile del Servizio di Protezione e Prevenzione, RSPP, e dell’Addetto al Servizio di Protezione e Prevenzione, ASPP.

PDF - 261.4 Kb
Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – risposta all’interpello numero 3 del 20 marzo 2019
Interpello ai sensi dell’articolo 12, d.lgs. n. 81/2008 e successive modificazioni. Quesito in materia di salute e sicurezza del lavoro – aggiornamento per coordinatori per la progettazione e per l’esecuzione dei lavori – numero massimo di partecipanti a convegni o seminari validi ai fini dell’aggiornamento. Seduta della Commissione del 20 marzo 2019.
Immagine correlata

Questa volta il quesito riguarda il numero massimo di partecipanti da rispettare per corsi, convegni o seminari di aggiornamento destinati a Coordinatori per la Sicurezza. La richiesta di chiarimento arriva al Ministero del Lavoro dalla Federazione Sindacale Italiana dei Tecnici e Coordinatori della Sicurezza.

Il dubbio nasce dall’interpretazione di diversi punti dell’Accordo in sede di Conferenza Permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Provincie Autonome di Trento e di Bolzano del 7 luglio 2016.

La Federazione sottolinea due passaggi del documento:

Risultati immagini per EVENTI FORMATIVI

  • al punto 9.1 si legge che “l’aggiornamento può essere svolto anche attraverso la partecipazione a convegni o seminari, in tal caso è richiesta la tenuta del registro presenza dei partecipanti da parte del soggetto che realizza l’iniziativa e non vi è alcun vincolo sul numero massimo di partecipanti”;
  • mentre nella Tabella riassuntiva inserita nell’Allegato V si legge che nei corsi di aggiornamento per la figura di Coordinatore per la sicurezza possono essere presenti un numero massimo di 35 partecipanti.

Sicurezza sul lavoro: il chiarimento del Ministero del Lavoro sul limite massimo di partecipanti negli eventi di formazione

Nella risposta all’interpello numero 3 del 20 marzo 2019, la Commissione in materia di salute e sicurezza sul lavoro del Ministero del Lavoro premette che nel punto 12.8 viene stabilito che “in tutti i corsi di formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro, fatti salvi quelli nei quali vengono stabiliti criteri specifici relativi al numero dei partecipanti, è possibile ammettere un numero massimo di partecipanti ad ogni corso pari a 35 unità.

Nel formulare il chiarimento, il Ministero del Lavoro ammette entrambe le possibilità, alternative e non in contraddizione tra loro. Nel documento si legge:

La Commissione, pertanto, sulla base del combinato disposto dei sopra citati punti 9.1 e 12.8 del menzionato Accordo del 7 luglio 2016, ritiene che l’aggiornamento dei coordinatori per la progettazione e per l’esecuzione dei lavori, possa essere svolto sia mediante la partecipazione a “corsi” di formazione ai quali possono essere presenti un numero massimo di 35 unità, sia attraverso la partecipazione a “convegni o seminari” senza vincoli sul numero massimo di partecipanti, purché venga prevista la “tenuta del registro di presenza dei partecipanti da parte del soggetto che realizza l’iniziativa” .

Dopo circa due mesi, la Commissione degli interpelli del Ministero del Lavoro in materia di salute e sicurezza sul lavoro torna a fornire chiarimenti sui requisiti a cui gli eventi formativi devono rispondere perché siano validi ai fini dell’aggiornamento.

Nella risposta all’interpello numero 1 del 31 gennaio 2019, si chiariva, infatti, che lo stesso evento di formazione di sicurezza sul lavoro non può essere valido per l’aggiornamento di qualifiche diverse né può essere classificato allo stesso tempo come convegno o seminario e corso di aggiornamento.

Tornando nuovamente sull’argomento, il Ministero sottolinea ancora una volta la differenza tra le due tipologie di eventi formativi e tra le regole che ne derivano.

Da: https://www.informazionefiscale.it/

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