Monthly Archives: dicembre 2018

COME EVITARE LE TENDINITI CON IL MOUSE VERTICALE

Se utilizzate molto il computer ed in particolar modo il mouse, averne uno buono potrebbe essere di aiuto per poter evitare Tunnel Carpale o Tendinite. Una delle soluzioni proposte sul mercato per poter evitare Tunnel Carpale e Tendinite sono i mouse verticali che permettono di ottenere una posizione del braccio e della mano differente rispetto ai mouse tradizionali.

Come prima cosa c’è da dire che prima di prendere un accessorio simile è bene sapere come deve essere la postura perfetta davanti al computer per evitare problemi di cervicale, schiena e altri ancora come in questo caso Tunnel Carpale o Tendinite causati da posizioni scorrette.

posizione corretta pc mouse sedia

Con questa immagine è possibile vedere le varie posizioni in cui dovrebbero stare la schiena, l’angolo di visuale con lo schermo, la postura delle braccia, piedi, gambe e testa.

Fatta questa premessa vediamo l’acquisto di oggi che ho voluto fare più spinto dalla curiosità visto che se non l’avessi visto da un mio collega non ci avrei nemmeno pensato…

In pratica l’acquisto di oggi consiste in un mouse ergonomico per evitare Tunnel Carpale o Tendinite veticale. Per capire di cosa stiamo parlando ecco le immagini del mouse che risulta essere strano a prima vista.

Galleria foto Perixx PERIMICE-513, Mouse ergonomico filo:

In pratica grazie all’impugnatura diversa sarà possibile mantenere il braccio diritto senza che il polso vada a compiere dei movimenti scorretti.

Qui dove comprare il mouse ergonomico per evitare il per Tunnel Carpale e Tendinite:

B00GZIA2AE Perixx PERIMICE-513, Mouse ergonomico filo – 1000/1500/2000 DPI – Natural Ergonomic design verticale

Video unboxing e opinioni del mouse ergonomico:

Caratteristiche tecniche:

  • Mouse con filo USB
  • 1000/1500/2000 dpi Optical Resolution con tasto dedicato per cambiare DPI
  • High Quality Rubber Coating Surface

Si riesce a lavorare bene?

Una volta scartato il mouse e collegato al PC non vi nascondo che il suo utilizzo risulta essere diverso, ma comunque comodo.

La prima cosa che guardo in un mouse è come si comporta il sensore ottico senza tappetino sotto. Il sensore ottico è molto preciso permettendoci di utilizzare il mouse anche su superfici meno perfette del classico tappetino.

Per quanto riguarda a velocità e precisione, quindi il funzionamento di un qualsiasi mouse devo dire che sono più che soddisfatto visto che avendolo pagato nemmeno 15 euro mi sarei aspettato molto meno. Considerate che altri modelli molto simili se non identici costano almeno una decina di euro in più.

Anche i materiali devo dire che sono curati e danno la sensazione di qualità e robustezza fra le mani dando quel tocco in più con il LED blu nella parte laterale. Per chi ha provato diversi mouse potrà capire cosa intendo visto che ci sono mouse che quando prendi in mano sembrano fatti di carta se pagati troppo poco…

mouse per tendinite

Se devo trovare un difetto, posso segnalarvi che in un primo momento dovrete farci l’abitudine visto che risulta essere completamente diversa la posizione dei tasti e il movimento da fare con il cursore. Il puntatore potrebbe risultare più difficile da controllare visto che si ha meno pressione rispetto ad un normale mouse dove il peso cade in modo perpendicolare sui tasti potendo essere più precisi e diretti.

In conclusione posso solo promuovere questo mouse considerando comunque che anche con mouse tradizionali ho sempre cercato di tenere una postura delle braccia ben appoggiate alla scrivania in modo quindi di evitare un eventuale Tunnel Carpale o Tendinite che potrebbero presentarsi dopo ore e ore davanti al computer.

Tratto da hardware-programmi.com

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GUIDA PRATICA PMI SU STRESS E DISTURBI MUSCOLOSCHELETRICI

07/12/2018
Rischi psicosociali, stress e disturbi muscolo-scheletrici: una guida pratica per le piccole imprese

Da OSHA EUROPA

I lavoratori in Europa hanno maggiori probabilità di subire le conseguenze negative dei rischi psicosociali, dello stress o dei disturbi muscolo-scheletrici rispetto a qualsiasi altro problema di salute connesso all’attività lavorativa. Tali problematiche sono suscettibili di ripercuotersi in maniera seria sugli individui e sulle imprese, con frequenti lunghi periodi di assenza per malattia.

In particolare, le micro e piccole imprese possono trovarsi in difficoltà nel fronteggiare questo tipo di situazioni, motivo per il quale è stata concepita questa guida, che illustra un processo in cinque fasi per migliorare l’ambiente di lavoro e offre numerosi suggerimenti utili, metodi di facile applicazione e semplici consigli per aiutare le piccole imprese a prevenire e gestire rischi psicosociali, stress e disturbi muscolo-scheletrici.

Scarica la guida

Consulta le sezioni tematiche su stress e rischi psicosociali e sui disturbi muscolo-scheletrici.

TOOL PER LA STIMA DELLE RADIAZIONI OTTICHE NELLE SALDATURE AD ARCO



saldatura-certificata

E’ online il nuovo calcolatore che consente di stimare il rischio da esposizione a radiazioni ottiche artificiali dei lavoratori che operano in prossimità delle aree ove si effettuano saldature ad arco in relazione alla tipologia di saldatura effettuata (es. MIG, TIG etc.) e alla corrente di saldatura utilizzata.
Il calcolatore consente inoltre di valutare l’efficienza dei di DPI oculari da fornire ai lavoratori che operino in prossimità dell’area di saldatura in funzione delle caratteristiche dei DPI scelti e delle distanze dall’area di saldatura selezionati dall’utente.

Link al calcolatore online (Fonte PAF)

PUBBLICATO L ‘ELENCO DEI TECNICI COMPETENTI IN ACUSTICA

HISPRA, su richiesta e a supporto del MATTM, ha sviluppato la piattaforma informatica denominata ENTECA, Elenco Nazionale dei TEcnici Competenti in Acustica, sulla base delle indicazioni contenute ai commi 3 e 4 dell’art. 21 del D.Lgs. n. 42/2017.

La piattaforma ENTECA contiene l’Elenco Nazionale dei Tecnici Competenti in Acustica, istituito ai sensi dell’art. 21 del D.Lgs. n. 42/2017 nonché l’elenco dei Corsi abilitanti alla professione di tecnico competente in acustica di cui all’Allegato 2, parte B del D.Lgs. n. 42/2017 e l’elenco dei Corsi di aggiornamento professionale previsti all’Allegato 1, punto 2 del D.Lgs. n. 42/2017.

La banca dati web ENTECA  è disponibile al seguente link. (Fonte Ingegneri.info)

VALUTARE IL SOVRACCARICO BIOMECCANICO IN AGRICOLTURA CON IL NUOVO TR23476

Da puntosicuro

Sovraccarico biomeccanico in : il nuovo TR 23476

Un intervento si sofferma su una prima ipotesi di un nuovo Technical Report ISO per l’agricoltura. Il progetto di lavoro, i gruppi omogenei, l’analisi multicompiti e la valutazione annuale del .

Sappiamo che l’agricoltura, il più grande settore lavorativo nel mondo, è anche uno dei settori a maggiore rischio. E riguardo ai rischi per la salute I disturbi muscolo-scheletrici legati al lavoro (WMSD) sono molto diffuse tra gli agricoltori: in Europa “oltre il 50% degli agricoltori riferisce disturbi della colonna vertebrale o degli arti, correlabili alle loro condizioni di lavoro”.

E se tali disturbi sono causati specialmente da movimentazione manuale, lavoro fisico pesante, posture incongrue e movimenti ripetitivi, le norme “ISO 11226, ISO 11228 e, più recentemente, ISO TR 12295 possono risultare utili, con gli opportuni adattamenti, per lo scopo specifico di consentire la Valutazione del rischio diquesti fattori di rischio anche nel settore agricoltura”.

Migrant Farm Workers in Strawberry fields

A ricordarlo con riferimento alla presentazione di un nuovo TR (Rapporto Tecnico) è un intervento al seminario nazionale EPM – INAIL – Regione Marche “Analisi del sovraccarico biomeccanico: news ed esempi applicativi in settori produttivi territoriali nell’esperienza di ASL e INAIL delle Marche”. Un seminario che si è tenuto a San Benedetto del Tronto l’8 giugno 2018.

Il progetto di lavoro per il nuovo TR 23476

Nell’intervento “Documento applicativo per le International Standards (ISO 11228-1, ISO 11228-2 and ISO 11228-3), static working postures (ISO 11226) and ISO TR 12295 nel settore agricoltura”, a cura di Daniela Colombini (EPM IES), ci si sofferma sull’analisi multicompiti a ciclo annuale nel Lavoro ripetitivoe nella movimentazione carichi in riferimento alla prima ipotesi di un Technical Report ISO per l’agricoltura (Ergonomics – Technical Report ISO/NP TR 23476 in ISO/TC 159/SC 3).

Il progetto di lavoro, indica l’intervento, produrrà una dunque una guida (TR) “per l’uso specifico della serie ISO 11228, della ISO 11226 e della ISO TR 12295 nel settore agricolo”.

E la proposta di TR “fornirà agli utenti potenziali indicazioni e ulteriori informazioni su come utilizzare gli standard esistenti in un settore di lavoro diffuso a livello mondiale come l’agricoltura dove, anche se con caratteristiche diverse, il Sovraccarico biomeccanico è un aspetto rilevante, dove l’evento WMSD è molto alto e quindi dove azioni preventive sono necessarie”.

 

E si fa inoltre riferimento alla creazione di “strumenti ‘simple free tools’ che rendano facile e applicabile la valutazione del rischio proposta, utili pertanto per gli obbiettivi del nuovo TR”.

I gruppi di lavoratori omogenei per l’esposizione al rischio

L’intervento riporta molti aspetti correlati al progetto di lavoro, ad esempio con riferimento allo “studio organizzativo generale del processo di lavoro nell’analisi annuale multi-task in agricoltura” e alla ricerca di gruppi di lavoratori omogenei per l’esposizione al rischio.

 

Riguardo in particolare alla struttura generale di un’analisi multi-task si segnala che la rotazione delle attività “è presente quando un lavoratore si alterna tra due o più attività durante un certo periodo di tempo”. E in situazioni particolari, “come in agricoltura, in cui il lavoratore deve svolgere un gran numero di compiti e le attività sono distribuite ‘asimmetricamente’ in tutto il turno e/o nei diversi mesi dell’anno, le valutazioni del rischio possono diventare estremamente complesse. Questo è il motivo per cui è necessario effettuare uno studio preliminare approfondito su come il lavoro è organizzato”.

In questo senso il primo passo – continua Daniela Colombini – “consiste nel definire il tempo necessario per completare il programma di rotazione delle attività; questo è il tempo del macro-ciclo, che può essere: giornaliero, settimanale, mensile, annuale. In agricoltura, il ciclo di alternare i compiti, è più spesso un ciclo annuale, o in base alle condizioni meteorologiche, multi-annuale (2 o 3 raccolti annuali)”.

Riprendiamo dalla presentazione una tabella con un esempio di identificazione di macro-fasi, fasi e compiti eseguiti durante tutto l’anno per l’intero raccolto, senza ancora considerare chi li esegue:

 

 

Rimandiamo alla lettura dell’intervento che si sofferma su vari aspetti:

  • identificazione di macro-fasi, fasi e compiti per ciascuna coltivazione;
  • macro-fasi, fasi e compito: quali e quando
  • ricerca dei gruppi di lavoratori, omogeneo per l’esposizione al rischio.

 

Si indica poi che il modello di pre-mappatura di pericoli e disagi deve “essere somministrato per intervista per gruppi omogenei di lavoratori (cioè gruppi di lavoratori esposti agli stessi rischi professionali)”. E le operazioni coinvolgono due livelli di intervento:

  • Il primo livello comporta un’identificazione rapida e generale dei possibili induttori del rischio attraverso l’uso di specifiche key-enters. Il primo livello è suddiviso in più ‘box’ relativi ai principali tipi di rischi: movimentazione carichi, movimenti ripetitivi degli arti superiori, posture, rumore, microclima, sostanze chimiche, organizzazione del lavoro, stress lavorativo ecc.
  • Il secondo livello, utilizzando procedure di valutazione rapida (solo per lo studio del sovraccarico biomeccanico ) comporta la classificazione del rischio come ‘accettabile’ (indicato come semaforo verde) o ‘molto alto’ (critico o semaforo viola).

Anche in questo caso l’intervento si sofferma su molti aspetti di dettaglio e presenta diverse tabelle esemplificative.

La valutazione annuale del rischio

Riguardo poi alla valutazione annuale del rischio e allo studio analitico del processo di lavoro nell’analisi annuale multi-task, si riporta la procedura generale per steps:

  1. “Calcolare il punteggio di rischio intrinseco di ciascun compito (per tutti i compiti presenti in ogni coltura) per ciascun fattore di rischio, per preparare la ‘valutazione dei rischi delle attività di base’ per ciascuna coltura”; sono riportate indicazioni, anche tecnico normative, in relazione a movimenti ripetitivi degli arti superiori, posture di lavoro del rachide, degli arti inferiori, movimentazione manuale di carichi e trasporto manuale, Traino e spinta
  2. “Definizione del gruppo omogeneo e calcolo della durata proporzionale di ciascun compito in ogni singolo mese dell’anno;
  3. Applicazione di modelli matematici: preparazione preliminare del ‘fittizio giorno lavorativo’ rappresentativo di tutto l’anno e di ogni mese dello stesso anno”.

In particolare due modelli sono proposti “per il calcolo dell’indice di rischio di esposizione finale:

  • uno basato sulla Media Ponderata per il tempo
  • l’altro sul Multitask Complex, che si basa sul valore di rischio del compito più sovraccaricante, calcolato rispetto alla sua durata effettiva, come il punteggio minimo dell’esposizione, che deve essere poi aumentato rispetto al punteggio di rischio degli altri compiti presenti, tenendo conto della loro durata relativa.

Tuttavia “per applicare tali modelli matematici all’esposizione annuale e mensile, è stato necessario convertire i dati relativi sia ai singoli mesi che all’anno in: ‘giornata lavorativa fittizia rappresentativa dell’anno’, prima di ogni mese dell’anno e poi dell’intero anno”. I dati necessari per l’esecuzione di questa conversione sono riepilogati nelle slide relative all’intervento.

 

Come affrontare il sovraccarico biomeccanico in agricoltura

In conclusione questo documento discute le “complesse procedure per affrontare lo studio del sovraccarico biomeccanico in agricoltura, che include lo studio del rischio da movimenti ripetitivi degli arti superiori, nonché la movimentazione manuale dei carichi e il problema di analisi quelle posture lavorative incongrue nell’arto inferiore e nella colonna vertebrale (quelle non incluse nel metodo OCRA e NIOSH)”.

E “criteri e metodi di misurazione già presenti negli standard ISO dedicati agli studi biomeccanici (ISO 11228-1, ISO 11228-2 e ISO 11228-3), postazioni di lavoro statiche (ISO 11226) e ISO TR 12295 sono stati proposti e in qualche modo adattati ed estesi alle caratteristiche del lavoro agricolo che comporta un’organizzazione differente: cicli diversi dal ciclo giornaliero, esposizione a più mansioni lavorative, che si diversificano qualitativamente e quantitativamente nel corso dell’anno”.

Sono affrontati due livelli:

  • livello premappatura globale (tutti i rischi): “Data la chiara complessità della valutazione del rischio, si suggerisce di iniziare con una prima analisi qualitativa e semplice (utilizzando la fase proposta che utilizza domande chiave (KEY-ENTERS) e la valutazione rapida (QUICK ASSESSMENT) ma estesa non solo ai fattori di rischio biomeccanici ma a tutti i rischi, in modo da ottenere una sorta di pre-mappatura del rischio globale (messo a punto e disponibile uno strumento semplice-SIMPLE TOOL- per affrontare questa prima fase di analisi, ovvero un foglio di calcolo in Excel chiamato EPMIES-ERGOCHECK premapMULTIYEARen , presto disponibile su www.epmresearch.org”;
  • livello valutativo analitico (solo sovraccarico biomeccanico): “Questo documento discute inoltre come condurre il reale livello di valutazione del rischio, illustrando i principali criteri e utilizzando esempi di applicazione, rinviando le strategie per applicare metodi di calcolo del rischio agli allegati (metodo OCRA per movimenti ripetitivi, metodo NIOSH per la  Movimentazione manuale di  carichi, studio della postura della colonna vertebrale e degli arti inferiori con il metodo TACOs e PUSHING e / o PULLING) . Anche qui è stato sviluppato uno strumento semplice per affrontare questi tre stadi di valutazione tutti presenti in un unico foglio di calcolo in Excel chiamato ERGOepmOCRA-NIOSH-MULTI -PUSHyearTACOeng (…) disponibile anche su www.epmresearch.org”.

Rimandiamo, infine, alla lettura  della presentazione del progetto della dottssa Colombini su una prima ipotesi di un nuovo Technical Report ISO per l’agricoltura. Il progetto di lavoro, i gruppi omogenei, l’analisi multicompiti e la valutazione annuale del rischio.

Scarica QUI il documento

OIRA PER GLI ACCONCIATORI

Elimina i rischi con lo strumento OiRA: una nuova infografica per gli acconciatori

Lo strumento di valutazione interattiva dei rischi online  (OiRA) introduce una nuova infografica rivolta agli acconciatori, che sono invitati a valutare i rischi per la salute e la sicurezza sul lavoro e a intraprendere misure preventive.

L’infografica descrive in sintesi la semplici fasi per poter condurre una valutazione partecipativa del rischio con OiRA. Dalla preparazione e individuazione dei rischi principali nel settore degli acconciatori a un piano di prevenzione recante suggerimenti pratici per un ambiente di lavoro più sano e più sicuro.

Consulta l’infografica nella tua lingua e prova lo strumento OiRA destinato al settore degli acconciatori a livello nazionale .

NUOVO SERVICE AMAZON PER CAPIRE LE INFORMAZIONI MEDICHE

Da 01health.newsletter

Amazon Web Services ha presentato sul proprio blog, con un intervento a firma dei dottori Taha A. Kass-Hout e Matt Wood, il servizio Amazon Comprehend Medical, già testato dal centro di ricerca sul cancro Fred Hutchinson di Seattle e da Roche Diagnostics.

Si tratta di un servizio di machine learning creato per essere aderente ai requisiti HIPAA (Health Insurance Portability and Accountability Act) che consente di elaborare testi medici non strutturati e di identificare informazioni relative diagnosi dei pazienti, trattamenti, dosaggi, sintomi e altro ancora.

Comprehend Medical di fatto è stato creato da Amazon Web Services per aiutare operatori sanitari, assicuratori, ricercatori e ricercatori clinici, ma anche aziende IT, biotecnologiche e farmaceutiche a migliorare il supporto decisionale clinico, semplificare la gestione degli studi clinici, migliorare la privacy dei dati e soddisfare quindi i requisiti di protezione delle informazioni sanitarie.

Il presupposto di un servizio medico di machine learning

La maggior parte dei dati relativi alla salute e ai pazienti viene archiviata oggi come testo medico non strutturato:note, prescrizioni, trascrizioni di interviste audio e rapporti di patologia e radiologia.

L’identificazione di queste informazioni oggi è un processo manuale che richiede tempo, che richiede l’inserimento di dati da parte di esperti medici altamente qualificati, o team di sviluppatori che scrivono codice e regole personalizzate per tentare di estrarre automaticamente le informazioni.

Amazon Comprehend Medical consente agli sviluppatori di identificare automaticamente i principali tipi comuni di informazioni mediche, con elevata accuratezza e senza la necessità di disporre di un gran numero di regole personalizzate.

Il senso del servizio, espresso dagli autori dell’intervento sul blog di AWS, è che la ricchezza di informazioni contenute nei testi non strutturati dovrà essere in grado, un giorno, di aiutare le persone a gestire la propria salute. Con ciò si intende la gestione dei propri farmaci, la pianificazione delle visite, la responsabile presa di decisioni sulla salute.

Per utilizzare il servizio gli sviluppatori devono solamente fornire un testo medico non strutturato a Comprehend Medical. Il servizio leggerà il testo e quindi identificherà e restituirà le informazioni mediche contenute. Comprehend Medical evidenzierà anche le informazioni sanitarie protette. Cosa importante, non ci sono modelli da addestrare e non è richiesta alcuna esperienza tecnica di machine learning.

Amazon chiarisce che nessun dato elaborato dal servizio verrà memorizzato o utilizzato per la formazione.

Attraverso le API di Comprehend Medical le nuove funzionalità potranno essere integrate con i servizi e i sistemi sanitari esistenti.

Il servizio potrà esser utilizzato per supporto decisionale clinico, come ottenere un’istantanea storica dell’anamnesi di un paziente, gestione del data entry, gestione della sperimentazione clinica, ad esempio identificando e reclutando negli studi clinici pazienti con determinate caratteristiche.

I beta tester del servizio: Fred Hutchinson e Roche Diagnostics

Utilizzando in anteprima il servizio di AWS, il centro di ricerca sul cancro Fred Hutchinson di Seattle sta aiutando a identificare i pazienti per gli studi clinici che possono beneficiare di terapie anticancro specifiche. Ha valutato milioni di note cliniche per estrarre e indicizzare le condizioni mediche, i farmaci e la scelta delle opzioni terapeutiche sul cancro, riducendo il tempo necessario per elaborare ogni documento da ore a secondi.

Il sistema di supporto decisionale Navify di Roche propone soluzioni che accelerano la ricerca e consentono assistenza sanitaria personalizzata. Come ha spiegato Anish Kejariwal, direttore di Ingegneria del software per Roche Diagnostics Information Solutions, “Con i petabyte di dati non strutturati generati ogni giorno nei sistemi ospedalieri il nostro obiettivo è prendere queste informazioni e convertirle in informazioni utili che possono essere facilmente accessibili e comprese. Amazon Comprehend Medical ci aiuta a estrarre rapidamente e strutturare le informazioni dai documenti medici, in modo da poter costruire una visione completa dei pazienti e consentire sia il supporto decisionale che l’analisi della popolazione“.

GUIDA A COME CLASSIFICARE RISCHIO INCENDIO SUL LAVORO

Presentiamo qui un interessante articolo scritto da Andrea Rotella sul sito ingegneri.info



Al fine di fornire al valutatore gli strumenti più utili per la valutazione del rischio incendio, si parte dallaclassificazione del rischio nei suoi tre livelli (basso, medio, elevato), come riportata al punto 1.4.4 dell’Allegato I del D.M. 10 marzo 1998.

Classificazione del rischio incendio

– a rischio di incendio basso: i luoghi di lavoro o parte di essi, in cui sono presenti sostanze a basso tasso di infiammabilità e le condizioni locali e di esercizio offrono scarse possibilità di sviluppo di principi di incendio ed in cui, in caso di incendio, la probabilità di propagazione dello stesso è da ritenersi limitata;
– a rischio di incendio medio: i luoghi di lavoro o parte di essi, in cui sono presenti sostanze infiammabili e/o condizioni locali e/o di esercizio che possono favorire lo sviluppo di incendi, ma nei quali, in caso di incendio, la probabilità di propagazione dello stesso è da ritenersi limitata;
a rischio di incendio elevato: i luoghi di lavoro o parte di essi, in cui per presenza di sostanze altamente infiammabili e/o per le condizioni locali e/o di esercizio sussistono notevoli probabilità di sviluppo di incendi e nella fase iniziale sussistono forti probabilità di propagazione delle fiamme, ovvero non è possibile la classificazione come luogo a rischio di incendio basso o medio.
Come si vede, gli elementi da tenere in considerazione per portare a termine la valutazione, in termini puramente qualitativi, sono:
a) tasso di infiammabilità dei combustibili presenti;
b) caratteristiche specifiche dell’ambiente di lavoro;
c) condizioni di esercizio dell’ambiente di lavoro;
d) probabilità di propagazione dell’incendio.

Esempi luoghi di lavoro a livello di rischio basso

Già dalle precedenti definizioni ci si può rendere conto di come il livello di rischio basso sia attribuibile solo a luoghi di lavoro con:
– sostanze a basso tasso di infiammabilità (es. combustibili solidi),
– in assenza di sorgenti di innesco efficaci (es. fiamme libere),
– perfettamente manutenuti (es. al fine di evitare inneschi derivanti da guasti elettrici)
– e con limitate probabilità di propagazione (es. quantitativi di combustibili limitati a normali esigenze e/o compartimentazione degli ambienti).
Tipicamente, un piccolo ufficio rientrerebbe facilmente in questa classificazione.
È bene precisare che, comunque, ognuno di questi aspetti deve essere descritto dettagliatamente nella valutazione al fine di dare evidenza del percorso metodologico seguito.

Esempi luoghi di lavoro a livello di rischio elevato

Il legislatore, al di là degli elenchi di attività forniti nell’Allegato IX, ha fornito ulteriori elementi che permettono di orientarsi nella classificazione, con particolare riferimento al livello di rischio di incendio elevato.
Sono infatti da considerarsi a livello di rischio di incendio elevato i seguenti luoghi (rif. punto 1.4.4 dell’Allegato I):
1) aree dove i processi lavorativi comportano l’utilizzo di sostanze altamente infiammabili (p.e. impianti di verniciatura), o di fiamme libere, o la produzione di notevole calore in presenza di materiali combustibili;
2) aree dove c’è deposito o manipolazione di sostanze chimiche che possono, in determinate circostanze, produrre reazioni esotermiche, emanare gas o vapori infiammabili o reagire con altre sostanze combustibili;
3) aree dove vengono depositate o manipolate sostanze esplosive o altamente infiammabili;
4) aree dove c’è una notevole quantità di materiali combustibili che sono facilmente incendiabili;
5) edifici interamente realizzati con strutture in legno.
Con riguardo ai punti 1, 2 e 3, ci si può riferire alle schede di sicurezza previste dai Regolamenti CLP e REACH.
In tal senso, si possono fare certamente le seguenti affermazioni:
sostanze altamente infiammabili: rientrano in questa classificazione tutte le sostanze o miscele che presentano le indicazioni di pericolo H220, H222, H224;
sostanze in grado di produrre, in determinate circostanze, reazioni esotermiche: si ritiene che debbano essere considerati tali tutti i comburenti, in quanto la loro presenza è in grado di generare e/o accelerare reazioni esotermiche, anche in assenza di aria o con sorgenti di
innesco normalmente non efficaci.
Si citano a tal proposito le indicazioni di pericolo H270, H 271 e H272. Inoltre alcune sostanze sono in grado di generare reazioni esotermiche, pur non essendo comburenti, come per esempio il sodio o l’acido solforico se miscelati con acqua. In tal senso occorre sempre riferirsi alle indicazioni riportate nella scheda di sicurezza;
sostanze in grado, in determinate circostanze, di emanare gas o vapori infiammabili: sono da ritenersi tali almeno le sostanze o miscele che presentano le indicazioni di pericolo H260 o H261, a causa delle loro reazioni con acqua.
Sempre il medesimo punto 1.4.4 dell’Allegato I assume che “vanno inoltre classificati come luoghi a rischio di incendio elevato quei locali ove, indipendentemente dalla presenza di sostanze infiammabili e dalla facilità di propagazione delle fiamme, l’affollamento degli ambienti, lo stato dei luoghi o le limitazioni motorie delle persone presenti, rendono difficoltosa l’evacuazione in caso di incendio”.
Come si vede, secondo i criteri di cui all’Allegato I, le circostanze che determinano la classificazione di un ambiente a rischio elevato di incendio sono meno rare di quanto si possa pensare. In tal senso, laddove un’area fosse da considerarsi a rischio di incendio elevato, e quindi per definizione a forte probabilità di propagazione delle fiamme, alzerebbe il rischio di incendio delle aree circostanti a meno di non ricorrere ad un’adeguata compartimentazione antincendio.

Riduzione della classificazione del livello di rischio

Secondo la norma (essa fa riferimento al livello elevato, ma si ritiene che, a maggior ragione, le seguenti soluzioni siano valide per il livello di rischio di incendio medio) la classificazione può essere ridotta attraverso:
– la gestione accurata dei processi lavorativi
– la protezione delle vie di esodo dagli effetti dell’incendio;
– l’adozione di impianti di protezione attiva di spegnimento e/o evacuazione di fumo e calore e/o rivelazione incendi (misure, evidentemente, ulteriori a quelle eventualmente previste da regole tecniche verticali).

Accettabilità del rischio

È bene ribadire che, ad ogni modo, l’esito della valutazione del rischio in uno dei tre livelli indicati dalla norma non è correlato all’accettabilità del rischio stesso.
Un ambiente a rischio di incendio elevato non è di per sé un ambiente nel quale il rischio è inaccettabile: lo diventa nel momento in cui le misure adottate non fossero idonee al contenimento del rischio.
In tal senso, il punto 1.4.5 dell’Allegato I al decreto precisa che, nelle attività soggette al controllo obbligatorio da parte dei Vigili del fuoco, l’adozione ed il mantenimento delle misure previste dalla normativa vigente ai fini della prevenzione incendi sono di per sé misura sufficiente a garantirne l’adeguatezza rispetto al livello di rischio.
Per le attività non rientranti nella casistica precedente, si ritengono idonee le misure adottate ai sensi del D.M. 10 marzo 1998, riportate
negli Allegati da II a VII, o laddove non fossero pienamente attuabili, misure compensative e alternative che garantiscano un livello di sicurezza equivalente.
Trattandosi di una valutazione dei rischi, il documento corrispondente dovrà contenere:
– la data (certa) della valutazione;
– i pericoli identificati;
– i lavoratori e altre persone esposte a rischio specifico;
– le misure preventive, protettive e organizzative adottate;
– le conclusioni della valutazione.

INAIL PREMIA I CREATIVI DELLA SICUREZZA

Il Premio Marco Fabio Sartori, dedicato al presidente dell’Inail scomparso nel 2011, si rivolge a giovani tra i 18 e i 35 anni, per la realizzazione di un cortometraggio o di una campagna di comunicazione sulla sicurezza al lavoro

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Sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e, poi, sull’importanza della prevenzione come valore di riferimento per le imprese e per i lavoratori, è ancora l’obiettivo del Premio Marco Fabio Sartori che, da quest’anno, si presenta in una veste rinnovata. Il concorso, giunto alla sesta edizione, è dedicato al presidente dell’Inail scomparso nel 2011 e, da allora, punta sui giovani e sui nuovi linguaggi della comunicazione per diffondere la cultura della sicurezza sui luoghi di lavoro, attraverso la realizzazione di prodotti audiovisivi. Con una possibilità in più da questa edizione: una nuova sezione dedicata alle campagne di informazione, che affianca quella storica dei cortometraggi. Fino allo scorso anno, infatti, il concorso era promosso dalla Direzione regionale Inail della Lombardia.

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il BANDO

Dal 2018, considerata l’efficacia che l’iniziativa ha registrato a livello regionale, il concorso è stato ampliato sul piano nazionale, con il relativo passaggio dell’organizzazione a livello centrale: questo richiederà, pertanto, lo studio di campagne pubblicitarie ad hoc. “I prodotti in concorso dovranno ispirarsi al tema della promozione della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, con particolare riferimento ai settori che presentano maggiori criticità, tra i quali l’edilizia, l’agricoltura e il trasporto merci su strada, oltre agli ambienti confinati o sospetti di inquinamento”, si legge nel testo del bando.

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IL CONCORSO

“Il concorso è suddiviso in due sezioni, una dedicata ai cortometraggi e una alle campagne di comunicazione, e si rivolge a giovani di un’età compresa tra i 18 e 35 anni.  I cortometraggi possono essere realizzati attraverso le forme di un documentario, di un film o di un reportage, con una durata compresa tra i tre e i dieci minuti, mentre i progetti delle campagne di comunicazione devono includere tutti gli elementi indicati nel bando, tra cui l’illustrazione del progetto complessivo, il documento di ideazione creativa, la pianificazione media e i prodotti realizzati (annuncio stampa, spot radio e tv, ecc.)”. Ai primi tre classificati di ciascuna sezione è assegnato un premio in denaro, del valore, rispettivamente di 5mila, 3mila e 1000 euro, oltre alla possibilità di partecipare alla realizzazione dell’attività Inail di realizzazione di campagne di comunicazione nel 2019. La premiazione dei vincitori avverrà in occasione di un evento dedicato ai temi della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro che si svolgerà a Milano il prossimo anno. C’è tempo fino al 9 gennaio 2019 per l’invio della documentazione.

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– Claudia Giraud

http://jobs.artribune.com/competitions/premio-nazionale-marco-fabio-sartori-2018-vi-edizione-del-concorso/2804.php

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NUOVE REGOLE PER IL CONGEDO DI MATERNITA’

Da Agi.it

Chi vorrà, dopo il via libera del medico , potrà restare al lavoro fino al nono mese, usufruendo dell’intero periodo di astensione di 5 mesi dopo il parto. Il nuovo sistema è in alternativa a quello attuale.

Cambia con la manovra il congedo per le neomamme lavoratrici. Chi vorrà potrà scegliere di lavorare fino al parto e godere dei cinque mesi di maternità direttamente dopo la nascita del bambino, a condizione che ci sia l’ok del medico.

Lo prevede un emendamento della Lega contenuto nel pacchetto dedicato alle politiche delle famiglia e approvato dalla commissione Bilancio della Camera. La norma si pone come alternativa a quanto previsto dall’attuale congedo maternità che vieta alle neomamme di lavorare durante i mesi (uno o due) precedenti la data presunta del parto.

Nel testo  si spiega che “è riconosciuta alle lavoratrici la facoltà di astenersi dal lavoro esclusivamente dopo l’evento del parto entro i cinque mesi successivi allo stesso, a condizione che il medico specialista del Servizio sanitario nazionale o con esso convenzionato e il medico competente ai fini della prevenzione e tutela della salute nei luoghi di lavoro attestino che tale opzione non arrechi pregiudizio alla salute della gestante e del nascituro